Articoli con tags ‘ mafia e cultura ’


Il dio dei mafiosi? È un superpadrino

Nov 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Il «Dio dei mafiosi», titola il nuovo libro del teologo Augusto Cavadi. Ma esiste un simile Dio? Si sarebbe indotti a rispondere sì, se si analizzano, come fa l’autore, i tanti aspetti di esibita religiosità che caratterizzano la mafia siciliana, forme di ritualità riconducibili a una devozione popolare fortemente diffusa nel Mezzogiorno italiano. Riprova indiretta di quanto il fenomeno criminale non sia corpo estraneo del tessuto sociale, ma una sua malata proliferazione. Tanto da rendere possibili commistioni inquietanti, come il segno della croce che alcuni mafiosi si fanno prima di uccidere o la loro scelta di non ammazzare il venerdì. Ma se dunque si può credibilmente parlare di un “Dio dei mafiosi”, è altrettanto evidente che il loro non è lo stesso Dio cui molti di noi si riferiscono. Come ha scritto il magistrato Roberto Scarpinato, «in realtà, vittime e carnefici pregano un Dio diverso». Quello invocato dai boss è un Dio inventato e strumentalizzato a proprio uso e consumo, modellato sul sistema di pensiero e di valori proprio dell’organizzazione criminale: onnipotente, severo e implacabile. Figura rivisitata dal Vecchio testamento ma più simile a una sorte di “superpadrino” che al Padre nostro misericordioso. Frutto, puntualizza Cavadi, di «una utilizzazione ideologica dell’immaginario...


“Impossibile descrivere l’Italia senza parlare di mafia”

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Raccontare la mafia fa bene o male all’antimafia? Collocare i boss al centro della narrazione li rende, inevitabilmente, eroi? E poi, film e fiction forniscono un’immagine veritiera del crimine organizzato? Si è diffusa una produzione di genere? Magistrati, registi e scrittori si dividono. Giancarlo De Cataldo ricorda che anche il giudice Giovanni Falcone criticò i romanzi di Sciascia, perché i mafiosi ne uscivano sempre vincitori. (altro…)


La risata che uccide l’onore

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
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Una cronista nella zona grigia

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Angelo Agostini
Estratto dal  primo rapporto annuale di OSSIGENO PER L’INFORMAZIONE, l’Osservatorio di Fnsi e Odg a tutela dei giornalisti minacciati, fondato e diretto da Alberto Spampinato (consigliere nazionale della Fnsi e fratello di Giovanni, giornalista de “L’Ora” ucciso a Ragusa nel 1972), con la direzione scientifica di Angelo Agostini   (altro…)


L’informazione locale: tra naufragi e resistenze

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Roberta Mani e Roberto Salvatore Rossi
Estratto dal  primo rapporto annuale di OSSIGENO PER L’INFORMAZIONE, l’Osservatorio di Fnsi e Odg a tutela dei giornalisti minacciati, fondato e diretto da Alberto Spampinato (consigliere nazionale della Fnsi e fratello di Giovanni, giornalista de “L’Ora” ucciso a Ragusa nel 1972), con la direzione scientifica di Angelo Agostini (altro…)


Sicilia, conosci la terra dove muoiono i cronisti?

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Luciano Mirone
Gli otto giornalisti uccisi in questa regione in quarant’anni sono soltanto la punta dell’iceberg. Nella terra in cui tanti «portatori di verità» vengono soppressi per aver condotto un’inchiesta o per aver semplicemente scritto un articolo, certamente la democrazia è debole. Lo sa bene chi ha raccolto il testimone di impegno degli otto colleghi assassinati e facendo quotidianamente il proprio dovere si trova di fronte a ostacoli, a un dramma di cui non si ha la chiara percezione. Sì, perché in Sicilia non esiste solo un giornalismo che muore di lupara (altro…)


Calabria, il dovere di raccontare

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Roberta Mani e Roberto Salvatore Rossi
Estratto dal  primo rapporto annuale di OSSIGENO PER L’INFORMAZIONE, l’Osservatorio di Fnsi e Odg a tutela dei giornalisti minacciati, fondato e diretto da Alberto Spampinato (consigliere nazionale della Fnsi e fratello di Giovanni, giornalista de “L’Ora” ucciso a Ragusa nel 1972), con la direzione scientifica di Angelo Agostini (altro…)


“Faccio il giornalista, scrivo i fatti”

Set 9th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il 10 luglio scorso, il Tribunale di Napoli ha condannato alcuni esponenti di un clan camorrista per reiterate minacce al giornalista Arnaldo Capezzuto. Storia (rara) di una battaglia vinta     (altro…)


Mafia insoluta. Diario di un maggiore dei Carabinieri

Gen 15th, 2009 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Quando Renato Candida, generale dei Carabinieri ormai in pensione, morì a Torino nell’autunno del 1988, Leonardo Sciascia rimproverò la stampa nazionale di non aver dato giusto risalto alla sua scomparsa e all’importanza della sua opera.  Candida non era stato un ufficiale qualunque. Non solo durante la sua breve permanenza in Sicilia, negli anni Cinquanta, era stato autore di un interessante libro sul fenomeno mafioso. Ma a quell’uomo, alla sua intelligenza, esperienza e modo d’agire, si era ispirato lo scrittore siciliano per tratteggiare ogni figura d’investigatore presente nei suoi libri. Era lui il modello in carne e ossa del capitano Bellodi del “Giorno della civetta”.  I due erano legati da un solido rapporto di stima e amicizia. Il loro primo incontro era avvenuto nell’estate del ’56, anno in cui Sciascia pubblicò “Le parrocchie di Regalpetra” e Candida si presentò alla sua porta, allora giovane maggiore alla guida del gruppo di Agrigento, per chiedere allo scrittore un parere su un suo manoscritto. Sciascia ne fu favorevolmente colpito e il testo – coraggioso – fu pubblicato nel 1956 da un editore di Caltanissetta con il titolo “Questa mafia”. A quel tempo le parole di Candida suscitarono polemiche a non finire. Preoccuparono i vertici della Benemerita...