Articoli con tags ‘ Margherita Asta ’


A Pizzolungo il giardino di Barbara Rizzo, Giuseppe e Salvatore Asta

Apr 5th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Rino Giacalone
Nel corso dei 31 anni che sono trascorsi dall’attentato destinato al magistrato Carlo Palermo (insediatosi 40 giorni prima a Trapani) e che invece uccise una donna, Barbara Rizzo di 31 anni, e i suoi due figlioletti Giuseppe e Salvatore Asta di sei anni, si è passati da una negazione totale dell’esistenza della mafia all’affermazione della sua sconfitta. Il comune denominatore tra il 2 aprile di allora e di oggi è che “la mafia non esisteva ieri e non esiste neppure adesso”. Sabato scorso, il luogo della strage di Pizzolungo è stato trasformato nel “parco della memoria e dell’impegno civile”, grazie all’impegno dell’attuale sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, e di varie associazioni come Libera e l’Anm. A dare impulso a questo progetto, il desiderio di Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime: una bambina che è dovuta crescere in fretta per fronteggiare non solo il dolore improvviso, ma anche chi le rivolgeva l’accusa di “famigliare che strumentalizza il proprio dolore”. Il parco ha dunque preso vita in occasione del 31esimo anniversario della strage: all’interno, una struttura ospiterà la sede del coordinamento provinciale di Libera; all’esterno, un parco giochi per famiglie, sotto l’egida del “Non ti scordar di me”, e un laboratorio dove sarà possibile...


Memoria e impegno. Intervista a Daniela Marcone, Cristina Scuderi e Margherita Asta

Gen 26th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Valentina Azer e Maurizio Stranisci
Memoria e impegno. Questi i temi affrontati sabato 23 gennaio, alla fabbrica delle E, durante il coordinamento di Libera Piemonte dedicato al 21 marzo. Ci hanno accompagnato nella riflessione, Daniela Marcone, vicepresidente di Libera e figlia di Francesco Marcone direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia, assassinato il 31 marzo 1995 nel portone di casa al rientro da lavoro; Margherita Asta, figlia di Barbara Rizzo e sorella di Giuseppe e Salvatore Asta, uccisi da un autobomba il 2 aprile 1985 e, infine Cristina Scuderi, figlia di una delle 108 vittime del disastro aereo del 23 dicembre 1978, il volo di linea AZ 4128 dell’Alitalia che, in viaggio da Roma Fiumicino a Palermo, scomparve dai radar. Tre donne che sono riuscite a trasformare il loro dolore in impegno, in grado non solo di parlare delle loro storie personali, ma soprattutto di raccontare cosa significa essere cittadini attivi e consapevoli. Tre storie diverse, ma con obiettivi e valori comuni. A loro abbiamo posto alcune domande, che potete trovare in questo video: http://liberapiemonte.it/2016/01/26/memoria-e-impegno-intervista-a-marcone-scuderi-e-asta/   (Tratto da Libera Piemonte)      


Bologna, da venerdì a domenica lo “Scriba festival”

Nov 5th, 2015 | Categoria: news
  La kermess di incontri a tema letterario e creativo dello Scriba festival di Bologna (dal 6 all’8 novembre) avrà come tema, la paura. Anzi, i mostri. Spiega alla stampa Michele Cogo (della Bottega Finzioni e membro del comitato di Scriba), citando Paul Schrader, autore di Taxi Driver: «Schrader diceva “chi racconta ha a che fare con i mostri”. Gli scrittori, gli sceneggiatori, nella costruzione di storie si confrontano sempre con il proibito, con il non detto». Quest’anno la kermess si aprirà nella bella biblioteca Sala Borsa, con un incontro dedicato al tema Raccontare le mafie. Il mostro dalle mille facce. L’appuntamento è per domani, venerdì 6, alle 18; ospiti Carlo Lucarelli (fondatore del laboratorio di narrazione Bottega Finzioni), insieme al giornalista Lorenzo Frigerio, al docente Enzo Ciconte e a Margherita Asta di Libera. Scriba Festival è il primo festival dedicato alle scritture di mestiere. È ideato da Finzioni Associazione Culturale in collaborazione con Bottega Finzioni. L’idea è trasformare Bologna nel laboratorio per una nuova riflessione a tema e incontrare i professionisti nei diversi settori. «Chi pratica la scrittura – precisa Carlo Lucarelli – sa benissimo che qualsiasi tipo di narrazione è, prima di tutto, un racconto: da una forma più intima, come può essere una lettera...


Sola con te: la storia di Margherita Asta in un libro

Ott 21st, 2015 | Categoria: prima pagina
di Giulia Panepinto
In Sola con te in un futuro aprile, edito da Fandango, Margherita Asta ripercorre, grazie alla penna di Michela Gargiulo, gli anni successivi al 2 aprile ’85, quando per mano di una mafia ancora sconosciuta, che puntava al giudice Carlo Palermo, fu premuto il detonatore che uccise sua madre, Barbara Rizzo, e i suoi due fratelli, Salvatore e Giuseppe. Il titolo del libro prende le mosse dai versi di Pier Paolo Pasolini in Supplica a mia madre. La poesia si apre affermando che “E’ difficile dire con parole di figlio ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio […]”e accompagna il testo nell’arduo compito di mostrarsi al lettore. È proprio con le parole di figlia che Margherita ci guida in un flashback lungo trent’anni che aiuta la protagonista a rivivere i suoi ricordi, legati assieme come perle di una collana da vite lontane che si avvicinano e rincorrono fra le pagine. Nel 1985 Margherita ha 10 anni, e nonostante i cerchi concentrici del dolore di chi le sta attorno la spingano verso la spensieratezza, è costretta dalla morte a sopportare i sentimenti di un adulto. Cresce, fra le pagine che la descrivono sempre più consapevole della realtà costruitale attorno da Cosa Nostra. “Sopravviviamo: ed è la confusione di una vita rinata fuori dalla ragione.[…]”e dal destino di...


Strage di Pizzolungo, una commissione di inchiesta non è più rinviabile

Apr 2nd, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina, Uncategorized
di Rino Giacalone
La strage mafiosa di Pizzolungo del 2 aprile 1985 è ancora un capitolo giudiziario aperto. Le sentenze che hanno condannato i mandanti Totò Riina e Vincenzo Virga, il capo della cupola siciliana e il boss capo mafia del mandamento di Trapani, e come esecutori Nino Madonia e Balduccio Di Maggio non hanno fatto luce sul movente. E’ la stessa cosa accaduta per altri delitti e altre stragi. Da quello del pubblico ministero trapanese Gian Giacomo Ciaccio Montalto, sino ad arrivare agli efferati e sanguinosi attentati di Roma, Milano e Firenze del 1993. A 29 anni da quell’attentato destinato al sostituto procuratore Carlo Palermo e che costò la vita di Barbara Rizzo e dei sui due figlioletti di sei anni, i gemellini Salvatore e Giuseppe Asta, in questi giorni come accade da sette anni, dal 2008, Erice, nel cui territorio la mafia fece scempio di quelle tre vittime, vive giornate di intenso impegno, ma su ogni cosa che si fa e viene detta aleggia l’angoscia per una verità completa che non c’è e che non è solo dei familiari delle vittime, a cominciare da Margherita, figlia e sorella degli uccisi, dilaniati dal tritolo mafioso, ma anche degli agenti della scorta sopravvissuti...


“Mio fratello, una macchia sul muro…”

Feb 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli, articoli
«In questi giorni mi domando cosa mi stia succedendo. Credevo di essere più forte. Invece mi accorgo che più ne parlo più sento il dolore crescere. Da fuori non si vede, ma dentro so solo io quello che sento». La voce di Margherita Asta si incrina per l’emozione appena ripensa a quella mattina di vent’anni fa in cui, all’età di soli dieci anni, in un istante perse la madre Barbara e i fratelli minori, i gemellini Salvatore e Giuseppe, di sei anni. Tutti travolti e uccisi dalla violenza di Cosa Nostra, in quella che viene ricordata come “la strage di Pizzolungo”. Era il 2 aprile 1985. Obiettivo dell’attentato era il sostituto procuratore di Trapani, Carlo Palermo: era per lui l’autobomba posizionata sul ciglio della strada che da Pizzolungo conduce a Trapani. Trasferitosi nel febbraio di quell’anno dalla Procura di Trento, dove si era distinto per alcune indagini importanti sul traffico d’armi e di stupefacenti, in poche settimane di lavoro si era guadagnato una condanna a morte dalla mafia. Una tragica fatalità, però, lo salvò: la sua auto incontrò lungo il tragitto l’utilitaria guidata da Barbara Asta e la superò proprio nel punto in cui i sicari avevano posizionato la vettura con...