Articoli con tags ‘ mafia e costume ’


La fiction a casa della ‘Ndrangheta

Feb 10th, 2006 | Categoria: news
Alberghi, locations, comparse scelte per favorire l’indotto economico gravitante intorno a un boss dell’‘Ndrangheta. Tra le carte del processo “Dinasty” contro i boss della famiglia Mancuso, condotto dal pm della Dda di Catanzaro Marisa Manzini, sono finite le intercettazioni a carico di Tiziana Primozich, manager di produzione della fiction “Gente di mare”, recentemente in onda sulla Rai. Secondo gli inquirenti la donna è legata sentimentalmente al boss Ciccio Mancuso, capo clan di Limbadi, che esercita il suo potere su gran parte del territorio vibonese. La Primozich si occupava di trovare gli alberghi alle troupe e agli attori, cercava le ville in cui ambientare le scene d’interno (la fiction è stata girata tra Tropea, Scilla e Bagnara), di contattare le comparse. In diverse occasioni la scelta è caduta su attività e abitazioni riferibili ad “amici” del clan Mancuso. Tra le comparse ingaggiate da Tiziana Primozich c’è anche Gaetano Comito, coimputato al processo “Dynasty” e amico di Ciccio Mancuso.


La ’Ndrangheta in hit-parade

Feb 10th, 2005 | Categoria: news
Il mito del boss mafioso come figura portatrice di valori arcaici degni di rispetto è duro a morire. Specie all’estero, dove una certa immagine romanzesca delle mafie nostrane attecchisce da sempre con facilità. Lo dimostra il successo del cd Il canto della malavita – La musica della Mafia pubblicato in Germania nel 2000. Da allora ha venduto centinaia di migliaia di copie tra Europa e America. Il disco contiene 24 canzoni con intermezzi parlati ed è ispirato ad una visione quasi mitizzata della ’Ndrangheta, i cui esponenti sarebbero portatori di valori come l’onore, il rispetto, la tutela dei più deboli di fronte agli abusi del potere legittimo. Al cd è allegato un opuscolo che racconta la storia della ’Ndrangheta e immagini di San Luca, paesino nel cuore dell’Aspromonte. Il successo dei canti di malavita è stato tale che la Pias America, casa discografica indipendente di Bruxelles, ha proposto una seconda compilation intitolata Omertà, Onuri e Sangu.


Game over

Gen 10th, 2005 | Categoria: news
È uno dei videogiochi per Playstation attualmente più diffusi, specie tra i giocatori minorenni. Sulla confezione c’è scritto “+18”, ma, ammesso che i venditori rispettino l’indicazione dei produttori, per i più giovani non è difficile aggirare l’ostacolo. Si chiama Gta, “Grand Theft Auto”. Lo scopo del gioco: diventare un boss della malavita. Come? Il protagonista deve dimostrare le sue virtù organizzative nel campo del racket, eliminare i suoi rivali sparando alla testa, circolare su auto di lusso – naturalmente rubate – e investire passanti inermi, vecchiette comprese. E dopo tante fatiche, il boss virtuale può riacquistare energia frequentando prostitute. Gta non è una eccezione nel mondo dei videogiochi. A fine 2002 aveva fatto scalpore l’uscita in Italia di un videogioco per Pc intitolato esplicitamente Mafia, la cui struttura di base era simile a quella di Gta: il protagonista del videogioco, Thomas Angelo, è un giovane gangster che cerca di fare carriera nell’organizzazione criminale di un boss mafioso virtuale, don Salieri.


Bravi picciotti dal benzinaio

Nov 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Abbiamo già riflettuto (vedi «Narcomafie n. 7-8/04, ndr.) sulla paradossale sospensione della puntata Dalla mattanza al silenzio di Blu Notte, programma condotto da Carlo Lucarelli, “censurata” con la scusa delle imminenti scadenze elettorali. A prescindere dalla trasmissione in sé – peraltro già mandata in onda mesi prima e poi nuovamente nell’ottobre 2004 – ci era sembrata emblematica la paura di parlare di mafia e di pensare che qualcuno potesse associare il tema a qualche nome o schieramento in corsa per le elezioni. Il titolo scelto da Lucarelli per la puntata denuncia la progressiva e costante scomparsa della mafia dai media nel corso dell’ultimo decennio. Eppure ad uno sguardo più attento questo dato non risulta del tutto vero, pur non derivandone alcuna consolazione. Se infatti si problematizza sempre meno la mafia e le sue complessità, sono viceversa tornate in auge le rappresentazioni che puntano decisamente sulla stereotipia più risaputa o sull’illusione che la lotta alla mafia sia solo una questione di squadre speciali e interventi polizieschi. Lasciando a un’eventuale analisi futura la miriade di serie televisive che utilizzano la lotta alla mafia come pretesto per imbastire storie di azione e sentimento, è interessante notare come lo stereotipo mafioso sia tornato in alcuni...


Storie & striscie

Set 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Oscar Cosulich Che rapporti intercorrono tra fumetti e criminalità, tra fuorilegge e cartoni animati? Nella storia del cartooning, la branca della comunicazione che comprende fumetto, cinema d’animazione e illustrazione, e che ha ormai superato il secolo di vita, visto che convenzionalmente il primo fumetto della storia è considerato Yellow Kid di Richard Felton Outcault del 1896, questi legami narrativi sono sempre stati strettissimi. L’immediatezza di linguaggio del cartooning e la sua capacità di rivolgersi a vaste fasce di pubblico hanno permesso agli autori di ogni epoca di disegnare un veridico specchio delle condizioni sociali dei loro paesi. Il fumetto e il cartone animato, insomma, sono tra i più efficaci mezzi per narrare il quotidiano e il sociale, offrendo modelli di comportamento o semplicemente documentando realtà altrimenti poco note a lettori e spettatori. Ne abbiamo parlato con Oscar Cosulich, giornalista esperto del settore. In che modo il cartooning ha rappresentato e rappresenta la criminalità? Per capire meglio i rapporti tra comics e cartoons con la realtà è utile ripercorrerne la nascita. Nel 1894, negli Stati Uniti, sulla rivista umoristica «Truth» fa la sua prima apparizione il disegno di un ragazzo calvo. Nel 1895 sul «New York World» di Joseph Pulitzer, ne...


Diabolik, al di là del bene e del male

Mag 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
L’inafferrabile Diabolik e la bellissima Eva Kant sono rimasti orfani. Si è spenta a Milano il 31 marzo 2001 Luciana Giussani. Aveva 72 anni e da tempo era malata. Nel 1962 con la sorella Angela aveva dato vita a uno dei più fortunati e longevi eroi a strisce: Diabolik, il “Re del terrore”, il ladro in calzamaglia, il criminale dagli occhi di ghiaccio. Osservando i pendolari che affollavano la stazione di Milano, Angela e Luciana Giussani, fondatrici della casa editrice Astorina, pensarono di creare un personaggio innovativo, di forte presa, capace di catturare una fetta di pubblico ancora trascurata. Il terreno preferito dagli editori di fumetti era l’avventura, non il noir. Per i bambini c’era l’edulcorato universo Disney, per i più grandicelli Tex e i suoi emuli, ma per chi aveva più di vent’anni nulla, in coerenza con una mentalità che considerava il fumetto roba da ragazzini. Nasceva così il primo fumetto “per adulti”, espressamente destinato a un target maturo, ma anche il primo caracther a essere seguito con attenzione dal pubblico femminile, grazie a un’atmosfera e a un modo di raccontare che, nonostante l’azione avvincente, non dimenticava i sentimenti. L’ispirazione per il nome venne dalla cronaca di quegli anni, in...


Assassinio da Tiffany

Dic 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Conversazione con lo sceneggiatore Gianfranco Berardi I primi tre numeri apparsi in edicola di Julia (ottobre 1998) hanno preoccupato l’editore Sergio Bonelli. «Questo fumetto rischia di essere troppo forte» ha detto allo sceneggiatore Gianfranco Berardi «lo leggono anche i bambini». Infatti Marzia Sbisa, dodici anni, scrive, nel settembre 2000: «Julia è un personaggio fantastico: è bella, intelligente e sensibile, e sono contenta di poter avere finalmente un’eroina tanto umana». Da “troppo forte” Julia è un fumetto che si è ammorbidito, da thriller noir sembra essersi avvolto di una sfumatura di blu, più luminoso e glamour. I primi tre numeri cui faceva riferimento l’editore Bonelli (Gli occhi dell’abisso, Oggetto d’amore, Nella mente del mostro) costituiscono una trilogia che tratta di una donna omosessuale, deviata dall’educazione punitiva cattolica paterna, che diventa una serial killer spietata. Questo cocktail che storce la bocca, condito da sangue e pulsioni sessuali, è raccontato però con una voce nuova. A parlare è una donna. Molto bella, sobria, i pantaloni di taglio classico le stanno d’incanto. La protagonista del fumetto assomiglia al cinema: è Audrey Hepburn. Sottile, viso espressivo, intelligente. Ha classe. In più ha una casa bellissima, una domestica che si chiama Emily e assomiglia a Whoopy Goldberg,...