Articoli con tags ‘ mafia e appalti ’


Luci ed ombre di una Parma appetibile per le mafie

Apr 3rd, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Giuseppe La Pietra
Parma, marzo 2009. Nell’arco di pochi giorni, si verificarono due episodi che ancora oggi rappresentano la cartina tornasole della percezione delle mafie al Nord. Gridi di allarme degli “addetti ai lavori” in netto contrasto con esponenti delle istituzioni che tendono a minimizzare, a “nascondere la polvere sotto il tappeto”. Il 4 marzo 2009, il magistrato Raffaele Cantone, ospite della città ducale, ad un giornale locale dichiarò: «In una situazione di crisi economica come quella attuale c’è il rischio concreto, a Parma come in tutto il Nord, che vi siano soggetti malavitosi con grandi disponibilità economiche che provino a fare incette di imprese, case, terreni, che scalino le società per cambiarne gli assetti. È necessario vigilare, non sottovalutare o minimizzare nessun segnale». Le parole di Cantone furono prese alla lettera – il tono è ironico –  qualche giorno dopo dall’ormai ex prefetto Paolo Scarpis. Fare memoria è importante. Celebre e purtroppo rimasto indelebile su una delle pagine buie dell’antimafia parmigiana il modo con cui Scarpis si scagliò contro Roberto Saviano definendo alcune riflessioni dello scrittore sul rapporto tra il clan camorrista dei Casalesi e Parma «sparate di una persona che sta a 800 chilometri di distanza, che ha visto Parma di passaggio. Durante una...


Risparmio e legalità nelle gare d’appalto, nasce la Stazione Unica

Ott 6th, 2011 | Categoria: news
“Una struttura altamente qualificata, come la Stazione Unica Appaltante, assicura una maggiore professionalità e, quindi, un’azione più snella e tempestiva, ma permette anche di creare le condizioni affinché vi possa essere una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure, nonché un’auspicabile riduzione del contenzioso”. Queste le parole del ministro degli Interni, Roberto Maroni. La Stazione Unica Appaltante diventa lo strumento attraverso il quale si concentrano le procedure delle gare d’appalto che attualmente vengono condotte su una pluralità di stazioni appaltanti. La Stazione unica si profila dunque come meccanismo di controllo, concentrazione e risparmio di tempi e denari. Può svolgere la propria attività in ambito regionale, provinciale e interprovinciale, comunale e intercomunale. Collabora, con l’ente che aderisce, a curare gli adempimenti per la procedura di gara per la scelta del contraente privato in tutte le sue fasi fino alla stipula del contratto. Secondo Maroni la Stazione unica avrebbe anche un iportante risvolto nel contrasto alle infiltrazioni mafiose. Facendo riferimento al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 giugno di quest’anno, il responsabile del Viminale, ricorda che ”attraverso tale strumento...


Mafia in Piemonte, il futuro ha già vent’anni

Apr 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Se si smettesse di affrontare la questione “mafie al nord” attraverso i termini spesso sterili dello scontro politico, per guardare invece a fatti e circostanze accertate, forse cesserebbero finalmente polemiche noiose, stantie e fuorvianti. Con buona pace degli increduli, se non ci si chiedesse più – il tempo per queste domande è scaduto – se le organizzazioni criminali siano presenti anche nel prospero settentrione o se nel consolidamento del loro potere mostrino la necessità e l’interesse a interloquire con chiunque sia utile al loro scopo (professionisti, amministratori o faccendieri di ogni risma), forse si riuscirebbe ad alzare l’asticella del dibattito. Se non si sventolasse più il soggiorno obbligato come lo spauracchio che ha cambiato le sorti di questa parte del Paese e ci si rassegnasse all’idea che i boss sarebbero arrivati comunque, spinti dagli affari e favoriti dalle migrazioni (sono arrivati fin nelle Americhe e in Australia, figurarsi risalire lo stivale), ci si potrebbe invece chiedere che cosa non ha funzionato nella politica e nelle istituzioni, nelle associazioni di categoria e nelle procure, se nel corso degli ultimi 50 anni non si è riusciti a evitare che la colonizzazione mafiosa diventasse pervasiva e sistematica anche ai piedi delle Alpi. Leggere “Coabitazioni mafiose....


L’Aquila, la mafia delle macerie

Dic 7th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Un viaggio tra le macerie, le morti, le storture della ricostruzione. Un cammino nella bolgia del cemento e della sabbia, tra le rovine di una città e la sua diruta gente. E tra questi resti schiantati dal terremoto fiorisce la malapianta mafiosa, gramigna che ovunque s’insinua silente e schiva. Traffici sulle macerie, trafficanti d’appalti. E la Protezione Civile come ancella del malaffare o, peggio, del crimine organizzato. Un resoconto lungo cinquanta pagine, quello di Angelo Venti, che Libera distribuirà alla popolazione aquilana lunedì prossimo. Una cronaca di chi ha seguito il filo della legalità lungo il dedalo della ricostruzione avvenuta dopo il sisma, trovando storture e denunciando infiltrazioni, malaffare, connivenze. Un dossier che fa tremare le vene ai polsi e che denuncia il rischio dell’infiltrazione mafiosa. Lo ha annunciato don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, oggi in Abruzzo per incontri con la popolazione che culmineranno  nella fiaccolatata di questo pomeriggio nella zona rossa, in ricordo delle vittime del sisma, a venti mesi esatti dalla scossa. “È un lavoro che abbiamo voluto tutti noi di Libera perché, oggi più che mai, abbiamo il dovere di rompere il silenzio”, dice Luigi Ciotti. Un silenzio che dura da quella notte fra il 5 e...


La mappa dei clan di Milano

Nov 15th, 2010 | Categoria: prima pagina
Dimmi dove vivi e ti dirò quale boss comanda il tuo quartiere. Il sito Milano Mafia pubblica una mappa del crimine organizzato a Milano, quartiere per quartiere individuando i clan che operano su quel territorio.  La mappa dell’insediamento mafioso a Milano e di tutta la Lombardia è stata elaborata a seguito degli ultimi rapporti di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Come si potrà verificare da una rapida lettura dei clan mafiosi dominanti emerge una chiara prevalenza delle famiglie calabresi legate alla Ndrangheta. Curato da giornalisti professionisti, Milano Mafia (dove è possibile vedere le altre carte) fornisce informazioni sugli arresti dei mafiosi ma anche sul fittissimo intreccio di rapporti tra mafia e imprenditoria, spesso edile, milanese. Vai a Milano Mafia


Infiltrazioni ‘ndranghetiste nella ricostruzione dell’Abruzzo

Nov 4th, 2010 | Categoria: news
Sabato scorso – il 30 ottobre – a Reggio Calabria sono state arrestate 33 persone. Secondo la Procura della provincia reggina gli indagati sono esponenti delle cosche Borghetto-Caridi-Zindato oltre che Serraino e Rosmini. L’importanza di questi arresti sta, secondo la stessa procura, nel ruolo ‘dirigenziale’ svolto dagli arrestati. Nel gruppo spiccano infatti i nomi di Diego Rosmini, Domenico Serraino e Giuseppe Zindato, tutti esponenti di primo piano. L’attività degli investigatori della Questura di Reggio era cominciata nel 2007 ma le indagini interessano un arco temporale che inizia nel 2002 e finisce col giorno degli arresti. I crimini contestati sono numerosi: omicidi, estorsioni, danneggiamento a fini estorsivi, detenzione e porto di armi, fittizia intestazione di beni e attività imprenditoriali. I Borghetto-Zindato-Caridi come anche i Serraino e i Rosmini esercitavano il controllo del territorio tramite la pratica estorsiva. I loro obbiettivi prioritari erano gli esercizi commerciali; il settore più fruttuoso era quello edile: per l’esecuzione di qualsiasi genere di lavoro venivano imposte agli imprenditori le ditte gradite ai vertici del clan. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura erano in realtà 34. L’assente, tuttora latitante, è Francesco Zindato, sospettato di essere l’autore dell’omicidio di Giuseppe Lauteta, avvenuto l’11 gennaio 2006...


Altri tre arresti. Prosegue l’inchiesta “Il crimine”

Ott 21st, 2010 | Categoria: news
L’inchiesta “Il crimine” non è finita. Stamattina la Dia di Milano ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per Giovanni Valdes, sindaco di Borgarello (Pv), Alfredo Introini, già vice direttore generale del Credito cooperativo di Binasco, e Salvatore Paolillo, imprenditore nel settore immobiliare. Gli arresti sono il risultato della prosecuzione delle indagini dell’operazione “Il crimine”, condotta nei confronti di appartenenti alla ‘ndrangheta e di esponenti delle istituzioni politiche ed economiche lombarde. Lo scorso 13 luglio, nelle fasi calde dell’operazione, erano stati sequestrati documenti appartenenti a Carlo Chiriaco (attualmente detenuto a Torino), ex direttore dell’Asl di Pavia. Dalle analisi di questi i pm della Dda milanese Boccassini, Storari e Dolci avrebbero estratto prove sufficienti per richiedere l’autorizzazione degli arresti odierni al Gip Ghinetti. Il reato contestato ai tre, in concorso con Chiriaco, è quello di una turbativa d’asta per l’assegnazione di “un lotto del Piano di zona per l’edilizia economica e popolare del comune di Borgarello, con l’aggravante, per il sindaco, di aver commesso il fatto nella sua veste di preposto alla gara stessa”. 


Miseria e ignobiltà

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Nello Trocchia
Il comune di Afragola è balzato di recente alle cronache per la morte di tre persone causata dal crollo di una palazzina. Ma il degrado dello scenario politico di questa cittadina napoletana è noto da anni. Storia (provvisoria) di un sindaco e dei suoi affari (altro…)


Piano antimafia: novità positive ma la “zona grigia” resta fuori

Ago 24th, 2010 | Categoria: articoli
di Luigi Ciotti
Ha molti aspetti positivi il piano antimafia votato in questi giorni in Senato. Positivo che entro un anno il governo s’impegni a redigere un testo unico antimafia che armonizzi una materia giuridica tanto complessa. Apprezzabili le misure di prevenzione, pur trattandosi ancora di direttive, e la volontà di potenziare lo strumento della confisca dei beni – anche se lascia perplessi il termine di un anno e sei mesi, prorogabile fino a un anno, per il passaggio dal sequestro alla confisca. Bene l’istituzione di una banca dati nazionale così come le misure che entrano subito in vigore: dalla tracciabilità dei flussi finanziari della spesa pubblica, ai controlli fiscali, alle “stazioni” regionali che vigilano sugli appalti e la trasparenza dei contratti, alle operazioni “sotto copertura” anche in relazione ai reati ambientali, al più forte coordinamento degli organismi contro il crimine organizzato. Passi che, se concretizzati, renderanno più efficace il già ottimo lavoro dei magistrati e delle forze di polizia, ma che non devono farci dimenticare altri aspetti che necessitano a loro volta di una revisione e di un potenziamento. Penso, ad esempio, alla delicata questione dei testimoni di giustizia. E’ necessaria qui una diversa filosofia nell’approccio al testimone e un più adeguato progetto di...


Terremoto tra le imprese

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Angela Camuso
Dodici aziende aggiudicatarie di lavori per la ricostruzione del dopo-sisma sono ritenute in odore di mafia dalla magistratura. In attesa che le indagini si concludano, i lavori non si fermano (altro…)