Articoli con tags ‘ magistrati ’


Alta tensione

Ott 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, prima pagina
di Francesca Chirico
L’ultimo avvertimento è del 5 ottobre: un bazooka per il procuratore capo Giuseppe Pignatone, fatto ritrovare a pochi metri dalla sede della Dda. La lista delle intimidazioni in Calabria si allunga. Ma i magistrati commentano: “Non ci fermeranno” (altro…)


Avvocati prezzolati?

Set 28th, 2010 | Categoria: news
In mattinata gli agenti della Dia di Napoli hanno arrestato Michele Santonastaso, avvocato di Santa Maria Capua Vetere, difensore di Francesco Bidognetti e del superlatitante Antonio Iovine nell’ambito del maxiprocesso al clan dei casalesi, Spartacus. Insieme a lui sono finiti in manette anche Michele Bidognetti e Luigi Cimmino. L’accusa per tutti e tre è di corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia. Reati che gli indagati avrebbero compiuto per agevolare gli affiliati ai clan Bidognetti, Cimmino e La Torre. Se Bidognetti e Cimmino hanno nomi pesanti nell’ambiente camorristico – quest’ultimo è il boss del Vomero mentre Michele è il fratello del boss Francesco Bidognetti – il nome di Santonastaso è noto invece nell’ambiente penalista. L’arresto di Santonastaso segue quello dell’altro difensore storico del clan Bidognetti, Carmine D’Aniello, finito in manette il 4 giugno scorso con l’accusa di associazione mafiosa, subordinazione, induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Santonastaso e D’Aniello, entrambi difensori di Bidognetti e Iovine in Spartacus, furono i depositari della lettera con la quale i due boss accusarono i giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, insieme al magistrato Raffaele Cantone, di influenzare la Corte del processo. L’avvocato Santonastaso, il 13 marzo 2008, lesse in aula le...


Procure “disagiate”, l’esodo inarrestabile

Gen 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Calogero Ferrotti
A fine gennaio anche l’ultimo magistrato ha lasciato la Procura della Repubblica di Enna, perché trasferito in altra sede. Il capoluogo siciliano è il primo ufficio di procura d’Italia completamente privo di sostituti e con il solo procuratore capo. Quindi fatalmente destinato a non essere più operativo, come un ospedale con il solo primario. Presto non sarà un caso isolato, poiché da tempo si assiste al progressivo svuotamento di tutte le procure siciliane e di gran parte di quelle dell’Italia meridionale. La percentuale di scopertura media complessiva delle 19 procure dell’Isola sfiora oggi il tetto del 40%. A essere penalizzati non sono solo gli uffici minori, ma anche quelli di maggiori dimensioni, come Palermo e Catania, che presentano scoperture prossime al 25%. Questi dati sono molto allarmanti, perché incidono sulla stessa funzionalità di uffici giudiziari che operano in prima linea, in realtà territoriali particolarmente difficili sul fronte dell’azione di contrasto alla criminalità di stampo mafioso e comune. L’assenza dello Stato, o anche il semplice indebolimento, può rappresentare infatti il più comodo alibi per pericolose scorciatoie verso percorsi alternativi alla giustizia, oltre a costituire il più forte disincentivo agli investimenti sani di capitali nazionali ed esteri nelle regioni del Mezzogiorno. Di questi motivi di forte preoccupazione si è data...