Articoli con tags ‘ mafia russa ’


Intrigo russo, sequestro a San Pietroburgo avvolto nel mistero

Feb 27th, 2012 | Categoria: news
di Matteo Zola
Un sequestro ancora gravido di misteri e di ombre si allunga da Casale Monferrato, piccola città ai piedi delle colline piemontesi, fino a San Pietroburgo, l’antica capitale russa affacciata sul Baltico. Tutto comincia con il rapimento di Edoardo Monti, 34 anni, di Casale Monferrato che a San Pietroburgo insegna lingua italiana. Il suo sequestro avviene nella notte del 12 febbraio, la concitazione del rapimento lascia presto strada alla prigionia: un appartamento della stessa San Pietroburgo diventa il carcere del giovane insegnante casalese. Legato mani e piedi, al buio, malmenato, Monti resta in quel luogo per cinque giorni dopodiché viene liberato, senza alcun riscatto, il 17 febbraio. Solo in quel momento la sua vicenda verrà resa nota. Questi sono fra i pochi elementi certi. Su tutto il resto grava ancora il mistero. Specie sulle modalità di liberazione. Si è svolta sabato mattina a Torino una conferenza stampa sul sequestro avvenuto, secondo gli inquirenti, «a scopo di estorsione». Le indagini, ha spiegato durante l’incontro il procuratore aggiunto Sandro Ausiello insieme ai capi della Squadra Mobile di Torino e Alessandria e al questore di Alessandria Dispenza, sono ancora in corso. La Dia (Direzione Investigativa Antimafia) che ha coordinato le operazioni si è avvalsa della...


Montenegro, porta aperta verso la Ue: bene così. Ma anche no

Dic 15th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Tacconi
Il Consiglio europeo, convocato a Bruxelles domani e venerdì, conferirà al Montenegro il rango di paese ufficialmente candidato all’adesione. I negoziati dovrebbero scattare, secondo quanto riporta la stampa internazionale, nel 2012. È comunque prematuro immaginare una data precisa sull’inizio delle trattative. Figuriamoci sull’ingresso. Ci sono molti fattori e molte variabili, d’altronde, che potrebbero rendere più celere del previsto oppure allungare la marcia montenegrina. Si vedrà. La decisione dei 27 non cade all’improvviso. Il Consiglio, infatti, accoglie il parere della Commissione, che a novembre, diffondendo l’annuale progress report sui paesi che aspirano a entrare nell’area comunitaria, aveva reputato la giovane repubblica adriatica pronta a compiere questo importante passo. Considerando la fatica con cui l’Ue guarda all’ex Jugoslavia e le tante promesse fatte negli ultimi anni ai Balcani, tutte o quasi tutte puntualmente disattese, la scelta dell’Ue sul Montenegro è un segnale incoraggiante. Indica che prima o poi il traguardo della completa “riunificazione europea” verrà tagliato. Bene così, dunque. Ma anche no. Il punto è che l’incentivo offerto al Montenegro induce a riflettere, vista la fedina non proprio limpida del paese. Negli anni ’90 il Montenegro divenne un avamposto criminale e il centro operativo, secondo la Procura di Bari, del contrabbando di sigarette nell’Adriatico,...


Esproprio mafioso

Lug 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Goa, piccolo e periferico Stato dell’Unione indiana, è da sempre meta di turisti che cercano droga, sesso e nessun controllo. A farla da padrona in questi traffici è la mafia russa, che ora si sta comprando il territorio pezzo per pezzo, riciclando i proventi nell’immobiliare. Per questi acquisti la legge e la burocrazia chiudono entrambi gli occhi, anzi, in virtù di un “piano di sviluppo” permettono di liquidare i proprietari delle terre con quattro soldi I cartelli stradali che indicano hotel, pub o lavanderie sono scritti in russo e buona parte dei giovani che cavalcano senza maglietta gli scooter per spostarsi da una parte all’altra di Morijim Beach a Goa – il più piccolo Stato dell’Unione indiana, lo Shangri La per molti giovani fin dai tempi degli hippies negli anni Settanta – vengono proprio “dal freddo”.  La “mini Russia”, così come viene chiamata dagli indiani, si trova in questa fascia di terra che si affaccia sul mare dove la vita è sempre sembrata agli occidentali facile e spensierata, dove c’è un rave party quasi ogni sera, dove si può bere vodka o arak e ci si può passare spinelli e joint senza timore di essere disturbati dalla polizia. Dove ci si può fare...


Il body building, il cinema e la mafia

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 6 La disciplina sportiva che porta alle estreme conseguenze la forma fisica, il body building, comincia a essere toccata dal fenemeno doping negli Usa dei primi anni 50. A differenza dei soldati che hanno assunto farmaci doping in determinati periodi e, per lo più, in dosaggi contenuti, i body builder sono stati spinti dal desiderio di incrementare la grandezza dei propri muscoli ad assumere dosi di farmaci doping enormemente superiori a quelle per cui quei farmaci erano stati sperimentati in campo terapeutico, producendo un vero e proprio boom nella richiesta di queste sostanze. Cosa Nostra production. Le più potenti famiglie mafiose italo-americane – come i Gambino, i Luchese, i Colombo e i Gotti – avevano conquistato da tempo il controllo del mercato illegale statunitense delle sostanze stupefacenti quando, all’inizio degli anni 70, compresero che poteva nascere un nuovo mercato illegale, quello degli steroidi anabolizzanti. Se ne impossessarono rapidamente e cercarono di incrementarlo sfruttando un’altra industria parzialmente nelle loro mani: il cinema. Attuarono un’idea perversamente efficace per entrambi i loro business illegali, probabilmente nata all’interno della palestra Golds Gym da loro posseduta a Los Angeles e che era frequentata da numerosi body builder ed attori: la produzione di un film con attori...


Quando lo sport è solo business, a tutti i costi

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 5 Il doping sportivo non è nato in un determinato periodo, ma insieme allo sport stesso. Senza scomodare lo sport dell’antica Grecia, gli imbrogli e la ricerca di pozioni magiche che hanno caratterizzato gran parte della sua storia, è sufficiente fare riferimento ai casi di cui si è appreso, nonostante mancassero esami specifici, già nelle Olimpiadi del 1904 a Saint Louis. Da allora, le forme di doping si sono moltiplicate e perfezionate, modellandosi intimamente con lo sviluppo stesso delle prestazioni sportive, fino a rendere inscindibili e difficilmente distinguibili gli effetti dei farmaci dai meriti degli atleti, degli allenatori, dell’intero sistema sportivo. Di fronte a questa escalation, il mondo dello sport non ha saputo reagire con sufficiente tempestività e determinazione, rendendosi colpevole – nonostante gli sforzi, soprattutto recenti, di rimediare agli errori fatti – di superficialità, se non proprio di complicità. L’endocrinologo che confessò beatamente. È stato così, ad esempio, quando il professor Robert Kerr, il 9 agosto 1984, all’indomani dei Giochi Olimpici di Los Angeles, ha comunicato, nel corso di una clamorosa intervista urbi et orbi, che un grande numero di atleti vincitori di medaglie olimpiche era prima passato dal suo studio medico nel quale aveva loro somministrato l’ormone della crescita. All’epoca,...


La rotta “ex sovietica” e la mafia russa

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 11 Parlare del traffico di doping che parte dalla Russia e degli altri Paesi ex sovietici (in particolare Ucraina e Lituania) significa parlare del ruolo di primo piano assunto in questo settore dalla criminalità russa, termine con cui si intende fare riferimento alle settanta e più famiglie mafiose e alle tante altre organizzazioni criminali che provengono dalle diverse Repubbliche della disciolta Unione Sovietica. Una costellazione criminale complessa, dapprima intrecciata con il passato regime politico e poi capace di sviluppare il proprio ruolo e di ammodernare le proprie strategie con il progressivo avvicinamento del vecchio sistema economico al sistema industriale e commerciale del libero mercato. Vincenti nel rapporto qualità/prezzo. Per comprendere appieno le ragioni che hanno favorito il progressivo espandersi degli affari illegali della criminalità russa, o Roc (Russian Organised Crime), occorre anzitutto considerare la particolare competitività dei prezzi delle sostanze e dei farmaci doping che il Roc, per molti anni, è stato in grado di praticare sui mercati illegali dell’Europa occidentale, del nord America, dell’Asia e dei Paesi oceanici. I prezzi molto vantaggiosi abbinati a una buona qualità dei prodotti e a una notevole capacità di operare in ogni parte del mondo hanno costituito il segreto della sua espansione. Preliminarmente, vanno fatte...


Sofia e la lobby mafiosa

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
La Bulgaria si appresta a entrare in Europa il 1° gennaio 2007, ma Bruxelles non ritiene che il Paese abbia davvero chiuso con un passato scandito dall’alternanza tra corruzione ad alti livelli e oscuri intrecci tra mafie locali e straniere. Per questo nella dichiarazione di adesione sono state inserite alcune clausole “di sicurezza” il cui mancato rispetto porterà alla sospensione dei fondi comunitari Per la Bulgaria è stato il tormentone nazionale del 2006: “Entreremo a far parte dell’Unione Europea come previsto il 1° gennaio del 2007?”. Il clima prodotto dalla cruciale questione era di pura suspense: otto milioni di persone – tanti sono gli abitanti dell’aspirante Stato candidato – accarezzavano quel sogno da anni. La tensione si è potuta stemperare solo dopo l’estate. L’Italia e altri otto Stati membri avevano ratificato il trattato di adesione già da tempo, ma l’Unione Europea si è pronunciata ufficialmente in senso positivo solo il 26 settembre scorso. Teneva il Paese in osservazione. Le ragioni? Le ha esplicitate benissimo il settimanale francese «l’Express» il 5 gennaio 2006: «La mafia di Sofia preoccupa Bruxelles. L’incapacità della Bulgaria di lottare contro il crimine organizzato nuoce alle sue possibilità di adesione all’Ue». Non basta un re. Il 16 giugno del...


Le falle nel Muro

Set 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Dovrebbe tenere lontani israeliani e palestinesi. In realtà, lo attraversano migliaia di persone ogni anno – pagando un “pedaggio” – per cercare un lavoro (in nero) o per commerciare. Qualcuno per farsi esplodere. E poi merci, documenti falsi, armi e reperti archeologici, specialità della mafia russa che in Israele ha radici profonde Quando il cielo è terso, dice il tassista, da quassù si vede il mare di Haifa, una cinquantina di chilometri più a ovest: oltre i cardi e gli ulivi, la striatura grigiastra del muro di sicurezza israeliano, i campi coltivati di cui i profughi di Jenin, che da quelle terre fuggirono nel ’48, continuano a rimpiangere ogni zolla. Mentre la sua mercedes s’inerpica sulla strada per Al Arraqa, nel nord della Cisgiordania, il tassista non smette di parlare. Indica i manifesti dei caduti contro gli israeliani che tappezzano muri e tralicci e snocciola nomi. «Anche i bambini li conoscono», dice. Un po’ come da noi ricordano quelli dei calciatori sulle figurine. Il manifesto più fresco ritrae un ragazzo sulla ventina, di profilo, con alle spalle la cupola dorata della moschea di Al Aqsa e vampe di fuoco. Samir Ahmad, il giovane nella foto, conosceva bene questa strada: unisce Al Arraqa,...


Cresciuta sulle macerie dell’Impero

Nov 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Gianluca Iazzolino
Contrabbando di armi, droga, petrolio, auto. La Georgia, tra l’interferenza delle grandi potenze e la pressione delle identità subnazionali, è una polveriera che rischia di esplodere. E l’Europa non può stare a guardare  Nel suo ufficio al numero 1 di Takaishvili street, a Tbilisi, in Georgia, il professor Alexandre Kukhianidze riceve soprattutto docenti e funzionari americani. E ciò non dipende solo dal fatto che il Transnational Crime and Corruption Center, che dirige dalla sua fondazione, nel 2003, è stato creato per iniziativa dell’American University di Washington DC e riceve i finanziamenti che lo tengono in vita direttamente dal Dipartimento della giustizia americano. Sebbene dopo l’elezione di Mikhail Saakashvili, nel 2003, in seguito alla cosiddetta “rivoluzione delle rose” (la manifestazione pacifica di piazza contro la corruzione della classe dirigente che portò alle dimissioni dell’allora presidente Shevardnadze), la bandiera dell’Unione Europea sventoli sempre più spesso accanto a quella georgiana, le comunicazioni con gli europei non sono così frequenti come ci si potrebbe attendere, vista la prossimità fisica e culturale. In generale, spiega il professor Kukhianidze, «il grado di coordinamento tra le polizie caucasiche e quelle europee è stato finora molto basso. Solo adesso gli europei, che hanno la tendenza a ragionare per compartimenti...


Giù la testa a Samarcanda

Ott 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Il presidente Karimov vanta l’avvio di un’imprenditoria indipendente. In realtà si sta facendo di tutto per lasciarla in mano alle mafie e ai politici corrotti Scavalchiamo a Farap la frontiera con l’Uzbekistan, il più popoloso Stato del Csi (ex Urss), nella speranza di entrare in un mondo migliore. Ma l’impatto con la realtà uzbeka è subito forte. Ad accoglierci al confine c’è la mafia dei trasporti. Non ci sono collegamenti pubblici, né bus, né pulmini. I taxisti hanno il monopolio dei collegamenti con città e villaggi e impongono i prezzi che vogliono. Un boss, un russo grasso e strafottente, dirige il business. Per noi il prezzo per arrivare Bukhara è di 140 dollari. Un vero furto visto che per un percorso cinque volte più lungo (da Bukhara a Samarcanda) un altro autista sarà contento di ricevere 20 dollari più 5 di mancia. Decidiamo di non cedere. Il boss ride vedendoci in difficoltà sotto quel sole cocente. È convinto che prima o poi saremo costretti a capitolare e a chiedere umilmente il suo aiuto: è quasi mezzogiorno e il sole a picco spacca le teste. Il deserto Kara Kum non ci regala un filo d’ombra e di tanto in tanto il vento che scavalca...