Articoli con tags ‘ mafia e cultura ’


Milano, gli appuntamenti verso l’anniversario della strage di Capaci

Mag 19th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Il magistrato Antonino Caponnetto sosteneva che “la mafia teme più la scuola della giustizia, l’istruzione toglie l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. Non è quindi un caso che il Coordinamento delle scuole milanesi per la Legalità e Cittadinanza Attiva, in collaborazione con altre realtà associative, abbia deciso di dedicare eventi culturali e rappresentazioni teatrali alla memoria di Pio La Torre e Giovanni Falcone, per ricordare i rispettivi anniversari di morte: il 30 aprile e il 23 maggio. Il primo appuntamento in programma è per giovedì 21 maggio, alle ore 21, nell’aula magna del liceo Virgilio (piazza Ascoli 2, Milano), quando sarà rappresentato lo spettacolo Pio La Torre, orgoglio di Sicilia, tratta dall’omonimo testo di Vincenzo Consolo e diretta da Leonardo Mancini. L’iniziativa è  frutto della collaborazione del Centro di Studi Pio La Torre con la rete di scuole “legalizzami” insieme al Coordinamento delle scuole milanesi per la Legalità e Cittadinanza Attiva e Libera. Venerdì 22 maggio alle ore 21, presso la Sala Alessi in piazza della Scala 2 a Milano, sarà commemorata la strage di Capaci con un dibattito pubblico intitolato “Giovanni Falcone e i nuovi movimenti antimafia”. L’evento è promosso dall’Università degli Studi di Milano, Libera, e dalla Scuola di formazione “Antonio Caponnetto”....


Obiettivo periferie

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Francesco Strazzari
Dal 4 al 14 agosto scorsi, a Locarno, sono state 208 le pellicole sottoposte al pubblico e al giudizio della giuria. Tra queste anche “Pietro” di Daniele Gagliano, unica pellicola italiana in lizza per il premio elvetico. Tra i “ciak” spiccano quelli che parlano di criminalità organizzata, di droga, di soprusi, in Italia come nei Paesi dell’Est (altro…)


Un rivoluzionario contro la mafia

Ago 4th, 2010 | Categoria: recensioni
intervista a Marco Rizzo di Manuela Mareso
Lo chiamano la “nona arte”, ma la strada da percorrere per essere universalmente percepito come espressione non solo di svago e divertimento è ancora lunga. Eppure, anche in Italia, il fumetto ha una storia che non lo vede soltanto come strumento di intrattenimento o di evasione, ma anche come veicolo di contenuti di storia e di attualità che vogliono essere comunicati attraverso un linguaggio capace, forse più di ogni altro, di raggiungere un pubblico eterogeneo. Dalle tavole della «Domenica del Corriere», su cui Achille Beltrame e il suo discepolo Walter Molino rappresentavano ciò che nessuno scatto avrebbe potuto immortalare, alle strisce di Emanuele “Manolo” Fucecchi in onda su “La 7” o a corredo dei video trasmessi online da «Il Fatto quotidiano», passando per la Storia d’Italia a fumetti di Enzo Biagi, anche nel nostro paese diversi autori si sono sperimentati in un genere codificato nei termini di graphic novel (il romanzo grafico) e graphic journalism. Non siamo ancora a una diffusione paragonabile a quella del mondo anglosassone, dove negli Usa, nel 1992, per Maus, ricostruzione storica dell’Olocausto attraverso la rappresentazione di animali antropomorfi, venne assegnato un Pulitzer ad Art Spiegelman, e dove il britannico «Guardian» si è fregiato di un vero...


I (R)esistenti di Scampia

Lug 14th, 2010 | Categoria: recensioni
di Elena Ciccarello
Scampia Trip, un libro, un album e un documentario per raccontare il quartiere più raccontato d’Italia. Per la prima volta attraverso la voce di chi, ogni giorno, vive e resiste all’ombra delle Vele (altro…)


La mafia e le parole addomesticate

Apr 10th, 2010 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino
Secondo il presidente del Consiglio, il problema del nostro Paese non sono le mafie ma chi (scrittori, giornalisti, magistrati e via elencando) ne parla e ne scrive troppo, così danneggiando la nostra immagine nazionale e internazionale, e magari anche il turismo… In verità l’affermazione non è isolata, ché, sempre secondo il premier, la crisi economica è ormai sostanzialmente superata e i disoccupati o i senza lavoro tout court non esistono se non nella fantasia malata e ostile di chi le studia tutte per delegittimare il Governo! Si potrebbe continuare, ma tanto basta. Meglio passare ad alcune riflessioni, ché la questione del rapporto tra realtà e informazione è cruciale. Ho cominciato a occuparmi di mafie tanti anni fa. Allora la parola d’ordine di gran parte della politica era semplice e priva di dubbi: «la mafia non esiste». Anche nella cultura dominante prevaleva una impostazione minimalista, che dipingeva la mafia come un habitus culturale legato a tradizioni locali (quando non addirittura al clima, evocato in una deliziosa definizione enunciata in sede parlamentare dell’onorevole Merlin, deputato della Democrazia cristiana, secondo cui la delinquenza in Sicilia è fenomeno «derivante dall’ambiente e dal clima, dalla miseria e dalla questione sociale»). A tutto concedere, la mafia poteva...


Sant’Onofrio, la festa è finita

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Francesca Chirico
Grazie alle stringenti direttive di Monsignor Renzo, per la prima volta dopo decenni, la scorsa Pasqua, in un piccolo centro del vibonese, capibastone e picciotti non hanno potuto portare le statue sacre nella tradizionale processione dell’Affruntata. Gli spari intimidatori contro la casa del priore alla vigilia della celebrazione hanno fatto rimandare la sfilata di una settimana (altro…)


“Narrare è resistere”

Gen 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Una casa editrice a Scampia, periferia di Napoli. Una fonte di lavoro legale, uno schiaffo alla camorra. Sostenuta grazie all’entusiasmo dei giovani fondatori e dei tanti sostenitori, Vodisca Edizioni è pronta a lanciare il suo primo libro, ”Mostri“, di Rosario Esposito La Rossa. Coltivando sempre la memoria di Antonio Landieri, vittima di mafia (altro…)


Ricordando Sciascia

Dic 15th, 2009 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Chiudiamo l’anno con una trasgressione alla regola, segnalando un testo “in catalogo”, datato, ma ancora disponibile in libreria. Una ricorrenza ci consiglia di farlo, anzi due. Il ventennale della morte di Leonardo Sciascia e l’ennesimo ritorno della vecchia polemica sui “professionisti dell’antimafia”. Ricordare Sciascia con un’infrazione all’uniformità di una rubrica non è che un timido gioco di specchi, uno starnuto autorizzato, rispetto allo strapazzo cui è sottoposto il lettore di A futura memoria (se la memoria ha un futuro). L’opera, pubblicata dall’editore Bompiani nel 1989, anno in cui Sciascia muore a Palermo, raccoglie alcuni degli articoli dello scrittore siciliano apparsi dal 1979 al 1988 su «Il Globo», «L’Espresso» e il «Corriere della Sera». I temi più spinosi ci sono tutti: l’opinione sul Generale Dalla Chiesa e le polemiche con il figlio Nando, le valutazioni sul teorema Buscetta e l’andamento del maxiprocesso di Palermo, il caso Tortora, le critiche al Csm per la nomina di Borsellino a capo della procura di Marsala e quindi l’ormai famosissima disputa sui “professionisti dell’antimafia”. «Questo libro raccoglie quel che negli ultimi dieci anni io ho scritto su certi delitti, certa amministrazione della giustizia; e sulla mafia. Spero venga letto con serenità», scrive Sciascia nell’introduzione. Rileggere oggi il...


La vita di un uomo perbene

Dic 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Il suo suicidio ha messo in moto meccanismi che per anni non erano stati avviati. A più di un anno dalla sua morte, le battaglie di Adolfo Parmaliana non sono terminate. Angosciante e doloroso è constatare la necessità di un gesto tanto estremo per tornare a parlare di un pezzo di terra che va da Messina a Barcellona Pozzo di Gotto. Terra di mafia, di massoneria, di compenetrazione tra legale e illegale tali da relegare al silenzio o alla delegittimazione, chiunque cerchi di denunciarle. C’è tutto questo nella vita e nella morte del professor Parmaliana, docente di chimica industriale di rango internazionale, ma prima di tutto cittadino, politicamente impegnato nella denuncia costante dell’illegalità e del compromesso. Il libro di Alfio Caruso ci restituisce le battaglie di questo uomo perbene di Terme Vigliatore. Ma prima ricostruisce il terreno entro il quale Parmaliana uomo, già politico del Pci, del Pds e dei Ds, si muove. La provincia di Messina, tradizionalmente e convenzionalmente definita “babba”, un modo sbrigativo per dirla avulsa dal gioco mafioso. Ma così non è mai stato: «Messina come un verminaio», l’aveva apostrofata il vicepresidente della Commissione antimafia, Nichi Vendola, terreno di conquista e di affari per i potenti...


Gangsta Napoli

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Svalutati da imitazioni che ne deridono la grammatica traballante e lo stile trash, snobbati da critici e studiosi. Eppure i neomelodici sono interpreti di un mondo reale. Per questo l’analisi della subcultura criminale non può prescindere dai canti di malavita (altro…)