Articoli con tags ‘ mafia e chiesa ’


Calabria: Alta tensione

Ott 20th, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_10_2010 In Calabria la ‘ndrangheta ha alzato il tiro. Gli atti intimidatori contro i magistrati degli ultimi mesi svelano un cambio di strategia: “Non siamo mai stati favorevoli a uno scontro aperto, i giudici abbiamo sempre preferito delegittimarli” spiegava il pentito Franco Pino in una deposizione del 2007. Oggi non è più così. Il governo manda l’esercito a presidiare i punti sensibili e la società civile scende in piazza: in quarantamila hanno accolto l’invito del direttore del Quotidiano della Calabria e hanno sfilato per dire “no alla ‘ndrangheta” (altro…)


Le tre P: Papa, Palermo e (don) Puglisi

Ott 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Augusto Cavadi
Tra polemiche e alte aspettative, si è consumata la visita del Papa a Palermo. Che ha parlato di mafia, ha esortato i giovani a camminare sulla retta via e ha ricordato persone quali don Pino Puglisi e Giovanni Falcone, figure clericali e laiche della lotta alla criminalità (altro…)


“Se la giustizia sbaglia faccio obiezione di coscienza”

Ott 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
intervista a don Marcello Cozzi di Elena Ciccarello
Omicidi misteriosi e depistaggi. Poteri in grado di insabbiare indagini e fare assolvere colpevoli. C’è tutto questo in Basilicata secondo don Marcello Cozzi, che denuncia l’esistenza di una mafia che non spara ma fa paura (altro…)


Le parrocchie di don Puglisi

Set 15th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Ci sono libri che vale la pena rileggere per la qualità della scrittura e la profondità del pensiero di cui sono fatti. Perché coniugano la curiosità del mondo all’onestà di raccontarlo senza finzioni. E in un’overdose di parole trite e abusate riescono a distinguersi dal coro, anche a diversi anni di distanza dalla loro prima pubblicazione. Dall’altare contro la mafia, di Saverio Lodato, è uno di questi libri. Un’opera a tratti sorprendente, attenta a scongiurare ogni lettura retorica della realtà. L’autore, sulle orme di una chiesa apertamente schierata contro la mafia, evita verbali, aule di tribunale, armi, droga e omicidi, per raccontarne solo uno, quello di don Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre 1993 a Brancaccio, il quartiere della sua parrocchia. Ma non ne fa il cuore della narrazione. Di don Pino si parla dopo la centesima pagina. Prima di lui c’è tutto un mondo di parrocchie da scoprire, nel quartiere Capo, all’Albergheria, al Borgo di Palermo. Per fare giustizia di un contesto più ampio e complesso e non concentrarsi sul coraggio di uno soltanto. Lodato risolve il tema in maniera originale, evitando di proporre ritratti agiografici dei tanti parroci di frontiera. Ne prende a prestito l’esperienza e la sensibilità e attraverso...


Sant’Onofrio, la festa è finita

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Francesca Chirico
Grazie alle stringenti direttive di Monsignor Renzo, per la prima volta dopo decenni, la scorsa Pasqua, in un piccolo centro del vibonese, capibastone e picciotti non hanno potuto portare le statue sacre nella tradizionale processione dell’Affruntata. Gli spari intimidatori contro la casa del priore alla vigilia della celebrazione hanno fatto rimandare la sfilata di una settimana (altro…)


Processi e processioni

Apr 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_4_2010 Nel sud d’Italia le spalle su cui dondolano statue di santi e madonne sono talvolta le stesse su cui gravano accuse di associazione mafiosa. La criminalità organizzata trasforma le feste religiose in una dimostrazione della propria presenza, facendo del rito la messa in scena del proprio potere. A pasqua, in Calabria, Monsignor Renzo ha voluto interrompere questa tradizione, ripulendo la processione dell’Affruntata di Sant’Onofrio. Ma la ‘ndrangheta non ha gradito (altro…)


Cei: sulla mafia non recepita la lezione di Woityla

Mar 10th, 2010 | Categoria: news
La Conferenza episcopale italiana ha reso pubblico lo scorso 21 febbraio il documento “Per un paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”. Un paragrafo è dedicato in modo specifico alla criminalità organizzata. Vi si legge che essa è «rappresentata soprattutto dalle mafie, che avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e il cuore di tanti giovani, soffocano l’economia, deformano il volto autentico del Sud» e che costituisce «una delle piaghe più profonde e durature» del Mezzogiorno, che «non può e non deve dettare i tempi e i ritmi dell’economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese». I vescovi puntano il dito contro la complessità del fenomeno mafioso, in cui coesistono forme moderne e antiche d’illegalità e in cui i confini territoriali si fanno sempre meno rigidi: «In questi ultimi vent’anni le organizzazioni mafiose, che hanno messo radici in tutto il territorio italiano, hanno sviluppato attività economiche, mutuando tecniche e metodi del capitalismo più avanzato, mantenendo al contempo ben collaudate forme arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla società. Non va ignorato, purtroppo, che è ancora presente una cultura che consente loro di rigenerarsi anche dopo...


Mons. Crociata, parole chiare contro antiche ambiguità

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il segretario generale della conferenza episcopale italiana segna con parole inequivocabili un solco netto tra Chiesa e uomini d’onore. Non è la prima volta che dal mondo ecclesiastico si sollevano voci autorevoli contro gli appartenenti ai clan. Ma le resistenze alla formulazione di una pastorale contro le mafie non sono ancora superate (altro…)


Il dio dei mafiosi? È un superpadrino

Nov 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Il «Dio dei mafiosi», titola il nuovo libro del teologo Augusto Cavadi. Ma esiste un simile Dio? Si sarebbe indotti a rispondere sì, se si analizzano, come fa l’autore, i tanti aspetti di esibita religiosità che caratterizzano la mafia siciliana, forme di ritualità riconducibili a una devozione popolare fortemente diffusa nel Mezzogiorno italiano. Riprova indiretta di quanto il fenomeno criminale non sia corpo estraneo del tessuto sociale, ma una sua malata proliferazione. Tanto da rendere possibili commistioni inquietanti, come il segno della croce che alcuni mafiosi si fanno prima di uccidere o la loro scelta di non ammazzare il venerdì. Ma se dunque si può credibilmente parlare di un “Dio dei mafiosi”, è altrettanto evidente che il loro non è lo stesso Dio cui molti di noi si riferiscono. Come ha scritto il magistrato Roberto Scarpinato, «in realtà, vittime e carnefici pregano un Dio diverso». Quello invocato dai boss è un Dio inventato e strumentalizzato a proprio uso e consumo, modellato sul sistema di pensiero e di valori proprio dell’organizzazione criminale: onnipotente, severo e implacabile. Figura rivisitata dal Vecchio testamento ma più simile a una sorte di “superpadrino” che al Padre nostro misericordioso. Frutto, puntualizza Cavadi, di «una utilizzazione ideologica dell’immaginario...


Boss di periferia

Nov 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_11_2009 L’emendamento alla Finanziaria che consente la vendita dei beni confiscati ai mafiosi è un colpo di spugna alla legge 109/96 che ne consente la destinazione a scopi sociali. E apre la possibilità per le cosche di riacquistare ciò che forze dell’ordine e magistratura hanno faticosamente sottratto loro. Lo spieghiamo sull’ultimo numero di Narcomafie, che contiene inoltre un esclusivo dossier sulle ramificazioni delle mafie nei quartieri milanesi. Un’inedita fotografia di ras, latitanti e luogotenenti della criminalità organizzata che spadroneggiano nei sottoboschi meneghini. (altro…)