Articoli con tags ‘ Massimo Sabatino ’


Processo Lea Garofalo, la fatica di ricordare

Dic 20th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
L’udienza del processo Lea Garofalo ieri – 19 dicembre – è stata caretterizzata dai «Non ricordo», «Forse», e da discrepanze tra ciò che i teste avevano dichiarato nel corso delle prime deposizioni rilasciate ai Carabinieri e agli inquirenti e ciò che hanno raccontato davanti alla Corte d’Assise presieduta da Anna Introini. (altro…)


Processo Lea Garofalo, riprendono le udienze

Dic 2nd, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
«Signor Giudice, è opportuno che questa Corte salvaguardi i principi cardine che garantiscono un processo equilibrato. Per questo chiediamo che Lei partecipi a tutta l’attività istruttoria, risentendo tutti i teste che hanno già deposto e non limitandosi alla lettura delle carte». Così Daniele Sussmann Steinberg, di fronte alla neo insediata Presidente Anna Introini, motiva la decisione compatta che la difesa ha assunto. Corte d’Assise: ieri, giovedì primo dicembre, è ripreso il processo Lea Garofalo, dopo la nomina del Presidente Filippo Grisolia a capo del Gabinetto del ministro della Giustizia che di fatto ha stoppato il dibattimento. Richiesta accolta: nel corso dell’udienza di ieri si sono dunque ascoltati i teste già in calendario per il 23 novembre (quando fu data la notizia relativa al cambio del Presidente) e fissate le date che da qui a marzo permetteranno di sviluppare questo delicato processo, per un totale di ventuno udienze. Il primo teste – di nazionalità orientale – ha raccontato alle parti di gestire un negozio di alimentari in via Montello 6 a Milano, e che abitualmente presta il proprio furgone ad amici e vicini. Lo fece anche con Vito “Sergio” Cosco e Massimo Sabatino (riconosciuti attaverso delle foto identificative fornite dall’accusa) il 4...


IL COLLABORATORE ANGELO CORTESE: “CARLO COSCO MI CHIESE DI UCCIDERE LEA GAROFALO”

Ott 28th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
È stata una giornata densa di testimonianze quella che ieri, giovedì 27 ottobre, si è svolta nel Tribunale di Milano in merito al processo per l’omicidio di Lea Garofalo. Il primo a salire virtualmente sul banco dei teste è stato il collaboratore di giustizia Angelo Salvatore Cortese, collegato in videoconferenza. Cortese, affiliato alla ‘ndrangheta dal 1985, fu arrestato nell’ambito dell’operazione “Scacco matto” del 2000, che aveva anche fatto scattare le manette ai polsi di Pasquale Nicoscia, il capobastone dell’omonima cosca operante a Isola Capo Rizzuto. Cortese era stato rinchiuso presso il carcere di Catanzaro dal 2001 al 2003, e dal 2 novembre al 21 dicembre 2001 era stato compagno di cella di Carlo Cosco, compagno di Lea Garofalo e imputato per omicidio e distruzione del cadavere tramite scioglimento nell’acido. «Fin da subito – ha dichiarato il teste rispondendo alle domande del pm Marcello Tatangelo – ho instaurato con Cosco un buon rapporto: chiacchieravamo, cucinavamo insieme all’interno della cella. Io lo conoscevo già, un mio compaesano mi aveva parlato di lui e mi aveva detto che aveva problemi con la moglie, che non lo andava più a trovare in carcere impedendogli di vedere anche la figlia e che aveva instaurato una...


Processo Lea Garofalo, la parola alla difesa

Ott 14th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
La vita di Denise Cosco era già stata posta sotto la lente d’ingrandimento il 29 settembre scorso, quando la giovane figlia di Lea Garofalo aveva deposto dinanzi al pm Marcello Tatangelo. Ciò che è avvenuto ieri, giovedì 13, a Palazzo di Giustizia di Milano è stato ancora più pressante. La ragazza è tornata a sedersi dietro al banco degli imputati – nascosta dagli sguardi degli imputati (il padre Carlo Cosco, gli zii Vito e Giuseppe Cosco, l’ex fidanzato Carmine Venturino, oltre a Rosario Curcio e Massimo Sabatino) e del pubblico presente in aula – per sottoporsi alle domande della difesa. (altro…)


Processo Lea Garofalo, la figlia Denise Cosco in aula

Set 21st, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
È stata una giornata cruciale quella che martedì 20, nel Palazzo di Giustizia di Milano, si è vissuta. Dopo la pausa estiva, sono infatti riprese le udienze per il processo Lea Garofalo, uccisa e sciolta nell’acido la notte tra il 24 e il 25 novembre 2009 alle porte di Milano. Un atroce delitto di ‘ndrangheta progettato e organizzato, secondo i capi d’imputazione, da Carlo Cosco, convivente della donna e padre della loro figlia Denise. Gli altri imputati Carmine Venturino e Massimo Sabatino sono invece accusati di aver sequestrato la donna e portata in un magazzino dove Vito e Giuseppe Cosco avrebbero prima interrogato e poi uccisa Lea Garofalo, sparandole un colpo di pistola. L’accusa di distruzione del cadavere nell’acido pende invece su tutti gli imputati, che ieri si sono ripresentati in aula, ridanciani e sereni. Un atteggiamento che hanno mantenuto anche durante l’audizione dei due teste: Enza Rando, avvocato di parte civile e rappresentante dell’ufficio legale di Libera, e Denise Cosco, figlia della vittima. (altro…)


Il processo Lea Garofalo e quel tatuaggio sul collo

Lug 8th, 2011 | Categoria: news
Seconda udienza per il processo iniziato a Milano mercoledì 6 luglio per l’omicidio di Lea Garofalo, l’ultima prima della pausa estiva. Nel corso del dibattimento, il pm Marcello Tatangelo ha mosso alcune rimostranze in merito alle liste dei testi. Su tutte, spicca l’accezione in merito alla richiesta di depennare Salvatore Sorrentino dalle persone che dovranno testimoniare presso la prima sezione della Corte d’Assise. «Il testimone è già stato ascoltato nel corso dell’incidente probatorio – ha spiegato il pubblico ministero – e dunque la sua deposizione sarebbe una replica di quanto già acquisito dalle parti. Anzi, sarebbe una deposizione inquinata in quanto il Sorrentino sta ricevendo delle minacce di morte e dunque, sotto pressione, potrebbe fornire una versione dei fatti completamente diversa dalla precedente». Una questione assolutamente non irrilevante: Salvatore Sorrentino – detenuto per traffico di stupefacenti a San Vittore – è infatti la persona che aveva raccolto la confessione di Massimo Sabatino all’indomani dell’aggressione a Lea Garofalo. Il fatto risale alla primavera del 2009, quando la donna accetta l’invito del suo ex compagno Carlo Cosco di andare a vivere a Campobasso per permettere alla figlia Denise di finire l’anno scolastico. In quell’appartamento la lavatrice non funzionava e Cosco anticipa alla...


Giustizia per Lea Garofalo: la prima udienza del processo

Lug 7th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Ieri si sono aperte le porte dell’aula della prima Corte d’Assise del Tribunale di Milano per il processo Lea Garofalo, la donna scomparsa la notte tra il 24 e il 25 novembre 2009 il cui corpo non è mai stato ritrovato. Alla sbarra sei imputati, tra i quali l’ex compagno Carlo Cosco, accusato di aver ucciso la donna e di averne sciolto il cadavere in 50 litri di acido. Carlo Cosco è anche il padre di Denise, la giovane ragazza che ha deciso di costituirsi parte civile per chiedere giustizia per la propria madre e, di fatto, accusando il proprio padre. Ma non solo lui. Gli altri cinque imputati sono infatti Carmine Venturino, ex fidanzato della ragazza (la quale solo dopo il suo arresto scoprirà che il giovane era stato “assoldato” da suo padre per pedinarla), gli zii Vito e Giuseppe Cosco, oltre a Rosario Curcio e Massimo Sabatino. (altro…)