Articoli con tags ‘ massoneria ’


Le masso-mafie del trapanese. La Commissione antimafia in Sicilia per far luce

Lug 21st, 2016 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
“Abbiamo sconfitto la mafia contro la quale combatterono Falcone e Borsellino. Oggi abbiamo innanzi una mafia che è mutata, che uccide di meno ma incide di più nella vita sociale, politica ed economica del Paese”. Sono le parole della presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, espresse a conclusione della tre giorni siciliana, una missione durante la quale numerose sono state le audizioni ma c’è stata anche la significativa presenza alle manifestazioni a ricordo dei 24 anni dalla strage di via d’Amelio. “Abbiamo ritardi anche politici da scontare – ha detto la Bindi – Falcone e Borsellino non sono stati mai ascoltati da una commissione antimafia, a 24 anni dalla strage di via d’Amelio abbiamo ascoltato Lucia Borsellino, figlia del procuratore aggiunto Paolo ucciso con la sua scorta il 19 luglio del 1992, a lei abbiamo promesso il nostro impegno, ma dobbiamo anche dire che si tratta di restituire non solo a lei e alla famiglia Borsellino, e ancora alla famiglia Falcone, alle famiglie dei poliziotti uccisi, dobbiamo restituire al Paese segmenti di verità”. La nuova mafia. Il lavoro di audizione e raccolta dell’antimafia nel trapanese è stato lungo e complesso. D’altronde, è qui, nella terra di Trapani, che da sempre le mafie hanno...


Occhi e mani della ‘ndrangheta anche sul Terzo Valico. Indagato vicepresidente del Consiglio della Calabria

Lug 19th, 2016 | Categoria: news
di p.f.
40 arresti per altrettanti affiliati o persone contigue alle cosche con radici nella piana di Gioia Tauro ma con emanazioni anche in Liguria. Sono questi i numeri dell’operazione “Alchemia”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Un’operazione che rivela ancora una volta i potenti interessi dei clan sugli affari e sulle opere di casa nostra. Succede così che, sotto la lente degli investigatori dello Sco e della Squadra Mobile della polizia e dei reparti della Dia, siano finiti affari e attività dei clan di ‘ndrangheta Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro, che dalla Calabria hanno infiltrato l’economia del Ponente ligure, mettendo le mani anche sugli appalti del Terzo Valico. Un’altra, importante, dimostrazione di come la ‘ndrangheta fosse particolarmente attenta al business Tav. A favorire l’attività dei clan, sarebbero stati alcuni politici nazionali, regionali e locali. Tra loro, spunta (nuovamente) il nome del senatore di Gal Antonio Caridi per cui i magistrati reggini hanno già chiesto l’arresto all’interno dell’operazione “Mammasantissima”, che ha svelato interessi mafioso-massonici. Tra gli indagati anche il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino: nei suoi confronti viene ipotizzato il reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta. Perquisiti casa e ufficio, ma D’Agostino non sarebbe indagato in...


“Brotherwood”, affari tra Cosa nostra e massoneria catanese

Giu 16th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Saul Caia
Mafia e massoneria insieme, uniti da un’amicizia ‘fraterna’ per cooperare nell’aggiudicazione di appalti, estorsioni e recupero di beni finiti nelle aste giudiziarie. È il panorama emerso dall’operazione Brotherwood condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Catania che ha portato all’arresto 6 persone, mentre altre 5 risultano indagate. La figura apicale è Aldo Ercolano, considerato il reggente dell’omonimo clan Ercolano-Santapaola, figlio del pluripregiudicato Sebastiano ‘Iano’ Ercolano e nipote del boss della cupola Benedetto ‘Nitto’ Santapaola. Già coinvolto in diverse operazioni antimafia, era sorvegliato speciale da diversi mesi, eppure al momento dell’arresto nel suo appartamento le forze dell’ordine hanno trovato quattro pistole, più una ad aria compressa e un fucile. Il mediatore tra il mondo mafioso e quello massone sarebbe Sebastiano Cavallaro, ‘uomo di fiducia’ di Ercolano e contemporaneamente ‘primo diacono’ del gruppo massonico Kairos, una delle quattro logge aderenti all’effigie della “Gran Loggia Massonica Federico II Ordine di stretta osservanza, di rito scozzese antico e accettato”, fondata a Catania nel 2010 e diretta dal venerabile maestro Massimo Pellegrino, che però non è coinvolto nell’inchiesta. All’interno della ‘Federico II’ ricopre la carica di ‘sovrano’ Francesco Rapisarda, altro arrestato, imprenditore etneo accusato insieme al fratello Carmelo di turbativa d’asta. Il modus operandi. Negli atti del giudice...


Processo Hiram: i pm chiedono 40 anni di carcere

Ott 14th, 2010 | Categoria: news
Il processo “Hiram”, relativo ai rapporti tra mafia e massoneria, cominciato nel 2008 è arrivato adesso ad una svolta. Il 12 ottobre, presso la terza sezione penale di Palermo, i pm della Dda Fernando Asaro e Paolo Guido hanno avanzato le richieste di condanna per i cinque imputati: l’imprenditore agrigentino Calogero Licata, l’imprenditore mazarese Michele Accomando, il ginecologo palermitano Renato De Gregorio, l’impiegato della Cassazione Guido Peparaio e l’imprenditore Nicolò Sorrentino di Marsala. I reati contestati sono di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo ai sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d’ufficio. Gli anni di prigione richiesti dai pm ammontano a un totale di 40, suddivisi in 12 per Licata, 7 anni e 6 mesi per Peparaio, 7 anni per Sorrentino, 6 anni per Accomando e 4 anni per De Gregorio. L’inchiesta, cominciata nel 2008, dopo anni di indagini tra Agrigento e Trapani, ha acclarato gli obiettivi del sodalizio mafioso-massonico: rallentare o zittire alcuni processi di mafia in Cassazione. Il meccanismo vedeva partire le richieste di rallentamento e alterazione dei processi per mafia da parte di alcuni vertici di Cosa nostra della zona tra Agrigento e Trapani. Tali richieste giungevano in Umbria dove risiedeva Rodolfo...


La P3 scoperta da Cordova

Ago 15th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Certe intuizioni falliscono perché arrivano troppo presto, quando nessuno è ancora disposto a sostenerle. Oppure quando non sono sufficientemente definite o hanno avversari troppo potenti. Quale che sia il caso, il silenzio è stato il destino dell’intuizione investigativa di Agostino Cordova, figura controversa e testarda, che da procuratore di Palmi firmò, nel 1992, la prima grande inchiesta italiana sulla massoneria deviata. Partendo dagli affari del clan Pesce, attraverso la scoperta di relazioni pericolose tra mafiosi, politici e imprenditori calabresi, Cordova finì nelle trame degli affari miliardari di Gelli e di una miriade di personaggi legati a logge massoniche coperte. Fu come aprire un vaso di Pandora, da cui continuavano a uscire nomi e connessioni. Il 27 maggio del 1993 Cordova inviò un rapporto al Csm sull’ingerenza dei massoni nel potere pubblico: consegnò i nomi di 40 giudici e due liste di parlamentari. Comunicò che almeno 40 degli inquisiti della tangentopoli milanese erano massoni, così come lo erano 11 dei parlamentari per i quali è stata richiesta l’autorizzazione a procedere. Alla conclusione delle indagini scrive: «La massoneria deviata è il tessuto connettivo della gestione del potere […]. È un partito trasversale, in cui si collocano personaggi appartenenti in varia misura a quasi tutti...


Concorrenti sleali

Giu 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_6_2010 “Camorra a Parma? Solo sparate”. Così rispose, nel marzo 2009, il prefetto Paolo Scarpis a Roberto Saviano, che aveva ricordato le commistioni affaristiche tra Pasquale Zagaria, fratello del latitante Michele, e il costruttore parmense Aldo Bazzini, condannato nel 2008 per associazione camorristica. Eppure che le infiltrazioni criminali in quell’area siano una realtà con cui fare i conti lo dimostrano le recenti operazioni delle forze dell’ordine. A un anno di distanza dal “Dossier Modena”, Narcomafie torna in Emilia Romagna per documentare gli affari della criminalità organizzata in uno dei territori più ricchi d’Italia (altro…)


La “Rinascita” del malaffare

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
“E dopo Mani pulite vissero tutti moralizzati e contenti”. Era questo il lieto fine in cui in quei primi anni 90 sperava l’italiano medio… (altro…)


La vita di un uomo perbene

Dic 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Il suo suicidio ha messo in moto meccanismi che per anni non erano stati avviati. A più di un anno dalla sua morte, le battaglie di Adolfo Parmaliana non sono terminate. Angosciante e doloroso è constatare la necessità di un gesto tanto estremo per tornare a parlare di un pezzo di terra che va da Messina a Barcellona Pozzo di Gotto. Terra di mafia, di massoneria, di compenetrazione tra legale e illegale tali da relegare al silenzio o alla delegittimazione, chiunque cerchi di denunciarle. C’è tutto questo nella vita e nella morte del professor Parmaliana, docente di chimica industriale di rango internazionale, ma prima di tutto cittadino, politicamente impegnato nella denuncia costante dell’illegalità e del compromesso. Il libro di Alfio Caruso ci restituisce le battaglie di questo uomo perbene di Terme Vigliatore. Ma prima ricostruisce il terreno entro il quale Parmaliana uomo, già politico del Pci, del Pds e dei Ds, si muove. La provincia di Messina, tradizionalmente e convenzionalmente definita “babba”, un modo sbrigativo per dirla avulsa dal gioco mafioso. Ma così non è mai stato: «Messina come un verminaio», l’aveva apostrofata il vicepresidente della Commissione antimafia, Nichi Vendola, terreno di conquista e di affari per i potenti...


Inchiesta mafia – massoneria, perquisita la Cassazione

Lug 10th, 2008 | Categoria: news
Su richiesta della Dda di Palermo, il 17 giugno scorso otto persone sono state arrestate in varie località italiane con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo a sistemi informatici e rivelazione di segreto d’ufficio. Tra gli arrestati Rodolfo Gracini, faccendiere con solide amicizie in ambienti politici ed ecclesiatici romani, Michele Accomando, noto imprenditore di Mazara del Vallo arrestato nel 2007 per mafia e condannato a 9 anni e tre mesi di carcere, Calogero La Licata, funzionario del ministero delle finanze in servizio ad Agrigento, Guido Peparaio, impiegato del ministero della Giustizia in servizio presso la cancelleria del seconda sezione della Corte di Cassazione e Francesca Surdo, poliziotta palermitana impiegata nella segreteria del direttore del Servizio centrale operativo della polizia di Stato. In manette anche gli imprenditori agrigentini Calogero Russello, 68 anni, in passato già indagato per mafia, e Nicola Sorrentino. Secondo l’ipotesi investigativa su cui si fonda l’inchiesta denominata “Hiram”, il gruppo, composto da alcuni elementi direttamente aderenti (come Accomando) o comunque vicini a logge massoniche, si adoperava dietro il pagamento di ingenti somme di denaro per l’insabbiamento di processi penali in Cassazione, al fine di far maturare i tempi di prescrizione. Tra...


Alleanze strategiche e patti di sangue

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Per la ’Ndrangheta l’alleanza con la massoneria deviata è stata funzionale al conseguimento di invisibilità e impunità. E proprio la segretezza e l’impermeabilità dell’associazione hanno fatto sì che, in oltre un secolo di vita, si sia consolidato il ricorso a giuramenti, rituali e simbologia sacra  L’immagine sacra bruciata, rinvenuta nelle tasche di uno dei calabresi assassinati a ferragosto in Germania, ha, in qualche modo, confermato quanto avevo sinteticamente annotato nel saggio Mafia gialla, mafia nera (Ed. Berti, 2005) a proposito della vigenza dei giuramenti di iniziazione per entrare a far parte delle “fratellanze segrete” mafiose. Il fenomeno, peraltro, non è solo italiano. Il simbolismo, i rituali, i codici specifici sono elementi che ricorrono in molte associazioni criminali del mondo perché ritenuti essenziali per assicurare loro dignità, identità, sicurezza e senso di appartenenza. Cosa nostra, la Camorra, la ’Ndrangheta, le triadi cinesi, sono quelle che maggiormente vi hanno fatto, e vi fanno, ricorso tanto più in quanto caratterizzate, almeno originariamente, da strutture autoritarie, verticistiche, segrete. Soprattutto agli albori della loro attività, esse si sono presentate come strumenti di assistenza e di protezione dei più deboli, inventando miti ed origini misteriose o addirittura nobili ascendenze, per apparire con un’immagine accattivante, derivata da attività finalizzate...