Articoli con tags ‘ Messico ’


L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán (terza parte)

Feb 5th, 2016 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
Capitolo 5. Triangolo: Kate del Castillo, Sean Penn e “El Chapo” Guzmán A poche ore dall’arresto di Guzmán la procuratrice Arely Gómez ha dichiarato che l’intenzione del capo di girare un film autobiografico e proprio i suoi contatti con attori e produttori avevano permesso alle autorità di trovarlo, anche se le indagini duravano comunque da sei mesi. Su tutta la vicenda ad oggi restano più domande che risposte. Il 2 ottobre 2015 l’attore Sean Penn e l’attrice Kate del Castillo, che ha stabilito il contatto tramite gli avvocati del capo, hanno fatto visita a Joaquín Guzmán Loera in una delle sue proprietà sperdute nella sierra tra il Durango e il Sinaloa e hanno passato la serata con lui, con le sue guardie del corpo e i suoi figli. Tequila e tacos a volontà. E anche qualche chiacchiera, giustamente. Nel gennaio 2012 del Castillo pubblicò un tweet che diventò virale e polemico perché l’attrice affermava, provocatoriamente, di avere più fiducia nel Chapo Guzmán che nel governo messicano. Pare che il boss, che presumibilmente ha avuto diciotto figli con sette mogli e amanti diverse, sia avvezzo ai messaggini di testo e alle donne, quando è in libertà e quando è recluso. Inoltre l’idea del film...


L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán (seconda parte)

Feb 4th, 2016 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
Seconda parte della storia di ‪#‎elChapo‬ Guzmán, curata da Fabrizio Lorusso. Le origini, i segreti, i mille tentacoli di un uomo che comanda le rotte del narcotraffico messicano grazie anche alla complicità di una politica pesantemente concussa Leggi la prima parte Capitolo 3. La terza cattura “Burla e sfida”, furono le parole usate da Peña dopo la fuga di luglio. La sua credibilità cadde in picchiata, il mito del narcos Guzmán si consolidava. Invece la sera di venerdì 8, in attesa di una risalita negli indici di gradimento, il presidente appare raggiante di fronte alle telecamere. Declama sorridente la riacquisita solidità di quelle stesse istituzioni che, pochi mesi prima, s’erano mostrate porose e corrotte nel custodire e lasciar scappare il jefe de jefes. Certo, adesso i complimenti veri vanno alla Marina, probabilmente l’apparato meno corrotto e più efficiente nel Messico della narcoguerra, ma vengono profusi altresì elogi e complimenti a tutte le istituzioni e in generale a presunti miglioramenti nello stato di diritto. Peña s’è vantato dei 98 arresti compiuti dei 122 “obiettivi criminali” prioritari nel Paese. L’opinione pubblica invece si chiede come mai i mercati delle droghe illecite siano fiorenti come mai prima e la violenza di omicidi, sparizioni forzate e sequestri di persona non...


L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán (prima parte)

Feb 3rd, 2016 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
A partire da oggi, e per tre giorni, pubblichiamo, a puntate, la storia di el Chapo Guzmán, curata da Fabrizio Lorusso.  “A cosa starà pensando El Chapo?” Questa semplice domanda, contenuta in un tweet del giornalista messicano Diego Enrique Osorno diventa virale la sera dell’8 gennaio. Sono passate poche ore dalla cattura, la terza, del narcotrafficante più ricercato al mondo, Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, capo dell’organizzazione criminale di Sinaloa. Più conosciuto ormai per il suo alias, “El Chapo”, ossia il tozzo o tarchiato, il capo rinchiuso è diventato un numero: prigioniero 3870 del penitenziario di massima sicurezza El Altiplano, prima La Palma. Nel tweet di Osorno è incorporata una delle foto diffuse dalla stampa dopo l’arresto. Guzmán sta seduto al suo posto vicino al finestrino, in canotta, con lo sguardo perso nel vuoto e la testa reclinata sul vetro. Pensoso, con un suo scagnozzo affianco, e provato dopo un risveglio di sparatorie e fuggifuggi. Il cartello di Sinaloa, conosciuto anche come del Pacifico o Federazione, è l’organizzazione criminale più potente del continente americano e probabilmente del mondo. Muove la gran parte dell’eroina, della cocaina, della marijuana e delle droghe sintetiche negli Stati Uniti e ha espanso le sue attività illegali nel pregiato...


La sfida di Luigi Ciotti dal Messico: “Traffico di droga vuol dire mafia”

Feb 1st, 2016 | Categoria: prima pagina
di Fabrizio Lorusso
Incontro don Luigi Ciotti, in una mattinata di fine gennaio a Città del Messico. L’appuntamento è nella sede di Cauce Ciudadano (Alveo Cittadino), associazione partner di Libera che lavora coi giovani dei quartieri marginali. E’ uno dei pochi momenti disponibili nell’agenda di don Ciotti che ha in programma una lunga serie di incontri con organizzazioni della società civile e vittime della criminalità nel quadro dell’iniziativa Messico per la Pace. Questa campagna ha l’obiettivo di far conoscere in Italia la difficile situazione messicana e sostenere le realtà che in loco lottano per la sua trasformazione. Qual è l’importanza del Messico per Libera? Sono venuto tante volte in Messico. Proprio in questi giorni degli amici mi hanno consegnato dei libri che abbiamo co-editato insieme sul tema della droga. Come Gruppo Abele avevamo portato anche il tema delle dipendenze dalle droghe con dei contatti in Messico per fare progetti insieme, condividere esperienze e darci una mano reciprocamente. Credo che si debbano condividere le esperienze che si fanno e poi ognuno deve calarle nel proprio contesto e territori, nella propria cultura e nel percorso della gente. Questo ha permesso di conoscerci: dire droga vuol dire anche mafia. Il traffico delle sostanze stupefacenti è in mano nella...


Messico, un 2015 senza verità

Dic 31st, 2015 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
A oltre 15 mesi dalla mattanza di sei persone e la sparizione forzata di 43 studenti ad Iguala, le vittime di quel crimine di stato e gli altri 26.000 desaparecidos del Messico continuano a chiedere giustizia. Insieme a migliaia di persone “mancanti” la grande assente è la verità, o almeno la ricerca di versioni plausibili sulla drammatica notte della strage di Iguala in cui, conviene ricordarlo, non solo furono fatti sparire brutalmente i normalisti di Ayotzinapa, ma vi furono anche sei morti, tre studenti e altre tre persone uccise in esecuzioni extragiudiziali, più di 40 feriti e 80 vittime di attentati. A Iguala, località di centomila abitanti al centro dello stato meridionale del Guerrero e, ugualmente, crocevia di fiorenti e disputati traffici di stupefacenti, vi fu una vera e propria operazione militare e repressiva, sviluppatasi in nove attacchi e scenari diversi. Orchestrata dalle autorità locali, confuse e colluse con bande di narcotrafficanti, l’azione è stata realizzata tra le ore 21 e mezzanotte e mezza ed è stata “tollerata”, se non proprio supportata, pure dalla polizia federale e dall’esercito. Ogni 26 del mese per i +43. Sabato 26 dicembre 2015, quattro del pomeriggio, ora di Città del Messico. Un migliaio di persone manifesta per...


Inferno Messico

Nov 10th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Il Messico continua ad attraversare uno dei periodi più “infernali” della sua storia per quanto attiene alla sicurezza pubblica. Secondo stime ufficiali (INEGI, Istituto Nazionale di Statistica e Geografia) e dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) degli inizi 2015, la violenza diffusa nel paese incide sul Pil per l’1,3% ossia più o meno 215 miliardi di pesos (11 miliardi di euro) di cui oltre il 70% in perdite economiche, il 26% per misure preventive di sicurezza e il 3,6% per danni alla salute. Le aree maggiormente pericolose sono gli Stati confinanti con gli Usa e, più recentemente, quello di Michoacan. La diffusa corruzione degli apparati pubblici condiziona fortemente la vita del paese. la giustizia è scadente, lenta, approssimativa. Una riforma del processo penale, avviata sin dal 2008 e imperniata sul modello accusatorio, procede lentissimamente. Molti, troppi, i casi di corruzione tra i ranghi delle diverse polizie ( un vero esercito tra polizia federale, gendarmeria, polizia giudiziaria, polizia statale preventiva, polizia statale e ministeriale, polizie municipali). Non per niente si parla di “cartellizzazione della polizia” a sottolineare le collusioni, i rapporti organici, talvolta, dei poliziotti con i cartelli della droga e con gruppi criminali. I poliziotti con la “schiena dritta” e scomodi...


Ayotzinapa, un anno dopo

Set 28th, 2015 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
La manifestazione del 26 settembre 2015, a un anno dalla strage di Iguala e dalla desaparicion dei 43 studenti di Ayotzinapa, è stata un successo. Nonostante la pioggia oltre 100.000 persone hanno riempito le piazze e le strade del centro storico di Città del Messico e di decine di altre città per tutto il pomeriggio. Il corteo, lunghissimo e animato da bande musicali improvvisate, cori, performance teatrali e striscioni di centinaia di collettivi, facoltà, associazioni e gruppi organizzati, con in testa i genitori dei ragazzi di Ayotzinapa, ha raggiunto la piazza centrale della capitale verso le cinque del pomeriggio, dopo cinque ore di marcia. La polizia, seppur presente nelle strade intorno alle principale in cui sono passati i manifestanti, è rimasta in disparte e non ci sono stati né attacchi né incapsulamenti, come invece era accaduto praticamente in ogni manifestazione del 2014. Più che le mie parole, descriveranno meglio la giornata alcune fotografie (foto-galleria qui e alla fine dell’articolo) e alcuni video (inseriti nel testo e in fondo). Il sostegno per il movimento che chiede giustizia e chiarimento delle responsabilità, oltre che la “restituzione in vita” degli studenti e la realizzazione di indagini trasparenti e complete, ha mostrato la sua...


Dalla droga alla mafia. Nuova mappa del narcotraffico tra Messico e Usa

Set 7th, 2015 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
Periodicamente l’agenzia antidroga americana DEA (Drug Enforcement Administration) traccia la mappa del narcotraffico negli Stati Uniti e in Messico e, in base al lavoro d’intelligence dei suoi uffici distaccati sul territorio, pubblica una relazione sull’evoluzione dei cartelli messicani in America del Nord. Colori e macchie, città conquistate e perse, confini e nomi ormai noti della criminalità organizzata locale e globale non hanno nemmeno bisogno di una legenda per essere compresi. L’impatto visivo è immediato e così l’idea della narcoguerra che insanguina il continente si lega alla geopolitica. I frammenti si ricompongono sullo schermo e, restringendo lo zoom, i pixel scompaiono e la visione globale si fa nitida. La lotta militarizzata alle organizzazioni criminali, che in Messico ha mietuto oltre 130mila vittime in 8 anni e mezzo e ha provocato un aumento drammatico delle violazioni ai diritti umani, viene analizzata dalla DEA in una dimensione internazionale e geografica che, pur offrendo un quadro cognitivo generale, mette in secondo piano le vite quotidiane di milioni di persone che vivono sulla propria pelle le conseguenze della war on drugs e dell’ipocrisia di fondo che la alimenta. Sono i milioni di pixel concentrati nei vari sud del mondo: dal Latinoamerica, o “NarcoAmerica”, secondo il...


Fuga El Chapo, insorgono i vescovi messicani: “Presa in giro per i cittadini”

Lug 14th, 2015 | Categoria: news
“La seconda fuga di Joaquin ‘El Chapo’ Guzman, leader del ‘Cartel de Sinaloa’ attraverso un tunnel dal carcere di massima sicurezza, indebolisce ulteriormente la poca fiducia della popolazione nelle autorità federali”. E’ il commento, riportato dall’agenzia vaticana Fides, del Vescovo della diocesi di Irapuato, mons. José de Jesus Martinez Zepeda. Il presule ha poi osservato che “questo caso è una tragedia in più per il Messico, perché tutto ciò che si dice riguardo alla sicurezza e alla serenità del paese svanisce quando uno spacciatore fugge per la seconda volta da un carcere di massima sicurezza, e rappresenta una presa in giro dei cittadini. Dobbiamo lavorare tutti per superare questa crisi di credibilità, di giustizia, di legalità e quindi provare a ricostruire il paese su una solida base di verità, di giustizia e trasparenza”. Per mons. Martinez Zepeda le autorità dovrebbero avere senso etico e di responsabilità, quindi evitare categoricamente i casi di corruzione. La nota pervenuta a Fides segnala anche le dichiarazioni di altri pastori della Chiesa cattolica in Messico riguardo a questo caso eclatante di cui ha parlando tutto il mondo. Mons. Francisco Moreno Barron, vescovo di Tlaxcala, segnala la “fragilità” di questi centri di “massima sicurezza” e richiamo a...


La (nuova) lunga fuga del Chapo Guzmán

Lug 13th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Fabrizio Lorusso
Negli ultimi anni il Messico ci ha abituato a funesti e surreali colpi di scena. Se non si trattasse del Paese della NarcoGuerra, il conflitto militare con i cartelli della droga che dura da quasi 9 anni, e dei desaparecidos, con 30.000 casi di sparizione forzata e la vicenda dei 43 studenti scomparsi di Ayotzinapa, la fuga di prigione del capo dei capi, il narcotrafficante Joaquín “El Chapo” (“Il Tarchiato”) Guzmán Loera, potrebbe sembrare un episodio isolato, una svista, una fatalità. Invece uno dei boss più ricercati al mondo, che aveva una taglia di 5 milioni di dollari ed era stato catturato dalla Marina il 22 febbraio 2014 nel suo stato natale, il Sinaloa, è riuscito per la seconda volta a prendersi gioco degli apparati di sicurezza messicani e a scappare da un carcere inespugnabile come quello dell’Altiplano, sito ad Almoloya de Juárez nell’Estado de México, regione che si trova tutt’intorno alla capitale e ai centri del potere nazionale. Alle 20:00 della sera dell’11 luglio il jefe del cartello di Sinaloa, un’organizzazione criminale presente in oltre 50 paesi con attività legali e illegali, ha assunto la sua dose consueta di medicine. 52 minuti dopo s’è recato nella zona della doccia della sua...