Articoli con tags ‘ Massimiliano Ferraro ’


Traffici radioattivi: “Attenti ai professionisti del terrore”

Ott 29th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Il mercato nero del materiale radioattivo continua a destare preoccupazione. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), l’uranio rimane la sostanza più richiesta dai terroristi con oltre 2200 tentativi di furto o di contrabbando registrati dal 1995 al 2012. Finora, i controlli predisposti in tutta Europa con la cooperazione tra forze di polizia dei vari paesi e un’utile dose di fortuna hanno evitato il realizzarsi di uno dei più tremendi progetti terroristici: un attentato con una “bomba sporca”, un micidiale mix tra elementi nucleari ed esplosivo tradizionale. Ma il pericolo derivante dal commercio illegale di sostanze nucleari rimane in agguato. E’ quanto sostiene Damien McElroy sul Daily Telegraph riportando le parole poco tranquillizzanti di Yukiya Amano, direttore generale dell’IAEA, secondo cui gli sforzi criminali per costruire una dirty bomb stanno diventando più incisivi e “professionali”. Già attualmente dei non meglio precisati gruppi terroristici sarebbero entrati in possesso della tecnologia necessaria per eludere le più sofisticate apparecchiature di monitoraggio utilizzate per impedire il commercio di materiale atomico. “Si tratta di una minaccia reale”, ha sottolineato Amano, spiegando che degli speciali contenitori rivestiti di piombo, utilizzati dagli scienziati per evitare le emissioni radioattive sarebbero finiti nelle mani di alcuni trafficanti, pronti ad utilizzarli per...


Yemen-Egitto, la via del traffico di organi

Ott 17th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera ormai l’Egitto come un “hub” internazionale per i traffico di organi. Le bande criminali egiziane risultano attive in particolare nello Yemen, paese in cui, a causa del basso tenore di vita, risulta più facile la scelta delle vittime. Secondo le confessioni rese da un trafficante arrestato lo scorso anno, un organo di uno yemenita si acquista sul mercato nero con appena cinquemila dollari. Al momento dell’arresto il suo gruppo criminale aveva trasferito in Egitto circa 400 persone alle quali sono stati tolti reni, fegato e cornee attraverso delle pericolose operazioni clandestine. Il governo yemenita, definendo ォmolto allarmanteサ la diffusione di questo ripugnante commercio nel paese, ha avanzato una esplicita richiesta al ministero della Sanità perché venga stilata al più presto una dettagliata relazione a riguardo. Si tratta di una presa di posizione più che mai indispensabile seguita all’ultimo caso di black market di organi scoperto a settembre: tre egiziani sono stati arrestati a Sana’a con l’accusa di aver venduto il rene di un agricoltore yemenita per cinquemila dollari. E per l’OMS il tariffario della disperazione sta tendendo ancora più al ribasso, incrementando i margini di guadagno di specula sulla vita umana. Il franchising della carne umana...


Il regno dei mercanti dell’apocalisse

Feb 15th, 2012 | Categoria: articoli
di Massimiliano Ferraro
Dodicimila testate nucleari, millecinquecento tonnellate di uranio arricchito e centocinquanta tonnellate di plutonio: è la pesante eredità lasciata dall’Unione Sovietica dopo la fine della Guerra Fredda. Un immenso arsenale capace di trasformare l’intero pianeta in un deserto che rischia ancora di finire nelle mani di terroristi e organizzazioni criminali. Il traffico di materiale radioattivo proveniente dalla Russia e dalle ex repubbliche socialiste è una minaccia reale. Non si tratta della trama di un film in cui il destino del mondo viene messo in pericolo da missili balistici e sommergibili atomici, ma piuttosto della possibilità concreta di una contaminazione diffusa tramite la detonazione di una “bomba sporca”: un micidiale mix tra sostanze nucleari ed esplosivo tradizionale. Un attacco «praticamente certo» secondo Warren Buffet, il miliardario americano che da anni si dedica alla lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, al punto che il vero interrogativo «non è più se, ma quando verrà messo in atto». L’affermazione, basata sull’analisi delle centinaia di casi di furto o circolazione illegale di sostanze radioattive, è stata confermata recentemente anche da alcuni cablogrammi diffusi da Wikileaks da cui emergono stralci di intercettazioni telefoniche e trattative sottobanco tra agenti segreti, trafficanti ed intermediari. Un commercio fuori...


Quirra, il poligono dei veleni

Gen 10th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Agnelli nati malformati, soldati e pastori ammalati di tumore o leucemia: è la “Sindrome di Quirra”, una lunga catena di morte che potrebbe collegare queste disgrazie con le attività militari svolte nel Poligono Sperimentale Interforze di Perdasdefogu-Salto di Quirra, in Sardegna. Dodici mila ettari di territorio selvaggio utilizzato fin dal 1956 per far esplodere tonnellate di armi, con possibili gravi danni alla salute dei cittadini e all’ambiente. Situato nella parte centro-orientale dell’isola, il poligono di Quirra è il più grande campo di esercitazione di questo genere in Europa. È sede del Reparto di sperimentazione e standardizzazione del tiro aereo (RSSTA) e utilizzato per l’addestramento di soldati italiani e tedeschi. Ma la sua vera particolarità sembra essere di fatto un’altra: per cinquantamila euro all’ora anche i privati hanno potuto affittare un pezzo di queste colline a ridosso del mare al fine di testare nuovi armamenti. Note aziende belliche italiane, americane, britanniche e francesi hanno operato indisturbate per anni in questo angolo di provincia dell’Ogliastra, tra le colline e uno dei mari più belli d’Italia, facendo esplodere proiettili, bombe e missili. Nessuno sa ancora con certezza quali armi siano state utilizzate su quei terreni. Non esiste nessun registro, ma è proprio questa...


Aurora criminale

Ott 7th, 2011 | Categoria: articoli
di Massimiliano Ferraro
È il buio il peggior nemico dell’Aurora: in questo antico borgo torinese il cui nome induce a immaginare visioni color rosa non si tratta di un gioco di parole. Quando cala la notte nel quartiere scatta una specie di coprifuoco. I negozi chiudono prima che in altre zone della città e i residenti rimangono in ostaggio delle risse tra immigrati e dello spaccio di droga che si svolge senza sosta sotto ai loro balconi. Non siamo nel Bronx ma in una delle zone più problematiche di Torino: da corso Principe Oddone a corso Novara, da corso Regina Margherita fino al lungodora. Borgata Aurora è un quadrilatero che per suo il ingombrante passato industriale i torinesi tendono a confondere un po’ con borgo Dora e un po’ con Barriera di Milano. Oggi più che la toponomastica è la cronaca nera a distinguere questo luogo dagli altri: è il borgo dell’omicidio col machete, quello che la scorsa settimana ha insanguinato via Chivasso. L’orrendo delitto del giovane romeno Daniel Cimpoesu, massacrato da un connazionale di appena 19 anni che gli ha spaccato il cranio e amputato una mano con un coltellaccio da macellaio. Il macabro emblema di una situazione ormai fuori controllo...


Gioia e veleni

Giu 3rd, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Il megaporto di Gioia Tauro appare in lontananza percorrendo il lungomare di San Ferdinando. All’ora del tramonto, nel silenzio desolante della Piana, le sue vertiginose gru sembrano mostri mitologici messi a guardia di chissà quale regno proibito. A settanta chilometri da Reggio Calabria, il primo terminal per il transhipment del Mediterraneo inizia oltre la recinzione metallica da dove si scorgono le prime pile di container grigi con la stella della Maersk Line. Tutto attorno c’è un paesaggio da profondo sud, fatto di terreni aridi e lontani viadotti autostradali che contemplano quel colosso di cemento e acciaio mentre accoglie di continuo navi mercantili grandi come montagne. Circa tre milioni di container vengono movimentati nel porto ogni anno; scovare quelli usati per lo smaltimento illegale di sostanze tossico-nocive è come trovare un ago in un pagliaio. Le origini delle vicende legate al traffico di rifiuti a Gioia Tauro risalgono agli anni immediatamente successivi alla costruzione di quest’opera faraonica, concessa in contropartita ai reggini dopo gli scontri che misero a ferro e fuoco la città per l’assegnazione del capoluogo a Catanzaro. Il porto venne realizzato in una vasta area costiera, dove alla fine degli...