Articoli con tags ‘ Mariano Agate ’


Trapani, assolto il giornalista Rino Giacalone dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa

Giu 8th, 2016 | Categoria: news
Rino Giacalone (nella foto), giornalista siciliano direttore del portale «alqamah.it»  e collaboratore, tra le altre testate, anche di «Narcomafie», è stato assolto dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa. La sentenza è stata pronunciata ieri, martedì 7 giugno, dal giudice Gianluigi Visco del Tribunale trapanese, in base alla libertà di stampa sancita dall’articolo 21 della Costituzione. Il processo era scaturito dalle denunce di Rosa Pace, vedova del boss Mariano Agate, morto nell’aprile 2013 per cause naturali, dopo che in un articolo pubblicato sul sito «Malitalia.it», Rino Giacalone tracciava il profilo criminale del boss, definendolo “un gran pezzo di merda”. Nel corso del dibattimento in aula, il pm Franco Belvisi ha chiesto e si è chiesto: «La tutela della dignità umana vale anche per il diritto di tutti i consociati a un’organizzazione criminale, o hanno diritto a delle tutele inferiori?». Al termine della requisitoria, la richiesta di condanna a 4 mesi di reclusione e 600 euro di multa per l’imputato, difeso da Domenico Grassa, Carmelo Miceli e Enza Rando. I quali, al termine della pronuncia della sentenza, hanno dichiarato: «Siamo soddisfatti della sentenza emessa dal Tribunale di Trapani, sentenza che scrive un pezzo di storia giudiziaria italiana in difesa del diritto di critica e...


Trapani, giornalista a giudizio per aver leso la reputazione di un boss

Feb 3rd, 2015 | Categoria: news
Oggi, martedì 3 febbraio, si svolge la prima udienza, presso il Tribunale di Trapani, del processo nei confronti del giornalista Rino Giacalone – collaboratore anche per «Narcomafie» – accusato di aver offeso la reputazione di Mariano Agate, boss mafioso di Mazara del Vallo deceduto il 3 aprile 2013. A trascinare in giudizio il giornalista siciliano è Rosa Pace, la vedova del boss, la quale sostiene che la reputazione del marito sia stata offesa per quanto scritto da Giacalone nell’articolo “Don Mariano Agate è arrivato al capolinea”, pubblicato dal blog Malitalia. È possibile leggere i dettagli della vicenda a questo link: http://www.narcomafie.it/2014/10/14/la-reputazione-offesa-ad-un-mafioso-giornalista-a-giudizio/ Giacalone, assistito dal suo legale Carmelo Miceli e dall’avvocato Enza Rando dell’ufficio legale di Libera, comparirà di fronte al giudice monocratico Gianluigi Visco.


La reputazione offesa ad un mafioso, giornalista a giudizio…

Ott 14th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
Rino Giacalone sotto processo per avere applicato l’assunto di Peppino Impastato a proposito di mafia e di pezzi di merda (altro…)


Querelato il giornalista Giacalone, lettera aperta dei familiari di vittime della mafia

Mar 4th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
Pubblichiamo una lettera aperta sottoscritta da alcuni familiari di vittime della mafia a seguito della querela avanzata da Rosa Pace, vedova del noto boss Mariano Agate, nei confronti del giornalista  Rino Giacalone. (altro…)


Ancora una querela per il giornalista Rino Giacalone

Feb 5th, 2014 | Categoria: articoli
di redazione
  Il giornalista Rino Giacalone (nella foto) è stato querelato da Rosa Pace, vedova di Mariano Agare, il capomafia di Mazara del Vallo. Giacalone è stato accusato di avere offeso l’uomo d’onore morto lo scorso aprile in un coccodrillo pubblicato sul sito malitalia.it in cui, ripercorrendone la carriera criminale, concludeva il pezzo utilizzando parole rese celebri da Peppino Impastato in relazione alla descrizione della mafia. La frase incriminata è “oggi bisogna dire che la sua morte toglie alla Sicilia la presenza di “un gran bel pezzo di merda”. Il pm della Procura di Trapani Franco Belvisi ha notificato l’avviso di conclusione indagini e Giacalone, assistito dall’avv. Carmelo Miceli, ha chiesto di essere interrogato. Della signora Pace colpirono le parole usate per commentare la scelta del vescovo Mogavero di negare il funerale religioso ad Agate, definita “una mera propaganda giustizialista che ha fatto di me e della mia famiglia carne da macello… non ha sentito la necessità di esercitare il ruolo di Pastore di Anime, e di seguire i mirabili comportamenti manifestati da giusti Rappresentati della Chiesa come Padre Puglisi, che ha veramente dedicato la propria vita alla fede ed ai fedeli. (…) [il pentimento religioso di Agate in punto di morte] è...


Mazara del Vallo, morto il boss Mariano Agate

Apr 4th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Il boss è morto nel suo letto, a causa di un tumore. È morto da capo mafia, Mariano Agate, 74 anni, che qualche settimana fa aveva ottenuto la scarcerazione nonostante i numerosi ergastoli a suo carico, tra i quali spiccano quelli emessi per la strage di Capaci e per le bombe del 1993 di Firenze, Milano e Roma. (altro…)


Quante mani stringe un politico senza sapere?

Mag 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Come avviene un incontro tra un politico e un boss di mafia? Ci si bacia o sono mani che si stringono e parole sussurrate? Ci vorrebbero Francis Ford Coppola o Leonardo Sciascia per descriverlo. Nel nostro caso, invece, quella scena la racconta un dirigente della Polizia di Stato: «In occasione di una visita dell’on. Andreotti, il 18 agosto 1985 a Mazara del Vallo, fui incaricato di sovrintendere al servizio d’ordine, con il compito di controllare le sale dell’albergo per prevenire il pericolo di attentati e controllare le persone che entravano». Siamo in un albergo di lusso, una sala gremita di persone, chiacchiere e sorrisi. Poi una porta che si chiude sull’esterno. È ancora il poliziotto che parla: «Notai, innanzi alla porta di una saletta dove si trovava un apparecchio televisivo, l’on. Andreotti, il Sindaco di Mazara del Vallo Zaccaria, e un giovane che riconobbi in Mangiaracina Andrea». Chi è Andrea Mangiaracina? È un imprenditore, un mafioso e un figlio d’arte. Ma non basta. Suo padre Vito è uno dei fondatori della Stella d’Oriente, una ditta che ufficialmente si occupa di pescherecci, in realtà è un terminale per enormi traffici, di droga, armi e per il riciclaggio. Tra i soci fondatori: Salvatore...


Culla, cassaforte e vivavio

Mag 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Che cosa ha consentito uno sviluppo così articolato di Cosa Nostra a Trapani? La capacità delle famiglie locali di misurare tradizione e modernità, violenza e capacità imprenditoriale. Con una predilezione per l’istituzione di reti transnazionali che tutt’oggi sopravvivono. Il pentito Antonino Giuffrè racconta C’è una provincia in Italia dove lo Stato da sempre è Cosa Nostra, anzi Cosa Loro. Dove per costruire il nuovo Palazzo di Giustizia ci sono voluti decenni. Dove non è necessario leggere atti giudiziari, intercettazioni, relazioni della Commissione antimafia, saggi e articoli per farsi un’idea di che cosa si intenda per mafia. Benvenuti a Trapani, dove basta vedere il numero delle estorsioni denunciate per capire quante non lo saranno mai. Dove basta sapere delle centinaia di milioni di euro che ogni anno arrivano dalla Comunità europea e poi vedere all’alba quanti ventenni affollano i pullman che salgono la Penisola per andare a cercare lavoro in Germania, Svizzera, Belgio.  Se 100 arresti vi sembran pochi… Passato e futuro, tradizione e modernità, violenza ancestrale e bestiale imprenditoria: tutto questo Cosa Nostra ha saputo sintetizzarlo da sempre a Trapani e nella sua provincia. Perché qui è nata l’associazione Cosa Nostra, qui ha costruito le sue “vocazioni”, da qui è partita per colonizzare gli States, qui...