Articoli con tags ‘ mafia e politica ’


Cesare Terranova, 36 anni fa l’omicidio

Set 25th, 2015 | Categoria: prima pagina
di redazione
25 settembre 1979, ore 8.30 del mattino. Una Fiat 131 guidata dal maresciallo di pubblica sicurezza Lenin Mancuso si ferma sotto casa del giudice Cesare Terranova. Il giudice sale in auto e si mette alla guida per recarsi al lavoro; al suo fianco, il maresciallo Mancuso. L’auto imbocca una strada secondaria di Palermo, trovandola tuttavia inaspettatamente chiusa da una transenna che indica i lavori in corso. In un brevissimo lasso di tempo, prima che il giudice Terranova possa rendersi conto dell’agguato che gli è stato teso, da un angolo sbucano alcuni killer che aprono il fuoco. Cesare Terranova ingrana la retromarcia nel disperato tentativo di fuggire, mentre Lenin Mancuso tenta di difenderlo e di difendersi sparando vari colpi con la propria pistola d’ordinanza, ma purtroppo è tutto inutile. Nonostante fosse ormai morto, i killer infieriscono ulteriormente sul corpo martoriato di Cesare Terranova, riservandogli un colpo di pistola alla nuca; Lenin Mancuso, trasportato in ospedale, muore dopo alcune ore di agonia. Tra magistratura e politica. Cesare Terranova nasce a Palermo il 15 agosto 1921. Magistrato italiano, tra i suoi processi più importanti spiccano quello del 1969 a Bari, quando fu processata la cosca di Corleone e lui rivestiva il ruolo di procuratore d’accusa: quasi tutti...


La borsa vuota

Mag 2nd, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
Pubblichiamo l’editoriale che Nando dalla Chiesa ha scritto per il  portale Libera Informazione. Un’analisi puntuale della vicenda del ritrovamento della borsa marrone – vuota – del padre, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa. (altro…)


Strage di Pizzolungo, per non dimenticare

Mar 29th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Il prossimo 2 aprile segnerà il 28esimo anniversario della strage mafiosa di Pizzolungo che causò la morte di Barbara Rizzo Asta e dei suoi due gemelli di sei anni, Salvatore e Giuseppe. Per rinnovare vicinanza, solidarietà e sostegno a Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime, il Comune di Erice – in collaborazione con Libera, l’Arci, l’Agesci e diverse istituzioni e scuole – ha organizzato l’evento “Non ti scordar di me”. Protagonisti, oltre ai promotori, don Luigi Ciotti, i ragazzi della Carovana Internazionale Antimafie che quel giorno farà tappa proprio a Pizzolungo, i Modena City Ramblers. Se il team della Carovana ha scelto come tema i costi sociali prodotti dall’illegalità economica (con un focus su mafie, corruzione ed evasione fiscale), l’edizione 2013 del “Non ti scordar di me” ha optato invece per la tematica del lavoro pulito ed onesto in contrapposizione con il lavoro in odore di mafia e delle mafie. E così la cerimonia del 2 aprile sarà segnata da diversi momenti. Alle 10 si svolgerà una cerimonia solenne davanti alla stele posta sul lungomare di Pizzolungo (nella foto), luogo della strage. Alle 16,30 invece la Carovana raggiungerà la “Calcestruzzi Ericina Libera”. Qui i carovanieri incontreranno gli operai che, riunitisi...


Dalla festa di Libera, il pm Ingroia: “Recidere i legami tra mafia e politica”

Lug 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«La vera anomalia dell’Italia non è solo la mafia ma anche pezzi di una classe dirigente politica compromessa, che con essa fa affari. Fino a quando questo legame non sarà reciso, il fenomeno non potrà essere sconfitto». Parola di Antonio Ingroia, Procuratore aggiunto di Palermo, che ieri pomeriggio (venerdì 22) ha letteralmente rapito l’attenzione dei partecipanti al seminario “Mafie e antimafia nell’Italia unita”, aperto dallo storico Nicola Tranfaglia e coordinato da Marcello Cozzi, referente di Libera Basilicata (foto) A supporto della propria tesi, il magistrato offre una fotografia della politica italiana, definendola «parolaia, propagandistica e miope. A questa miopia si aggiungono però la consapevolezza e l’intenzionalità di agire in un certo modo, di adottare strategie di contenimento e non di annientamento nei confronti della mafia. Quest’ultima nel corso degli anni si è evoluta, trasformandosi ed adeguandosi all’ambiente circostante. Basti pensare che la criminalità organizzata in passato si basava sulla visibilità, mentre adesso si mimetizza, facendo affari al Nord e cercando di essere il più possibile invisibile». Fuorviante dunque credere che le mafie siano alle corde, come spesso emerge dalla fruizione dei mass-media, televisione in testa. «In Italia c’è molta disinformazione, ci viene offerta un’informazione che distorce la realtà. La lotta alle mafie...


Mafia in Piemonte, il futuro ha già vent’anni

Apr 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Se si smettesse di affrontare la questione “mafie al nord” attraverso i termini spesso sterili dello scontro politico, per guardare invece a fatti e circostanze accertate, forse cesserebbero finalmente polemiche noiose, stantie e fuorvianti. Con buona pace degli increduli, se non ci si chiedesse più – il tempo per queste domande è scaduto – se le organizzazioni criminali siano presenti anche nel prospero settentrione o se nel consolidamento del loro potere mostrino la necessità e l’interesse a interloquire con chiunque sia utile al loro scopo (professionisti, amministratori o faccendieri di ogni risma), forse si riuscirebbe ad alzare l’asticella del dibattito. Se non si sventolasse più il soggiorno obbligato come lo spauracchio che ha cambiato le sorti di questa parte del Paese e ci si rassegnasse all’idea che i boss sarebbero arrivati comunque, spinti dagli affari e favoriti dalle migrazioni (sono arrivati fin nelle Americhe e in Australia, figurarsi risalire lo stivale), ci si potrebbe invece chiedere che cosa non ha funzionato nella politica e nelle istituzioni, nelle associazioni di categoria e nelle procure, se nel corso degli ultimi 50 anni non si è riusciti a evitare che la colonizzazione mafiosa diventasse pervasiva e sistematica anche ai piedi delle Alpi. Leggere “Coabitazioni mafiose....


Se la mafia favorisce i cretini, l’antidoto sono gli uomini retti

Nov 26th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
“A chi fa il suo dovere”. Recita così la dedica dell’ultimo libro di Nando Dalla Chiesa, dal titolo “La convergenza. Mafia e politica nella Seconda Repubblica” pubblicato dalla Melampo editore e in uscita oggi, venerdì 26 novembre. “Se ognuno di noi facesse il proprio dovere al meglio, la mafia sarebbe debellata – spiega l’autore, che raggiungiamo telefonicamente per commentare l’uscita del volume -. Invece troppo spesso accade che chi compie il proprio dovere scrupolosamente venga additato come eretico, intruso: è allontanato dai propri incarichi, delegittimato, isolato, fino ad arrivare all’eliminazione fisica”. Come è avvenuto anche per il generale dei Carabinieri e prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa, padre di Nando (e di Rita e Simona), ucciso la sera del 3 settembre 1982 insieme alla moglie e all’agente di scorta. “Sono fermamente convinto che la mafia sia riuscita a infiltrarsi ad ogni livello: sociale, politico, istituzionale; è presente nelle perizie dei colletti bianchi, siano essi architetti, avvocati o medici; sta nella disponibilità di quei sindaci che negavano la presenza delle mafie al Nord e che adesso si trovano con l’acqua alla gola, perché devono giustificare la cavalcata della ‘ndrangheta sui propri territori” “Convergenza” è il termine in cui si racchiude il...


Blitz alle falde dell’Etna. Indagati amministratori, imprenditori e cosche

Nov 3rd, 2010 | Categoria: news
Quarantasette ordinanze di custodia cautelare in carcere e sequestri di beni per 400 milioni circa. Questi i numeri dell’operazione Iblis messa in atto stanotte dai carabinieri del Ros. I comandi coinvolti hanno sede in differenti regioni italiane – Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia – vista la rete composta dagli indagati: amministratori, imprenditori e appartenenti a Cosa nostra. Le richieste di arresto sono state formulate dalla Dda di Catania e emesse dal Gip Luigi Lombardo. La gamma di reati ipotizzati spazia dall’associazione mafiosa all’omicidio, dall’estorsione alla rapina. Determinanti ai fini dell’inchiesta sono le dichiarazioni di almeno due pentiti: il colletto bianco Eugenio Sturiale e il sicario Maurizio Avola, esponente del clan Santapaola che si è autoaccusato di oltre 50 omicidi. Iblis aveva l’obiettivo di acclarare il sistema di infiltrazione di Cosa nostra negli appalti pubblici del territorio alle falde dell’Etna. A Catania gli occhi delle forze dell’ordine erano da tempo puntati sugli interessi criminali e le relative collusioni in ambiente amministrativo, oltre che ai sodalizi col settore imprenditoriale. I 400 milioni di beni sequestrati sono infatti riconducibili alle imprese coinvolte. I settori di attività delle imprese sono piuttosto vari – dalla grande distribuzione all’edilizia, al commercio, al movimento...


Elezioni e scommesse: la camorra padrona

Ott 20th, 2010 | Categoria: articoli
di Nello Trocchia
Le mani sulle elezioni, il controllo delle scommesse, la gestione del traffico di droga, una rete capace di strozzare imprese e compromettere il futuro di territori senza democrazia. Sullo sfondo un patto federativo per rinsaldare alleanze e condividere progetti e dinamiche criminali. E’ lo scenario che emerge dall’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli (coordinata dall’aggiunto Rosario Cantelmo, pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa) che ha portato a 22 fermi, eseguiti da oltre 160 carabinieri, tra le province di Roma, Salerno, Avellino e Bologna, oltre che in quella partenopea. Tra gli arrestati 5 donne, una è Nicoletta Romano, avvocata del Foro di Torre Annunziata, reato contestato usura. L’operazione, denominata Golden Goal, ha colpito i clan camorristici D’Alessandro, egemone  a Castellammare di Stabia, gli Afeltra-Di Martino, operanti a Gragnano, Lettere, Pimonte e Agerola. Clan che, secondo le indagini, si erano federati, uniti in un patto per allargare l’egemonia nei territori di appartenenza. Dall’inchiesta emerge l’interferenza dei gruppi criminali nelle elezioni amministrative a Gragnano del giugno 2009, altro che democrazia e voto libero. Voto di camorra. Fabio Di Martino, figlio del capo-clan Leonardo, “ ha condizionato – ...


Banchi di prova per la politica antimafia

Ott 16th, 2010 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino
Fatti diversi, per lo più drammatici, hanno riacceso i riflettori sulla “questione mafie”. Omicidi, aggressioni, minacce, intimidazioni toccano di nuovo, dopo un periodo di (apparente) minor intensità, uomini e donne delle istituzioni. A fronte di ciò il Governo e la maggioranza politica rivendicano una inedita azione di contrasto delle organizzazioni criminali, esibendo i ripetuti arresti di latitanti eccellenti, le consistenti confische di patrimoni illeciti, una più puntuale iniziativa sul terreno legislativo, l’impiego finanche dell’esercito a difesa delle istituzioni e dei suoi rappresentanti più esposti. L’ostentazione dei successi e degli impegni è, in buona parte, una operazione di immagine e di marketing, ché gli arresti e le confische sono frutto di indagini assai più che di scelte politiche, il codice della legislazione antimafia resta un obiettivo incerto sia nei contenuti che nei tempi, l’efficacia delle forze armate nell’azione di contrasto delle mafie è, a dir poco, incerta. Ma le assunzioni di impegno vanno prese sul serio. E messe alla prova. Ciò significa, anche, contestualizzarle e inserirle in un progetto complessivo. Di questo progetto indichiamo, qui, alcune tessere, banchi di prova della serietà degli impegni dichiarati. Primo. Lo scambio con la politica è lo specifico delle organizzazioni mafiose rispetto ad altre forme di...


Family di mala

Set 23rd, 2010 | Categoria: articoli
di Nello Trocchia
I lavori pubblici, le commesse, i soldi, gli affari. Nei comuni con la mafia sotto casa sono cosa loro. Nell’operazione Family, coordinata dalla dda di Palermo, sono finiti dentro in cinque, tra questi anche Salvatore Ippolito, sindaco di Castrofilippo, in provincia di Agrigento. Insieme a lui, ai domiciliari, Antonino Bartolotta, ritenuto l’anziano boss. Il primo cittadino, Pdl, al secondo mandato, era a disposizione. Il reato contestato è associazione mafiosa. A casa sua, raccontano gli inquirenti, ‘abbiamo trovato un vero e proprio ufficio comunale parallelo’. ‘E il sindaco – ha detto il procuratore aggiunto Vittorio Teresi – era talmente invischiato negli affari di mafia che incontrò il padrino mafioso agrigentino Giuseppe Falsone quando era latitante, nel 2006’. Il sindaco andava da Bartolotta a chiedere consigli, la politica ai piedi di lor signori. Il collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati, ex capo di Cosa Nostra Agrigentina dice: ‘Ippolito quando c’erano problemi andava da Bartolotta, che era il capo principale, una persona molto anziana, ammalata fisicamente, ma come testa ragiona ancora bene. Andava da lui per consigliarsi come si doveva muovere se c’era qualche problema con le varie imprese…’. Dal centro commerciale ‘Le Vigne’ ai lavori stradali, dagli impianti di illuminazione alla raccolta dei...