Articoli con tags ‘ Marcello Dell’Utri ’


Sette anni a Dell’Utri. “Una pietra tombale sulla trattativa Stato-mafia” secondo gli avvocati

Giu 29th, 2010 | Categoria: news
di Elena Ciccarello
Dopo cinque giorni di camera di consiglio, la seconda sezione della corte d’appello di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a sette anni di carcere, ridimensionando la pena a nove anni inflitta in primo grado. I giudici hanno assolto il senatore per le “condotte contestate in epoca successiva al 1992, perché il fatto non sussiste”. Nel 2005 Dell’Utri era stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa: la corte riconobbe il suo ruolo di “mediatore” tra Cosa nostra e l’imprenditore Silvio Berlusconi. Mediazioni iniziate negli anni settanta e proseguite almeno fino al 1993-94. Con la sentenza odierna, e l’assoluzione per le condotte successive al 1992, la corte ha escluso che le mediazioni di Dell’Utri abbiano riguardato anche la vigilia e la nascita di Forza Italia. La condanna si ferma sulla soglia di un aspetto cruciale del processo, ossia la ricerca di nuovi referenti politici da parte di Cosa nostra dopo la caduta della Prima Repubblica. Con questo pronunciamento la nascita del partito del premier sarebbe salvo da ombre di trattativa. Non può che rallegrarsene la difesa del senatore: “è stata messa una pietra tombale sulla trattativa Stato-mafia”, ha dichiarato l’avvocato Antonino Mormino “i termini...


Il Viminale nega la protezione a Spatuzza

Giu 15th, 2010 | Categoria: news
di Elena Ciccarello
Gaspare Spatuzza non è stato ammesso al programma di protezione. Il Viminale ha rifiutato la proposta avanzata dalle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo che indagano sulle stragi del ’92 -’93. La Commissione centrale del Viminale per la definizione e applicazione delle misure speciali di protezione ha rigettato l’ammissione al programma perché il boss avrebbe reso le dichiarazioni su “fatti gravi” oltre i 180 giorni previsti dalla legge. In particolare Spatuzza avrebbe iniziato a rendere dichiarazioni collaborative alla magistratura inquirente il 26 giugno 2008, per poi esternare ulteriori dichiarazioni dal 16 giugno 2009 e il 4 dicembre 2009 nell’ambito del processo d’appello a carico di Marcello Dell’Utri, quindi oltre il termine massimo stabilito per legge. Per quanto si apprende dall’agenzia Adnkronos, secondo la delibera della Commissione “non vi è alcun elemento che autorizzi a ritenere che di quanto riferito in quel dibattimento Spatuzza avesse già parlato nei 180 giorni previsti dalla legge”. Restano dunque confermate solo “le ordinarie misure di protezione ritenute adeguate al livello specifico di rischio segnalato”. Il rifiuto posto dal Viminale alla richiesta delle tre procure oggi più esposte nella ricerca della verità sulle stragi si scontra con il giudizio di attendibilità sulle dichiarazioni di Spatuzza già espresso dai...


Il rovescio della sentenza

Giu 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Antonio Ingroia
Questo vuole essere un messaggio nella bottiglia per alcuni italiani, molti, troppi. Quegli italiani, molti, troppi, che formano le loro opinioni sulla base di quello che dice la tv, dipendendo dall’informazione della Rai e dei tg, soprattutto di quello più seguito, il Tg1, il telegiornale che entra in tutte le case degli italiani, quando le famiglie si riuniscono… Ebbene, il messaggio nella bottiglia dice questo: il senatore Marcello Dell’Utri è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo alla severa pena di sette anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte d’Appello ha così sostanzialmente confermato la condanna nel primo grado di giudizio, che era a nove anni di reclusione. Questa è la notizia. È una notizia ovvia e risaputa? Forse per i lettori di questa rivista, ma non certo, ad esempio, per i telespettatori del Tg1, che ha invece rimarcato soltanto l’avvenuta assoluzione di Dell’Utri, da parte della stessa Corte d’Appello, per il periodo successivo al 1992. È in corso, insomma, l’ennesima campagna di disorientamento e di sostanziale disinformazione dell’opinione pubblica, frastornata da notizie false, inesatte, tendenziose. Ed è stato così che perfino lo stesso imputato abbia finito per dichiararsi soddisfatto dell’esito del processo, proponendo...


Dell’Utri, pg chiede 11 anni di carcere

Apr 27th, 2010 | Categoria: news
Il procuratore generale di Palermo Nino Gatto, che rappresenta l’accusa nel processo d’appello nei confronti del senatore Marcello Dell’Utri, ha terminato la sua requisitoria il 16 aprile scorso chiedendo la condanna dell’imputato a 11 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. In primo grado Dell’Utri era stato condannato a 9 anni di reclusione. La sentenza è prevista per i primi di giugno.


Spatuzza attendibile. Silenzio però

Apr 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Nello Trocchia
Il 17 marzo scorso la procura di Firenze ha ritenuto credibili le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. Si apre un nuovo capitolo sulle stragi del ’93/’94, eppure i principali media hanno scelto il silenzio assoluto (altro…)


Il Pasolini scomparso, trovato e nuovamente perso da Dell’Utri

Apr 15th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Questa è la storia di un capitolo scomparso. L’appunto 21 del romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini, Petrolio. Un testo che forse nessuno di noi riuscirà mai a leggere e che forse non è mai stato neppure scritto, ma che è tornato prepotentemente alla ribalta a partire dalle ultime, sconvolgenti, rivelazioni del senatore Marcello Dell’Utri che il 3 marzo scorso ha dichiarato alla stampa: «Sono in possesso di un dattiloscritto di una quindicina di pagine; è un capitolo inquietante per l’Eni, di grande interesse, perché si lega alla storia del Paese, a Eugenio Cefis, alla morte misteriosa di Enrico Mattei e di Pasolini». Il senatore ha promesso ai giornalisti di presentare il materiale inedito al pubblico della Fiera del Libro Antico di Milano, il successivo 12 marzo. Poi ha ritrattato, sostenendo che il proprietario del capitolo «è sparito, spaventato dal clamore» dei media. Poi più nulla, a parte l’interpellanza di Walter Veltroni al Parlamento e la superficiale risposta del ministro Sandro Biondi, che ha parlato di 60 pagine di carta velina e di una persona, che le possiede, non più irrangiungibile. Ma presto Dell’Utri sarà sentito dalla Procura di Roma, nell’ambito delle indagini sulla morte di Pasolini. E non sarebbe neanche la...


Di Girolamo, un Catilina tra i tanti

Mar 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Marco Nebiolo
Sette giorni. È il tempo da primato impiegato dal Senato per sbarazzarsi del senatore Nicola Paolo Di Girolamo, eletto nella circoscrizione estero-Europa nelle file del Pdl con il contributo di voti rastrellati dalla cosca ’ndranghetista degli Arena nelle comunità calabresi di Stoccarda e Francoforte. Sette giorni da quel 24 febbraio in cui i giornali hanno iniziato a descrivere il panorama da “strage della legalità” (definizione del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso) delineato dall’inchiesta “Broker” sulla maxi truffa all’erario realizzata da Fastweb e Telecom Sparkle, al 3 marzo, giorno in cui l’avvocato Di Girolamo ha varcato la soglia del carcere di Rebibbia con l’accusa di avere rappresentato gli interessi dei mafiosi di Isola di Capo Rizzuto invece di quelli degli italiani residenti oltre confine. Un record da prima pagina, buono per contraddire l’immagine di un Parlamento elefantiaco e autoreferenziale, arroccato nella difesa di privilegi di casta; ottimo per esaltare l’efficienza e il rigore morale di un’istituzione in grado di far prevalere la responsabilità politica su quella penale (il procedimento a carico del senatore “della ’ndrangheta”, ricordiamolo, è in fase di indagini preliminari); perfetto per valorizzare la determinazione di una maggioranza impegnata a troncare ogni legame con ambienti inquinati dall’infiltrazione criminale e...


IL processo Dell’Utri e le polemiche pretestuose

Dic 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Raffaele Cantone
Il processo in corso dinanzi la Corte di Appello di Palermo contro il senatore Dell’Utri, nell’ambito del quale sono stati sentiti il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza e i fratelli Graviano, ha acceso il dibattito nel mondo politico e sulla stampa sui collaboratori di giustizia e sul concorso cosiddetto «esterno nell’associazione mafiosa», imputazione quest’ultima di cui risponde il senatore. Così come avviene quasi sempre quando si affrontano temi così delicati, si sentono affermazioni non molto precise che da un lato rischiano di ingenerare confusione nell’opinione pubblica e dall’altro di diventare l’occasione di interventi legislativi modificativi, quantomeno poco meditati. Quanto ai collaboratori di giustizia, partendo dall’esame di Spatuzza si è affermato che i pm che stanno gestendo la sua collaborazione hanno agito poco correttamente perché le dichiarazioni dell’ex boss sarebbero state assunte tardivamente e comunque quanto da lui detto sarebbe assolutamente falso perché non riscontrato dalle dichiarazioni dei fratelli Graviano. Entrambe le affermazioni, pur sostenute autorevolmente, non rispondono, però, del tutto alla realtà. In primo luogo è certamente vero che l’attuale normativa sui collaboratori, di cui tanto si parla, approvata nel febbraio 2001, poco prima che terminasse la legislatura con voto bipartisan, ha introdotto il cd «divieto delle dichiarazioni a rate», e cioè l’obbligo...


Spatuzza, deposizione sovraccarica di aspettative

Dic 10th, 2009 | Categoria: news
Lo scorso 4 dicembre nell’ambito del processo nei confronti del senatore Marcello Dell’Utri è stato ascoltato dai giudici della Corte di appello di Palermo il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, pentito da circa un anno. I riscontri alle sue dichiarazioni hanno determinato la riapertura del processo sulla strage di via D’Amelio, definita in Cassazione sulla base delle dichiarazioni di quello che oggi risulta esser falso pentito, Vincenzo Scarantino. Nell’ambito del processo Dell’Utri, Spatuzza è stato ascoltato per i suoi stretti legami con i fratelli Graviano, boss di Brancaccio, ritenuti i mandanti delle stragi nel 1993. Spatuzza ha ricordato le parole che gli disse Giuseppe Graviano durante un incontro a Campo Felice di Roccella avvenuto verso la fine del 1993, finalizzato alla programmazione dell’attentato allo Stadio Olimpico contro i carabinieri: «Graviano ci spiega che dobbiamo uccidere un bel po’ di carabinieri e che dobbiamo farlo a Roma. Ci dico che questi attentati non ci appartengono. Giuseppe Graviano ci chiese se io e Lo Nigro (altro mafioso presente all’incontro) capivamo qualcosa di politica. Rispondemmo di no. Ci disse che se l’attentato fosse andato a buon fine ci sarebbero stati vantaggi per tutti». In un incontro successivo al Bar Doney di Roma, pochi...


Tangentopoli, la metamorfosi

Dic 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_12_2009 Perché la corruzione rimane una piaga in espansione nel nostro paese nonostante Mani pulite? A questa domanda risponde il dossier del numero di dicembre di Narcomafie, che illustra come gli attori cardine del sistema Tangentopoli (partiti, imprese e pubblica amministrazione) siano mutati nel passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica e spiega perché la magistratura incontri, ancora oggi, particolari difficoltà nel perseguimento dei reati dei colletti bianchi. L’approfondimento si conclude con una analisi dei costi della corruzione che mette in luce come essi ricadano sui paesi più poveri e sulle fasce più deboli della popolazione. (altro…)