Articoli con tags ‘ Maurizio Laudi ’


Viaggio in AsproPiemonte

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, articoli
La ‘Ndrangheta è capillarmente presente sul territorio piemontese. Gestisce molteplici affari illeciti – dalle bische clandestine al traffico di stupefacenti – e si infiltra nell’economia legale, in particolare nel settore dell’edilizia e del movimento terra. Ecco la mappa delle principali famiglie note alle autorità inquirenti Il Piemonte è terra di conquista della ’Ndrangheta da decenni, anche se qualcuno sembra volerlo dimenticare. Il rischio di un pericoloso abbassamento della guardia – in particolare a livello politico-amministrativo – si è manifestato all’indomani della strage di Duisburg, quando le pagine del quotidiano torinese «la Stampa» hanno ospitato un’incredibile polemica tra il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Torino Maurizio Laudi e alcuni sindaci della provincia di Torino: mentre il primo descriveva i molteplici traffici criminali controllati dalla mafia calabrese, i secondi negavano recisamente l’esistenza del problema ’Ndrangheta o lo relegavano in un passato ormai superato. Affermazioni così lontane dalla realtà da apparire grottesche. Lo scorso febbraio in una inchiesta della procura di Milano sulle “Nuove Brigate Rosse” all’indomani di un’operazione che ha portato all’arresto di 15 presunti terroristi, sono state resi noti i contenuti di alcune intercettazioni telefoniche nell’ambito delle quali, Salvatore Scivoli, emigrato a Nichelino dalla provincia di Caltanissetta, pregiudicato per rapina convertito...


Situazione sotto controllo, ma…

Mar 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Maurizio Laudi Maurizio Laudi, 58 anni, da cinque dirige la Direzione distrettuale antimafia di Torino. Magistrato dal 1974, giudice istruttore fino al 1990, si è occupato prevalentemente di terrorismo e, per quanto riguarda la criminalità organizzata, di indagini sul clan dei Catanesi. Nel consiglio superiore della magistratura dal 1990 al 1994, dal 1995, come procuratore aggiunto, si è occupato di reati contro la pubblica amministrazione, senza abbandonare il filone delle indagini sul terrorismo. Dottor Laudi, come ricorda il panorama criminale piemontese negli anni 70 e 80? La nostra Regione ha vissuto una stagione critica in quel periodo: erano attivi prevalentemente gruppi ’ndranghetisti e siciliani con una prevalenza dei primi sui secondi, mentre la presenza della Camorra è sempre stata marginale. Furono perpetrati gravi reati, dall’omicidio al sequestro di persona. La risposta istituzionale all’inizio non fu pronta perché le forze investigative erano concentrate prevalentemente sul terrorismo, mentre fu decisamente più efficace negli anni 80. L’ultimo grande processo, denominato “Cartagine”, dei primi anni 90, favorì scelte collaborative di un certo spessore che determinarono uno scompaginamento dell’equilibrio consolidato dei gruppi di criminalità organizzata del torinese. E oggi? La presenza palese di gruppi definibili di matrice mafiosa è molto attenuata. I più attivi sono quelli calabresi. Dove...