Articoli con tags ‘ Marocco ’


Il Regno del Marocco, “paradiso dell’hashish”

Ott 20th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Il Marocco, paese di straordinaria e suggestiva bellezza, sotto la guida del Sovrano Mohamed VI, continua ad essere politicamente stabile grazie anche ad un governo di larghe intese, ulteriormente rafforzato dopo che la “collera reale” aveva spinto a sostituire quattro ministri non particolarmente “graditi”. La presenza, poi, di sei donne (in passato solo una) nella attuale compagine governativa , il rimpasto di diversi incarichi ministeriali e l’impiego di alcuni “tecnici” di fiducia del Re, sono emblematici del ruolo centrale che ha Mohamed VI, in un paese in cui la crescita, nei primi sei mesi del corrente anno, è stata del 4,3%, con un tasso d’inflazione attestato al 2% e di disoccupazione all’8,7%. La produzione agricola, che rappresenta circa il 15% del Pil nazionale, ha avuto, nel corso del 2015, una ulteriore impennata grazie alla produzione illegale della cannabis. Attività che, già segnalata dalla fine del Seicento (coltivazioni sulle alture di Ketamà), si è, poi, venuta estendendo anche durante il protettorato spagnolo. E’ nelle province montuose del Rif che 96mila famiglie traggono un reddito dalla coltivazione (circa 48mila ettari secondo l’Unodc) e dal commercio della cannabis, con una produzione stimata tra le 800 e le 1000 tonnellate di resina di cannabis,...


Calabria: Alta tensione

Ott 20th, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_10_2010 In Calabria la ‘ndrangheta ha alzato il tiro. Gli atti intimidatori contro i magistrati degli ultimi mesi svelano un cambio di strategia: “Non siamo mai stati favorevoli a uno scontro aperto, i giudici abbiamo sempre preferito delegittimarli” spiegava il pentito Franco Pino in una deposizione del 2007. Oggi non è più così. Il governo manda l’esercito a presidiare i punti sensibili e la società civile scende in piazza: in quarantamila hanno accolto l’invito del direttore del Quotidiano della Calabria e hanno sfilato per dire “no alla ‘ndrangheta” (altro…)


La produzione, l’offerta, la domanda

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Davide Mazzesi
Il mercato delle droghe è uno dei pochi in cui offerta e domanda riescono a bilanciarsi senza troppe difficoltà. Ecco gli scenari futuri del consumo di hashish (altro…)


Con il pugno duro. E l’altro aperto

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Davide Mazzesi
La tolleranza verso i coltivatori di kif negli ultimi anni è diminuita: molte le azioni di polizia, alcune in grande stile. I contadini denunciano un incremento dei tentativi di estorsione da parte degli agenti che adesso, forti del fatto che il Governo ha lanciato la “hamla”, sempre più sfacciatamente chiedono soldi per chiudere un occhio (altro…)


Le vette dell’hashish

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Davide Mazzesi
Il primo fornitore mondiale di hashish è una piccola regione montagnosa del Marocco. Viaggio nel Rif, tra tradizione e nuovi metodi di produzione (altro…)


Estate 2010: gli sbarchi non sono finiti

Lug 27th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Toni Castellano e Elena Ciccarello
Sabato 24 luglio una pattuglia della Polizia Stradale ha fermato sulla A18  Messina-Catania, tra gli svincoli di Giardini Naxos e Taormina, un camion che viaggiava in direzione Milano, dopo esser partito da Agrigento, con a bordo 81 immigrati irregolari. Gli agenti hanno adocchiato un braccio che fuoriusciva dalla copertura telata del rimorchio. Hanno fermato il mezzo e, sollevando il telone del traino, vi hanno trovato dentro gli stranieri, quasi tutti di origine palestinese, iraniana ed egiziana. Tra gli 81, anche 15 minorenni. (altro…)


Nuove rotte, nuovi attori

Ott 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il progressivo spostamento delle rotte del narcotraffico verso l’Africa centro-occidentale, territorio povero e afflitto da un’intensa emigrazione, ha comportato la comparsa in Europa di spacciatori centroafricani. Il Senegal è il paese emergente Perché oggi troviamo una maggioranza di pusher dell’Africa Subsahariana che vende cocaina o “white”, mentre fino agli inizi del 2000 lo scenario dello spaccio in città era dominato dai nordafricani con la loro eroina?  Cambiano le sostanze, cambiano i soggetti coinvolti.  Ciò non significa che non si possano trovare nordafricani che vendono cocaina, significa che sul mercato della cocaina i centroafricani hanno la supremazia poiché possono approvvigionarsi prima che la sostanza arrivi in Europa, abbattendo i costi.  La comparsa dei pusher centroafricani è stata resa possibile anzitutto dal progressivo spostamento delle rotte del grande traffico verso l’Africa Centro-Occidentale; in questi paesi, in primis la Nigeria, in cui è grande la povertà e quindi la voglia di emigrazione, il traffico verso le capitali europee o lo spaccio di strada rappresentano una concreta possibilità di fuga e di arricchimento. In questo senso, il Tossic Park rappresenta un punto “fisico” di incontro tra il disagio di chi cerca nella tossicodipendenza una fuga virtuale dalla propria realtà e il disagio di chi invece una fuga l’ha già...


Fantasmi nella foresta

Giu 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Braccati dai militari marocchini e costretti a rifugiarsi, anche per anni, nei boschi lungo la frontiera tra Algeria e Marocco. Sono immigrati clandestini provenienti da Camerun, Costa d’Avorio, Liberia, Guinea Bissau… Il loro sogno? Raggiungere Melilla, enclave spagnola in terra d’Africa «Fratello, questa è una guerra. Soltanto Dio sa come andrà a finire. Siamo tutti nelle sue mani. Ho tentato di scavalcare la valla (rete posta a protezione della frontiera spagnola di Melilla, nda.) tre volte. Mi hanno sempre preso, picchiato e riportato alla frontiera con l’Algeria. Ora mi riposo per qualche settimana e appena trovo un po’ di soldi riparto per la Mauritania. La nuova via è quella. Qui dal Marocco è sempre più difficile passare». Ibrahim, camerunense di 25 anni, ha lo sguardo basso sulla terra brulla della foresta di Oujda, città marocchina al confine con l’Algeria. È in Marocco da oltre 2 anni, la doppia recinzione di rete e filo spinato alta 6 metri che circonda i 12 chilometri quadrati della cittadina spagnola di Melilla, enclave spagnola in terra d’Africa, è diventata la sua ossessione. Ombre del bosco. «Per passare la rete bisogna avere jeans, un giubbotto a maniche lunghe e guanti di cuoio – spiega Sibo Kamara, ivoriano...


Per legittima sopravvivenza

Ott 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Nella regione marocchina del Rif la coltivazione della canapa indiana occupa centinaia di migliaia di persone. Ma sono le donne a farsi carico dei pesi maggiori, senza avere in cambio alcun riconoscimento economico o sociale  Il reddito di 800mila persone – circa 96mila famiglie – dipende quasi esclusivamente dalla sua coltivazione. Dagli anni Ottanta ad oggi le informazioni disponibili ne hanno evidenziato una tendenza all’aumento, ma nessuno studio ha mai permesso di verificarne l’esattezza. Ora, un’inchiesta condotta dallo Unodc e sostenuta dall’amministrazione marocchina ha confermato che la coltivazione di cannabis nel Rif ha oltrepassato la frontiera della tradizionale area di produzione (i dintorni di Kétama, nella provincia di Al Hoceima), per estendersi nelle province limitrofe, giungendo così a coprire 134mila ettari di superficie agricola, ripartiti tra i distretti di Chefchaouen, Al Hoceima, Taounate e per metà quelli di Larache e Tétouan. L’espansione della cannabis non è esclusivamente una questione economica. Cause sociali e culturali debbono essere tenute in considerazione, a cominciare dal fatto che questa attività agricola impegna l’intera famiglia, dall’aratura fino alla raccolta. Dalla semina alla raccolta  Parlare di famiglia significa anche parlare di donne, alle quali nella coltura di canapa indiana spetta il ruolo preponderante. Il suo compito comincia dalla semina, le prime due settimane...


NarcoRisiko

Lug 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Sta per uscire in libreria in Francia Géopolitique des drogues (Presses Universitaires de France) di Alain Labrousse, sociologo, giornalista, nonché fondatore e direttore per dieci anni (1990-2000) dell’Observatoire géopolitique des drogues (Ogd), istituto di cui «Narcomafie» ha pubblicato numerosi articoli.  Il libro, destinato al grande pubblico, racchiude, oltre alle approfondite conoscenze – aggiornate ai recenti conflitti e sviluppi internazionali – di uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, anche le sue denunce di sempre sui traffici, come pure sulle manipolazioni e sugli interessi che, dietro le quinte, animano la stessa “guerra alla droga”. L’opera – esaustiva nel suo carattere sintetico, lucida, autorevole – disegna un panorama, completo di riferimenti storici, in cui le rotte del traffico di droghe si incrociano con le attività dei gruppi mafiosi (inclusi quelli italiani, albanesi e russi, studiati anche nelle loro sinergie operative) e terroristici, ma soprattutto con gli interessi strategici, commerciali ed espansionistici dei vari Paesi, e naturalmente con i conflitti e con le diseguaglianze economiche di cui il pianeta abbonda. Il libro informa e spesso sorprende, al punto che potrà forse cambiare alcune diffuse idee comuni su grandi potenze che hanno fatto – almeno in apparenza – della giustizia, della libertà e della democrazia la loro...