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Trapani, giornalista a giudizio per aver leso la reputazione di un boss

Feb 3rd, 2015 | Categoria: news
Oggi, martedì 3 febbraio, si svolge la prima udienza, presso il Tribunale di Trapani, del processo nei confronti del giornalista Rino Giacalone – collaboratore anche per «Narcomafie» – accusato di aver offeso la reputazione di Mariano Agate, boss mafioso di Mazara del Vallo deceduto il 3 aprile 2013. A trascinare in giudizio il giornalista siciliano è Rosa Pace, la vedova del boss, la quale sostiene che la reputazione del marito sia stata offesa per quanto scritto da Giacalone nell’articolo “Don Mariano Agate è arrivato al capolinea”, pubblicato dal blog Malitalia. È possibile leggere i dettagli della vicenda a questo link: http://www.narcomafie.it/2014/10/14/la-reputazione-offesa-ad-un-mafioso-giornalista-a-giudizio/ Giacalone, assistito dal suo legale Carmelo Miceli e dall’avvocato Enza Rando dell’ufficio legale di Libera, comparirà di fronte al giudice monocratico Gianluigi Visco.


La reputazione offesa ad un mafioso, giornalista a giudizio…

Ott 14th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
Rino Giacalone sotto processo per avere applicato l’assunto di Peppino Impastato a proposito di mafia e di pezzi di merda (altro…)


Ancora una querela per il giornalista Rino Giacalone

Feb 5th, 2014 | Categoria: articoli
di redazione
  Il giornalista Rino Giacalone (nella foto) è stato querelato da Rosa Pace, vedova di Mariano Agare, il capomafia di Mazara del Vallo. Giacalone è stato accusato di avere offeso l’uomo d’onore morto lo scorso aprile in un coccodrillo pubblicato sul sito malitalia.it in cui, ripercorrendone la carriera criminale, concludeva il pezzo utilizzando parole rese celebri da Peppino Impastato in relazione alla descrizione della mafia. La frase incriminata è “oggi bisogna dire che la sua morte toglie alla Sicilia la presenza di “un gran bel pezzo di merda”. Il pm della Procura di Trapani Franco Belvisi ha notificato l’avviso di conclusione indagini e Giacalone, assistito dall’avv. Carmelo Miceli, ha chiesto di essere interrogato. Della signora Pace colpirono le parole usate per commentare la scelta del vescovo Mogavero di negare il funerale religioso ad Agate, definita “una mera propaganda giustizialista che ha fatto di me e della mia famiglia carne da macello… non ha sentito la necessità di esercitare il ruolo di Pastore di Anime, e di seguire i mirabili comportamenti manifestati da giusti Rappresentati della Chiesa come Padre Puglisi, che ha veramente dedicato la propria vita alla fede ed ai fedeli. (…) [il pentimento religioso di Agate in punto di morte] è...