Articoli con tags ‘ Massimo del Prete ’


Dopo la tempesta

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Individuare le delibere più convenienti e condizionarne l’iter per favorire imprese amiche. Era la norma, fino allo scorso gennaio, per oltre 20 tra amministratori e tecnici di Frattaminore. Dove oggi la neoeletta classe dirigente lotta per riportare fiducia alle istituzioni Per Frattaminore il 24 gennaio scorso è stato un 11 settembre in miniatura. Basta trascorrere un po’ di tempo nella piccola cittadina – poco meno di 2 kmq e poco più di 15 mila abitanti – collocata ai margini del territorio provinciale di Napoli, verso Caserta, per capire che di quella data non si parla volentieri. E, quando se ne parla, si riassume in due parole tutto quello che è accaduto fino all’alba di quel giorno, quando gli uomini della Polizia di Stato hanno eseguito 23 ordinanze di custodia cautelare richieste dopo due anni di indagini dal pubblico ministero Alessandro Milita, della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. I provvedimenti hanno riguardato il sindaco Massimo Del Prete, la giunta e i consiglieri di maggioranza (tutti tranne uno) eletti nella lista “L’Ulivo – Insieme per Frattaminore” e alcuni tecnici e faccendieri. L’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Francesco Todisco parla di «associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata...


In arresto la giunta

Feb 10th, 2005 | Categoria: news
Un blitz delle forze dell’ordine ha decapitato all’alba del 24 gennaio l’intera giunta del Comune Frattaminore, in provincia di Napoli. Con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla concussione e alla corruzione sono finiti agli arresti domiciliari il sindaco Massimo del Prete, il vicesindaco Salvatore Barbato e l’intera giunta di centrosinistra da lui guidata, composta dai sei assessori Giuseppe Barbato, Maurizio Barbato, Francesco Franzese, Alberto Mormile, Fausto Coppi, Giuseppe Gaudino. In carcere è finito il factotum dei Ds di Frattaminore Giuseppe Liguori. L’inchiesta travolge anche due consiglieri, sette professionisti e sei faccendieri esterni. Secondo i magistrati, si trattava di una “lobby criminale” che sedeva nel cuore del Palazzo. Al vertice, un sindaco che risulterebbe co-fondatore di un «cartello delinquenziale» in grado di gestire «l’intera attività amministrativa secondo condotte illegali e regole di spartizione». Grande imbarazzo e sconcerto all’interno dei Ds, dell’Udeur e della lista civica Ulivo.