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La strage aerea di Cinisi. Il racconto di Maria Cristina Scuderi, figlia di un passeggero per anni “morto presunto”

Dic 23rd, 2016 | Categoria: prima pagina
di Maria Cristina Scuderi
Mi chiamo Maria Cristina e nel mio nome c’è già un legame indissolubile col mio passato. Mio padre si chiamava Mario, aveva 35 anni quando è morto mentre mia madre era incinta di me. Per questo mi chiamo così. Per 10 anni sono stata la figlia di un morto presunto, morto prima della mia nascita. Un morto presunto è un cadavere che non si trova; è lo Stato che non riconosce amministrativamente la morte di qualcuno pur avendone certezza. La famiglia del morto presunto non ha diritti, ma solo un vuoto, un vuoto senza rassegnazione né dignità come solo il dramma della non sepoltura, raccontato al tempo dei greci antichi, può arrecare. Una situazione così potrebbe sembrare generata da una guerra, ma quando io nasco, l’Italia è ufficialmente fuori dalla guerra da più di 30 anni. E mio padre è semplicemente morto mentre tornava a casa per Natale da un viaggio di lavoro. Era a bordo di un volo civile della compagnia di bandiera italiana, insieme ad altre 128 persone. È la sera del 22 dicembre quando il volo Alitalia AZ4128 parte da Roma diretto a Palermo e dopo circa 50 minuti di viaggio regolare, mentre è in posizione di avvicinamento all’aeroporto di Punta Raisi sparisce dai radar...


Trentasette anni fa la strage aerea di Terrasini. La figlia di uno dei dispersi: “Voglio tutta la verità”.

Dic 23rd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marika Demaria
Le acque del mare di Sicilia raccontano di una terra “bellissima e disgraziata”, come la definiva Paolo Borsellino. Avvolgono, nascondono, custodiscono storie riconducibili ad alcune delle pagine più buie della storia d’Italia. Tra queste, la strage aerea di Terrasini del 23 dicembre 1978. A distanza di trentasette anni, c’è chi chiede di riaprire le indagini sul caso, di fare chiarezza fino in fondo. Maria Cristina Scuderi, figlia del disperso Mario Scuderi, racconta: «Mio padre aveva deciso di partire con quel volo straordinario per tornare prima a casa da mia madre Francesca ‘Ina’, in mia dolce attesa. Mio padre aveva 35 anni, era rappresentante di farmaci: era andato a Milano per una riunione e poi aveva raggiunto Roma in treno con la speranza di rientrare a casa in serata. Purtroppo non sarà così; io nascerò nel giugno dell’anno dopo, non ho ricordi di mio padre, ci è stato strappato via e non ho nemmeno un luogo su cui andare a piangerlo». (altro…)