Articoli con tags ‘ mafia e costume ’


Gangsta Napoli

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Svalutati da imitazioni che ne deridono la grammatica traballante e lo stile trash, snobbati da critici e studiosi. Eppure i neomelodici sono interpreti di un mondo reale. Per questo l’analisi della subcultura criminale non può prescindere dai canti di malavita (altro…)


“Impossibile descrivere l’Italia senza parlare di mafia”

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Raccontare la mafia fa bene o male all’antimafia? Collocare i boss al centro della narrazione li rende, inevitabilmente, eroi? E poi, film e fiction forniscono un’immagine veritiera del crimine organizzato? Si è diffusa una produzione di genere? Magistrati, registi e scrittori si dividono. Giancarlo De Cataldo ricorda che anche il giudice Giovanni Falcone criticò i romanzi di Sciascia, perché i mafiosi ne uscivano sempre vincitori. (altro…)


La risata che uccide l’onore

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
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Il romanzo della legge

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
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Il dissenso contro ’O sistema

Mar 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Scampia, periferia di Napoli. Palazzoni di trecidici piani e strade a scorrimento veloce. Un quartiere disseminato di cattedrali nel deserto. Opere faraoniche che nulla hanno a che vedere con i reali bisogni del quartiere. Scampia è il quartiere più giovane d’Italia, dove la mancanza di acculturazione colpisce i giovani  in misura maggiore rispetto al resto della città. Qui solo il 13,8% dei ragazzi è iscritto alla scuola media superiore. Ma dall’inferno di Scampia, negli anni, sono fioriti fotogrammi di bellezza, di impegno civile, esperienze di pedagogia e di creatività. Tanti esempi di vita a colori tra il grigiore imperante che difficilmente trovano spazio nell’informazione quotidiana, perché non fanno rumore. Pensiamo alla figura di Felice Pignataro e al suo centro sociale Gridas. Felice amava definirsi maestro e pittore di strada. Grazie a lui, ogni anno dal 1983, a Scampia si organizza il carnevale del Gridas («Narcomafie» 2/06). Bambini, giovani, adulti, nonni. Tutti coinvolti  per  portare in strada maschere colorate ispirate alla quotidianità. Figli di quel carnevale, di quel laboratorio culturale e sociale ma, soprattutto, figli di quel quartiere sono gli ’A67, giovane band napoletana. Musiche e parole a colori per raccontare Napoli, la sua periferia, sentendosi sempre, in ogni parte del...


Mafia e internet, Skype apre alle intercettazioni

Mar 10th, 2009 | Categoria: news
Altro che Facebook. Mafiosi, criminali e trafficanti di ogni risma per comunicare usano Skype. Si tratta di un programma che consente di effettuare chiamate telefoniche a basso costo attraverso internet. La voce degli utenti viene trasformata in pacchetti di dati digitali che viaggiano in rete criptati con un algoritmo segreto che ne rende impossibile l’intercettazione. Le richieste di collaborazione delle autorità nazionali ed europee inoltrate alla società estone (ma con sede in Lussemburgo) creatrice del programma hanno avuto esito negativo. Fino ad oggi l’unica possibilità in mano agli inquirenti è stata quella di inserire una cimice per intercettazioni ambientali nel terminale usato dagli intagati per la comunicazione. A fine febbraio però, dopo che sui media si è aperto il dibattito sui rischi connessi all’utilizzo del software da parte della malavita, Skype ha annunciato di essere pronta a lavorare fianco a fianco di Eurojust, l’organo istituito nel 2002 allo scopo di promuovere il coordinamento di indagini e procedimenti giudiziari fra gli Stati membri dell’Ue. Apertura giudicata cautamente positiva negli ambienti investigativi, visto che in passato Skype aveva affermato di collaborare già con le autorità, specificando però «per quanto legalmente tecnicamente possibile».


La bufala della mafia su facebook

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Sulla rete si diffondono messaggi ripugnanti di persone che inneggiano alle mafie e ai loro boss. Giovani in cerca di visibilità o nuova strategia comunicativa dei clan? Per arginare il fenomeno, il Senato ha approvato una norma che lascia perplessi Stop alla mafia su Facebook. Addio filo camorristi, amici dello stupro, dispensatori di odio razziale. In breve, via i cattivi dal mondo della rete. Il Senato il 5 febbraio ha approvato in prima lettura il ddl sul “pacchetto sicurezza” con un emendamento – l’art. 50 bis – che prevede, in caso di procedimento giudiziario per i reati di istigazione a delinquere, apologia di reato o istigazione a disubbidire alle leggi compiuti a mezzo internet, che il ministro dell’Interno possa disporre con decreto l’interruzione dell’attività on line sotto accusa, ordinando ai fornitori di servizi di connettività di utilizzare strumenti di filtraggio idonei allo scopo. «In questo modo diamo concretezza alle nostre iniziative di ripulire la rete, e in particolare il social network Facebook, dagli emuli di Riina e Provenzano, delle Br, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio» ha dichiarato il senatore Giampiero D’Alia, capogruppo Udc a Palazzo Madama, promotore della...


“Commissario Di Cara, il caso è suo”

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Piergiorgio Di Cara Piergiorgio Di Cara è commissario della Questura di Palermo. È entrato in polizia nel 1993. Per anni si è occupato di indagini antimafia partecipando anche alla cattura di pericolosi latitanti. Ha operato in Calabria e oggi lavora all’ufficio volanti. Ha il fisico possente del giocatore di rugby, sport che ha praticato a lungo. Prima di iniziare l’intervista, Di Cara scambia due parole al telefono con la moglie, alle prese con i loro neonati gemelli, e mentre parla la sua voce ci appare subito familiare. È la stessa che su Rai tre ha raccontato la cattura di Provenzano e dei Lo Piccolo, e poi le indagini sull’imprenditore Aiello e le “talpe” alla Procura di Palermo. Perché Di Cara non è solo un poliziotto. È anche un affermato scrittore di gialli e noir, uno sceneggiatore televisivo, nonché coautore e voce narrante delle tre docu-fiction (“Scacco al re”, “Doppio gioco”, “Le mani su Palermo”) prodotte dalla tv pubblica e andate in onda in prima serata. Su di lui La Tulipe Noire, piccola casa di produzione cinematografica palermitana, ha realizzato un documentario dal titolo “Un commissario in nero”. Nel cassetto tiene la seconda puntata del suo romanzo western, “Il ragazzo con i...


Sandokan, il maceratore di speranze

Set 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
C’era una volta. Anche questa storia può avere inizio così. Anche questa storia ha i suoi protagonisti, ma non sono eroi, e ha i suoi luoghi, ma non sono immaginari. I loro nomi sono scritti sui cartelli posti all’ingresso del paese, con la scritta “Benvenuti” crivellata da fori da proiettile, per far comprendere che tutto è sotto controllo. Anche qui, infatti, c’è un “re”, che decide quello che bisogna fare nel suo regno, i compiti del suo esercito e i doveri dei sudditi. Il re con il suo governo proclama le leggi, impone le tasse, regola l’economia e corrompe i rappresentanti dell’altro Stato, quello nemico. La pena prevista per chi non accetta queste leggi è la condanna a morte. Il Principe di Casal di Principe. È una storia di violenze, soprusi, silenzi, consuetudini; la storia di “sudditi” rassegnati al proprio destino, che si può cambiare solo decidendo di emigrare. Siamo nell’agro aversano, la Terra di Lavoro, provincia di Caserta, una terra martoriata dalla mano armata di un violento esercito che si chiama Camorra e che qui si inquadra come clan dei Casalesi. Quartier generale, ironia della sorte, Casal di Principe; assiso sul trono, fino al momento dell’arresto avvenuto otto anni fa, Francesco Schiavone, detto...


Copyright sul cattivo gusto

Feb 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Questione di gusti o questione di gusto. Parlando di moda la differenza non è di poco conto. In uno dei periodi più caldi dell’anno per il fashion system, con le luci puntate sulle passerelle dei “grandi”, un imprenditore veneto di 36 anni è riuscito a far parlare di sé grazie al provocatorio nome della sua linea di moda: Mafiawear. Paolo Rubin, esperto di marketing e titolare dell’azienda d’abbigliamento Mamaindustry, ha presentato il nuovo marchio con relativo logo – un’ala di angelo che diventa la coda di un diavolo, «come la natura umana, dove convivono il bene e il male» – in una conferenza stampa lo scorso 9 gennaio, anticipando il debutto ufficiale del 13 febbraio nella vetrina del Milano Moda Donna. Potere, fascino, trasgressione. Come prevedibile, il nome della collezione ha prestato il fianco a curiosità di ogni genere, dal kitsch al filosofico, nel tentativo di carpire a Rubin il “pensiero forte” alla base della sua discesa in campo. Una risposta? Il mercato saturo non ha più bisogno di prodotto, ma di emozioni. Tralasciando la banalità dello slogan, quali sono le emozioni proposte da Mafiawear (cui seguirà presto la linea di calzature Mafiashoes)? Potere, fascino trasgressione. Un classico, parlando di moda. Ma lo...