Articoli con tags ‘ mafia al nord ’


(Non è) un caso come gli altri

Mag 9th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
“Il vecchio secolo era finito e in Italia le cose erano cambiate. Vecchi partiti avevano lasciato il posto a partiti nuovi, i centri di potere andavano formandosi o riformandosi, regione per regione, città per città. Aveva bisogno di voti quella gente, e di quattrini. Voti? Quattrini? Le famiglie potevano procurare gli uni e gli altri. Così i loro avvocati, i commercialisti, i faccendieri fidati avevano avvicinato i nuovi eletti. Nessuna minaccia. Nessuna pistola. Solo sorrisi, aperitivi, scorpacciate di funghi e di polenta, qualche squillo di lusso, un tiro di polvere bianca, proposte d’affari”   Dicevano: “è solo un romanzo, che cosa vuoi che cambi?”. Dicevano: “la letteratura non salverà il mondo”. Dicevano: “non basta una penna”. Dicevano, appunto. E sbagliavano. Prendete per esempio Un caso come gli altri, diciannovesimo capitolo di quella grande saga chiamata Sabot/age (la collana delle edizioni E/O diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto) e firmato da Pasquale Ruju. Ecco, Un caso come gli altri è una delle prove concrete che con l’inchiostro si possono sollevare le coscienze. Fedele alla pedagogia del maestro Massimo Carlotto, che da sempre va sostenendo che la verità d’oggi alberga proprio nelle strette maglie della narrativa noir,  Ruju sfonda le porte, spesso serrate, della realtà. E lo fa spregiudicatamente....


Passaggio a Nord

Feb 17th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Nando dalla Chiesa
Pubblichiamo la prefazione di Nando dalla Chiesa al libro “Passaggio a Nord”, da lui scritto e curato. Il libro, edito dalle Edizioni Gruppo Abele, è da oggi in tutte le librerie e disponibile sul sito della casa editrice (altro…)


La mafia “non butta via niente”. Parola dell’Università di Milano

Apr 17th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Manuela Mareso
  Nessuna stima, nessuna proiezione, nessuna ipotesi di fatturati, ma storie, dati, fatti precisi e documentati che fotografano – senza possibilità di appello – la pervasività delle infiltrazioni mafiose al Nord. E’ un lavoro fondato sul rigore del metodo e della ricerca l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università di Milano per la Presidenza della Commissione parlamentare antimafia, che viene presentato oggi a Como. Il gruppo di ricerca  – coordinato dal Prof. Nando dalla Chiesa e composto da Martina Bedetti, Federica Cabras, Ilaria Meli, Roberto Nicolini – dopo un primo lavoro (2014) in cui ha mappato la presenza delle organizzazioni mafiose nel nord Italia, si concentra ora sulle attività economiche di interesse delle consorterie criminali nella stessa area geografica. I risultati del lavoro sono sorprendenti. Non solo per la chiarezza, avendo i ricercatori organizzato per filoni tematici i grandi settori dell’economia legale aggrediti da personalità e capitali criminali, ma perché essi rendono finalmente concreta e visibile, con volti e nomi, la penetrazione di soggetti pericolosissimi che tentano di mimetizzarsi nel nostro tessuto economico-sociale depredandolo a proprio esclusivo vantaggio, sbaragliando qualunque concorrenza, forti della liquidità che attività illecite ed esercizio della violenza garantiscono loro. Lasciano a bocca aperta, messe tutte in fila, le inchieste giudiziarie...


«Il Veneto sguarnito di un fondamentale dispositivo di antimafia preventiva. La Regione crede davvero nella necessità della lotta alla mafia?»

Feb 5th, 2014 | Categoria: news
La Regione lascia “scadere” il protocollo per la legalità e contro le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. Da un mese il protocollo non ha validità e non è stato rinnovato. La denuncia dell’Osservatorio ambiente e legalità di Venezia e di Legambiente Scaduto il Protocollo di legalità contro le infiltrazioni mafiose negli appalti sottoscritto due anni fa dal presidente Luca Zaia, dal ministro Annamaria Cancellieri, dalle Prefetture, dai Comuni e dalle Province del Veneto. La nostra Regione è ad oggi priva di uno strumento fondamentale per il contrasto alle mafie. Il protocollo porta la data del 9 gennaio 2012 e all’articolo 5 viene definita la validità per due anni “a decorrere dalla data odierna”. “Le Parti – leggiamo sempre all’articolo 5 – si impegnano ad avviare tre mesi prima della scadenza del Protocollo, un confronto per il rinnovo dello stesso”. Se un confronto, è stato avviato – e temiamo che purtroppo non sia così -, non ha comunque prodotto a tutt’oggi nessun risultato manifesto. «Il “Protocollo di legalità ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settori dei contratti pubblici, di lavori, servizi e forniture” ha rappresentato in questi due anni uno strumento prezioso per il monitoraggio degli appalti...


Più formazione sui temi di mafia per i magistrati del nord

Lug 3rd, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Manuela Mareso
Misure di custodia cautelare revocate per Rosario Marando, imputato per associazione mafiosa nel processo Minotauro e per omicidio nel processo riaperto a Torino per l’uccisione, nel 1997, di Antonio e Antonino Stefanelli e Francesco Mancuso. La testimone di giustizia Maria Stefanelli ha espresso ieri (2 luglio, ndr) grande preoccupazione per un provvedimento da parte dei giudici che non solo la inquieta per la sua incolumità, ma che la delude per il merito delle motivazioni espresse. Ecco il parere del suo legale, Cosima Marocco.   Avvocato Marocco, la sua assistita ha manifestato un forte sconcerto per la scarcerazione di Rosario Marando. Come commenta il comportamento di Marando alle udienze del processo Stefanelli e Minotauro? Condivido pienamente lo sconcerto della mia assistita in quanto Rosario Marando avrebbe dovuto finire di scontare una condanna definitiva nell’aprile 2014 ed era, fino al mese scorso, sottoposto a misura cautelare nel processo Minotauro, mentre oggi è praticamente libero, soggetto soltanto alla misura dell’obbligo di firma quotidiano. Dopo la deposizione della mia assistita nel processo per l’omicidio degli Stefanelli, di Mancuso e di Romeo e, successivamente, nel processo Minotauro, l’imputato ha iniziato a tenere un atteggiamento fortemente intimidatorio e screditante nei suoi confronti. Questo comportamento prova che la testimonianza della...


Scarpinato, le cosche all’assalto del nord

Ott 30th, 2012 | Categoria: brevi di mafia
“Nel nord Italia la mafia si presenta con il volto rassicurante di manager e colletti bianchi. L’aristocrazia mafiosa, in un momento di recessione come questo, offre dei capitali accontentandosi di quote di minoranza per colonizzare progressivamente il territorio con una fitta rete di relazioni a lungo termine”. Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, durante la missione speciale a Palermo della commissione europea antimafia in corso al tribunale di Palermo. ”Non dimentichiamo che uno dei mandanti del giudice Rosario Livatino operava in Germania dove era conosciuto come un brillante imprenditore di import-export – ha aggiunto Scarpinato – Il veicolo di penetrazione delle mafie nei territori è la collusione attraverso la canalizzazione di voti di preferenza verso un candidato; ad esempio, nell’hinterland lombardo non occorrono migliaia di voti, ne basta una manciata. Oppure l’infiltrazione avviene con il coinvolgimento di pezzi di nomenclatura, con una triangolazione di interessi tra colletti bianchi, imprenditori e mafia che mostra una strutturazione nuova del fenomeno. Inoltre, la mafia prospera perché milioni di cittadini normali chiedono di acquistare illegalmente beni e servizi, secondo le leggi di mercato, facendo assumere al fenomeno dimensioni macroeconomiche che non sono governabili con gli strumenti del diritto penale”.


E il Piemonte riscopre la mafia. Intervista a Rocco Sciarrone

Lug 12th, 2012 | Categoria: articoli
di Andrea Dotti
‘Ndrangheta e famiglie siciliane, ma anche criminalità straniera: romena, cinese, nigeriana e marocchina. È quanto emerge dalla relazione redatta dalla commissione consiliare antimafia della Città di Torino. Il documento è una mappatura della criminalità organizzata presente sul territorio piemontese e si tratta del primo lavoro realizzato dalla commissione torinese, costituitasi dopo l’operazione Minotauro. Il gruppo criminale più presente e radicato sul territorio risulterebbe essere quello di origine calabrese. Nel corso degli anni la ‘ndrangheta si è inserita nel tessuto sociale. agendo in numerose attività illecite, ma inquinando soprattutto i cosiddetti mercati legali. A destare maggiore allarme, in questo senso, è la loro presenza nelle gare d’appalto e la loro infiltrazione all’interno del mondo della politica, come dimostrano gli scioglimenti dei comuni di Rivarolo e Leinì. Preoccupa anche la presenza di gruppi criminali romeni. A loro viene attribuita la responsabilità per furti, e reati relativi alla clonazione di carte di credito. Quello dei nigeriani, invece, risulterebbe essere il gruppo criminale più attivo nello spaccio di sostanze, nella tratta di esseri umani e nello sfruttamento della prostituzione. Un’attività, lo sfruttamento della prostituzione, che ha visto crescere la presenza sul territorio di bande organizzate di origine cinese. In questo caso è in espansione il coinvolgimento...


Questa commissione non s’ha da fare?

Giu 27th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Stefano Fantino
‘Ndrangheta in Liguria: a Ventimiglia il sindaco si è dimesso prima della probabile nomina di una commissione d’accesso da parte del prefetto. Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale di Bordighera aveva fatto scalpore; un altro caso, a pochissimi chilometri di distanza, avrebbe segnato per sempre la storia recente di questo pezzo di Liguria a un sospiro dalla Francia. Ventimiglia, da tempo riconosciuta come centro del potere ‘ndranghetistico, non è probabilmente destinata a “subire” le forche caudine della commissione d’accesso prefettizia. Allontanata la commissione, allontanata la possibile scoperta di sistemi e rapporti di acquiescenza tra potere mafioso e amministrazione locale. Con buona pace di chi, alla ricerca di un briciolo di trasparenza, avrebbe gradito sapere qualcosa di più. In che modo la tanto invocata e annunciata commissione prefettizia si allontana dalla città di confine? Nel modo più netto e più prevedibile. Abbandona la compagine comunale il sindaco Scullino. Saluta, e se ne va. In attesa che si chiarisca la situazione e si prenda visione della posizione di tutti i consiglieri, sarebbe un caso particolare se la macchina prefettizia, qualora fosse già stata avviata, prendesse comunque corpo. Nonostante la caduta dell’amministrazione. Come nel caso, del 2004, del comune siciliano di...


Smantellata una cosca nel milanese grazie al pentito Belnome

Apr 12th, 2011 | Categoria: news
Diciannove arresti a Milano con l’accusa di omicidio, associazione mafiosa, occultamento di cadavere e porto d’armi. Una cosca smantellata in un sol colpo dagli uomini dei Ros e della Dia, grazie alle dichiarazioni di Antonio Belnome, pentito di ‘ndrangheta che ha dato un fondamentale contribuito per avviare l’inchiesta Crimine. I diciannove arresti di ieri sono il frutto delle confessioni ai pm Alessandra Dolci, Cecilia Vassena e al capo della Dda, Ilda Boccassini. E Belnome, che ha cominciato a collaborare con la giustizia nell’ottobre scorso, ha aiutato a scoprire anche gli autori dell’omicidio di Carmelo Novella – omicidio cui ha preso parte in prima persona – il capo del ramo lombardo della ‘ndrangheta che ha cercato l’indipendenza dai calabresi.  E parla anche del delitto di Rocco Cristello, allora capo del locale di Seregno. E svela i luoghi dove la ‘ndrangheta ha fatto sparire altri due affiliati: Antonio Tedesco detto l’Americano, freddato il 27 aprile 2009 in un maneggio di Bregnano (Como) e di Rocco Stagno, ucciso e dato in pasto ai maiali nella porcilaia di Bernate Ticino il 29 marzo di due anni fa. Antonio Belnome, 39 anni, nato e cresciuto a Giussano ...


Le radici della mafia al Nord

Apr 1st, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marco Nebiolo
Mafia al nord, più la conosci e più ti accorgi di quanto assomigli a quella del sud. Ramificata sul territorio, onnipresente, violenta, prevaricatrice. Lo sa bene chi in certe periferie delle grandi metropoli convive, porta a porta, con i boss e le loro famiglie trapiantate nel settentrione a partire dagli anni 50 e che ne subisce – per lo più in silenzio – piccoli e grandi soprusi quotidiani. Ma soprattutto lo sa chi fa impresa, in particolare nei settori dell’edilizia, del movimento terra, dell’agro alimentare, dei trasporti, e guarda con distacco al clamore suscitato sui media da recenti indagini giudiziarie in territori ritenuti per decenni immuni dal contagio, persino da alcune autorità istituzionali. Memorabile in questo senso l’affermazione del prefetto di Milano del gennaio 2010 sull’inesistenza della mafia nel capoluogo lombardo, pochi mesi prima che alcune clamorose inchieste della magistratura mostrassero la presenza di strutture criminali radicate a tutti i livelli in Lombardia. Ma chi quotidianamente immerge le mani nel mondo degli affari sa che interi comparti economici delle regioni settentrionali da tempo convivono silenziosamente con la mafia, la subiscono, ci scendono a ...