Articoli con tags ‘ Matteo Messina Denaro ’


La promessa di Franco Roberti: “Presto cattureremo Matteo Messina Denaro”

Giu 15th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Il superlatitante Matteo Messina Denaro “verrà catturato sicuramente quanto prima”. Lo ha detto il procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, in occasione della consegna del premio Amato Lamberti a Napoli dove ha ricordato “i grandi risultati ottenuti nella lotta contro le mafie e la cattura dei grandi latitanti”. Considerazioni dure anche sulla corruzione che, secondo i procuratore è “il collante tra le istituzioni e le mafie”. Fino a questo momento, ha poi precisato, “con la mannaia della prescrizione per i reati contro la Pubblica amministrazione, non si è fatto quasi nulla”. “Purtroppo – ha lanciato l’allarme – il contrasto a questo fenomeno gravissimo non si è realizzato. Oggi si comincia”. “Non aver affrontato questo stato di cose – sottolinea – ha causato un rafforzamento della criminalità organizzata infiltrata in istituzioni e aziende, favorita anche dalla crisi economica”. Come reagire? Secondo il procuratore, nel contrasto alle mafie “serve un lavoro intensissimo per favorire la cooperazione internazionale”, che dice: “La cooperazione internazionale è venuta a mancare. Ora in Europa c’è il problema di far passare contenuti di cooperazione internazionale – afferma – come per esempio la confisca allargata o mandato arresto europeo perché costituisce ancora una barriera la sovranità dei singoli Stati membri”. Nonostante “i grandi...


Trapani, confiscati 26 milioni euro a favoreggiatore di Messina Denaro

Giu 15th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
26 milioni di euro. A tanto ammonta la cifra che la questura di Trapani, su decreto emesso dal tribunale della città siciliana, ha confiscato all’imprenditore 55enne Michele Mazzara, condannato per favoreggiamento del boss Matteo Messina Denaro. Una somma enorme, che spiega, secondo le ipotesi degli inquirenti, l’improvviso picco delle condizioni di vita dell’imprenditore, passato, in pochi anni, da piccolo coltivatore a ricco professionista del settore agricolo, edile e alberghiero. Alle indagini patrimoniali ha partecipato la Guardia di Finanza.


Trapani, il senso di quel 23 maggio 1992 nelle iniziative sul territorio

Mag 25th, 2015 | Categoria: Uncategorized
di Rino Giacalone
Niente passerelle, niente politici in prima fila, niente grandi parole o manifestazioni parolaie. Il ricordo dei 23 anni trascorsi dalla strage di Capaci del 23 maggio 1992, dove morirono Giovanni Falcone, sua moglie –  il giudice Francesca Morvillo –, dove vennero fatti a pezzettini dalla violenta esplosione in autostrada gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, è stato celebrato a Trapani con una iniziativa che più di altre, ma senza dubbio integrandosi con quelle alcune di quelle fatte negli anni passati – e pensiamo alle manifestazioni di Libera organizzate con le scuole –, ha saputo indurre i giovani studenti a comprendere meglio che oggi non sono il futuro ma sono semmai un forte presente, ed è servita ad avvicinare i giovani studenti ai meccanismi della giustizia che non è fatta da un gruppo di Torquemada, come scrive nei suoi “pizzini” il capo mafia latitante Matteo Messina Denaro, ma è rappresentata da donne e uomini che lavorano con i codici e le leggi alla mano. Il progetto è culminato con l’affidare agli studenti dei licei Classico e Scientifico, Ximenes e Fardella, i compiti di giudici, pm e avvocati difensori, tornando a celebrare nell’aula bunker “Giuseppe Montalto” del carcere di...


Condannata a 13 anni la sorella di Matteo Messina Denaro

Apr 2nd, 2015 | Categoria: news
Patrizia Messina Denaro e Francesco Guttadauro, rispettivamente sorella e nipote del boss latitante di Castelvetrano, sono stati condannati rispettivamente a 13 e 16 anni di reclusione per associazione mafiosa e tentata estorsione. La donna è stata inoltre condannata per estorsione ma assolta da una seconda accusa per il medesimo reato. Secondo i pm Paolo Guido e Carlo Marzella, Patrizia Messina Denaro gestiva l’organizzazione facendo di fatto le veci del marito detenuto. La condanna è stata emessa ieri, mercoledì 1 aprile, dal tribunale di Marsala presieduto da Gioacchino Natoli, a seguito dell’operazione “Eden” del dicembre 2013 svolta dalla Dia e dai corpi di Polizia e dei Carabinieri di Palermo. In aula anche altri tre imputati: l’imprenditore Vincenzo Torino, condannato a tre anni per intestazione fittizia di beni (aggravata), Antonino Lo Suto (accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso) e Girolamo La Cascia (accusato di favoreggiamento), entrambi assolti.


Processo al clan Messina Denaro, l’arringa dell’associazione Libera

Mar 18th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
“È stata raggiunta la piena prova che i sodali della famiglia mafiosa di Castelvetrano esercitavano un penetrante controllo del territorio con i classici metodi mafiosi che consentiva loro di condizionare  l’intero sistema economico del comprensorio trapanese e non solo”. È netta la conclusione che dinanzi al Tribunale di Marsala è stata offerta dagli avvocati della difesa di parte civile Enza Rando e Domenico Grassa, rappresentanti Libera nel processo che vede alla sbarra il gruppo più vicino al mafioso latitante Matteo Messina Denaro. È toccato in particolare all’avvocato Grassa tenere l’arringa, e il dito puntato contro il clan dei Messina Denaro non è stato solo quello degli avvocati ma quello di una intera associazione – Libera per l’appunto –  che con i suoi rappresentanti sempre presenti in aula ha voluto marcare la distanza tra la società civile e il gruppo di malavitosi tifosi del boss. Principale imputata del processo è Patrizia Messina Denaro, la sorella del capo mafia latitante, figlia di capo mafia, il fu don Ciccio Messina Denaro, il “padrino” con il bisturi come veniva appellato, moglie di mafioso, Vincenzo Panicola, in carcere già da tempo. Patrizia Messina Denaro, soprannominata “a curta”, durante il dibattimento ha voluto far sentire la sua voce,...


Trapani, sequestrati beni alla sorella di Matteo Messina Denaro

Dic 2nd, 2014 | Categoria: news
 Ieri, 1 dicembre, il Tribunale di Trapani ha disposto il sequestro di beni immobili per un valore di 70 mila euro nei confronti di Anna Patrizia Messina Denaro, sorella del boss latitante Matteo Messina Denaro. Anna Patrizia Messina Denaro è ritenuta responsabile di aver estorto a Girolama La Cascia, destinataria di una cospicua eredità, una somma pari a 70 mila euro. I soldi sarebbero serviti a sostenere la latitanza del fratello. Il provvedimento prevede il sequestro di tre fondi di contrada “Zangara”, nelle campagne di Castelvetrano, che la donna aveva ricevuto in donazione ancora dieci anni fa. L’ordine di sequestro riguarda una vicenda contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della sorella del boss Messina Denaro, arrestata lo scorso dicembre durante l’operazione Eden con l’accusa di associazione mafiosa ed estorsione. In quella occasione vennero arrestate 30 persone, tra cui Girolama La Cascia, fermata perché aveva negato agli investigatori di aver consegnato tale somma, e 5 famigliari del boss, compresa Anna Patrizia che, secondo gli inquirenti era in contatto con il fratello e smistava i suoi ordini.   (e.p)


Sedici arrestati per il clan di Messina Denaro

Nov 19th, 2014 | Categoria: news
Dall’alba di questa mattina, il comando provinciale di Trapani insieme ai carabinieri del Ros stanno eseguendo un blitz antimafia nei confronti del clan del boss Matteo Messina Denaro, tuttora latitante. Su richiesta della procura distrettuale antimafia di Palermo, quest’operazione ha portato all’arresto di 16 affiliati di Cosa nostra di Castelvetrano accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina pluriaggravata, sequestro di persona, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi. Come riporta Rino Giacalone su «La Stampa», tra gli arrestati c’è anche Lillo Giambalvo, diventato consigliere del comune di Castelvetrano nel luglio di quest’anno. “Questo intervento” – spiega il comandante del Ros, Mario Parente, ai microfoni di «Sky TG24» – si inquadra in una più ampia attività investigativa per la ricerca del boss latitante Matteo Messina Denaro. Le indagini – continua il comandante – hanno consentito di confermare il ruolo di vertice assunto nel recente periodo dal nipote del boss, Francesco Guttadauro, che aveva riorganizzato il sodalizio … anche con un pervasivo controllo del territorio”. L’intervento di stamattina rappresenta un altro passo avanti per depotenziare i circuiti criminali di riferimento del boss, nel tentativo di arrivare alla sua cattura.


Trasferimento a Napoli di Giuseppe Linares: la risposta di Alfano

Feb 4th, 2014 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Un paio di interrogazioni parlamentari rimaste nel cassetto da mesi, infine il ministro dell’Interno Alfano è stato di parola. Quando qualche settimana addietro il capogruppo al Senato di 5 Stelle, il senatore Santangelo, lo aveva accusato di fuggire via dai suoi obblighi parlamentari, non rispondendo in aula alla interrogazione – calendata –  sul trasferimento a Napoli dell’ex capo della divisione anticrimine della Questura di Trapani, Giuseppe Linares (nella foto), il capo del Viminale aveva risposto affermando che avrebbe parlato del caso in commissione antimafia. E ieri, lunedì 3, così è stato. Linares, ex capo della Mobile di Trapani, promosso primo dirigente alcuni anni addietro e posto alla guida della divisione anticrimine (dove ha fatto lievitare notevolmente il numero delle proposte di sequestro di beni a mafiosi e favoreggiatori), dall’autunno scorso ha lasciato la Sicilia e posto a capo della direzione Dia di Napoli. “Promoveatur ut amoveatur” per tanti, un esperto “cacciatore” di mafiosi, Matteo Messina Denaro in testa, portato ad occuparsi di altra mafia, la camorra. Il ministro Alfano  ha parlato del trasferimento in termini di emergenza. Parlando della latitanza (ventennale) di Matteo Messina Denaro, boss del Belice e non solo, il latitante numero uno di Cosa nostra, ha detto in...


Sicilia, confiscati beni per un valore di tre milioni di euro

Nov 5th, 2013 | Categoria: news
Beni immobili per circa 1,8 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza di Palermo in esecuzione di tre distinti provvedimenti emessi dagli uffici misure di prevenzione dei tribunali di Palermo e Trapani sulla base dei risultati di accertamenti economico-patrimoniali. Tra le persone colpite dalla misura di prevenzione figura anche Salvatore Messina Denaro, fratello del capo mafia latitante Matteo Messina Denaro. A Salvatore Messina Denaro sono stati confiscati conti correnti, depositi, investimenti in titoli e polizze assicurative per circa 220 mila euro. Salvatore Messina Denaro, 60 anni di Castelvetrano fu arrestato nel marzo del 2010 nell’ambito dell’operazione “Golem” per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni perché ritenuto reggente del mandamento mafioso di Castelvetrano. Beni immobili per oltre 1,2 milioni di euro sono stati inoltre sottratti dai giudici di Palermo a Giovanni Cusimano, 72 anni di Palermo, destinatario nel 2008 di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa ed estorsione. Viene indicato dagli investigatori come appartenente alla famiglia mafiosa di “Tommaso Natale”, legato da rapporti di parentela con il boss Salvatore Lo Piccolo. L’altra confisca riguarda una impresa edile e due ditte di lavorazione del marmo per un valore di circa 370 mila euro ed è stato eseguito nei...


“Matteo è un mio grande amico”. Ecco la nuova mafia di Messina Denaro

Dic 10th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
La mafia dentro le istituzioni. Non ci sono dubbi che le cose stanno messe in questa maniera. Santo Sacco, sindacalista della Uil fino all’anno scorso, titolare di un patronato, non è la prima volta che finisce in rapporti giudiziari ma fino a 48 ore fa quando è finito in manette nell’operazione antimafia “Mandamento”, condotta dai Carabinieri di Trapani e coordinata dalla Dda di Palermo, l’aveva fatta franca. Sebbene su di lui gravavano sospetti pesanti addirittura quelli di avere partecipato alla guerra di mafia di Alcamo dei primi anni ’90. Lo aveva riconosciuto il pentito di mafia Santino Di Matteo (il papà di Giuseppe ucciso per vendetta dagli animali assassini mafiosi), lo aveva riconosciuto in foto dicendo che lo aveva visto accompagnare Matteo Messina Denaro, attuale super latitante, ad Alcamo a casa dei Ferro dove si preparò uno degli attentati contro i clan avversi a quelli che comandavano nell’alcamese. Già alcuni anni addietro il pentito di Alcamo Vincenzo Ferro lo aveva indicato come terminale belicino per la raccolta dei pizzini. Ferro (per il quale Santo Sacco si sarebbe interessato “tramite un influente personaggio di Salemi” e su indicazione di “Matteo Messina Denaro”, per farlo assumere in un corso di formazione professionale)...