Articoli con tags ‘ mafia al nord ’


Pignatone sul Corriere: “Nord, reagisci”

Mar 24th, 2011 | Categoria: news
La ‘ndrangheta reggina “che non solo ha accumulato e continua ad accumulare immense ricchezze con il suo ruolo di intercolutore privilegiato dei narcotrafficanti sudamericani, ma è anche riuscita ad espandersi in molte parti del mondo a cominciare dalla Lombardia e da altre regioni del Nord Italia” non è un ”fenomeno nuovo” ma ”stiamo assistendo ad un’evoluzione decisiva”. Lo scrive Giuseppe Pignatone, capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, in una lettera al Corriere della Sera. Il procuratore reggino spiega che un ”cono d’ombra informativo ha impedito di cogliere non solo la diffusione dell’omertà e del silenzio in tante province lombarde, come denunciato dalla procura della Repubblica di Milano, ma, ancora e di più, la presenza della ‘ndrangheta in tanti settori dell’economia dell’Italia centrale e settentrionale luogo ideale per investire, senza destare troppo l’attenzione, somme ingentissime, di cui le cosche dispongono. Chiarissimo è stato in questo senso l’allarme del Governatore della Banca d’Italia”. Nella lettera Pignatone parla della ”precisa consapevolezza” che ”bisogna contrastare la ‘ndrangheta tanto in Calabria, dove ci sono il cuore e la testa dell’organizzazione, quanto nel Nord Italia, dove...


Forgione: “L’Ortomercato è cosa nostra”

Mar 23rd, 2011 | Categoria: news
“Noi siamo qui per sfidare gli uomini della ‘ndrangheta, per dire che l’Ortomercato non è loro e che ormai i riflettori sono accesi e sarà molto difficile spegnerli”. E’ quanto ha dichiarato Francesco Forgione, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, parlando ieri all’Ortomercato di Milano alla presentazione dell’Osservatorio sociale mafie Milano Lombardia costituito da Cgil milanese, Arci, Legambiente e Libera. “Questo luogo – ha spiegato Forgione all’Ortomercato – rappresenta la saldatura tra un certo modello di impresa liberista e gli interessi imprenditoriali della criminalità organizzata, qui l’imprenditoria ha avuto un ruolo silente o complice o di normale convivenza con la criminalità organizzata”. Il professor Carlo Smuraglia, oggi presidente dell’Anpi, storico e studioso del fenomeno mafioso, ha ricordato come le diverse segnalazioni e allarmi precisi lanciati dalla commissione antimafia milanese nata dopo il processo per la Duomo Connection erano stati a suo tempo “inascoltati, anzi respinti, da molti perché sembrava che si facesse male alla Milano da bere”. Nei primi anni Novanta, ha spiegato tra l’altro Smuraglia “svolgemmo delle indagini anche sull’Ortomercato che dovemmo interrompere” proprio perché si rischiava di coinvolgere esponenti di spicco del...


Video inchiesta. Anticorpi, mafia a Reggio Emilia

Mar 15th, 2011 | Categoria: articoli
di Michela Monte e Ivan Augello
Nessun territorio è immune dal crimine organizzato. Credere il contrario significa essere risvegliati bruscamente da un sogno, poiché quanto si è verificato in Emilia Romagna – ricca regione del nord Italia – ha portato alla luce le relazioni tra mafia e politica locale che tutti, da quelle parti, ignoravano o volevano ignorare. E risvegliarsi dal bel sogno, che voleva l’Emilia “rossa” immune dal virus della mafia, significa piombare nell’incubo di una realtà dove la ‘ndrangheta la fa da padrone.


Emilia Romagna, dai Nicoscia ai casalesi fino ai corleonesi: la mappatura delle famiglie mafiose in regione

Mar 15th, 2011 | Categoria: articoli
di Michela Trigari
L’Emilia-Romagna non è più “un’isola felice”. L’anno scorso, tanto per citare il dato più recente, sono stati sequestrati alle mafie patrimoni illeciti per 77 milioni di euro. Di questi, 70 milioni sono il frutto del lavoro del Gico (Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata) di Bologna, contro i 6 milioni di euro sequestrati dallo stesso Nucleo di polizia tributaria del capoluogo nel 2009. Il risultato arriva in seguito a una serie di controlli effettuati dalla Guardia di finanza regionale, che ha portato a 87 accertamenti conclusi per un totale di 141 soggetti interessati in tutta la regione. I dati sono quelli contenuti nel rapporto 2010 dell’attività delle Fiamme gialle in Emilia-Romagna, presentato a febbraio, da cui risultano alcune dure conferme: Modena e Reggio Emilia sono terre soggette alle infiltrazioni della ‘ndrangheta e della camorra. Ma la presenza mafiosa non manca neanche nel resto della regione. “L’Emilia-Romagna – ha sottolineato il generale del comando regionale della Guardia di finanza Domenico Minervini commentando il report – non sarà mai come la Sicilia, la Campania o la Calabria, perché qui non c’è quell’humus culturale dove possono attecchire certi principi cari alla criminalità organizzata. Questo però non significa che sottovalutiamo il fenomeno”. Per contrastare le...


Il Crimine, parte seconda. Arrestate 41 persone tra Italia, Germania e Australia

Mar 8th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Altro duro colpo alla ‘ndrangheta, un’operazione del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Ros, insieme alla Squadra mobile della questura reggina, ha formalizzato 34 ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui sei in Germania. La polizia sta provvedendo ad eseguire altre sette ordinanze, cinque delle quali in Canada e Australia. E’ il secondo capitolo dell’operazione “il Crimine” che, nel luglio scorso, ha portato a 304 provvedimenti cautelari in coordinamento tra le Dda di Reggio Calabria e di Milano, e che ha permesso di delineare la struttura dell’organizzazione calabrese. Una struttura fino ad allora ignota, a più livelli, fortemente gerarchica e strettamente legata alla gestione del territorio, con figure di vario rango interconnesse tra loro a creare un sistema di potere di tipo feudale dove, a capo di tutti, c’è un re -e letto durante la festa della Santissima Madonna della Montagna di Polsi – a mescolare sacro e profano, cercando sotto i mantelli dei santi protezione e autorevolezza. Fino a quel momento la ‘ndrangheta era ritenuta una “confederazione di cosche”. Oggi, nuda di fonte agli inquirenti, viene colpita da nuovi arresti. L’indagine, inoltre, ha consentito di accertare i collegamenti della ‘ndrangheta a Torino, dove la criminalità calabrese era...


‘Ndrangheta di Monferrato

Mar 7th, 2011 | Categoria: news
Tra le colline pavesiane del Sacro Monte di Crea, nel paesino di Serralunga, la guardia di finanza ha posto i sigilli a un edificio di località San Iorio, tra Madonnina e Forneglio, di proprietà di un uomo di 55 anni da tempo nel mirino degli investigatori per una presunta affiliazione alla ‘ndrangheta. A compiere l’operazione sono state le fiamme gialle di Torino. L’uomo, ora in stato di fermo, è accusato di evasione fiscale totale, pare non abbia mai dichiarato alcuna proprietà al fisco ma l’ammontare dei beni sequestrati supera i due milioni di euro. In base alle indagini della finanza, con l’aiuto della sua convivente russa, gestiva un patrimonio immobiliare disolcato tra il Monferrato e il torinese, e viaggiava sulla Bmw X6. È anche indagato per una serie di truffe nel Canavese. Non è la prima volta che il termine ‘ndrangheta scuote il placido torpore del Monferrato casalese, già nel 2008 fu sequestrato un cascinale presso Moncalvo, in località Santa Maria, chiamato dalla gente del posto “casa del mafioso”. Apparteneva a Francesco Pace, braccio destro di Provenzano, il quale anni fa aveva acquistato la cascina e i terreni agricoli circostanti. Con il suo vero nome, quello di...


Droga: 18 arresti per traffico internazionale tra Lombardia e Piemonte

Feb 24th, 2011 | Categoria: news
Un’operazione contro il traffico internazionale di droga è scattata questa mattina con 18 arresti, eseguiti in Lombardia, Campania e Piemonte. Nel blitz condotto dalla Guardia di finanza di Legnano (Milano), sono stati sequestrati 113 chili di cocaina, quattro auto, documenti falsi e quasi un milione di euro in contanti. L’indagine era partita nel 2009 dopo il fermo di alcuni pusher. Gli arrestati sono cittadini italiani, boliviani, colombiani e tunisini, accusati di far parte di un’organizzazione con agganci e ramificazioni in diversi paesi europei. Meno di una settimana fa un’analoga indagine delle Fiamme Gialle di Salerno ha portato all’esecuzione di 35 ordinanze di custodia cautelare nell’agro sarnese nocerino e nell’area vesuviana con il sequestro di 42 chili di stupefacenti, quote societarie, immobili e autoveicoli per circa di 5 milioni di euro.


Mafie dal colletto bianco: a Modena la prima Carta etica dei professionisti

Feb 4th, 2011 | Categoria: articoli
di Giovanni Tizian
Una Carta etica per i professionisti modenesi. Contro corruzione e mafie, i professionisti hanno deciso da che parte stare. La Carta è destinata a fare scuola. I Professionisti di Modena, iscritti nei rispettivi Albi e aderenti al C.U.P. (Comitato Unitario delle Professioni di Modena) hanno scelto la strada dell’etica. Un documento di undici articoli che al momento rappresenta la prima esperienza a livello nazionale. La Carta etica, presentata venerdì 28 gennaio a Modena, rappresenta una novità assoluta, la prima in Italia, per il mondo degli Ordini professionali. Al convegno, dal titolo “Carte in regola: i professionisti modenesi sfidano con l’etica mafie e corruzione”, sono intervenuti Roberto Alfonso (procuratore capo della Dda di Bologna che ha confermato come in Emilia e a Modena siano radicate le cosche); Stefania Pellegrini (docente di sociologia del diritto presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bologna) ha evidenziato, nel suo intervento la necessità per i professionisti di recuperare la consapevolezza del loro ruolo sociale, e Don Luigi Ciotti- fondatore e presidente di Libera- che ha concluso il convegno auspicando che la Carta “ si faccia carne” elogiando il “migliore dei testi antimafia”, la Costituzione. La Carta – articolo 10 – prevede la radiazione del professionista nel...


‘Ndrangheta, radici al nord. Allarme della Dia

Nov 18th, 2010 | Categoria: news
La ‘Ndrangheta nel nord Italia vive e prospera, intriga con la politica, condiziona l’economia. Una “costante e progressiva evoluzione” che “radicata da tempo su quei territori interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi”. A dirlo non è un oppositore del ministro Maroni, che in queste ore polemizza con Roberto Saviano, ma la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) che ha appena consegnato al Parlamento una relazione relativa all’attività delle cosche nel primo semestre del 2010. La Dia agisce nell’ambito del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero degli Interni, e gode di totale autonomia sia gestionale che amministrativa. Al ministro degli Interni e al Parlamento consegna ogni sei mesi una relazione sull’attività investigativa e sui risultati conseguiti.  Ebbene, i risultati di questo semestre sono allarmanti. La “consolidata presenza” in alcune aree lombarde di “sodali di storiche famiglie di ‘Ndrangheta ha influenzato la vita economica, sociale e politica di quei luoghi”, si legge nella relazione, che sottolinea il “coinvolgimento di alcuni amministratori pubblici locali e tecnici del settore”. Il condizionamento sulla vita politica ed economica lombarda è forte, le infiltrazioni sono soprattutto nel “sistema degli appalti pubblici, nel combinato settore del movimento terra e, in alcuni segmenti dell’edilizia privata” come il “multiforme compartimento che provvede alle cosiddette...


Droga, oltre cento arresti tra Nord Italia e Balcani

Nov 16th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Oltre cento persone arrestate, ben trecento uomini della polizia impegnati dalle prime luci dell’alba. Una vasta operazione antidroga che ha consentito di sgominare due reti criminali interconnesse, l’una – tutta italiana – composta da diversi gruppi con operanti tra Milano, Como, Varese, Biella, Torino e Genova. L’altra,  di carattere transnazionale, composta per lo più da cittadini serbi, montenegrini e sloveni. Dai Balcani al Nord Italia il business era uno solo: il traffico di cocaina. E non mancavano diramazioni in Sud America, al fine di procurarsi la materia prima, non bastando più il tradizionale smercio dell’oppio di provenienza afgana, da sempre esclusiva competenza della mala balcanica. Non a caso i vertici della rete sono stati localizzati in Serbia e in Slovenia dove, tra il 2007 e il 2009, si sono smerciate ingenti quantità di cocaina. In Nord Italia stavano poi cellule operative pronte alla diffusione capillare della merce sul territorio. L’operazione della squadra Mobile di Milano, durata oltre due anni e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo e l’intervento della Direzione nazionale antimafia, ha visto la partecipazione dell’Interpol, della Direzione centrale per i servizi antidroga e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. In particolare, le indagini sull’organizzazione serbo-montenegrina sono...