Articoli con tags ‘ Massimo Ciancimino ’


Massimo Ciancimino arrestato, accuse false e truffa ai danni di De Gennaro

Apr 21st, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Massimo Ciancimino, figlio dell’ex-sindaco di Palermo Vito, è stato fermato su richiesta della Dia di Palermo con l’accusa di calunnia aggravata nei confronti dell’ex-capo polizia De Gennaro. Nello scorso dicembre,  infatti, Ciancimino era stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Caltanissetta per calunnia nei confronti di De Gennaro. Ciancimino, importante teste nell’inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia e le stragi del 1992, ha accusato De Gennaro, a capo del Dis (dipartimento per le informazioni di sicurezza), di essere stato molto vicino al “signor Franco”, l’agente dei servizi che avrebbe avvicinato il padre per cercare un contatto con i boss mafiosi all’epoca delle stragi di mafia. Secondo i magistrati, i ‘pizzini’ che Ciancimino avrebbe portato a sostegno della sua tesi sarebbero falsi. Per coinvolgere De Gennaro avrebbe manomesso un documento in cui accostava l’ex capo della polizia a un misterioso Gross e a un altrettanto misterioso signor Franco o Carlo, agente di collegamento tra lo Stato e i boss che eseguirono le stragi. Il nome di De Gennaro, però, in quel documento che riporta i nomi di esponenti dello Stato che avrebbero avuto un ruolo nella ...


Saverio Romano, il “responsabile” indagato per associazione mafiosa

Mar 22nd, 2011 | Categoria: news
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo aveva detto di fare attenzione a che le persone proposte per il rimpasto di governo non avessero problemi giudiziari. Il giudice delle indagini preliminari di Palermo Giuliano Castiglia non ha archiviato -così come richiesto dalla procura- l’indagine per mafia a carico del deputato e leader nazionale del Pid (Popolari Italia domani) Saverio Romano, cui il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva promesso il ministero dell’Agricoltura in cambio del suo appoggio al governo quale leader dei cosiddetti “responsabili”. E’ stata così fissata un’udienza, che si terrà il primo aprile, per ascoltare le “parti”: il pm Nino Di Matteo e l’avvocato Franco Inzerillo, ma anche – se lo riterrà – lo stesso Romani. La decisione è stata presa dopo che il giudice ha esaminato la richiesta di archiviazione dell’ipotesi di concorso in associazione mafiosa, fondata sulla mancanza di riscontri sufficienti alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella, che aveva parlato di Romano come persona “a disposizione” e votata dai boss di Villabate, Nicola e Nino Mandalà. La stessa richiesta, pur concludendo per la mancanza di “elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio”, lascia aperti molti dubbi. Anche per questo motivo, secondo il giudice, è da valutare se...


Concorso esterno in associazione mafiosa, indagato Ciancimino jr.

Ott 27th, 2010 | Categoria: news
I pm Nino Di Matteo e Paolo Guido hanno notificato a Massimo Ciancimino un avviso di garanzia con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’accusa mossa a carico del figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito, morto nel 2002, è di aver fatto da tramite tra il padre e alcuni boss mafiosi tra cui Bernardo Provenzano. Ruolo espresso, per esempio, con la consegna brevi manu al padre dei pizzini di “Binnu u tratturi”. Le prove che hanno permesso di aprire l’indagine della Procura di Palermo sono le stesse dichiarazioni rilasciate da Massimo Ciancimino nel corso di diversi interrogatori rilasciati nel corso di questi ultimi due anni, avvalorate da una serie di documenti (tra cui le fotocopie di diversi pizzini) che lui stesso ha consegnato durante le deposizioni. Gli interrogatori si sono resi necessari in quanto il figlio dell’ex primo cittadino di Palermo sostiene di essere a conoscenza di tutta una serie di informazioni relative alla trattativa tra Stato e mafia risalente al dopo stragi del 1992; Massimo Ciancimino racconta inoltre del signor “Franco”, figura enigmatica sulla quale lui stesso ha fornito versioni “contrastanti, contraddittorie o inconcludenti” come sono state definite dagli inquirenti. Il fantomatico signor “Franco” sarebbe un agente dei servizi...


Ciancimino jr. al processo De Mauro

Ott 22nd, 2010 | Categoria: news
Un manoscritto di tre pagine a firma Vito Ciancimino. E’ stato acquisito oggi agli atti del processo per la sparizione e morte del giornalista Mauro De Mauro. Il pm Sergio De Montis, titolare dell’accusa, ha ricevuto il documento dal figlio dell’ex sindaco, Massimo, di cui ha richiesto l’audizione. Nei tre fogli sarebbe contenuto anche il movente per l’uccisione di Pietro Scaglione, procuratore di Palermo assassinato nel 1971 dagli uomini di Luciano Liggio, otto mesi dopo la scomparsa di De Mauro. Scaglione sarebbe stato ucciso proprio perché indagava sulla sparizione del giornalista de L’Ora di Palermo. De Mauro, poco prima di sparire, avrebbe incontrato il procuratore Scaglione per raccontargli ciò di cui era venuto a conoscenza. Un fatto molto grave, che avrebbe “sconvolto l’Italia”: questi i termini con i quali lo aveva descritto al collega Bruno Carbone, che gli aveva infatti consigliato di recarsi dal procuratore. Il pm De Montis ha chiesto l’audizione anche di Raffaele Girotti, che oggi ha 92 anni ma nel 1962, all’epoca della sciagura aerea di Bascapé, era amminsitratore delegato di Snam, società controllata dall’Eni e proprietaria della flotta aerea dell’ente petrolifero italiano. Nel processo sulla morte di De Mauro, che ha come unico imputato Totò Riina, torna dunque ad affacciarsi...


Il rovescio della sentenza

Giu 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Antonio Ingroia
Questo vuole essere un messaggio nella bottiglia per alcuni italiani, molti, troppi. Quegli italiani, molti, troppi, che formano le loro opinioni sulla base di quello che dice la tv, dipendendo dall’informazione della Rai e dei tg, soprattutto di quello più seguito, il Tg1, il telegiornale che entra in tutte le case degli italiani, quando le famiglie si riuniscono… Ebbene, il messaggio nella bottiglia dice questo: il senatore Marcello Dell’Utri è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo alla severa pena di sette anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte d’Appello ha così sostanzialmente confermato la condanna nel primo grado di giudizio, che era a nove anni di reclusione. Questa è la notizia. È una notizia ovvia e risaputa? Forse per i lettori di questa rivista, ma non certo, ad esempio, per i telespettatori del Tg1, che ha invece rimarcato soltanto l’avvenuta assoluzione di Dell’Utri, da parte della stessa Corte d’Appello, per il periodo successivo al 1992. È in corso, insomma, l’ennesima campagna di disorientamento e di sostanziale disinformazione dell’opinione pubblica, frastornata da notizie false, inesatte, tendenziose. Ed è stato così che perfino lo stesso imputato abbia finito per dichiararsi soddisfatto dell’esito del processo, proponendo...


Ultimo:«Ciancimino è un servo di Riina»

Nov 10th, 2009 | Categoria: news
Sergio De Caprio, colonnello dei carabinieri in forza al Nucleo operativo ecologico (Noe) di Roma, che il 15 gennaio 1993 guidò la squadra di uomini che materialmente eseguì l’arresto di Salvatore Riina con il nome in codice “Ultimo”, non accetta la ricostruzione storica dei fatti del biennio 1992-93 suggerita negli ultimi mesi da Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, condannato per mafia e morto nel 2002. In particolare De Caprio contesta la ricostruzione dell’arresto di Riina, che secondo Ciancimino sarebbe avvenuto grazie a una soffiata di Provenzano. Alle dichiarazioni del figlio di don Vito De Caprio aveva risposto accusandolo di essere «un servo di Riina», definizione che gli è costata una querela. Intervistato lo scorso 6 novembre dalla trasmissione di Rai tre «Chi l’ha visto?», ha ribadito la propria opinione sul figlio dell’ex sindaco di Palermo: «Nell’udienza del 2004 nell’aula bunker di Firenze, Riina Salvatore pubblicamente esortò, o meglio, intimò all’autorità giudiziaria di sentire Massimo Ciancimino. Da quel momento secondo la mia esperienza, ma direi oggettivamente, Ciancimino ha assunto un ruolo strategico nell’interesse di Cosa nostra, Riina ha voluto far capire ai magistrati e ai mafiosi che Ciancimino è un uomo suo e parla nel suo interesse». E...


Ciancimino, tangenti a quattro parlamentari

Giu 10th, 2009 | Categoria: news
I  senatori Calogero Vizzini (Pdl), Salvatore Cuffaro e Salvatore Cintola (Udc) e il deputato Saverio Romano (Udc, segretario del partito in Sicilia), lo scorso 11 giugno hanno ricevuto quattro informazioni di garanzia dalla Procura di Palermo. L’inchiesta è condotta dai procuratori aggiunti Roberto Scarpinato, Antonio Ingroia e dal sostituto Nino Di Matteo. I quattro parlamentari sono indagati per concorso in corruzione aggravata dall’aver favorito la mafia. L’ipotesi investigativa è che in cambio di agevolazioni per l’aggiudicazione di appalti sulla metanizzazione di diverse aree della Sicilia Massimo Ciancimino, figlio Vito Ciancimino, abbia finanziato illecitamente i quattro parlamentari, attingendo fondi da un conto svizzero – denominato “Mignon” − su cui sarebbe depositato parte del tesoro accumulato dall’ex sindaco di Palermo, condannato per mafia. Dopo la morte del padre, deceduto il 19 novembre 2002, Massimo Ciancimino ha gestito il tesoro nascosto del congiunto con l’aiuto dell’avvocato tributarista Gianni Lapis. Almeno in parte sarebbe stato reinvestito in una società, la Gas – gasdotti siciliani  ceduta nel 2004 alla compagnia spagnola Gas Natural per 126 milioni di euro. Ciancimino, che nel 2007 è stato condannato a 5 anni di carcere dal Gup di Palermo per riciclaggio, da tempo collabora con la giustizia. Ed è lui...