Articoli con tags ‘ Mani Pulite ’


Trent’anni di Società civile e di lotta alla corruzione raccontati in un libro

Nov 18th, 2016 | Categoria: prima pagina
di redazione
Per gentile concessione della casa editrice Melampo, vi proponiamo un estratto dall’introduzione del libro L’assalto al cielo. Storie di Società civile e lotta alla corruzione di Gianni Barbacetto e Nando dalla Chiesa. Il libro sarà presentato domani, sabato 19 novembre, alle ore 14 presso l’Archivio di Stato di via Senato 10, a Milano. L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna “Bookcity Milano”, che si sta svolgendo in questi giorni nel capoluogo lombardo (clicca qui per il programma).    (altro…)


Sulle spalle dei poveri

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
La corruzione costa. Sottrae risorse alle politiche pubbliche, indebolisce il mercato, favorisce imprese non concorrenziali. Il prezzo ricade in particolare sugli stati del terzo mondo e sui cittadini più deboli. Ecco quali sono i fattori di sistema che favoriscono le pratiche corruttive (altro…)


La “Rinascita” del malaffare

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
“E dopo Mani pulite vissero tutti moralizzati e contenti”. Era questo il lieto fine in cui in quei primi anni 90 sperava l’italiano medio… (altro…)


Corruzione, radiografia del sistema

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Dai primi anni 90 il sistema sociale, economico e politico in cui allignava la corruzione è profondamente mutato. Sono cambiati i partiti, le imprese e le tradizionali modalità di gestione della cosa pubblica da parte delle amministrazioni. Per questo, nonostante Mani pulite, le tangenti imperversano più di prima (altro…)


La trasparenza non abita qui

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Se la corruzione è indicata da più fonti autorevoli (e le cronache lo confermano) come “il” problema delle istituzioni italiane, questo non sembra preoccupare la maggioranza dei politici e dei cittadini. Anzi, il legislatore va in tutt’altra direzione Nella tarda mattinata di giovedì 12 febbraio i siti internet dei più importanti quotidiani e delle televisioni italiane aprivano con le dichiarazioni di Tullio Lazzaro e Furio Pasqualucci, rispettivamente Presidente e Procuratore generale della Corte dei conti. Cosa avevano affermato i due alti magistrati? Che la corruzione in Italia non solo continua a essere praticata, ma il fenomeno si sta diffondendo sempre di più all’interno della pubblica amministrazione, in particolar modo nel settore della sanità, nella gestione dei fondi comunitari, nel sistema degli appalti pubblici oltre che nel mondo del calcio. «Dove manca la trasparenza si genera il cono d’ombra che lascia spazio a corruzione e concussione» ha affermato il Presidente della Corte che, proseguendo, ha affermato «la corruzione è un rischio mortale per la democrazia». Quattro indizi fanno una prova? Parole pesanti come macigni, che il ministro della Giustizia Alfano ha detto di condividere dalla prima all’ultima. Parole che avrebbero dovuto suscitare un dibattito pubblico importante e immediato. Invece, qualche giorno dopo, tutto...


La corruzione dopo Tangentopoli

Feb 28th, 2007 | Categoria: archivio articoli
A quindici anni di distanza dall’arresto di Mario Chiesa e dalle inchieste dei magistrati di “Mani pulite”, che cosa è cambiato nel sistema della corruzione? Quali sono le tendenze da considerare nelle strategie di contrasto? E come va letto il rapporto tra mafie, poteri e appalti nella Seconda Repubblica? Intervista a Ivan Cicconi, direttore di “Nuova Quasco” Milano, 17 febbraio 1992. Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio (una casa di riposo per anziani), viene arrestato per concussione in flagranza di reato mentre intasca una busta contenente sette milioni di lire, la prima rata di una tangente per concedere l’appalto a un’impresa di pulizie. Le sue dichiarazioni avrebbero consentito a un gruppo di magistrati della Procura della Repubblica di Milano di estendere l’inchiesta – soprannominata “Mani pulite” – fino ad arrivare, nel giro di pochi mesi, allo svelamento di un sistema di intrecci corruttivi tra centinaia di politici (ministri, deputati, segretari di partito e amministratori locali) e imprenditori (dei principali gruppi industriali, ma anche di realtà medio-piccole). Le tangenti versate ai (o richieste dai) partiti per influenzare l’assegnazione di lavori e appalti erano una prassi talmente diffusa e consolidata che i magistrati, primo tra tutti Antonio Di Pietro, parlarono di dazione...


Giustizia, non solo Kafka

Ott 10th, 2005 | Categoria: recensioni
Un vecchio proverbio piemontese che gli anziani ricordavano a noi ragazzi cresciuti nei quartieri popolari di Torino recitava: «Né per rie, né per dabun, fate mai butè en persun». Traduco: «Né per scherzo, tantomeno sul serio, non farti mai mettere in prigione». Quel detto non aveva soltanto una funzione ammonitrice, in senso educativo, ma esprimeva anche una sostanziale diffidenza, se non una vera e propria sfiducia per tutto ciò che si riferiva alla Giustizia da parte delle cosiddette classi subalterne. In apertura di un libro fresco di stampa, edito da Laterza – autori due conosciuti magistrati, Gian Carlo Caselli e Livio Pepino – viene ricordato un altro proverbio popolare, questa volta siciliano, scritto da una mano ignota sul portone della Casa penale di Favignana: «Giustizia stava scritto su ’u portone e ci credette ’u minchione». Dai due pungenti pensieri se ne deduce che la sempre più assillante domanda di giustizia nel nostro Paese è inversamente proporzionale alla credibilità che questo fondamentale servizio per la comunità, affidato allo Stato, gode tra i cittadini. I due autori si fanno carico di questo profondo disagio nell’agile libretto, scritto sotto forma di lettera rivolta “a un cittadino che non crede nella giustizia”, ricco di dati e...


Una formula per la trasparenza

Giu 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Contro la corruzione c’è una nuova arma internazionale: la Convenzione Onu approvata in Messico lo scorso dicembre. L’Italia – dove la lotta al fenomeno non è rientrata nelle priorità dell’agenda politica degli ultimi anni – l’ha firmata, ma non ratificata Il 12 gennaio scorso l’agenzia Ansa batteva una notizia sorprendente: il Presidente degli Stati Uniti aveva deciso di proibire l’ingresso nel Paese a corrotti e corruttori, che fossero immigrati o anche semplici visitatori. Con una decisione dalla decorrenza immediata, Bush sospendeva l’accesso a persone che avevano commesso reati di corruzione mentre ricoprivano incarichi pubblici, o che vi avevano partecipato e tratto beneficio. Il Presidente motivava la decisione adducendo l’importanza che istituzioni pubbliche legittime e trasparenti hanno sulla stabilità, la pace e lo sviluppo mondiali e gli effetti negativi che la loro corruzione può avere sugli sforzi americani finalizzati a promuovere la sicurezza e rafforzare la democrazia e il sistema del libero mercato.  La decisione, che di fatto limitava la libera circolazione delle persone, naturalmente non era erga omnes: si applicava solo a coloro la cui corruzione poteva avere seri impatti sugli affari internazionali degli Stati Uniti, sugli obiettivi di assistenza internazionale, sulla sicurezza degli Usa contro la criminalità transnazionale e il terrorismo o sulla stabilità...


Tangentopoli: la soluzione è giudiziaria

Feb 10th, 2002 | Categoria: editoriali
Sono passati dieci anni da che la scoperta con le mani nel sacco del “mariuolo” milanese Mario Chiesa ha dato inizio alla stagione di “Mani pulite”. Le celebrazioni e i ricordi (talora i necrologi) si sprecano, sui media e da parte di molti esponenti politici. E, insieme, cresce la voglia di una “soluzione politica”, che — tramontata, per ora, la proposta di amnistia — sembra convogliarsi nel progetto di ripristino dell’autorizzazione a procedere (magari con effetto retroattivo, sic!). Rimuoviamo — si dice — questo macignoe potremo così riprendere una politica non avvelenata. Concorrono nella richiesta interessi contrapposti: dall’esigenza del presidente del Consiglio di liberarsi da processi ingombranti (potenzialmente idonei a ostacolare un’altrimenti irresistibile ascesa) alla preoccupazione di chi — da sponda opposta — teme che la guerra in atto lasci sul terreno la stessa indipendenza e autonomia della magistratura. Eppure nessuna credibilesoluzione politica è possibile; e ben lo sanno anche coloro che la chiedono con maggior insistenza. Tale impossibilità non consegue — a differenza di quanto comunemente si dice — al vetoo alla opposizione dei magistrati: che non ne hanno né il potere né la forza e dal cui interno è venuta, del resto, la prima proposta in tal senso (quella dell’indulto condizionatoadombrata da Gherardo Colombo in una nota intervista a L’Espresso del...