Articoli con tags ‘ Libia ’


Alcune verità sulle migrazioni marine e sugli “scafisti”

Lug 6th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Alla data del 4 luglio, sono 72.646 gli stranieri sbarcati e soccorsi. Di questi solo 1.238 vengono considerati “irregolari”. I restanti sono inseriti dal ministero dell’Interno nella casella Sar (Search and Rescue): migranti soccorsi e prevedibilmente persone che richiederanno protezione umanitaria. Nella sola giornata del 2 luglio, sono state soccorse in mare 1.959 persone a bordo di diversi gommoni, in gran parte lasciati alla deriva, e di una barca a vela (sequestrata). L’anno passato, di questi tempi, erano state 66.448 le persone soccorse. Le condizioni del Mediterraneo sono buone e con le previsioni del bollettino Meteomar che parla “(…) di un anticiclone in consolidamento che si estende verso sud (..)” gli arrivi, c’è da scommettere, aumenteranno. La Libia è sempre privilegiata per le partenze, per la completa incontrollabilità delle sua coste, anche quelle a ridosso dei confini con la Tunisia (dove, nel frattempo, è stato dichiarato lo stato di emergenza per il rischio di attentati) e l’Egitto. Dalla Libia, quest’anno, sono già partite 67.599 persone. Imbarcazioni sono salpate anche dall’Egitto (con 2.582 migranti), dalla Turchia (1.225), dalla Grecia (816) e dalla Tunisia (285). I contrabbandieri di persone, dunque, continuano a trarre ingenti profitti dai “servizi” di traghettatori. La Sicilia è la regione...


Il bollettino 2015 sui soccorsi dei migranti in mare

Mar 4th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Il bollettino dei migranti soccorsi in mare nel 2015, in continuo aggiornamento da parte del Centro nazionale di coordinamento “Iavarone”, operativo presso la Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere di Roma, registra già 7.882 stranieri soccorsi in mare alla data del primo marzo (altri 400, mentre scriviamo, sono a bordo di navi della nostra Marina Militare in navigazione verso la Sicilia). Prosegue, dunque, senza sosta, nonostante le condizioni meteo non favorevoli, il flusso migratorio in partenza, in prevalenza dalle coste libiche con 7.257 profughi (660 minori), da quelle turche con 434 persone, dalla Tunisia con 92 persone e dalla Grecia con 99. Questi semplici dati, raffrontati con quelli dello stesso periodo del 2014 (5.506 soccorsi/sbarcati), possono aiutarci a comprendere cosa stia accadendo in questa parte del nostro paese con le strutture di accoglienza sovraffollate e con rapidi trasferimenti disposti dal Ministero dell’Interno ( senza un disegno strategico preordinato) in molti Comuni italiani dove pure si segnalano comprensibili problemi alloggiativi e, in alcuni casi, resistenze locali nella sistemazione dei profughi. Le previsioni che si fanno per il 2015, sulla scorta anche di informazioni pervenute da esperti del settore in Libia poco prima della loro partenza avvenuta per motivi di...


Operazione “Tritone”, un mese dopo

Dic 2nd, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Se qualcuno aveva pensato che, con la fine della operazione Mare Nostrum nel Mediterraneo, giusto un mese fa, le partenze dei barconi di migranti dalle coste libiche avrebbero subito un’apprezzabile frenata, resterà deluso. Erano stati diversi i politici di varia estrazione e presunti esperti di immigrazione che, nei mesi passati, avevano sostenuto che le navi della Marina Militare a ridosso della Libia per salvare vite umane costituissero una sorta di polo di attrazione (pull factor come si legge nei documenti Frontex) e, quindi, agevolassero la partenza delle imbarcazioni. In realtà, come si è avuto modo di sottolineare più volte, i contrabbandieri di persone non si fanno nessuno scrupolo e, anche in questi trenta giorni di “riduzione” di Mare Nostrum a “dispositivo navale di sorveglianza e sicurezza marittima” (formulazione di chiaro conio burocratico ministeriale, per non urtare  l’orgoglio della nostra Marina Militare) in un’area ridotta, con Tritone europea in azione, il totale degli sbarchi/soccorsi ha toccato quasi quota 10mila (in condizioni marine spesso pessime).  Trentadue gli scafisti arrestati e 7 le imbarcazioni sequestrate. Nella sola “area operativa” marina di Tritone (più a ridosso delle coste italiane), i migranti soccorsi sono stati 2.717 con l’impiego di assetti navali della Capitaneria, della Guardia...


Libia, chi sono i ribelli?

Apr 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Quanto è davvero presente l’estremismo islamista (più o meno connesso ad Al Qaeda) tra i ribelli libici? Questo e altri interrogativi rendono incerta la strategia degli Stati Uniti, che all’inizio di aprile hanno iniziato a sospendere i loro attacchi aerei alle forze lealiste libiche. Si teme che le operazioni della coalizione – specie se accompagnate in futuro da forniture di armi ai ribelli – possano favorire anche l’emergere di elementi jihadisti organizzati tra le fila degli insorti libici, creando scenari ancora peggiori di quelli già visti in Afghanistan ed Iraq. In un teatro di guerra fluido ed incerto – anche per via dei potenti influssi ed interessi esterni che vi si concentrano – un’analisi dei vertici militari dell’opposizione libica si rivela sconcertante. Il comando militare “unificato” annunciato di recente dai ribelli è diretto da Khalifa Haftar e Abdel Fatah Younis. Il primo, un ex colonnello del regime libico, ha vissuto per vent’anni, senza alcuna fonte nota di sussistenza, negli Stati Uniti (e più esattamente in Virginia, guarda caso a poche miglia di distanza dalla sede centrale della Cia a Langley), dove sarebbe stato al comando di un gruppo libico di opposizione che già nel 1996 avrebbe organizzato un tentativo di insurrezione in...


Canale di Sicilia, trentacinque migranti annegati nella notte

Mar 15th, 2011 | Categoria: articoli
Il barcone si è rovesciato in mare. I quaranta ragazzi che erano a bordo hanno resistito il più possibile, tenendosi a galla in mezzo alle onde del Mediterraneo. Uno ad uno sono affogati. Solo cinque di loro hanno vinto i flutti e la notte finché, nella primissima mattina di oggi, un altro barcone di migranti non è passato lungo la stessa rotta e li ha raccolti. Anche su quel natante altri quaranta uomini provenienti, come i naufraghi, dalla Tunisia. E’ lo schema: quaranta persone, robuste, niente donne o bambini poiché quel tipo di imbarcazione non è sicura. Per lo più giovani che, col coraggio del’incoscienza, tentano la fortuna attraversando il Mare Nostro. Già così il barcone vacilla, sovraccarico. Raccogliere i cinque superstiti poteva significare un’ulteriore tragedia, un nuovo rovesciamento, e solo l’intervento di una navetta della Marina militare italiana ha evitato il peggio scortando fino al porto di Lampedusa i migranti. Continuano le attività di assistenza e soccorso ai barconi provenienti dalle coste Nordafricane. Unità della Guardia costiera e della Guardia di finanza si alternano in mare aperto alla ricerca delle imbarcazioni segnalate al largo, operando diversi soccorsi in situazioni estreme. Soltanto nelle ultime ore sono stati...


Armi italiane in Libia via Malta

Mar 4th, 2011 | Categoria: opinioni
a cura della Rete Italiana per il Disarmo e della Tavola della Pace
«Nel 2009 l’Italia ha triangolato attraverso Malta al regime del colonnello Gheddafi oltre 79 milioni di euro di armi leggere ad uso militare della ditta Beretta. È anche con queste armi che l’esercito di Gheddafi sta sparando sulla popolazione». Questa la denuncia documentata dalla Rete Italiana per il Disarmo e dalla Tavola della Pace che chiedono al governo Berlusconi di rispondere urgentemente in merito. Si tratta di armi che – come ha confermato direttamente a Rete Disarmo un funzionario del ministero degli Esteri di Malta sono «di provenienza italiana, e non hanno mai toccato il suolo maltese». Anche perché (conferma la stessa fonte) nel piccolo stato insulare non sono presenti fabbriche di armi e munizioni. Il ministero degli Esteri maltese ha precisato poi che «come confermato dall’ambasciata italiana a Tripoli, il destinatario finale della consegna era il Governo libico» e, siccome nel 2009 non erano attive forme di sanzione verso il regime di Gheddafi, «le autorizzazioni al traffico – comprese quelle doganali – sono state rilasciate senza problemi». Ma dalle relazioni della Presidenza del Consiglio italiano sull’export di armamenti non risulta alcuna autorizzazione all’esportazione di quelle armi né a Malta né alla Libia.  «La notizia è certa e documentata – afferma...


MARZO: MAFIE DI PIANURA

Mar 4th, 2011 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_3_2011 Tranquillità solo apparente nella placida provincia reggiana, basta infatti approfondire la storia di alcuni imprenditori attivi sul territorio per trovare le tracce di un’infiltrazione mafiosa diffusa. Ma che non desta ancora adeguato allarme. Attive nel settore edile, le ’ndrine calabresi operano da anni nell’Emilia “rossa”, senza che nessuno le veda o le voglia vedere. Arrivata con l’emigrazione dal sud Italia, la ’ndrangheta ha strozzato i sogni di molti tra coloro che erano partiti in cerca di un futuro migliore. Tra di loro imprenditori che da vittime diventano presto conniventi. In questo numero vi raccontiamo anche del processo Rostagno, che dopo ventidue anni ha finalmente preso il via, e dei quindici anni della legge 109 del 1996, quella sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, alla cui realizzazione contribuì l’associazione Libera, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge. Non mancano le abituali rubriche e un’analisi di quanto avviene in Libia, mercato privilegiato delle armi italiane. (altro…)


«Invivibili e inutili»

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
«Ogni anno migliaia di cittadini stranieri, a seguito di un effettivo o tentato ingresso illegale in Italia o in ragione del loro soggiorno irregolare, ricevono ordini di espulsione o di respingimento […]. In attesa di essere allontanate dal Paese, le persone raggiunte da un ordine di espulsione vengono trattenute nei Cpta, dai quali sono emerse numerose denunce di trattamenti e condizioni di detenzione non in linea con gli standard internazionali in materia di diritti umani e diritto dei rifugiati». È quanto sostiene, fra gli altri, Amnesty International nell’introduzione ad un rapporto (Italia. Presenza temporanea, diritti permanen-ti), reso pubblico il 20 giugno scorso, nel quale vengono denunciate «aggressioni fisiche da parte di agenti di pubblica sicurezza e del personale di sorveglianza; un eccessivo e umiliante uso di sedativi e tranquillanti; condizioni di vita non conformi alle regole dell’igiene; un’insufficiente assistenza sanitaria; mancanza di comunicazione con il mondo esterno; difficoltà di accesso alla consulenza legale necessaria a contestare la legalità della propria detenzione e del decreto di espulsione e, per coloro che intendono far domanda d’asilo, difficoltà ad aver accesso alla procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato, con il susseguente rinvio di persone in paesi ove essi rischiano gravi violazioni...


Nessuna quiete dopo la tempesta

Feb 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli, articoli
Il numero dei migranti morti e dispersi nel Mediterraneo è in aumento. Allora perché il traffico di persone via mare continua ad essere redditizio per le organizzazioni criminali? Lo spiega un recente studio del Cespi Secondo le stime delle organizzazioni internazionali, tra il 1990 e il 2000 più di 180mila persone sarebbero arrivate in Europa, in modo irregolare, attraversando il Mediterraneo. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni considera il Mediterraneo la principale porta d’ingresso per l’immigrazione irregolare nell’Unione europea. Negli ultimi anni le coste italiane, anche più di quelle spagnole e greche, sono infatti divenute ambite mete per quelle migliaia di migranti che, trovando sbarrate le vie legali e non possedendo denaro sufficiente per corrompere funzionari di ambasciata e polizia di frontiera, sono costrette ad affrontare i rischi di un viaggio clandestino.  La via più economica Si stima che dal 1996 ad oggi siano morte almeno mille persone nel tentativo di raggiungere l’Italia via mare. Secondo i risultati di una ricerca coordinata da Luigi Manconi, in Italia nel 2002 sarebbero morti 195 migranti e dispersi 82. Fino al 20 ottobre del 2003, invece, i morti sarebbero 227 e i dispersi 76: nel 2003, dunque, il rapporto è stato di un morto o un disperso ogni 47 migranti...