Articoli con tags ‘ mafia turca ’


La sentenza Ergenekon scuote la Turchia, tra mafia e complotti militari

Set 2nd, 2013 | Categoria: articoli
Matteo Zola
E’ una questione scivolosa quella di Ergenekon, il processo che ha portato alla condanna di 67 persone colpevoli, secondo i giudici, di avere tramato contro l’attuale governo turco guidato da Recep Tayyip Erdogan al fine di farlo cadere. Una sorta di colpo di Stato soft che avrebbe visto il coinvolgimento di militari tesi a salvaguardare la laicità dello Stato turco contro le derive islamiste del Ak, il partito di Erdogan. Una vicenda che evoca quello “stato profondo”, intreccio tra nazionalismo, laicismo militante, servizi segreti e ambienti criminali, che dal dopoguerra ha influenzato la vita politica turca. La sentenza Ergenekon è arrivata il 5 agosto scorso in un momento delicato per la Turchia, scossa dalle manifestazioni anti-governative che dall’ormai nota piazza Taksim di Istanbul si sono allargate a molte città, scatenando la repressione della polizia che è costata la vita a cinque giovani. Ecco perché Ergenekon è difficile da leggere in modo univoco anche se il coinvolgimento di ambienti criminali non sembra poter essere messo in discussione. Cos’è Ergenekon Ergenekon è il nome di una mitica valle tra le montagne dell’Altai, catena montuosa che si estende tra Russia, Mongolia e Cina, di cui sarebbero originarie le popolazioni turcofone. Secondo la leggenda un lupo...


Yusuf Sonmez, in 48 ore dall’arresto alla libertà vigilata

Gen 20th, 2011 | Categoria: articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Martedì 11 gennaio è stato arrestato a Istanbul il chirurgo turco Yusuf Sonmez, dai più ritenuto uno degli esponenti chiave dei traffici mondiali di organi umani. “L’avvoltoio” – così è soprannominato Sonmez – è stato fermato dalle autorità turche sulla base di un mandato di cattura spiccato nei suoi confronti dall’Interpol, su richiesta dei magistrati europei che operano nell’ambito di “Eulex”, la missione civile e di polizia dispiegata dall’Unione europea in Kosovo. La tesi dei togati Ue è che Sonmez abbia prestato servizio per conto delle mafie kosovare. (altro…)


La mafia dov’è?

Ago 23rd, 2010 | Categoria: Orient Express, prima pagina
di Matteo Tacconi
Nel 1996 un incidente stradale ha “scoperchiato” i rapporti tra stato e mafia. Poi il nulla. La Turchia sostiene di godere di “buona salute”: le istituzioni sono irreprensibili e il traffico di eroina è praticamente nullo. È davvero così? (altro…)


Ergenekon. E’ ancora stato profondo?

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Matteo Tacconi
I tentacoli della mafya negli apparati militari e istituzionali: inevitabile il parallelismo tra Susurluk e Ergenekon. Capiamo il perché (altro…)


I capi dei capi

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Oflu Hasan. Soprannominato cevahir e abi (fratello maggiore), Oflu Hasan, originario della regione del mar Nero, è stato il padrino più potente della Turchia negli anni 50. Da tutti considerato il capo dei capi, viene considerato il primo mafioso moderno della storia della criminalità organizzata. Con lui al vertice della cupola, si compie il passaggio dal banditismo e dal kadabayismo a una nuova forma di mafia, capace di contendere allo stato il monopolio della violenza e della tassazione. Capace di legarsi, tra l’altro, allo stesso stato. Indicativi, a questo proposito, i funerali di Oflu Hasan, deceduto nel 1968 a causa di un attacco di cuore. Alle esequie parteciparono diverse personalità pubbliche, tra cui una ventina di alti ufficiali di polizia e il ministro del Lavoro. Il figlio dell’allora presidente Cevdet Sunay inviò una corona di fiori: la più ridondante, tra le numerose che ricoprivano la bara di Oflu Hasan. Cevahir è ricordato, tra le altre cose, per avere mediato la pace tra i gruppi criminali del distretto di Tophane (i cosiddetti “arabi) e quelli del quartiere di Galata, originari delle coste del Nero, che negli anni 50 si combatterono ferocemente, originando una lunga catena di assassinii. Oggi gli eredi di Oflu Hasan sono...


Gli antenati dei baba

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Una volta c’erano i kadabayi. Banditi e capipopolo, briganti e rivoltosi, in perenne lotta contro l’autorità centrale, paladini della libertà delle loro comunità, i kadabayi  hanno lasciato il segno in tutte le ribellioni maturate al tempo dell’Impero ottomano e poi, più tardi, sono stati i protagonisti della nascita di una prima, embrionale, forma di mafia. Se ne perde il conto, delle ribellioni. La prima di cui si ha memoria è addirittura antecedente all’epoca ottomana e scoppiò nell’undicesimo secolo, durante la dinastia dei sovrani selgiuchidi. Poi, nel corso dei secoli, si registrarono altre insurrezioni; le principali sono quella capeggiata nell’Anatolia occidentale dal filosofo e chierico Badr Eddin agli albori del quindicesimo secolo e quella della minoranza alevita, di culto sciita, cent’anni più tardi. Ma tutta l’attuale Turchia fu scossa, periodicamente, da moti di insubordinazione nei confronti del sultano e della corte. Moti dettati da questioni economiche e politiche, dall’intenzione di contrastare l’accentramento burocratico e i tributi, salatissimi, che Costantinopoli imponeva sulla periferia. In ognuna di queste sommosse emerse un kadabayi di turno, che prese la testa dei rivoltosi e organizzò la resistenza. Intorno al secolo diciottesimo il kadabayismo si spostò dalle periferie a Istanbul. In ogni distretto della capitale ottomana si affermò l’egemonia...


Il traffico dei migranti

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Iran, Iraq, Afghanistan, Palestina: terre turbolente, instabili, teatri di conflitti e rivoluzioni, luoghi senza prospettive, tartassati da miseria e povertà. Posti da dove la gente scappa via. Spontaneamente, allo scopo di trovarsi e rifarsi un’altra vita, migliore. Oppure perché costretta da motivi di natura politica. Si scappa verso occidente, dove altrimenti? Si scappa passando attraverso la Turchia, perché tra levante e ponente c’è il paese anatolico. Una manna, per le mafie turche. Le quali, da scrupolose osservatrici dei mercati criminali, si sono gettate a capofitto in questo promettente affare. Cifre alla mano risulta che la tratta dei migranti procura alle gang operative in questo settore profitti da capogiro. Se è vero, come ha scritto la ricercatrice Vasiliki Koulani in un paper (Human Smuggling and Trafficking in Turkey) pubblicato nel luglio 2009 dal Research Institute for European and American Studies di Atene, che annualmente oltre 200mila migranti entrano irregolarmente in Turchia e uno su quattro, tra loro, s’appoggia al network criminale per fare ingresso nel paese e uscire alla volta dell’Europa, pagando mediamente 1500-2000 dollari, salta fuori che il traffico dei migranti frutta qualcosa come 75-100 milioni di dollari ogni dodici mesi. Probabilmente qualcosa in più, visto che questi numeri, forniti nel 2003...


Le sette vite della mafia

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Dall’edilizia al turismo, dal gioco d’azzardo al riciclaggio, passando addirittura per le cause di divorzio tra coniugi, la mafia è ovunque. In questo contesto, la Turchia risulta non in regola con le norme di trasparenza delle operazioni bancarie e con un aumento dei volumi di traffico di denaro sporco (altro…)


La Tadoc

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
La Turkish International Academy against Drugs and Organized Crime (Tadoc) è stata ufficialmente istituita nel giugno del 2000, sulla base di un accordo contratto dal governo di Ankara, dalla polizia turca e dall’Unodc. Il compito primario dell’accademia è quello di addestrare gli agenti impegnati sul fronte dei traffici e della lotta alle mafie. Tale funzione riguarda in particolare i poliziotti turchi, dacché il paese anatolico è il principale snodo dei flussi mondiali di eroina, ma concerne anche quelli provenienti da altri paesi. In questi primi dieci anni di vita della Tadoc, sono stati 15mila gli agenti della polizia turca formati presso la sede dell’accademia, situata nella capitale Ankara. Tremila, invece, quelli appartenenti alle forze dell’ordine di altri paesi (63 in tutto) recatisi in Turchia per seguire i corsi organizzati dalla Tadoc. Gli istruttori, provenienti dai ranghi della polizia turca, vengono scelti sulla base delle competenze e soprattutto dei meriti acquisiti in servizio. Prima di cimentarsi con la didattica, vengono a loro volta istruiti su come svolgere adeguatamente il ruolo di trainer. Agli istruttori turchi vengono affiancati criminologi, esperti di sicurezza e docenti operanti presso vari centri di ricerca e atenei del paese, oppure esperti di law enforcement stranieri. I principali focus...


Al gran bazar dell’eroina

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Testo e foto di Matteo Tacconi
La Turchia sbandiera i suoi successi contro il narcotraffico, riconosciuta nel suo impegno anche sul piano internazionale. Ma i numeri dei sequestri potrebbero essere un paravento per gli enormi quantitativi di eroina che ancora circolano nel Paese. Ecco perché i conti non tornano (altro…)