Articoli con tags ‘ Locri ’


La Lunga Marcia della Memoria nella Locride ricorda Peppe Tizian

Lug 24th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
La “Lunga Marcia della Memoria” organizzata dall’associazione daSud – giunta quest’anno alla sua terza edizione – fa tappa nella locride. Dopo l’avvio da Roma il 5 luglio, la marcia è passata da Reggio Calabria, Isola Capo Rizzuto e l’Aspromonte, in prossimità di Pietra Cappa, luogo in cui sono stati ritrovati i resti di Lollò Cartisano, fotografo ucciso dalla ‘ndrangheta per non essersi piegato al racket. La tappa di sabato 24  luglio è stata Locri, sulla statale 106, a ridosso del “muro della vergogna”. Quel muro, così soprannominato da quando nel 1989 vi si schiantò l’auto di Giuseppe Tizian, giovane banchiere di Bovalino, colpito al volto dal piombo di due sicari della ‘ndrangheta, è stato dipinto per ricordare quel tagico omicidio: “Il crimine non paga. La Locride è anti ‘ndrangheta”, è lo slogan del murales realizzato dai partecipanti. «Un velo d’oblio ha coperto per anni la storia di mio padre – ha detto Giovanni Tizian, figlio di Peppe e attivista dell’associazione daSud -. La sua storia rappresenta un tassello del puzzle di dolore e mortificazione che il paese di Bovalino e la Locride hanno subito dalla ‘ndrangheta. Vogliamo ricordarlo con un disegno per coprire l’ingiustizia impressa, da vent’anni,...


La strana storia del Locri Calcio

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Francesca Chirico
Nel 2007, quando annuncia la sua intenzione di riprendere le redini del “Locri calcio”, Pasquale D’Ettore non fa riferimento solo a ragioni di cuore e di rivalsa personale. Ragiona in termini di business: «Non si può in una realtà come questa prescindere da un evento coinvolgente e catalizzatore d’interessi anche economici come il calcio» («La Riviera», 4 febbraio 2007). È una questione di affari, insomma, poco importa se D’Ettore è un consulente fiscale specializzato nel settore farmaceutico (amministratore Depositi farmaceutici srl) e poco importa se dieci anni prima la sua avventura da presidente della storica società amaranto si era interrotta in malo modo, con un arresto per associazione a delinquere e truffa ai danni dell’Asl 9 di Locri. La stessa in cui lavoravano Franco Fortugno e il caposala Alessandro Marcianò, condannato all’ergastolo come mandante del suo omicidio. La stessa che sarà sciolta per infiltrazioni mafiose nell’aprile 2006.    A braccetto con la cosca. Incassata l’assoluzione da tutte le accuse e finalmente libero da impedimenti giudiziari, l’imprenditore di origini napoletane, ma residente a Locri, nel 2007, non vede l’ora di ritornare da padrone nello stadio comunale di via Cusmano, autentico orgoglio cittadino: 4.500 posti a sedere e un terreno in erba, invidia...


L’omicidio Fortugno, un caso aperto

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
«Tutti gli interrogativi rimasti aperti intorno alle varie vicende legate all’omicidio Fortugno possono trovare una parziale risposta nei vari procedimenti in corso, sia perché direttamente legati all’omicidio sia perché in generale collegati agli interessi diretti della ‘ndrangheta nella sanità» Quello che ha immediatamente colpito gli investigatori intervenuti sul luogo del delitto, gli osservatori esterni, oltre che i mezzi di comunicazione, è stata la scelta delle modalità con le quali è stato compiuto l’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale calabrese Francesco Fortugno. Modalità altamente spettacolari, inconsuete nella storia della ’ndrangheta reggina, che nei rari casi in cui ha commesso omicidi eccellenti ha evitato ogni spettacolarizzazione. Tipico il caso dell’omicidio di Ludovico Ligato, ucciso di notte, nella sua villetta al mare, senza testimoni, così come l’omicidio del sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonino Scopelliti, che avvenne lungo una strada deserta e anche in questo caso senza testimoni. L’omicidio di Fortugno è avvenuto nell’atrio di palazzo Nieddu, seggio elettorale di Locri per le primarie dell’Unione. Il palazzo si trova in pieno centro storico e il luogo era affollato per l’afflusso degli elettori al seggio, per i giornalisti, i politici, i curiosi presenti. È il 16 ottobre del 2005 e l’ora – le 17.30 –...


Sanità e corruzione, l’abbraccio mortale

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
«Sin dall’inizio la Commissione individuava un punto cruciale nella gestione delle pratiche amministrative che svantaggiava la sanità pubblica e favoriva la sanità privata, con interlocutori che, quando non erano diretta espressione delle cosche, erano collocabili in una zona di frontiera con i loro interessi»   La sanità è il buco nero della Calabria, è il segno più evidente del degrado, è la metafora dello scambio politico-mafioso, del disprezzo assoluto delle persone e del valore della vita. Il mondo della sanità è importante, innanzitutto, per «l’occupazione che assicura e l’indotto che ne deriva… Di qui gli investimenti della criminalità organizzata, non solo di tipo economico (con la realizzazione di attività imprenditoriali nello specifico settore), ma anche, e soprattutto, su soggetti politici ad essa legati».  Soldi e uomini. Questa è la miscela che fa andare avanti le cose, i capitali veri, animati ed inanimati, di cui dispone la ‘ndrangheta.  Le parole del giudice reggino sono contenute in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha riguardato, tra gli altri, Domenico Crea, consigliere regionale in carica, esponente principe del moderno trasformismo calabrese ed italiano, uomo dalle molteplici frequentazioni politiche: nel giro di tre anni è passato dal centro-destra con l’Udc, al centro-sinistra con la Margherita per ritornare...


Legami di legalità

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
All’appello “Non lasciateci soli”, lanciato dai cittadini di Locri in occasione dei funerali di Francesco Fortugno, il Comune di Firenze ha risposto con un patto di cooperazione e scambio. Un esempio ora seguito da altre amministrazioni   Il 14 ottobre 2004  più di 3 milioni di persone vollero dare il proprio apporto democratico pronunciandosi sul leader della costituenda coalizione di centro sinistra; contemporaneamente la mafia volle dare il suo segnale di prevaricazione sulla vita politico-amministrativa di questo paese, uccidendo il vicepresidente della Regione Calabria Francesco Fortugno proprio davanti a Palazzo Nieddu, sede di seggio in quelle elezioni.  Quel giorno a Locri. Il segnale fu clamoroso, e come spesso accade sollevò nella parte sana dell’Italia indignazione e voglia di partecipazione. Anche il Consiglio comunale di Firenze volle essere presente ai funerali del Vicepresidente e con il suo gonfalone entrò nella cattedrale di Locri testimoniando la vicinanza a queste terre così provate e la voglia di partecipare alla loro rinascita. Il giglio rosso in campo bianco accompagnato dagli alabardieri storici fu notato, e in molti chiesero alla nostra città di continuare a essere presente quando, finita l’emozione e spenti  i riflettori, i cittadini avrebbero ricominciato a confrontarsi con la mancanza di lavoro, l’inefficienza della pubblica...


L’inafferrabile ‘Ndrangheta

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dalla Calabria al Sud America e ritorno, seguendo le rotte del narcotraffico. Il racconto di due giornalisti – autori di un documentario da ottobre in libreria – sulle tracce della “mafia che non si vede” Raccontare la ’Ndrangheta, filmarla. Come fai a rendere in immagini un’entità che ha fatto dell’invisibilità la sua regola di vita e di sopravvivenza? Se vai a Secondigliano, Scampia, Casal di Principe, un tizio che si atteggia a boss lo trovi, due parole riesci a strappargliele. Panza che preme sulla cintura dei pantaloni, Bmw metallizzata sullo sfondo, poi le Vele a fare da panorama della disperazione e il gioco è fatto. E piace a chi guarda. Pensate a Casal di Principe, dove recentemente il padre di “Sandokan”, Francesco Schiavone, si è concesso finanche alle telecamere de “Le iene”. In Calabria no, la ’Ndrangheta non esiste. Non ha volto. «È invisibile come l’altra faccia della luna» ha felicemente detto un magistrato americano.  Facce da contadini, portafogli da milionari. Siamo andati a San Luca per incontrarla questa mafia calabrese che è diventata la più potente d’Europa. Il suo volto è in una foto segnaletica esposta in una jeep dei Carabinieri. Faccia di pietra come i monti di queste parti, Antonio...


Omertà senza tempo

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Decenni di sottovalutazione della potenza e della riproducibilità della sua struttura hanno permesso alla ’Ndrangheta – in origine forma agro-pastorale di criminalità organizzata – di diventare una vera e propria holding capace di infiltrarsi in flussi finanziari diversificati, che vanno dal narcotraffico al sostegno di gruppi terroristici internazionali e non. Ne parla l’ultimo libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, di cui pubblichiamo una parte per gentile concessione dell’editore. I titoletti sono a cura della redazione È pari al 9,5% del prodotto interno lordo il volume d’affari delle quattro principali organizzazioni criminali in Italia, un paese a legalità limitata, come lo ha definito l’Eurispes. La ’Ndrangheta, da tempo, è quella più ricca, ma anche quella più inserita nell’economia nazionale con gravi e pericolose infiltrazioni in Europa, Nord America, Sud America e Australia. Sovrana sulle province che scendono verso la Sicilia, la mafia delle ’ndrine ha ormai soppiantato Cosa Nostra, rafforzandosi nel silenzio, insinuandosi nelle logge massoniche, nel sistema economico e corrompendo la politica, come neanche la mafia siciliana era riuscita a fare. La famiglia all’origine. Quella stessa organizzazione che, fino ad alcuni anni fa, era considerata un’accozzaglia di criminali, protetta da un’omertà senza tempo, minata da vecchie faide paesane e dedita prevalentemente...


Diconsi infiltrazioni mafiose…

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Parenti dei boss tra il personale medico e amministrativo, trattative private con aziende della mafia, sprechi clamorosi di denaro pubblico. La relazione conclusiva redatta dalla Commissione d’accesso presso l’Azienda sanitaria locrese descrive nel dettaglio la capacità invasiva delle cosche, ma anche quanto sia difficile amministrare la cosa pubblica in un panorama di illegalità diffusa Ciò che emerge dalla relazione della Commissione d’accesso prefettizia insediatasi presso l’Asl 9 di Locri (Rc) all’indomani dell’omicidio Fortugno, e consegnata al ministro dell’Interno Pisanu il 25 marzo scorso, è molto più di un brutto caso di mala amministrazione. È un pozzo nero di commistioni d’interessi, condizionamenti illeciti, violazione continuata delle più elementari condizioni di legalità. La descrizione concreta di quanto sia pervasiva la capacità di infiltrazione della ’Ndrangheta nei settori vitali della società calabrese. Caos amministrativo? Doloso. L’Asl di Locri ha competenza su un territorio di 42 Comuni, sugli ospedali di Locri e Siderno, e su un bacino d’utenza di oltre 130 mila abitanti. Un Ente pubblico di importanza primaria, la cui autonomia, secondo i commissari, è stata duramente compromessa dalla ’Ndrangheta, che ha determinato, grazie al suo potere di intimidazione, un’attività dell’amministrazione sanitaria «non sempre ispirata ai criteri di buon funzionamento e imparzialità, [….] in quanto...


Locri, commissariata l’Asl 9

Mag 10th, 2006 | Categoria: news
Il 27 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento dell’Azienda sanitaria 9 di Locri per infiltrazioni mafiose. La commissione d’accesso prefettizia – che, come si legge nel decreto di commissariamento, ha riscontrato «forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata» – era stata inviata lo scorso novembre all’indomani dell’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, assassinato il 16 ottobre 2005. Fortugno era primario in aspettativa del pronto soccorso dell’ospedale di Locri e sua moglie, Maria Grazia Laganà, neodeputato dell’Ulivo, era il direttore sanitario della medesima struttura. Secondo gli investigatori il movente del delitto Fortugno potrebbe essere maturato proprio nel mondo della sanità locale notoriamente a rischio di infiltrazioni da parte della ’Ndrangheta. Basti pensare che, in Calabria, il 70% delle risorse del bilancio è stato stanziato per finanziare questo settore.


Fortugno, c’è un nuovo pentito

Apr 10th, 2006 | Categoria: news
C’è un secondo pentito nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale calabrese, assassinato a Locri il 16 ottobre 2005. Si tratta di Domenico Novella, 30 anni, nipote del boss Vincenzo Cordì. Ne ha dato notizia «l’Unità» l’8 aprile, confermando un’indiscrezione che circolava ormai da alcuni giorni, suscitando le ire del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Novella è un giovane boss in ascesa, che ricopre un ruolo ben più rilevante nell’organigramma delle cosche della Locride di quello del primo pentito dell’inchiesta, Bruno Piccolo, e che quindi potrebbe fornire elementi di rilievo agli inquirenti. I motivi del pentimento deriverebbero dalla volontà di sottrarsi ai rigori del carcere duro. Tuttavia i magistrati non escludono la possibilità che si tratti di una finta collaborazione finalizzata al depistaggio dell’inchiesta.