Articoli con tags ‘ mafia ’


Sicilia, arrestate la moglie e la figlia del boss Leonardo Vitale

Nov 19th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Maria Gallina, 59 anni, e Maria Vitale, 40 anni, rispettivamente moglie e figlia del boss di Cosa nostra Leonardo Vitale, reggevano il mandamento dei Fardazza, una delle famiglie di mafia più pericolose di Partinico, facendo le veci del boss. Sono state arrestate grazie a un ordine di carcerazione emesso dalla Corte di Cassazione. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di polizia di Partinico. Madre e figlia sono state portate dalla Polizia alla Casa circondariale Pagliarelli di Palermo. L’ordine è stato emesso a seguito di una condanna definitiva che vedrà scontare la moglie 4 anni di reclusione, e la figlia a 1 anno e 8 mesi. Il reato ascritto è di ricettazione in concorso, aggravata dal metodo mafioso. Nei confronti delle due donne erano già state mosse, in passato, accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso in concorso. Insieme a loro erano stati coinvolte diverse persone, tra cui i boss mafiosi dell’ala stragista dei Corleonesi come Leonardo Vitale e il fratello Vito. Maria Gallina, fulcro dell’organizzazione in sostituzione del marito, è stata più volte intercettata mentre gestiva le attività criminali della famiglia. La figlia, invece, era stata in carcere per sei anni (fino al 2010) con l’accusa di coordinare...


Bagheria, i commercianti denunciano chi per anni ha chiesto loro il pizzo

Nov 2nd, 2015 | Categoria: brevi di mafia
È già stata battezzata come “la rivolta di Bagheria”. Trentacinque persone, tra negozianti e imprenditori, hanno seguito l’esempio di un commerciante locale che ha denunciato i propri estorsori. Ai carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo – che questa mattina, grazie a queste denunce, hanno condotto un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia – il negoziante ha raccontato di essere vittima da decenni di questo sistema criminale, fin dall’inizio degli anni Novanta, quando pagava tre milioni delle vecchie lire. Una situazione che lo portò a chiudere l’attività e a vendere la casa. Sono ventidue le persone finite in carcere.    


Luciano Nicoletti e Giovanni Orcel, uccisi dalla mafia il 14 ottobre

Ott 14th, 2015 | Categoria: prima pagina
Una vita passata a combattere stoicamente per i diritti dei lavoratori, un medesimo tragico epilogo: così Luciano Nicoletti e Giovanni Orcel vengono assassinati dalla mafia, sacrificati in un 14 ottobre come tanti, in nome dei loro ideali di uguaglianza e libertà. La sera del 14 ottobre 1905 Luciano Nicoletti rientra a casa dopo una lunga giornata di lavoro nei campi. Sembra un giorno come gli altri, ma non sarà così: due assassini, affiliati della mafia, lo stanno aspettando in contrada San Marco. Non appena Nicoletti arriva sul luogo prescelto per il delitto i sicari sparano due colpi di lupara, uccidendolo. Per comprendere il perché la mafia avesse deciso di eliminare un contadino corleonese è necessario fare un passo indietro. Luciano Nicoletti nasce a Pizzi nel 1851 ma ben presto si stabilisce a Corleone, dove si sposa e mette su famiglia. Aderisce al socialismo e partecipa con trasporto al movimento dei Fasci, distinguendosi per lo strenuo sostegno al grande sciopero dell’estate-autunno 1983. Promotore insieme ad altri contadini corleonesi della “cassa di resistenza”, volta a sfamare gli scioperanti e le loro famiglie, Nicoletti non rinnega le sue battaglie nemmeno quando le risorse alimentari terminano ed è costretto a magiare solo fichi d’india per settimane....


Un processo, la sua storia. Mafia e massoneria vollero la morte di Mauro Rostagno

Set 26th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Rino Giacalone
Nel febbraio 2011, all’apertura del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno, una marcia, sollecitata dall’associazione “Ciao Mauro”, accompagna Chicca Roveri e Maddalena Rostagno, compagna e figlia del giornalista e sociologo. Il senso è di «far sentire il nostro affetto e accompagnarle in tribunale con una passeggiata sul marciapiede di una strada trapanese, chiacchierando del processo, della nostra vita, delle nostre preoccupazioni e delle nostre gioie, come potremmo fare con un amico, come avremmo potuto fare con Mauro, se fosse ancora con noi. La nostra passeggiata sarà tranquilla, senza slogan né bandiere, non dovrà intralciare il traffico, né mostrarsi escludente. Dovrà dimostrare la nostra distanza dalla bestialità dei mafiosi e la nostra fermezza nella volontà di vivere in libertà, rispettando regole condivise». Racconta il fotografo Francesco Bellina: «Quel 26 settembre 1988 molti di noi non erano ancora nati e non hanno potuto conoscere l’uomo con la barba che da una piccola tv locale prendeva in giro i padrini e i padroni di Trapani. Riusciva a farsi ascoltare da tutti, a farsi temere da alcuni, usando solo l’arma dell’informazione e dell’ironia. Noi dobbiamo esserci per Mauro, per i suoi familiari, i suoi amici, i compagni, ma anche per noi, per la nostra terra, per...


Ciao, Mauro! Gli appuntamenti della memoria

Set 26th, 2015 | Categoria: prima pagina
di redazione
A ventisette anni di distanza dall’omicidio di Mauro Rostagno, l’associazione “Ciao Mauro” intende chiedere di istituire il reato di ‘depistaggio’ e sollecitare il Senato affinché approvi una legge in merito, in tempi brevi. Questo il fulcro della tavola rotonda – durante la quale saranno analizzate parte delle motivazioni della sentenza – dal titolo al titolo “Anatomia della sentenza Rostagno, prima parte: i depistaggi”, alla quale prenderanno parte la giornalista del Mattino e senatrice Rosaria Capacchione, il giornalista Rino Giacalone e il senatore Vincenzo Vita. Si tratta di una delle iniziative organizzate dall’associazione “Ciao Mauro” in collaborazione con il Comune, l’associazione Libera e Articolo 21 per commemorare il giornalista e sociologo ucciso il 27 settembre 1988. Questa mattina, alle ore 10, in contrada Lenzi dove si trova la stele dedicata a Mauro Rostagno, si svolgerà la manifestazione “Una stele per Mauro, vittima di mafia” alla presenza del sindaco e degli studenti delle scuole; alle 11.30, al cimitero di contrada Ragosia, si svolgerà la cerimonia laica con pensieri e canti a cura delle compagnie teatrali “Anpè de Chapò” e “Le biciclette volanti”. Infine, alle 21.30 in piazza Sandro Pertini, si svolgerà il concerto dei Tinturia e di Lello Analfino, presentati da Vanessa Galipoli.                


Mauro Rostagno, il 26 settembre 1988 l’omicidio del giornalista e sociologo

Set 26th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
Il giornalista, attivista e sociologo Mauro Rostagno ha segnato la storia del nostro paese attraverso la sua intelligenza, tenacia e voglia di cambiare le cose. Nato a Torino nel 1942, da una famiglia di dipendenti Fiat, cresce in una casa popolare vicino a corso Dante. Nel 1960, a soli 19 anni, si sposa e ha la prima figlia. Poco dopo però, si allontana dall’Italia per andare in Germania e poi in Inghilterra, dove svolge mansioni umili, che gli consentono di mantenersi. Torna in Italia dopo qualche tempo, pensando di intraprendere la carriera giornalistica, ma la passione politica e civile ha la meglio e, a Milano, viene coinvolto in un gesto di protesta contro il regime franchista: per protestare contro l’uccisione di un ragazzo in Spagna, si stende sui binari del tram davanti al consolato spagnolo, rischiando di essere travolto. Questa esperienza segna il fiorire di una passione per l’impegno civile che si evolverà con il tempo e che di lì a poco lo porterà a unirsi ai movimenti studenteschi di Trento. Subito dopo questo episodio, però, Mauro si reca in Francia, a Parigi, dove durante una protesta viene fermato dalla polizia ed espulso dallo Stato. A questo punto si iscrive alla...


Lenin Mancuso, ‘angelo custode’ di Cesare Terranova

Set 25th, 2015 | Categoria: prima pagina
di redazione
Lenin Mancuso aveva cinquantasette anni quando fu ucciso dalla mafia. Poliziotto, assegnato alla scorta del giudice Cesare Terranova, la mattina del 25 settembre 1979 era andato sotto casa del giudice, a bordo della Fiat 131. Terranova si mise alla guida dell’auto, Mancuso gli si mise al fianco. L’agguato mafioso avvenne in una strada secondaria di Palermo, fra la via Rutelli e la via De Amicis: Lenin Mancuso tentò disperatamente di difendere il ‘suo’ magistrato esplodendo colpi con la sua pistola di ordinanza, una Beretta 131, contro il fuoco tremendo dei sicari. Cesare Terranova morì sul luogo dell’agguato; Lenin Mancuso, trasportato d’urgenza in ospedale, morì poche ore dopo in ospedale. A Lenin Mancuso è stata dedicata una via della città di Palermo; i condomini dell’edificio sotto al quale fu ucciso, rifiutarono di consentire l’apposizione di una targa che ricordasse gli omicidi del 25 settembre 1979. Il figlio Carmine ha seguito le orme del padre per poi dedicarsi alla politica, incentrando il proprio impegno sulla lotta alla mafia  


Voto di scambio, confermato inasprimento pene. Mattiello: impegno mantenuto

Set 16th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
L’Aula della Camera ha confermato a larghissima maggioranza il voto della Commissione Giustizia: le pene del 416 ter, ovvero il voto di scambio politico mafioso, salgono a 6-12 anni, ovvero da un minimo di 6 a un massimo di 12 anni. “Ci eravamo impegnati in tal senso – afferma il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia, e relatore nel 2014 della riforma del voto di scambio – mantenendo la proporzione con l’innalzamento delle pene del 416 bis, votata in primavera. Il nuovo reato di scambio politico mafioso è consumato nel momento in cui politico e mafioso si accordano ed è l’accordo e soltanto l’accordo che va dimostrato, non rilevando quanto capiti successivamente. E’ una forte anticipazione della consumazione del reato, oltre alla estensione del perimetro delle condotte contemplate, avendo introdotto le “altre utilità” come si chiedeva da vent’anni”.


Carlo Alberto dalla Chiesa, il Generale con gli alamari cuciti sulla pelle

Set 3rd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marika Demaria
Carlo Alberto dalla Chiesa nasce a Saluzzo, in provincia di Cuneo, il 27 settembre 1920, da padre parmigiano e madre piacentina. Figlio e nipote di carabinieri, intraprende la carriera militare dal 1941, in qualità di allievo ufficiale volontario, per poi entrare nel corpo l’anno dopo. I primi successi personali sono legati alla sua reggenza come comandante a San Benedetto del Tronto. Durante la seconda guerra mondiale, all’indomani della sigla dell’armistizio, guiderà alcune bande partigiane. L’incarico da comandante gli vale la cittadinanza onoraria a San Benedetto ma soprattutto la promozione a ufficiale di complemento, accompagnate dalla medaglia per meriti di guerra. Contemporaneamente, si laurea in Giurisprudenza presso l’università di Bari con la votazione di 110 e lode; la stessa che otterrà pochi anni più tardi con la seconda laurea, in scienze politiche. Con la liberazione di Roma, Carlo Alberto dalla Chiesa viene destinato al comando della tenenza di Parioli. Qui rimane fino al 12 aprile 1945, quando viene inviato, al seguito della Quinta armata americana, a Parma con l’obiettivo di organizzare il gruppo dei carabinieri. L’anno seguente sarà trasferito a Casoria, in provincia di Napoli. Qui gli verrà assegnato il compito di dirigere il settore antibrigantaggio. Proprio in quegli anni operava su...


Si rompe il “cerchio magico” di Messina Denaro. Blitz antimafia nel cuore del Belice

Ago 3rd, 2015 | Categoria: news
di Rino Giacalone
L’operazione scattata nella notte è stata denominata “Ermes”. Nella mitologia greca Ermes era il figlio di Zeus; nella realtà odierna questo messaggero porta il nome di Vito Gondola, anziano capo della mafia di Mazara del Vallo, soprannominato Vito Coffa, un vecchio capo decina tra i pochi che erano ammessi al tavolo di Totò Riina. Gondola tra il 2011 e il 2014 è stato per la Procura antimafia di Palermo il “postino” di fiducia del super boss latitante Matteo Messina Denaro che resta un “dio”, Zeus, per i suoi complici che continuano a dire che bisogna adorarlo e rispettarlo come se lui fosse davvero una divinità. Una divinità che porta con sé incredibili strascichi di morte, stragi, ma che oggi è il capo di quella mafia imprenditrice, che è riuscita a portare i suoi soldi fin dentro le maggiori city della finanza europea. Con forzieri che ancora non sono stati violati nascosti bene come sono tra la Svizzera, il Liechtenstein, il Belgio. Stanotte poliziotti della Squadra Mobile di Trapani, Palermo, dello Sco, il servizio centrale operativo, e dei carabinieri del comando provinciale di Trapani e del Ros, sono andati a bussare alle porte di 11 persone, alcune già conclamati mafiosi, per l’ordine di arresto spiccato dal gip del Tribunale di Palermo...