Articoli con tags ‘ malapolitica ’


Gli scranni della malapolitica

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Daniela De Crescenzo
La politica campana annovera diversi personaggi accusati di intrattenere rapporti con la criminalità organizzata. Da Nicola Cosentino a Vincenzo Nespoli, ritratti di politici divisi tra aule consiliari e tribunali (altro…)


Se il popolo teme il futuro, dategli l’azzardo

Set 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_9_2010 Anche quando l’economia non gira, c’è un articolo che si vende benissimo. È la speranza di vincere. Un sogno che Stato e privati trasformano in moneta sonante. Cinquantacinque i miliardi spesi nel gioco nel 2009, più di 60 quelli stimati per il 2010. Ma chi ci guadagna veramente e quali sono le conseguenze di quest’industria in continua espansione? Nell’ultimo dossier di Narcomafie i dati più aggiornati, le storie meno conosciute e gli illeciti più diffusi del mondo dell’azzardo (altro…)


Sulle spalle dei poveri

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
La corruzione costa. Sottrae risorse alle politiche pubbliche, indebolisce il mercato, favorisce imprese non concorrenziali. Il prezzo ricade in particolare sugli stati del terzo mondo e sui cittadini più deboli. Ecco quali sono i fattori di sistema che favoriscono le pratiche corruttive (altro…)


La metropolitana autonomista

Nov 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Un miliardo di euro. Tanto valgono nel complesso i lavori di ampliamento della ferrovia Circumetnea. Una storia iniziata qualche anno addietro, che da subito si è guadagnata le attenzioni di grosse imprese e determinati settori del mondo politico: a partire da Forza Italia e Pino Firrarello, per finire dritta dritta nelle mani di Raffaele Lombardo. Alcune parti di quest' articolo non sono visibili agli utenti non registrati. Per registrarsi è necessario abbonarsi.


Gioia Tauro, arrestati sindaco e vicesindaco

Nov 10th, 2008 | Categoria: news
Il 13 ottobre, nell’ambito di un’operazione antimafia contro la famiglia Piromalli, sono stati arrestati il sindaco di Gioia Tauro Giorgio dal Torrione, il vicesindaco Rosario Schiavone, 32 anni – entrambi in carica fino allo scioglimento del comune per infiltrazione mafiosa decretato lo scorso aprile – e il sindaco di Rosarno Carlo Martelli. Alla base dell’inchiesta la figura dell’avvocato Gioacchino Piromalli, 39 anni. Pregiudicato per associazione mafiosa e condannato dal Tribunale di Palmi al risarcimento di dieci milioni di euro nei confronti dei comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando (il cui sindaco risulta indagato a piede libero), Piromalli avrebbe proposto agli amministratori di pagare il proprio debito lavorando per i tre comuni. L’assenso dei sindaci alla proposta di Piromalli sarebbe stata, secondo gli inquirenti, finalizzata a consentire alla famiglia ’ndranghetista «di entrare ufficialmente all’interno dei municipi agevolando le possibilità, già ingenti, di controllo e di indirizzo della pubblica amministrazione». Dal Torrione è stato eletto nelle file dell’Udc. Al momento del commissariamento del comune di Gioia Tauro dichiarò di essere vittima di un complotto orchestrato dall’onorevole Marco Minniti, allora viceministro dell’interno del governo Prodi. Manette ai polsi, oltre che per l’avvocato Piromalli, anche per l’omonimo zio sessantaquattrenne.


Dentro il “sistema Crea”

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
«Questo meccanismo […] rappresenta l’altra faccia di una politica che ha perso autonomia e trasparenza per dipendere, essa stessa, dallo scambio tra gestione della spesa sanitaria e consenso che rappresenta il punto più alto del degrado politico e morale che investe la Calabria»   Per raggiungere l’obiettivo si era messo in moto il “meccanismo Crea”, come lo definisce il Gip di Reggio, un vero e proprio «sistema fatto di pressioni, relazioni, favori, attuato principalmente dallo stesso Crea Domenico e dal figlio Antonio, al fine di ottenere le autorizzazioni necessarie all’accreditamento della struttura sanitaria». Il sistema fa pressioni sui funzionari del Dipartimento Sanità della Regione Calabria e dell’Asl 11 di Reggio Calabria i quali arrivano persino a falsificare atti preparatori di delibere. Anche medici ed infermieri del presidio ospedaliero di Melito Porto Salvo e di Villa Anya sono spinti a commettere reati «che vanno dalle false attestazioni su certificazioni mediche relativi a decessi, all’omissione di soccorso, all’omicidio colposo e/o morte in conseguenza di altro delitto, ed alla truffa ai danni dello Stato». Il risultato di questo «lavorìo», secondo i giudici, è il fatto che la concessione dell’accreditamento della struttura privata con il Servizio sanitario nazionale ha «seguito canali di assoluto privilegio e palesi...


Villa Anya, la gallina dalle uova d’oro

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
«Un quadro di estremo degrado ed allarme non solo per lo stato della sanità, ma anche per l’intreccio tra ‘ndrangheta e politica, tra cosche e rappresentanti istituzionali di un certo rilievo, come il coinvolgimento del consigliere regionale in carica Domenico Crea»   Villa Anya è una clinica privata nella disponibilità di Domenico Crea, anche se la proprietà della stessa, secondo il Gip di Reggio Calabria, è stata attribuita «fittiziamente» alla moglie e ai figli, «al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale». Per questa clinica l’onorevole Crea ha fatto di tutto. Innanzitutto, per dargli vita, ha investito grandi quantità di soldi.  Secondo la Guardia di finanza risulta un «versamento da parte del Crea in data 15/11/2001 di denaro in contante sul conto intestato ai genitori dello stesso presso la filiale del Banco di Napoli di Melito Porto Salvo di una somma pari a complessive lire 1.195.000.000 (un miliardo e centonovantacinque milioni)». A distanza di un mese i soldi transitarono direttamente sul conto che era nella disponibilità sua e della moglie. È una somma notevole, ancor più se versata in contanti. Da dove arrivano i soldi all’onorevole Crea? In quanto tempo e come li ha guadagnati? Interrogato dai magistrati...


Una questione esplosiva

Giu 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Presunte irregolarità nelle concessioni edilizie rilasciate dal comune di Benevento: un sindacalista denuncia e poco dopo un ordigno deflagra nel palazzo in cui vive. La posta in gioco è alta: le autorizzazioni rilasciate consentirebbero di ridisegnare l’intera città. Un giro vorticoso di denaro gestito completamente da imprese casertane e napoletane Esplode nella notte tra il 28 e il 29 marzo la bomba sotto la quale va in frantumi quel che resta del mito di “Benevento-città sicura”. La magistratura sta ancora indagando, ma, con tutta probabilità, il destinatario dell’ordigno che ha divelto nel silenzio generale il portone di un palazzo mandandolo in frantumi, è Gabriele Corona, coordinatore dello Slai Cobas provinciale e attivista politico, che in quel palazzo abita. Sue sono infatti le ripetute denunce di irregolarità relative a una serie di concessioni edilizie di cui sono state beneficiarie molte imprese casertane e partenopee, che promettono in pochi anni di ridisegnare il volto della città. Temi caldi, al centro dell’attenzione dei media e della politica locale.  Sannio, non perderlo di vista. Solo una settimana prima dell’attentato intimidatorio a Corona, l’ufficio di vigilanza edilizia del Comune chiede la sospensione di 20 concessioni edilizie perché non conformi agli strumenti urbanistici. A rischiare di saltare sono...


La cosca degli dei

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dagli appalti per l’ospedale a quelli per la refezione scolastica, dal rifacimento delle strade alla fornitura della frutta. Il territorio di Vibo Valentia registra un livello di infiltrazione mafiosa in tutti i settori dell’economia calabrese. Le Forze dell’ordine stanno ottenendo importanti risultati e sul territorio la società civile inizia a esprimere forti segnali di resistenza alla pervasività dell’organizzazione. Ma nelle aule di tribunale importanti processi rischiano ora battute d’arresto Secco ed improvviso. Nessuna eco. Ore 3 di mattina del 3 febbraio, un ordigno esplode di fronte al pub lo Zodiaco. Cinquanta metri dalla prefettura, a pochi passi dalla chiesa del Rosario, centro storico di Vibo Valentia. Poche ore dopo è don Pino a far sentire la sua voce: sette rintocchi di campana. Lenti ma decisi. Un tocco dietro l’altro le campane si snodano lungo i vicoli, accarezzano il castello, sovrastano la vetrina in frantumi.  Pastori comunisti e mafiosi. Tra l’ordigno e le campane c’è il vibonese: quel «promontorio alto sul mare» che ha incantato il poeta Giuseppe Berto, il giardino che si affaccia sulla “costa degli dei”, ovvero i paesi di Tropea, Pizzo, Parghelia e Zambrone che accolgono 2,5 milioni di turisti ogni estate. Mare cristallino, alberghi extra lusso e i collegamenti...


Contro le mafie, in prima linea

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La logica imprenditoriale, il traffico di armi e droga, le alleanze con il crimine organizzato straniero: questi i principali punti analizzati dal “superprocuratore” Piero Grasso, in occasione del primo resoconto sulle mafie italiane dinanzi alla Commissione parlamentare antimafia A pochi mesi dalla sua ufficiale costituzione (legge 277 del 27 ottobre 2006, ndr.) la Commissione parlamentare antimafia ha audito lo scorso 13 febbraio il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, al fine di conoscere lo stato della presenza mafiosa nel nostro Paese, i risultati più importanti ottenuti sul versante della repressione e, da ultimo, le indicazioni specifiche per migliorare la legislazione vigente. Le mafie come imprese criminali. Da un punto di vista generale, le parole di Grasso hanno evidenziato come le mafie italiane abbiano adottato nel corso del tempo una logica d’azione di carattere imprenditoriale, riducendo il ricorso alla violenza e all’intimidazione solo quando considerate necessarie. Gli ingenti capitali mafiosi sono accumulati soprattutto attraverso il traffico di droga e di armi, attività che hanno permesso l’instaurazione di alleanze tra le diverse mafie italiane e tra queste ultime e le organizzazioni mafiose straniere. Inoltre, ha sostenuto Grasso, sono stati accertati rapporti tra le nostre mafie e le organizzazioni terroristiche straniere (Eta spagnola) o paramilitari (Farc...