Articoli con tags ‘ mafie balcaniche ’


Droga, oltre cento arresti tra Nord Italia e Balcani

Nov 16th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Oltre cento persone arrestate, ben trecento uomini della polizia impegnati dalle prime luci dell’alba. Una vasta operazione antidroga che ha consentito di sgominare due reti criminali interconnesse, l’una – tutta italiana – composta da diversi gruppi con operanti tra Milano, Como, Varese, Biella, Torino e Genova. L’altra,  di carattere transnazionale, composta per lo più da cittadini serbi, montenegrini e sloveni. Dai Balcani al Nord Italia il business era uno solo: il traffico di cocaina. E non mancavano diramazioni in Sud America, al fine di procurarsi la materia prima, non bastando più il tradizionale smercio dell’oppio di provenienza afgana, da sempre esclusiva competenza della mala balcanica. Non a caso i vertici della rete sono stati localizzati in Serbia e in Slovenia dove, tra il 2007 e il 2009, si sono smerciate ingenti quantità di cocaina. In Nord Italia stavano poi cellule operative pronte alla diffusione capillare della merce sul territorio. L’operazione della squadra Mobile di Milano, durata oltre due anni e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo e l’intervento della Direzione nazionale antimafia, ha visto la partecipazione dell’Interpol, della Direzione centrale per i servizi antidroga e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. In particolare, le indagini sull’organizzazione serbo-montenegrina sono...


Hooligans, mafia, nazionalismo. Cosa c’è dietro ai disordini di Italia-Serbia

Ott 15th, 2010 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Gli scontri di martedì sera, 12 ottobre, durante e dopo la partita tra le nazionali di calcio serba e italiana, celano intricati rapporti tra il mondo degli hooligans balcanici, la mafia serba, e gli ambienti ultranazionalisti. Un sottobosco criminale diffuso e capace di ledere la politica estera e diplomatica di Belgrado, che bussa alla porta d’Europa trovandola sempre più chiusa. E c’è chi grida al complotto, indicando nel boss Darko Saric il mandante dei disordini di Marassi. Quel che è certo è che esistono rapporti tra il mondo degli hooligans e quello della mafia balcanica, e i  giovani che dagli spalti lanciavano fumogeni durante la partita sono al contempo vittime e responsabili di un clima di tensione e spaesamento che ha investito (e investe) la Serbia dopo le guerre degli anni Novanta e la caduta del regime di Milosevic. Giovani senza futuro. Il mondo della tifoseria serba è composto infatti da giovanissimi, ragazzi cresciuti durante il regime di Milosevic, figli della retorica nazionalista, che si sono poi trovati a vivere le privazioni delle sanzioni internazionali, imposte alla Serbia allo scopo di far diminuire il consenso attorno al dittatore.  Una volta divenuti adolescenti si sono visti cadere in testa le bombe della Nato (non dell’Onu, che...


Al gran bazar dell’eroina

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Testo e foto di Matteo Tacconi
La Turchia sbandiera i suoi successi contro il narcotraffico, riconosciuta nel suo impegno anche sul piano internazionale. Ma i numeri dei sequestri potrebbero essere un paravento per gli enormi quantitativi di eroina che ancora circolano nel Paese. Ecco perché i conti non tornano (altro…)


I Balcani provano a fare sul serio

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Serbia, Croazia, Bosnia, Bulgaria, Albania promettono lotta contro criminalità e corruzione. Vere battaglie o vane promesse per compiacere Bruxelles in vista dell’ingresso nell’Ue? Intanto Kosovo e Montenegro sfoderano sforzi irrisori e restano saldamente ancorati a criminalità di ogni tipo (altro…)


Cocaina? Chiedi ai serbo-montenegrini

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Stefania Bizzarri
Organizzati ed efficienti: i clan serbo-montenegrini negli ultimi anni sono riusciti a imporsi nel contrabbando mondiale di cocaina. Hanno basi operative lungo il Po, con centro a Milano, ma coprono tutto lo Stivale, perché le mafie italiane sanno che con loro i guadagni sono garantiti  (altro…)


I padrini dei Balcani

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Cecilia Ferrara
Una potente organizzazione di narcotrafficanti: a questo hanno dato vita le mafie balcaniche. Ma mentre la Serbia contrasta frontalmente l’ascesa dei nuovi clan, confiscando i loro beni, il Montenegro nega una piena collaborazione (altro…)


Chi controlla la palla?

Mag 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_5_2010 Il calcio è terreno di conquista per faccendieri, criminali e potentati economici. Dalle giovanili ai mondiali i segnali d’allarme si moltiplicano eppure nessuno sembra curarsene. Anzi, sembra che a farne le spese siamo proprio giornalisti, arbitri e giocatori che questo mondo hanno provato a ripulirlo. Narcomafie, del calcio, vi racconta le ombre che molti conoscono ma che tutti cercano di dimenticare guardando la partita (altro…)


La mafia fluida

Feb 28th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Il suo intento era quello di incarnare la cultura mafiosa tradizionale, ma la Sacra corona unita non ha dimostrato uno spessore pari alle altre organizzazioni e dopo l’offensiva giudiziaria dei primi anni Novanta la sua portata si è progressivamente ridimensionata. La vocazione imprenditoriale che la sostiene le ha comunque consentito di trasformarsi in “mafia di servizio” per altri gruppi criminali Circa quindici anni fa, quando ho iniziato a studiare la Sacra corona unita (Scu), lo scenario che si presentava appariva alquanto caotico e incerto. Si trattava, infatti, di un sodalizio criminale pressoché sconosciuto non solo all’opinione pubblica e agli organi di informazione, ma anche ai ricercatori e agli inquirenti. Fatta eccezione per le redazioni locali dei quotidiani che seguivano con attenzione le cronache di violenza omicida che, nei primi anni Novanta, avevano iniziato a infrangere il mito di una terra felice (la Puglia) considerata immune da forme strutturate di delinquenza mafiosa, solo pochi magistrati e poliziotti, ignoti ai più, costituivano i principali interlocutori con cui cercare di avviare un primo, timido tentativo di analisi.  Ciò che emergeva dai frammenti che man mano si andavano componendo era l’immagine di un’organizzazione criminale piuttosto insolita e peculiare che, nonostante richiamasse alla memoria elementi di similitudine...


Gangster in uniforme

Giu 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Ramush Haradinaj, ex comandante dell’Uck ed ex primo ministro di Pristina deve fronteggiare trentasette capi d’accusa al tribunale dell’Aja tra violenze, torture e uccisioni. A lui fa capo una capillare rete di interessi economici e politici, per la cui difesa la sua famiglia è coinvolta in faide con rivali altrettanto pericolosi. Intanto i testimoni al processo spariscono in circostanze tutt’altro che casuali Il confine con Albania e Montenegro, distante una quarantina di chilometri, è marcato da massicce montagne, le cui cime sono ancora ammantate di neve. Il clima, rispetto alla capitale Pristina, distante un’ottantina di chilometri, è decisamente meno afoso: saranno almeno cinque gradi in meno. Alla stazione di Peja, la principale città dell’occidente kosovaro, è come se Ramush Haradinaj accogliesse il cronista, appena sceso da uno sgangherato autobus, partito da Pristina due ore prima. Il suo faccione campeggia su numerosi manifesti, che ritraggono l’ex comandante dell’Uck  in divisa militare, al tempo della lotta armata contro i serbi. «Heroj (eroe in albanese, ndr.)», dice il tassista Bilal, indicando i cartelloni, ordinatamente disposti ai bordi della carreggiata. Haradinaj, sotto processo all’Aja per crimini di guerra, non riscuote solamente l’ammirazione di Bilal. È, in generale, un idolo di tutto il Kosovo. Ma da queste...


Uno Stato in miniatura, una mafia onnipotente

Giu 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dopo otto anni di limbo, il Kosovo, protettorato delle Nazioni Unite dalla fine della guerra, si appresta a sganciarsi dall’orbita di Belgrado. Analisi di una regione oggi centro nevralgico per gli affari delle mafie balcaniche Diecimila chilometri quadrati di formidabili problemi. Il Kosovo, piccolo fazzoletto di terra grande quanto l’Abruzzo e incuneato nel cuore dei Balcani, affronta il momento più delicato della sua travagliata storia. Nei prossimi mesi si scioglierà il dubbio – provincia serba o stato indipendente? – che dal 1999, anno che segna la fine del conflitto, pesa come un macigno su questa regione, trasformata nel frattempo in un protettorato dalle Nazione Unite. Dopo otto anni di “limbo” il Kosovo s’incammina verso l’indipendenza. Il rapporto recentemente elaborato dall’ex presidente finlandese Martti Ahtisaari, inviato speciale dell’Onu per il Kosovo, fuga ogni dubbio e scioglie le riserve. Il Kosovo otterrà la piena sovranità, staccandosi definitivamente dall’orbita di Belgrado.  L’ora della svolta. La Serbia, a dirla tutta, ha già rinunciato al Kosovo. Sebbene la risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza dell’Onu, approvata nel ’99, a guerra appena finita, confermi che Pristina è una provincia della Serbia, Belgrado non esercita più alcun tipo di sovranità sulla regione. Fanno eccezione le aree del nord a...