Articoli con tags ‘ mafia cinese ’


Da subordinate a strutture organizzate. Le mafie straniere secondo la Dia

Feb 4th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Le mafie straniere hanno “abbandonato il ruolo di manovalanza subordinata” per diventare, in accordo con quelle italiane, delle consorterie a sé stanti. Questa, (molto) in breve, è l’analisi racchiusa nella Relazione della Dia riguardo l’azione delle criminalità organizzate estere. Strutture sempre più organizzate, secondo gli inquirenti, con i piedi (e talora le menti) ben saldi nei paesi d’origine ma anche capaci di organizzarsi in Italia, stringendo accordi in nome dell’affare. Albania. Paese mediterraneo, l’Albania, con alle spalle l’Oriente e di fronte, al di là dell’Adriatico, le coste pugliesi. Ed è proprio via mare, che in Puglia sono arrivati e continuano ad arrivare i carichi di droga. Le consorterie albanesi – si legge nella Relazione – si sono tramutate “da organizzazioni elementari ad altre ramificate sul territorio, con forte legame con la terra d’origine”. Una mala, quella albanese, ben dotata di armi e che si contraddistingue per la “marcata inclinazione verso metodiche violente e intimidazione nella risoluzione di situazioni conflittuali”. Attività primarie sono il traffico internazionale e lo spaccio di sostanze stupefacenti, con specifica su marijuana ed eroina. In questo senso, la saldatura collaborativa con le mafie autoctone è pressoché totale. A giugno 2015, con l’operazione Vrima, la Dia di Bari scoprì nel...


Roma, la mafia cinese e il K-fen

Set 9th, 2011 | Categoria: news
Era un giro di estorsioni, gioco d’azzardo, prostituzione e stupefacenti quello gestito da 6 cittadini cinesi in danno di connazionali sgominato dalla Squadra Mobile, diretta dal dottor Vittorio Rizzi, della Questura di Roma. Per “convincere” le vittime a pagare somme che variavano da 6000 a 10.000 euro, dopo aver consumato cene all’interno dei ristoranti “taglieggiati” in alcuni episodi iniziavano a danneggiare mobili ed ogni altra dotazione delle attività commerciali, in alcuni casi, anche con l’utilizzo di armi. Per tutti e sei sono scattate le manette in esecuzione dei provvedimenti restrittivi disposti dall’Autorità Giudiziari a conclusione di un’indagine durata circa due anni. Minacce e danneggiamenti delle attività commerciali come metodi estorsivi, e prestiti con tassi usurai per alimentare la “febbre del gioco” illegale, erano tra i principali business del gruppo. Ma anche droga. A Roma il primo sequestro di K-fen è stato effettuato nel maggio scorso, quando la Mobile ha posto i sigilli al club ‘Diamante’, considerato il circolo notturno della capitale più esclusivo, frequentato e gestito dalla criminalità cinese. Il night club, mimetizzato perfettamente all’interno di un fabbricato posto tra vari capannoni industriali nella...


Esce il rapporto del Cnel: la criminalità cinese è sempre più simile alla mafia

Mag 19th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Presentato nella sede del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) il rapporto sulla mafia cinese nel nostro Paese. Stando a quanto pervenuto, contraffazione commerciale, prostituzione e immigrazione clandestina sono le tre maggiori attività della criminalità cinese. Quello che più sorprende è la struttura interna della criminalità cinese, quella rete di rapporti e di gerarchie che ne fa un fenomeno criminale organizzato capace di controllare capillarmente il territorio e condizionando il tessuto sociale in cui operano. Questa rete di rapporti si sviluppa attraverso due vettori: il primo è il legame solidaristico, una fratellanza criminale che sottende fedeltà e omertà e che nasce, in molto casi, prima dell’arrivo in Italia: la condivisione di esperienze si realizza in un sodalizio dedito all’attività illecita che diventa così l’unica “occupazione” quotidiana. Un secondo vettore è quello familiare. Facendo riferimento a padri, figli e famiglia allargata, l’organigramma criminale si struttura per linea di parentela secondo precise gerarchie interne In tal modo riesce a infiltrarsi nella rete di connazionali presenti sul suolo italiano, reclutando sempre nuove leve per l’attività criminale. Questa essenza bifronte pone la crimnalità cinese su un piano intermedio rispetto alle due grandi associazioni criminali italiane: come Cosa nostra,...


Diciannove arresti a Prato contro la mafia cinese

Dic 7th, 2010 | Categoria: news
Diciannove ordinanze di custodia cautelare eseguite a Prato e due portate a termine a Treviso, questo il risultato dell’operazione ‘Satana’, condotta dai carabinieri della città toscana contro una presunta organizzazione criminale cinese. L’accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso. Le indagini sono partite nell’estate 2009 da una serie di estorsioni e rapine. L’operazione ha coinvolto circa settanta carabinieri del comando provinciale di Prato con l’aiuto dei militari del sesto Battaglione Toscana e di Montebelluna. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip del Tribunale di Firenze su proposta della Dda del capoluogo toscano. Un altro esempio di quella mafia cinese di cui poco si sente parlare ma che opera, principalmente nel nord Italia, spesso con il placet delle organizzazioni criminali nostrane. Secondo un rapporto della Dia sulle mafie estere in Italia, pubblicato nel 2008, un ruolo di preminenza spetta a quella cinese. Una mafia capace di utilizzare passaporti e documenti di persone decedute, per rendere legittima la posizione di individui che, in tal modo, possono riemergere nella legalità. La mafia cinese in Italia è nota anche per la capacità di gestione del flusso di clandestini, che pagano dai tre ai diecimila euro a persona per...


Napoli. Arrestato latitante in affari con imprenditori cinesi

Nov 2nd, 2010 | Categoria: news
I carabinieri di Castello di Cisterna, nei pressi di Napoli, hanno arrestato oggi Salvatore Anastasio. L’arresto dell’uomo, ritenuto boss dell’omonimo clan camorrista, è avvenuto lungo la Statale 268 all’altezza di Poggiomarino. Anastasio viaggiava su un autocarro guidato da un altro individuo che dagli accertamenti è risultato avere 43 anni e essere incensurato. Anastasio non ha opposto in nessun modo resistenza all’arresto, anzi al controllo ha fornito i propri documenti originali. Anastasio era latitante da poco più di due anni. Nel luglio del 2008 era riuscito a eludere l’arresto, provvedimento emesso a suo carico dalla Dia di Roma nell’ambito dell’operazione ‘Grande Muraglia’. L’accusa per cui era ricercato è di  associazione di stampo camorristico e ricettazione. L’operazione prendeva un nome orientaleggiante poiché indagati risultarono due imprenditori cinesi, sospettati di essere una facciata della criminalità cinese in Italia. La camorra controllava il mercato delle griffe contraffatte. La merce illegale veniva prodotta e importata dalla Cina. Sbarcata, stoccata e «imposta» dai clan napoletani nei mercati della capitale e in particolare ai commercianti del quartiere Esquilino, sia cinesi che italiani. I proventi dell’attività venivano infine riciclati nell’acquisto di beni immobili – appartamenti o esercizi – dai quali ancora la camorra ricavava i soldi degli affitti.


Colpita la mafia cinese in Italia

Giu 28th, 2010 | Categoria: news
Oltre mille finanzieri per “la più vasta e importante attività di Polizia economico Finanziaria” nei confronti di organizzazioni criminali cinesi. La Finanza e il Comando Regionale della Toscana stanno eseguendo arresti e sequestri su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo in particolare le regioni Toscana, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. L’indagine è partita da Firenze e Prato dove un centinaio di aziende, tutte cinesi, trasferivano milioni di euro provenienti dai traffici illeciti verso il paese d’origine. Ventiquattro gli arrestati, mentre i beni sequestrati annoverano 73 aziende attive prevalentemente nel settore tessile e pellettiero, 181 immobili, 166 auto di lusso e centinaia di conti correnti. I reati contestati sono il riciclaggio di miliardi di euro proveniente dalla contraffazione, dall’evasione fiscale, dal contrabbando e dall’uso di manodopera clandestina. Contestato anche il vincolo associativo di stampo mafioso.


Pasticche gialle

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Dietro l’apparente basso profilo, nella comunità cinese che vive a Padova e provincia si nascondono bande criminali in lotta per il controllo del traffico di ecstasy e ketamina. Teatro degli scontri sono spesso le discoteche che loro stesse gestiscono   (altro…)


Il prezzo dell’informazione

Set 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_9_2009 “I Siciliani” di Giuseppe Fava riescono a salvarsi dai sigilli grazie ad una sottoscrizione pubblica. Il tribunale di Napoli condanna alcuni camorristi per le intimidazioni al giornalista Capezzuto. Purtroppo però, per ogni vittoria dell’informazione, si contano a decine i casi di giornalisti minacciati. Soprattutto al sud Italia. L’osservatorio Ossigeno di Fnsi e Odg ne propone una fotografia dettagliata (altro…)


Il cinese e le ’ndrine

Dic 12th, 2008 | Categoria: archivio articoli
  Tra il luglio 1993 e il dicembre 1995, quand’era direttore generale dell’impresa privata “Harbin Dadi Industrial Group”, frodando i clienti della società, Song Zhicai s’appropria di una considerevole cifra di yuan e vola in Italia, dove, tre anni dopo, viene arrestato ma non estradato perché avrebbe rischiato la pena capitale. Tornato libero, il 31 luglio 2003 dà vita alla Cinamercato Service, con sede a Napoli, piccola cooperativa i cui soci eseguono i lavori di pulizia, controllo e custodia dentro il fatiscente immobile di Cinamercato. Folgorato dal gioco del calcio, Song individua l’AS Palmese Calcio che milita in C2 e illustra il suo sogno ai notabili di Palma Campania che hanno in mano la società. Vuole realizzare un mega centro commerciale e per accaparrarsi le simpatie della gente acquisisce, senza però sborsare un solo euro, tre quote per un totale di 238mila euro, che vengono intestate a “Cinamercato srl”. E neppure paga il notaio.  Assiste alle partite avendo accanto la moglie, Lyia Chen, promette il passaggio in serie B entro un paio d’anni e rimpingua la squadra mettendo sotto contratto, per tre anni, giocatori che già militano in B. Ad agosto scompare e il 14 dicembre 2004 l’AS Palmese Calcio viene dichiarata...


Lo yin e lo yang del migrare

Apr 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Shen e Shen vengono dalla Cina; la prima è partita con un visto per studio, la seconda con un viaggio clandestino al limite della sopravvivenza. Una in Italia ha trovato un lavoro come giornalista, l’altra la schiavitù della prostituzione. In questo “sliding door” orientale il destino c’entra poco, la mafia molto di più Chissà quante ragazze su un miliardo di cinesi portano questo nome. Shen e Shen si somigliano pure, e qui qualcuno sorriderà, perché in molti dicono che i cinesi sono tutti uguali e che per loro è facile, in una tale omogeneità di connotati, scambiare visti e passaporti, o attribuire ai giovani immigrati i dati anagrafici di chi è passato a miglior vita. La pratica e la grammatica. Le storie di Shen e Shen sono entrambe di immigrazione, ma con percorsi profondamente divergenti. La prima lavora nella redazione di «Europe Chinese News», uno dei quattro giornali cinesi pubblicati due volte a settimana in Italia; la sede è in via Paolo Sarpi, a Milano, in un quartiere definito spesso una vera e propria Chinatown. Trentenne, otto anni fa ha ottenuto un visto turistico dal Governo cinese e si è recata ad Amsterdam, dove si è laureata in Scienze della comunicazione. Il...