Articoli con tags ‘ magistratura ’


Riforma della giustizia targata “Falcone”? Un gioco di prestigio

Gen 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Marco Nebiolo Il Governo di Silvio Berlusconi si appresta a varare una riforma della giustizia che, secondo quanto dichiarato in estate dal presidente del Consiglio, introdurrà nell’ordinamento le idee di Giovanni Falcone. Le cose stanno davvero così? Ovviamente no, o meglio, non esattamente: l’arruolamento del simbolo dell’antimafia tra i padri nobili di una riforma che incendierà il dibattito politico del 2009 altro non è che l’ennesimo coup de théâtre del premier. Tuttavia bisogna riconoscere che la mossa è ben congegnata e scindere il grano dal loglio richiede un po’ di pazienza. Ecco i fatti. Secondo quanto preannunciato, cardini del progetto governativo, per il momento ampiamente nebuloso, saranno la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici (o un’accentuata distinzione delle stesse rispetto a quella determinata dalla recente riforma dell’ordinamento giudiziario) e la riforma del Csm, che vedrà alleggerita la componente dei membri togati a favore di quella “laica”, di nomina politica (non è escluso lo sdoppiamento del Consiglio in due organi distinti per giudici e pm). Misure osteggiate dalla maggioranza dei magistrati che vedono in esse un attacco alla propria indipendenza, ritenuta un valore irrinunciabile a garanzia del principio d’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Il presunto nesso con...


Catania, manca la benzina, magistrati della Dda a piedi

Nov 10th, 2006 | Categoria: news
Il 30 ottobre scorso, con una lettera inviata al Capo della procura di Catania Mario Busacca, 11 pm della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo etneo hanno rimesso il loro mandato per protestare contro l’assenza di mezzi e di risorse in cui sono costretti a prestare servizio. Mancano le autovetture, il carburante e gli autisti. Una situazione dovuta alla scarsità di fondi che dura ormai da tempo, al punto che le officine meccaniche si rifiutano di riparare i mezzi della Procura, vista la pesante esposizione debitoria della stessa nei loro confronti. A volte i magistrati sono costretti ad anticipare di tasca loro il denaro per la benzina. Una situazione che pregiudica la possibilità di garantire la sicurezza dei magistrati impegnati nelle indagini sull mafia. «I componenti della Dda – scrivono i magistrati – ritengono di non dover ulteriormente subire la mortificazione di non poter adempiere di fatto ai propri compiti istituzionali come la legge prescrive e la coscienza impone».


Libertà e rapporti di forza

Mar 10th, 2002 | Categoria: editoriali
La stagione politica propone, nel nostro paese, novità inquietanti: in sintesi, un progetto di trasformazione dello Stato fondato sul darwinismo sociale (o, in altri termini, sulla diseguaglianza). E ciò in una sorta di babele delle lingue in cui le stesse parole sembrano perdere il loro significato. Basti pensare al termine “libertà”, sempre più letto e proposto come sinonimo di liberismo. Una delle principali novità della Costituzione del ’48 (e del costituzionalismo moderno) è stata la scommessa di tenere insieme libertà e uguaglianza. In questa prospettiva lalibertà di (affermatasi con la rivoluzione borghese) si è integrata — almeno a livello di affermazione di principio — con la libertà da (perseguita dai grandi movimenti del socialismo e del solidarismo cattolico). Così, a fianco dei diritti di libertà classici (il diritto di manifestazione del pensiero, di riunione, di associazione…), sono stati affermati i diritti sociali di libertà (diritto alla salute, al lavoro, all’istruzione, all’assistenza…). Sta in questo insieme la libertà dei moderni, il cui interfaccia è l’uguaglianza predicata nell’articolo 3 comma 1 e 2 della Costituzione. Per realizzare questo obiettivo la Costituzione ha voluto un sistema di regole finalizzato ad attribuire allo Stato il ruolo di garante dei diritti di tutti anziché quello di espressione degli interessi e della forza della classe dominante. La storia,...


Il dovere di ricordare

Apr 10th, 2001 | Categoria: recensioni
Non aspettatevi un libro di rivelazioni clamorose, né un trattato scientifico sullo stato attuale di Cosa Nostra. La chiave di lettura di tutto il discorso la fornisce, citando La Rochefoucald, Gian Carlo Caselli: «ci sono menzogne così ben camuffate, che giocano con tanta naturalezza il ruolo della verità, che il non lasciarsi ingannare equivarrebbe a mancanza di giudizio». Provate a ripetere all’infinito una parola nella vostra mente ed essa sembrerà perdere significato; provate a ripetere all’infinito false parole su giornali e Tv ed esse diventeranno verità. Accade così che due magistrati, Ingroia e Caselli, sentano la necesità di puntualizzare fatti che in un “Paese normale” – per utilizzare un’espressione abusata – avrebbero forse dovuto essere noti da tempo. Fatti, ma soprattutto numeri: negli anni 1993-99 la Procura ha indagato su quasi 90mila persone ( circa 9mila per fatti di mafia), 23mila delle quali rinviate a giudizio ( 3.328 per mafia). Sono stati sequestrati ai boss beni per oltre diecimila miliardi, sono stati arrestati decine e decine di latitanti e, nel solo anno 200, sono state inflitte o confermate in appello centosedici condanne all’ergastolo. ma l’eredità scomoda non è certo la sola enumerazione dei successi ( gli arresti vari, da Riina...