Articoli con tags ‘ Mario Ciancio Sanfilippo ’


Ciancio, la Cassazione annulla la sentenza di proscioglimento

Set 15th, 2016 | Categoria: news
 La quinta sezione penale della Cassazione ha annullato – con rinvio a un altro gup di Catania – la sentenza di “non luogo a procedere” emessa il 21 dicembre scorso dal giudice dell’udienza preliminare Gaetana Bernabò Distefano sulla richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa avanzato nei confronti dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo. Contro il proscioglimento avevano presentato ricorso la Procura di Catania e i due fratelli del commissario della Polizia di Stato Beppe Montana, ucciso dalla mafia, Dario e Gerlando, assistiti dall’avvocato Goffredo D’Antona. Ciancio, editore catanese, direttore del quotidiano “La Sicilia” e di enti televisive e giornali locali, finì sotto inchiesta nel 2007 , ma nel 2012 la procura etnea ne chiese l’archiviazione. Richiesta bocciata dal gip, che ordinò nuove indagini: tre anni dopo, i pubblici ministeri chiedevano di processare Mario Ciancio Sanfilippo, ma i giudici respinsero la richiesta il 21 dicembre del 2015. I giudici hanno invece accolto la richiesta del Pg della Cassazione che richiedeva l’annullamento con rinvio del provvedimento, mentre i legali di Mario Ciancio Sanfilippo, gli avvocati Giulia Buongiorno e Carmelo Peluso, la conferma della sentenza del Gup. Il fascicolo tornerà pertanto al presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, che dovrà assegnarlo a un nuovo...


La mia famiglia, mio fratello. E quell’atroce 28 luglio 1985

Lug 28th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Dario Montana
La nostra è stata una famiglia felice, fino a quel maledetto 28 luglio del 1985. Una famiglia borghese. Papà era un direttore del Banco di Sicilia; mia madre, innamoratissima di lui, era una casalinga; poi c’eravamo noi tre fratelli: Beppe, Gigi ed io, Dario. Tra mio padre e Beppe c’era un legame speciale. Papà non lo diceva, ma era orgogliosissimo di suo figlio. Il loro rapporto è stato caratterizzato da tanti scontri e tanto amore, come avviene in molte famiglie: dai conflitti generazionali degli anni giovanili si passa ad un confronto sempre più paritario, fatto di complicità, di richieste di consigli, di condivisione di esperienze. Mio fratello era un uomo felice, non avrebbe mai accettato dalla vita un mestiere diverso. L’investigazione era la sua passione, oltre che la sua professione. Beppe era arrivato a Palermo –subito dopo aver concluso il corso per vice commissario all’Istituto Superiore di Polizia –  nel settembre del 1982, in un clima caratterizzato dall’ennesima “emergenza” dettata dall’omicidio del prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, della sua seconda moglie Emmanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo. Tre anni sono stati sufficienti perché Cosa nostra ritenesse necessario e improcrastinabile il suo omicidio: quel poliziotto innamorato della giustizia, non a mezzo servizio,...


Richiesto rinvio a giudizio per l’editore Mario Ciancio Sanfilippo

Apr 14th, 2015 | Categoria: news
Mario Ciancio Sanfilippo è stato rinviato a giudizio dalla procura di Catania. L’ipotesi di reato è di concorso esterno in associazione mafiosa. La Dda di Catania aveva già richiesto in precedenza l’archiviazione del fascicolo, ma il Gip aveva sollecitato nuove indagini. Il fascicolo era stato assegnato al Gup Marina Rizza, che si era astenuta e aveva restituito gli atti al presidente dell’ufficio Nunzio Sarpietro. Quest’ultimo non ha ancora assegnato l’incarico a un altro giudice. Il procuratore Giovanni Salvi, l’aggiunto Carmelo Zuccaro e il sostituto Antonino Fanara sono i titolari dell’inchiesta. Ciancio è uno degli uomini più potenti della Sicilia e uno degli editori più noti del Paese, è attualmente vicepresidente dell’Ansa (gli uffici catanesi della nota agenzia sono si trovano ad essere ospitati all’interno della struttura dove si trova il suo giornale, La Sicilia) ed è stato per anni presidente della Fieg (federazione degli editori di giornali). La Procura sottolinea che «la contestazione si fonda sulla ricostruzione di una serie di vicende che iniziano negli anni ‘70 e si protraggono nel tempo fino ad anni recenti» e «riguardano partecipazione ad iniziative imprenditoriali nelle quali risultano coinvolti forti interessi riconducibili all’organizzazione Cosa Nostra».


Sono Vincenzo Santapaola, un uomo ovunque

Nov 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Un boss che in regime di carcere duro fa arrivare una sua lettera a un giornale e il direttore che gliela pubblica come se nulla fosse. Storia dell’ultima anomalia de «La Sicilia» di Mario Ciancio Nella città più analfabeta e povera d’Italia, dove l’illegalità diventa legge, dove chiudono un bar (il Tahiti) perché ritrovo di pregiudicati; nella città in cui i vertici di Confindustria Catania sono sciolti dai probiviri nazionali perché schierati contro la strategia antiracket del presidente Ivan Lo Bello – definito “monotematico” –, accade che un condannato al 41 bis, un mafioso, figlio di un boss spietato, scriva sul quotidiano «la Sicilia» una lettera aperta, dichiarando la sua innocenza. E che «la Sicilia» gliela pubblichi come se niente fosse Una posizione strategica. “Santapaola Jr: contro di me pregiudizi perché porto un nome pesante”. Questo il titolo della lettera pubblicata lo scorso 9 ottobre. Apparentemente una lunga difesa di se stesso. “Enzuccio” Santapaola si professa innocente, perseguitato, vittima di un nome “pesante”. Il primo fatto, terribilmente ordinario, è che l’editore-direttore de «la Sicilia», Mario Ciancio, pubblichi la lettera di innocenza del figlio dell’assassino del giornalista antimafia Pippo Fava, il superboss Nitto Santapaola, mentre continua a censurare il figlio di Pippo Fava, Claudio. Il secondo...