Articoli con tags ‘ mafia e società ’


Caffè all’aroma di camorra

Set 21st, 2010 | Categoria: news
Imponevano a centinaia di baristi la loro miscela, il “caffè Nobis”, giudicata di pessima qualità. Questa mattina la squadra mobile di Caserta, su mandato della Dda di Napoli, ha arrestato undici persone, legate al clan dei Casalesi. Tra loro anche il boss Giuseppe Setola e Giuseppe Nobis, titolare di un bar di Trentola Ducenta, che aveva battezzato la miscela con il suo nome. Le vittime erano centinaia di baristi e commercianti dell’agro aversano e del litorale domiziano, costretti ad acquisti settimanali del caffè imposto dal clan. Gli indagati sono accusati tra l’altro, di associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsioni aggravate e continuate, porto e detenzione di armi e munizioni. L’inchiesta, che ha portato agli arresti di oggi, ha preso avvio dal ritrovamento, nell’ottobre 2008, nel covo di Setola, di un ingente quantitativo di “Caffè Nobis”, accompagnato da diverse fatture e documentazioni commerciali relative al prodotto. Leggi la recensione de “L’ultima cena“, recentissima pubblicazione di Verdenero sulle infiltrazioni della camorra nel comparto enogastromico


La mafia è servita

Set 20th, 2010 | Categoria: recensioni
di Elena Ciccarello
Latte, farina, uova… anche un’innocua lista della spesa può nascondere un amaro retrogusto di camorra. Con buona pace delle italiche genti che della loro tradizione enogastronomica menano vanto in tutto il mondo. Verrebbe da dire: non ci resta che il mandolino. (altro…)


Chiesa e mafia, la doppia morale

Mar 10th, 2010 | Categoria: recensioni
di Augusto Cavadi
«Sono compatibili con la fede cristiana mafia, camorra, ’ndrangheta e sacra corona unita? Cioè sono compatibili con la religione cattolica alcune delle organizzazioni criminali più feroci del mondo?». Isaia Sales, noto e apprezzato conoscitore di criminalità organizzate, esordisce così nel suo ultimo e corposo saggio intitolato I preti e i mafiosi. Storia dei rapporti tra mafie e Chiesa cattolica (Baldini Castoldi Dalai, Milano 2010). Prima di rispondere, l’autore fa notare che la questione intriga non solo gli osservatori laici («l’opinione pubblica è rimasta scioccata nel vedere che nei covi di Provenzano, di Greco, di Aglieri, di Santapaola, di Alfieri, di Piromalli, venivano rinvenute Bibbie, libri religiosi, immagini di santi e di Madonne, numerosissimi santini, addirittura altari sui quali, anche da latitanti, far celebrare la messa e comunicarsi»), ma anche i più vigili fra gli stessi cattolici (come il gesuita padre Bartolomeo Sorge, il quale dichiara di essersi: «sempre chiesto perché questo sia potuto accadere: il silenzio della Chiesa sulla mafia. Non si potrà mai capire come mai i promulgatori del Vangelo delle beatitudini non si siano accorti che la cultura mafiosa ne era la negazione. Il silenzio, se ha spiegazioni, non ha giustificazioni»). Per far luce nell’enigma, l’autore guarda l’intreccio fra...


Le ragioni di un pentimento

Gen 10th, 2010 | Categoria: recensioni
di Manuela Mareso
Di Carla Cerati, classe 1927, fotografa di fama internazionale, autrice prolifica e pluripremiata, resta vivo il ricordo delle toccanti fotografie realizzate nel 1969 con Gianni Berengo Gardin per il volume di Einaudi Morire di classe, a cura di Franco Basaglia e Franca Basaglia Ongaro. Un viaggio nei manicomi italiani, a raccogliere, così scriveva la Ongaro nella prefazione, «immagini dure di donne e di uomini prigionieri, incarcerati, legati, puniti, umiliati, “ridotti a sofferenza e bisogno”», citando Primo Levi. Un lavoro scandaloso per l’epoca, che andava a documentare realtà che solo pochi conoscevano. A distanza di quarant’anni, con Storia vera di Carmela Iuculano. La giovane donna che si è ribellata a un clan mafioso (Marsilio, 2009), Carla Cerati compie, con altri strumenti, un lavoro affine per incisività e capacità di penetrazione di un mondo sconosciuto ai più. Il ritratto questa volta è affidato non alla fotografia, ma alla scrittura: uno stile scarno, ma penetrante, basta a scuotere il lettore, che resta inchiodato alle 160 pagine in cui la vita di Carmela, oggi trentaseienne, pentita di mafia dal 2004, viene scandagliata mettendo a nudo le ragioni e i sentimenti che l’hanno portata a denunciare l’organizzazione mafiosa in cui era rimasta impigliata. Anch’essa, sebbene su...


“Narrare è resistere”

Gen 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Una casa editrice a Scampia, periferia di Napoli. Una fonte di lavoro legale, uno schiaffo alla camorra. Sostenuta grazie all’entusiasmo dei giovani fondatori e dei tanti sostenitori, Vodisca Edizioni è pronta a lanciare il suo primo libro, ”Mostri“, di Rosario Esposito La Rossa. Coltivando sempre la memoria di Antonio Landieri, vittima di mafia (altro…)


Gangsta Napoli

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Svalutati da imitazioni che ne deridono la grammatica traballante e lo stile trash, snobbati da critici e studiosi. Eppure i neomelodici sono interpreti di un mondo reale. Per questo l’analisi della subcultura criminale non può prescindere dai canti di malavita (altro…)


Il dio dei mafiosi? È un superpadrino

Nov 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Il «Dio dei mafiosi», titola il nuovo libro del teologo Augusto Cavadi. Ma esiste un simile Dio? Si sarebbe indotti a rispondere sì, se si analizzano, come fa l’autore, i tanti aspetti di esibita religiosità che caratterizzano la mafia siciliana, forme di ritualità riconducibili a una devozione popolare fortemente diffusa nel Mezzogiorno italiano. Riprova indiretta di quanto il fenomeno criminale non sia corpo estraneo del tessuto sociale, ma una sua malata proliferazione. Tanto da rendere possibili commistioni inquietanti, come il segno della croce che alcuni mafiosi si fanno prima di uccidere o la loro scelta di non ammazzare il venerdì. Ma se dunque si può credibilmente parlare di un “Dio dei mafiosi”, è altrettanto evidente che il loro non è lo stesso Dio cui molti di noi si riferiscono. Come ha scritto il magistrato Roberto Scarpinato, «in realtà, vittime e carnefici pregano un Dio diverso». Quello invocato dai boss è un Dio inventato e strumentalizzato a proprio uso e consumo, modellato sul sistema di pensiero e di valori proprio dell’organizzazione criminale: onnipotente, severo e implacabile. Figura rivisitata dal Vecchio testamento ma più simile a una sorte di “superpadrino” che al Padre nostro misericordioso. Frutto, puntualizza Cavadi, di «una utilizzazione ideologica dell’immaginario...


Quando latitanti sono le istituzioni

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Nel processo contro il gruppo di Giuseppe Setola nessuno degli imprenditori e commercianti estorti si è costituito parte civile. Stesso copione per le istituzioni locali. Pochi i giornalisti. E la società civile resta sola contro il clan dei casalesi (altro…)


Misurare e combattere la mafia: un modello e alcune riflessioni

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Obiettivi, strategie, successi e questioni aperte del lavoro compiuto negli ultimi 18 mesi dal Comissario di Governo per i beni confiscati (altro…)


Il romanzo della legge

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
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