Articoli con tags ‘ Libero Grassi ’


Venticinque anni fa l’omicidio di Libero Grassi

Ago 29th, 2016 | Categoria: prima pagina
Questa sera, 29 agosto, in prima serata Rai Uno trasmetterà la docufiction Io sono Libero, per celebrare il 25esimo anniversario della morte dell’imprenditore Libero Grassi. Gli autori si sono ispirati al testo Libero Grassi. Storia di un’eresia borghese di Marcello Ravveduto (collaboratore anche della nostra testata). Qui di seguito il promo: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-024851b8-e544-417f-a078-155cb5a34a0b.html 


Un uomo Libero

Ago 29th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
Libero Grassi, venticinque anni fa, nella mattina del 29 agosto 1991, all’età di 67 anni, ha pagato con la vita la scelta di opporsi alla mafia. La sua storia, in difesa della propria azienda (la Sigma, fabbrica di intimo che contava 150 operaie) e dei propri princìpi, è stata uno dei molti momenti importanti in una lotta che non è finita e che proprio per questo, ogni anno, è importante ricordare. «Non sono un pazzo – aveva detto Grassi a Santoro, nel corso della trasmissione televisiva Samarcanda, poco prima di essere ucciso – sono un imprenditore e non mi piace pagare. Rinuncerei alla mia dignità. Non divido le mie scelte con i mafiosi». Aveva aggiunto: «Con le mie denunce, ho fatto arrestare otto persone. Se duecento imprenditori parlassero, milleseicento mafiosi finirebbero in galera. Non le sembra che avremmo vinto noi?» Alle 7.45 del mattino, Libero Grassi è stato ucciso da alcuni colpi di pistola. Colpi sparati alle spalle. Nel 1993 sono stati arrestati Salvino Madonia e Marco Favaloro, successivamente condannati per l’omicidio. Favaloro ha poi raccontato gli antefatti dell’omicidio alle autorità, in qualità di collaboratore di giustizia, mentre Madonia si trova al 41-bis ed è stato condannato anche per l’omicidio di un...


Ciao Pina

Giu 8th, 2016 | Categoria: prima pagina
Ci ha lasciato lo scorso 8 giugno Pina Maisano. Una donna importante, una moglie e una madre che non si è mai arresa. Neanche quando nel 1991 le uccisero il marito, il commerciante Libero Grassi perché si era rifiutato di pagare il pizzo e  aveva deciso di denunciare, anche pubblicamente, i suoi estorsori. Era diventato un esempio importante in quegli anni, la sua scelta di opporsi alle violenze e alle rivendicazioni mafiose. E così il 29 agosto del 1991 lo uccisero. A portare avanti le sue idee sarà proprio lei, Pina Maisano. Instancabile, per tutti questi anni ha continuato a raccontare la storia di suo marito in giro per l’Italia, soprattutto nelle scuole e ai ragazzi. Incessante il suo impegno nell’associazionismo antimafia e anche in politica. Una donna, un esempio di dignità. Perché, come diceva Libero, un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità.   Tratto da www.libera.it


Nel nome di Libero Grassi

Ago 29th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
A ventiquattro anni di distanza dall’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi, che cosa è passato, alle nuove generazioni, della sua esperienza? La risposta a questa domanda può essere offerta da Giovanni Pagano, referente a Palermo dell’associazione Libera, e da Enrico Colaianni, dell’associazione Libero Futuro. Pagano, insieme ad altri si è occupato del progetto per la Bottega dei Sapori e dei Saperi, sulla piazza Politeama del capoluogo siciliano. La bottega si trova all’interno di un bene confiscato ed esiste dal 2008. Così la presenta Libera: “Quello che fino al 1994 era un negozio di abbigliamento maschile, situato nel cuore dello ‘struscio’ e dello shopping palermitano, appartenente ad un boss di Brancaccio, grazie alla legge 109 del 1996 – che consente l’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità – adesso diventa un simbolo concreto di riscatto sociale. Un luogo aperto a tutti, dove esercitare la memoria e costruire l’impegno”. Secondo Giovanni Pagano, «l’attenzione della popolazione nei confronti dei temi di Libera e dei movimenti antiracket è sempre costante; anzi, la bottega ha migliorato lo spazio inizialmente aperto al pubblico e, grazie allo strumento del consumo critico, ha potuto dare attenzione anche ai produttori, oltre che ai consumatori, coinvolgendoli. Per fare questo sono state importanti alcune collaborazioni, in particolare...


Un uomo Libero

Ago 29th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
Libero Grassi, ventiquattro anni fa, nella mattina del 29 agosto 1991, all’età di 67 anni, ha pagato con la vita la scelta di opporsi alla mafia. La sua storia, in difesa della propria azienda (la Sigma, fabbrica di intimo che contava 150 operaie) e dei propri princìpi, è stata uno dei molti momenti importanti in una lotta che non è finita e che proprio per questo, ogni anno, è importante ricordare. «Non sono un pazzo – aveva detto Grassi a Santoro, nel corso della trasmissione televisiva Samarcanda, poco prima di essere ucciso – sono un imprenditore e non mi piace pagare. Rinuncerei alla mia dignità. Non divido le mie scelte con i mafiosi». Aveva aggiunto: «Con le mie denunce, ho fatto arrestare otto persone. Se duecento imprenditori parlassero, milleseicento mafiosi finirebbero in galera. Non le sembra che avremmo vinto noi?» (altro…)


Dal nord al sud d’Italia, il viaggio della carovana di Libera Piemonte

Ago 28th, 2014 | Categoria: news
Diciassette ragazzi – di età compresa tra i 17 e i 25 anni, provenienti da Verbania, Novara e Torino – sono oggi, giovedì 28 agosto, in partenza dal capoluogo piemontese per dare forma all’esperienza “In viaggio, a sud di nessun nord”. Si tratta di un’iniziativa fortemente sentita e voluta da Libera Piemonte in collaborazione con la Provincia di Torino, che hanno messo a disposizione i mezzi di trasporto – un pulmino ciascuno – sui quali i giovani appartenenti alla rete di Libera viaggeranno per circa dieci giorni, percorrendo circa duemila chilometri. Un percorso a tappe, risalendo lo “Stivale”: il programma prevede che la carovana salpi oggi da Genova per sbarcare a Palermo, dove domani ricorderanno la figura dell’imprenditore Libero Grassi, ucciso il 29 agosto 1991. Sarà poi la volta di Partanna, Castelvetrano, Marsala, Naro e Catania, alla scoperta delle cooperative sorte sui terreni confiscati alle mafie e di storie di vittime di mafia, incontrandone i famigliari. La carovana salperà poi da Messina per raggiungere Reggio Calabria e Tiberio Bentivoglio, proprietario e gestore insieme alla moglie di un negozio di articoli sanitari, che da anni si oppone al pagamento del pizzo alla ‘ndrangheta e che per questo ha subito diversi atti intimidatori (tra...


Libero Grassi, 21 anni dopo si rinnovano l’impegno e il ricordo

Ago 29th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
Un’impresa contro la mafia, quella compiuta da Libero Grassi, che con il suo sacrifico ha squarciato il velo del silenzio denunciando apertamente i suoi estorsori. Ha pagato con la vita, ma è diventato un esempio per chi in Sicilia – e non solo – ha deciso di ribellarsi alla mafia. Era un imprenditore vero, Libero Grassi, di quelli che non ci stanno a piegare la testa, di quelli per cui “impresa” significa “dignità”. Catanese di nascita e palermitano d’adozione, si chiamava Libero in ricordo del sacrificio di Giacomo Matteotti. La famiglia, antifascista, non immaginava di segnare in quel nome un destino. Dopo la guerra apre a Palermo uno stabilimento tessile, e si dà alla politica aderendo al Partito Repubblicano. Era una persona abituata a dire quello che pensava pubblicamente, apertamente, lealmente. Dagli anni Sessanta i suoi interventi politici vengono pubblicati su diversi giornali locali. Per questo, quando nel 1991 riceve le minacce di Cosa nostra, la denuncia è per lui una conseguenza logica. La affida alle colonne del «Giornale di Sicilia», suscitando l’interesse, tra gli altri, di Michele Santoro, che lo volle come ospite nella sua «Samarcanda». Il suo caso suscitò l’attenzione dei giornali stranieri. Che stava accadendo in quell’Italia...


Vent’anni fa l’omicidio di Libero Grassi

Ago 29th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
«Non dobbiamo mai dimenticare ma sempre parlare, ricordandoci i tre valori di Libero: lavoro, dignità, libertà». Così Pina Maisano rinnova il ricordo dell’omicidio di suo marito, l’imprenditore Libero Grassi, di cui oggi, 29 agosto, ricorre il ventennale della morte. Questa mattina Alice Grassi, figlia del coraggioso uomo che pagò con la vita la sua volontà di essersi opposto alle richieste di pagare il pizzo, ha deposto uno striscione commemorativo in via Vittorio Alfieri a Palermo. Fu lì che alle 7.45 del 29 agosto 1991 l’uomo fu raggiunto da cinque colpi di pistola mortali, esplosi da due sicari del clan Madonia. Alla cerimonia istituzionale di oggi prenderanno parte il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello e il presidente dell’associazione antiracket Tano Grasso. La sede del Comitato Addiopizzo – nato nel 2004 ad opera di un gruppo di giovani che in una notte tappezzarono le vie di Palermo con adesivi recanti la scritta “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, proprio scossi dalla vicenda dell’imprenditore tessile – ospiterà l’assemblea nazionale della Federazione delle associazioni antiracket dalle ore 10; alle 21, alla Tonnara Bordonaro sarà presentato il libro Libero, l’imprenditore che non...


Libero Grassi e l’imprenditoria padana

Feb 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Quello che abbiamo tra le mani è un volumetto realmente prezioso. “Mafia o sviluppo”, del febbraio 1992, è il primo quaderno pubblicato dall’Osservatorio Libero Grassi a pochi mesi dalla morte dell’imprenditore siciliano, ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991. Il libro raccoglie gli atti del convegno organizzato il 4 maggio 1991 a Palermo dalla Federazione dei Verdi. «Il dibattito voleva essere un’iniziativa di solidarietà a Libero Grassi – scrive la moglie Pina Maisano nell’introduzione – ma la partecipazione non è andata oltre le 30 persone, se si toglie per qualche tempo la presenza, casuale, di una scolaresca in visita al palazzo». Erano trascorsi pochi mesi da quando l’imprenditore aveva osato sfidare i propri estorsori indirizzando loro una lettera aperta, e la tensione successiva a quel gesto è perfettamente percepibile nei toni tesi del dibattito raccolto nel volume. Dalle sue pagine prendono vita non solo i botta e risposta tra Grassi e Giuseppe Albanese, presidente dell’Api, esponente di quell’imprenditoria meno esposta sul tema della criminalità e convinta che denunce e giornalismi troppo focalizzati sulla mafia danneggino la regione e la sua economia, ma anche le parole a tratti profetiche di Umberto Santino, direttore del Centro Impastato, che invita tutti a «non fare...


Cuffaro, dal Palazzo dei Normanni alla cella di Rebibbia

Gen 24th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
Di Marika Demaria
Favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione del segreto istruttorio. Questa la condanna per l’ex Presidente della Regione Sicilia, Salvatore “Totò” Cuffaro,  che da sabato pomeriggio è recluso nel carcere romano di Rebibbia. La Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Antonio Esposito, si è così espressa a conclusione del procedimento giudiziario denominato “Talpe alla Dda”. Cuffaro non ha dunque voluto attendere i cinque giorni previsti dalla legge per la notifica della sentenza e si è costituito subito ai Carabinieri, facendosi condurre in carcere. Un gesto che da molti è stato letto come sinonimo di dignità. Salvatore Cuffaro, soprannominato “Vasa Vasa” per la sua mania di baciare chi si interfacciava con lui, ha commentato la sentenza con un laconico: «Non ho mai aiutato la mafia ma rispetterò serenamente la sentenza» e ha aggiunto: «Credo nel valore delle istituzioni e dello Stato, valori che ho trasmesso anche ai miei figli». (altro…)