Articoli con tags ‘ mafia bulgara ’


Il watergate bulgaro e le elezioni

Mag 10th, 2013 | Categoria: articoli
E in Bulgaria si torna alle urne. Domenica 12 maggio si dovranno eleggere i 240 deputati del parlamento monocamerale. Queste elezioni anticipate sono il risultato delle improvvise dimissione dell’ex premier Boyko Borisov, avvenute il 20 febbraio scorso mentre il paese era attraversato da un’ondata di protesta. Il rincaro delle bollette elettriche era stata la miccia che aveva acceso una protesta presto diventata politica. Le dimissioni di Borisov, tuttavia, non hanno placato gli animi. La Bulgaria è il paese pià povero dell’Unione Europea, nonché il più corrotto. Le relazioni tra Boyko Borisov e la mafia bulgara sono ormai un segreto di pulcinella, e le intercettazioni pubblicate recentemente sui giornali locali non fanno che confermare i torbidi di Borissov. Il 26 aprile scorso il procuratore capo di Sofia, Nikolay Kokinov, si è dimesso dal suo incarico dopo che era stata diffusa una conversazione telefonica tra lui, l’ex ministro dell’Agricoltura, Miroslav Naydenov, e l’ex primo ministro Boyko Borissov. Si parlava di corruzione e uso improprio di fondi europei. Ma chi ha ordinato l’intercettazione? Non la magistratura, l’unica che ne ha il potere. Si tratta quindi di intercettazioni illecite che arrivano, chissà come, ai giornali. Secondo alcuni solo il ministero degli Interni, guidato da Tzvetan Tzvetanov,...


Bulgaria, istituito tribunale speciale antimafia. Ma il primo ministro è amico dei boss

Gen 25th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
La Bulgaria è uno dei Paesi più corrotti del vecchio continente, la sua classe dirigente è stata – negli ultimi vent’anni – più volte coinvolta in scandali legati alla criminalità organizzata. Persino il primo ministro, Boyko Borisov, è ritenuto dal Congresso americano pericolosamente vicino agli ambienti della mafia bulgara. La notizia dell’istituzione di un tribunale specializzato per i casi di criminalità organizzata non può dunque che rallegrare anche se è lecito pensare che difficilmente potrà svelare la matassa di malaffare che lega gli ambienti della politica, degli affari e del crimine bulgaro. L’obiettivo dichiarato è quello di snellire e rendere più efficace il sistema giustizia. Lo ha annunciato il Presidente del Tribunale, Georgi Ouchev, alla radio nazionale nei primi di gennaio. La nuova istituzione potrà occuparsi fino a trecento casi all’anno tra sequestri di persona, riciclaggio di denaro, appropriazione indebita e traffico di essere umani. L’istituzione di un tribunale specializzato per i crimini di mafia risponde, invero, a una sempre maggiore pressione dell’Unione Europea che dal 2007 chiede a Sofia (ma anche a Bucarest) che venga riformato il sistema giustizia al fine di garantire procedure più veloci nei processi di mafia. Richieste a cui Borisov ha sempre fatto orecchie da mercante. Ancora...


Bulgaria, il nuovo presidente burattino

Nov 4th, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Si sono chiuse da pochi giorni le urne in Bulgaria per un election day che vedeva il voto amministrativo associato a quello per il Presidente della Repubblica che, in Bulgaria, è eletto dai cittadini ma che, nei fatti, detiene pochissimi poteri. Il risultato era scontato e le previsioni sono state rispettate in pieno. Il candidato del partito conservatore al governo Gerb (acronimo di Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria), Rossen Plevneliev, 47 anni, ha vinto il ballottaggio con il 54% dei voti, mentre il suo rivale coetaneo, l’ex ministro degli esteri Ivaylo Kalfin, appoggiato dal Partito socialista bulgaro (Bsp), è arrivato al 45%. Il burattino di Borissov Plevneliev proviene dal mondo dell’impresa. E’ stato nominato ministro dei Lavori pubblici dal premier Boyko Borisov come esperto, senza aver mai partecipato ad una competizione elettorale. La sua vittoria segna la fine dell’era del socialista Gheorghi Parvanov, ex collaboratore della Darjavna Sigurnost, i famigerati sevizi segreti del regime comunista di Todor Zhivkov, che per due mandati, dieci anni di seguito, ha guidato il Paese come capo dello Stato. Il suo erede Plevneliev, imprenditore di successo nell’edilizia, ha scarsa esperienza politica, appena due anni. Nel 2009 è stato nominato...


Mafia atomica. Ecco cosa c’è dietro la centrale nucleare di Belene

Lug 5th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Una nuova centrale nucleare in Bulgaria proprio mentre l’Unione Europea sembra guardare a un futuro senza energia atomica, dalle parti di Sofia progettano un impianto da realizzarsi nella cittadina di Belene, sul Danubio, al confine con la Romania. Fin qui, si potrebbe dire, niente di male. Non fosse che dietro alla realizzazione della nuova centrale c’è l’ombra del crimine organizzato. Da anni la Bulgaria è bombardata da una campagna mediatica che grida all’allarme energetico eppure il Paese è autosufficente, anzi è leader nell’esportazione di elettricità. A volere la centrale è però una lobby di magnati dal torbido passato, legati a doppio filo con la mafia, e che trovano nell’attuale governo, guidato da Boyko Borisov, un’utile sponda. La nuova centrale di Belene è una gallina dalle uova d’oro pr le loro aziende che già si sono spartite la torta di appalti e subappalti. L’Unione europea, però, non ci sta e i partner occidentali (le banche come Unicredit e Deutsche Bank, o aziende come la Rwe) si sono ritirate dal progetto che, però, resta in piedi grazie al supporto russo, facendo della Bulgaria il cavallo di Troia del Cremlino nelle strategie energetiche europee. Kozloduj e l’allarme energetico. Una centrale nucleare in Bulgaria c’è...


Troppa corruzione e criminalità organizzata, Bulgaria e Romania restano fuori da Schengen

Feb 24th, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
“Ingresso prematuro”, così Bulgaria e Romania restano fuori dall’area Schengen. I due paesi balcanici aspettavano a febbraio il via libera del Consiglio dell’Unione Europea per divenire membri Schengen a marzo, ma la sfiducia dei paesi membri li ha lasciati alla porta. Motivo? Romania e Bulgaria non sarebbero ancora in grado di assicurare la necessaria opera di controllo dei confini dell’area senza frontiere, come dimostrato dal fallimento bulgaro nella gestione della frontiera con la Turchia, rotta privilegiata del narcotraffico e dell’immigrazione clandestina verso l’Europa. Non solo, l’Unione critica il fatto che in entrambi i paesi persista un intollerabile livello di corruzione diffusa e che nel caso della Bulgaria vi sia una consistente presenza del crimine organizzato. Se il requisito della capacità di svolgere un adeguato controllo alle frontiere è fondamentale per essere ammessi nello spazio Schengen, tecnicamente le questioni della corruzione e del crimine organizzato non sono determinanti a tal fine. Per questo motivo il presidente rumeno Traian Basescu ha criticato fortemente il documento e ha accusato Francia e Germania di compiere così un atto di «discriminazione». Il trattato Schengen permette a più di 400 milioni...


Lo strano caso di Alexey Petrov, il mafioso lottatore

Nov 5th, 2010 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Il fisco bulgaro ha iniziato una verifica della situazione immobiliare del ministro degli Interni Tsvetanov, lo ha detto il direttore dell’agenzia nazionale delle entrate (NAP) Krasimir Stefanov. Motivo dell’indagine le dichiarazioni di Alexey Petrov, ex consigliere presso l’agenzia di stato per la sicurezza nazionale (DANS, in pratica i servizi segreti civili) ora agli arresti con l’accusa di essere il più potente boss mafioso del Paese. Il ministro degli Interni aveva infatti proclamato la linea dura contro la mafia. Un repulisti che Tsvetanov ha voluto cominciare proprio dal suo ministero. Con un’operazione spettacolare, debitamente registrata dalle telecamere, il ministro ha inviato nel febbraio scorso un’unità anti-terrorismo ad arrestare Alexey Petrov nella sua casa di Sofia. La polizia ha videoregistrato  Petrov sdraiato sul pavimento della cucina in pigiama con un mitra puntato alla testa. Il ministero degli Interni ha poi provveduto a diffondere il clip su internet per la felicità dei media che hanno descritto Tsvetanov come nemico numero uno del crimine organizzato. Dal carcere però Petrov ha cominciato a dire la sua verità accusando Tsvetanov di volersi sbarazzare di lui poiché “scomodo” in quanto a conoscenza di tutti gli introiti illeciti accumulati dal ministro. Accuse ritenute verosimili...