Articoli con tags ‘ mafie al nord ’


L’illegalità che ci svuota le tasche

Apr 26th, 2016 | Categoria: articoli
di Giorgio Garofalo e Valentina Valentini
Ci sono appuntamenti che non si possono perdere. E che segnano tappe fondamentali di un percorso comune di consapevolezza e conoscenza. Appuntamenti come Illegalità quanto ci costi?! (qui il video completo della serata): un incontro pubblico volto a riflettere sui costi di mafie e corruzione in Italia, organizzato lo scorso 16 aprile a Desio, in Brianza, dalla senatrice del Partito democratico Lucrezia Ricchiuti, membro della Commissione Parlamentare Antimafia. L’evento rientrava nell’ambito della campagna permanente per la legalità denominata LaMeglioItalia, progetto nato proprio da un’idea della senatrice che a Desio, insieme all’attuale sindaco Roberto Corti, il fenomeno mafioso l’ha combattuto davvero, in prima linea, sino a quel 13 luglio 2010, quando è scattata l’operazione Crimine-Infinito. Cifre della corruzione e dei patrimoni mafiosi. Il primo ad intervenire è Andrea Caputo dell’Agenzia Nazionale dei Beni sequestrati e confiscati. Caputo parla delle imponenti cifre della corruzione, ma avverte: “Tutti i fenomeni criminali, proprio per la loro naturale tendenza a mascherarsi e a nascondersi, resistono a forme di precisa identificazione scientifica della consistenza numerica”. I dati aggregati possono offrire una sintesi e restituire un quadro generale, ma la vera sfida sta nel conoscere bene la consistenza di questi numeri e le precise caratteristiche del fenomeno. Per...


Aemilia, l’allarme di Alfonso: “Quadro allarmante”

Lug 1st, 2015 | Categoria: news
Dall’avviso di fine indagine dell’inchiesta di ‘ndrangheta Aemilia, con circa 200 capi di imputazione, emerge “un quadro molto allarmante, che abbiamo sintetizzato nel provvedimento”. Lo ha detto il procuratore Roberto Alfonso, illustrando i contenuti dell’atto, in notifica a 224 persone. Ora c’è il problema dell’aula per la maxi-udienza preliminare: “Se il ministero dovesse proporci una soluzione idonea, alternativa a Bologna, non avrei difficoltà ad aderire”, ha spiegato Alfonso. Dopo aver valutato alcune ipotesi a Bologna, la conclusione è stata che non c’è in città una struttura adatta, in grado di garantire misure di sicurezza e l’agibilità all’udienza, dove sono attese almeno 400 persone tra imputati e avvocati. E che sistemare e attrezzare ‘ex novo’ uno spazio, che poi andrebbe utilizzato solo per qualche mese, il tempo della ‘preliminare’ (il dibattimento si farà a Reggio Emilia) costerebbe troppo. “Il ministero ci ha fatto sapere – ha detto Alfonso – che ha difficoltà a reperire risorse. Bisogna quindi tenere conto della situazione del Paese, delle ristrettezze finanziarie e venire incontro a queste esigenze”. C’è poi la questione che l’udienza va conclusa entro gennaio, quando scadono i termini delle custodie cautelari. “In due o tre mesi a Bologna non si risolve il problema dell’aula”, ha...


Torino, presentato il rapporto sulle mafie nel nord Italia

Giu 27th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Nel giorno del trentunesimo anniversario dell’omicidio di Bruno Caccia, il procuratore capo di Torino qui ucciso nel 1983, è stato presentato – cogliendo l’occasione della presenza della Commissione Parlamentare Antimafia in visita in questi giorni nel capoluogo piemontese – il primo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, a cura dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano. (altro…)


Mafia in Piemonte, il futuro ha già vent’anni

Apr 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Se si smettesse di affrontare la questione “mafie al nord” attraverso i termini spesso sterili dello scontro politico, per guardare invece a fatti e circostanze accertate, forse cesserebbero finalmente polemiche noiose, stantie e fuorvianti. Con buona pace degli increduli, se non ci si chiedesse più – il tempo per queste domande è scaduto – se le organizzazioni criminali siano presenti anche nel prospero settentrione o se nel consolidamento del loro potere mostrino la necessità e l’interesse a interloquire con chiunque sia utile al loro scopo (professionisti, amministratori o faccendieri di ogni risma), forse si riuscirebbe ad alzare l’asticella del dibattito. Se non si sventolasse più il soggiorno obbligato come lo spauracchio che ha cambiato le sorti di questa parte del Paese e ci si rassegnasse all’idea che i boss sarebbero arrivati comunque, spinti dagli affari e favoriti dalle migrazioni (sono arrivati fin nelle Americhe e in Australia, figurarsi risalire lo stivale), ci si potrebbe invece chiedere che cosa non ha funzionato nella politica e nelle istituzioni, nelle associazioni di categoria e nelle procure, se nel corso degli ultimi 50 anni non si è riusciti a evitare che la colonizzazione mafiosa diventasse pervasiva e sistematica anche ai piedi delle Alpi. Leggere “Coabitazioni mafiose....


MARZO: MAFIE DI PIANURA

Mar 4th, 2011 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_3_2011 Tranquillità solo apparente nella placida provincia reggiana, basta infatti approfondire la storia di alcuni imprenditori attivi sul territorio per trovare le tracce di un’infiltrazione mafiosa diffusa. Ma che non desta ancora adeguato allarme. Attive nel settore edile, le ’ndrine calabresi operano da anni nell’Emilia “rossa”, senza che nessuno le veda o le voglia vedere. Arrivata con l’emigrazione dal sud Italia, la ’ndrangheta ha strozzato i sogni di molti tra coloro che erano partiti in cerca di un futuro migliore. Tra di loro imprenditori che da vittime diventano presto conniventi. In questo numero vi raccontiamo anche del processo Rostagno, che dopo ventidue anni ha finalmente preso il via, e dei quindici anni della legge 109 del 1996, quella sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, alla cui realizzazione contribuì l’associazione Libera, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge. Non mancano le abituali rubriche e un’analisi di quanto avviene in Libia, mercato privilegiato delle armi italiane. (altro…)


Libero Grassi e l’imprenditoria padana

Feb 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Quello che abbiamo tra le mani è un volumetto realmente prezioso. “Mafia o sviluppo”, del febbraio 1992, è il primo quaderno pubblicato dall’Osservatorio Libero Grassi a pochi mesi dalla morte dell’imprenditore siciliano, ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991. Il libro raccoglie gli atti del convegno organizzato il 4 maggio 1991 a Palermo dalla Federazione dei Verdi. «Il dibattito voleva essere un’iniziativa di solidarietà a Libero Grassi – scrive la moglie Pina Maisano nell’introduzione – ma la partecipazione non è andata oltre le 30 persone, se si toglie per qualche tempo la presenza, casuale, di una scolaresca in visita al palazzo». Erano trascorsi pochi mesi da quando l’imprenditore aveva osato sfidare i propri estorsori indirizzando loro una lettera aperta, e la tensione successiva a quel gesto è perfettamente percepibile nei toni tesi del dibattito raccolto nel volume. Dalle sue pagine prendono vita non solo i botta e risposta tra Grassi e Giuseppe Albanese, presidente dell’Api, esponente di quell’imprenditoria meno esposta sul tema della criminalità e convinta che denunce e giornalismi troppo focalizzati sulla mafia danneggino la regione e la sua economia, ma anche le parole a tratti profetiche di Umberto Santino, direttore del Centro Impastato, che invita tutti a «non fare...