Articoli con tags ‘ mafia balcanica ’


Ivo Sanader e Unicredit, rapporti pericolosi

Gen 9th, 2012 | Categoria: news, prima pagina
di Matteo Zola
Ivo Sanader aveva tentacoli ovunque, ed eccone un altro dal nome importante: Unicredit. Delle vicende dell’ex premier croato, Ivo Sanader, ci eravamo già occupati (qui e qui e anche qui) ma vale la pena fare un breve riassunto. Sanader comincia la sua carriera politica come ministro di Franjo Tudjman nei primi anni Novanta. Diventa un esponente di punta del Hdz, il partito fondato da Tudjman che ha governato in Croazia per ben sedici degli ultimi vent’anni. Dal 2003 diventa primo ministro, carica che mantiene fino al 2009 quando improvvisamente (e misteriosamente) si dimette. Le sue dimissioni si inseriscono in una serie di pericolosi rapporti con il crimine organizzato. Le puntate precedenti, Sanader e il crimine organizzato Sanader era infatti in rapporti con il clan Osmani, dedito al narcotraffico lungo la celebre via dei Balcani. Il clan Osmani sarebbe responsabile dell’omicidio del giornalista croato, Ivo Pukanic, scomodo al potere di Zagabria per le sue inchieste su corruzione e collusione con la mafia. A indicare nel clan Osmani i responsabili della morte di Pukanic ci sono testimonianze nei processi in corso, a Belgrado e Zagabria, che stanno cercando di far luce sulla morte del giornalista croato. Accanto alle testimonianze processuali c’è il lavoro di...


Corrotti!

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Narcomafie_11_2010 Braccia, non persone. Questo sono gli immigrati vittime di caporalato, lavoratori senza diritti, preda della criminalità. Da Castel Volturno al Trentino, uomini e donne, in cantiere come in azienda: il mondo del lavoro per chi è straniero è un inferno di abusi e miseria. Intanto, dall’altra parte della linea che divide ricchi e poveri, vittime e carnefici, un cancro si diffonde a ogni livello della società. E’ la corruzione, una pratica tanto diffusa in Italia da valere al nostro paese il 67° posto nella classifica di Transparency International, subito dopo il Ruanda. Un vizio assurdo che impoverisce lo Stato, privandolo di risorse ed energie. (altro…)


Serbia, perché la teoria del complotto regge

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Matteo Tacconi
Belgrado, domenica 10 ottobre. È il giorno del Gay Pride. I militanti dell’estremismo extraparlamentare mettono a ferro e fuoco la capitale serba, sfasciando vetrine, bruciando automobili, scontrandosi con la polizia (124 gli agenti feriti), incendiando la sede del Partito democratico del presidente della repubblica Boris Tadic e scatenando una sassaiola contro l’edificio che ospita gli uffici del Partito socialista, alleato di governo dei democratici. Tre giorni dopo il Gay Pride si gioca la partita di calcio tra Italia e Serbia, in programma allo stadio Marassi di Genova e valevole per le qualificazioni agli europei 2012. L’incontro inizia in ritardo e viene in seguito sospeso, dopo appena sette minuti, a causa del lancio incessante di petardi e fumogeni in campo da parte degli ultrà serbi. La stampa e le autorità di Belgrado chiariscono da subito che tra le due vicende c’è uno stretto legame e che i protagonisti dei disordini genovesi sono gli stessi che hanno devastato la capitale serba 72 ore prima. Le curve, viene sottolineato, costituiscono infatti uno zoccolo duro delle principali sigle – Obraz, 1389, Nasi e Srpski Dveri – della galassia estremista. In altre parole, chi si cimenta nella guerriglia urbana si fa valere anche sugli spalti dei...