Articoli con tags ‘ Libera Terra ’


Oppido Mamertina, la ‘ndrangheta taglia cento ulivi di “Libera Terra”

Mag 13th, 2015 | Categoria: news
Ancora un attacco mafioso ai danni della Cooperativa Valle del Marro, che in Calabria gestisce i terreni confiscati alla ‘ndrangheta. Nella notte tra lunedì e martedì scorsi è stato distrutto un uliveto confiscato e gestito, a partire dal 2005, dai ragazzi della cooperativa, a Castellace in località Baronello, una frazione di Oppido Mamertina (Rc). Un bilancio che parla di quasi cento piante abbattute presumibilmente a colpi d’accetta. «Ognuno di questi tagli – ha detto Domenico Fazzari, presidente di Valle del Marro – è come un colpo vibrato al cuore. È una vigliaccata, un’infamia intollerabile». E non è la prima volta. Un altro atto intimidatorio nei confronti della cooperativa era avvenuto a giugno del 2011. Cinquecento alberi secolari erano stati distrutti da un incendio doloso. Soltanto l’anno successivo, un escavatore in uso per rimuovere i resti degli alberi bruciati, era stato anch’esso dato alle fiamme. La lotta però non si è fermata e con caparbia determinazione, nel 2013, oltre 1.200 nuove piante di ulivo hanno fatto la loro comparsa. Ieri l’ultimo attacco: 96 alberi sono stati abbattuti a colpi di accetta, proprio nell’anno in cui avrebbero dovuta dare il primo raccolto. La denuncia ai Carabinieri della stazione locale è stata sporta dai volontari dell’associazione....


Franco La Torre: “I beni confiscati offrono lavoro onesto”

Lug 26th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Saranno due spettacoli teatrali – il primo messo in scena dai ragazzi del secondo Raduno di Libera, l’altro, “Picciridda” in memoria di Rita Atria (di cui oggi ricorre il 19esimo anniversario della morte) scritto e diretto da Petra Selva Nicolicchia – a chiudere Festa in Libera, con le conclusioni affidate al presidente dell’associazione antimafia, Luigi Ciotti. Da ieri, lunedì, la manifestazione si è trasferita a Scandicci, nella zona sportiva che per quasi una settimana ha ospitato le attività dei giovani under 35 del Raduno. Gli appuntamenti odierni inizieranno alle 16 con un dibattito sul tema “La guerra delle mafie e la mafia delle guerre”: presenti come relatori Flavio Lotti della Tavola della Pace,  il giornalista Emanuele Giordana e Francesco Vignarca del coordinamento campagna  Disarmo. Alle 17.30 il giornalista Maurizio Torrealta presenterà il suo libro “Quarto livello” e infine si terrà un dibattito incentrato sull’educazione oggi alla cittadinanza attiva. La mattinata di ieri, lunedì 25, ha invece assunto una dimensione anche internazionale grazie alla presenza di Tonio Dell’Olio, responsabile di Libera internazionale, di Roberto Ceschina di Flare e del vice presidente del Gruppo Abele, Leopoldo Grosso, hanno focalizzato l’attenzione sull’importanza di costruire un movimento antimafia che sia nonviolento e che tenga in...


Conclusa la Carovana Antimafia. Ma l’impegno continua

Giu 8th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
Era il 1994 quando Rita Borsellino sposò l’idea dell’Arci: organizzare una Carovana che portasse messaggi di speranza, di antimafia sociale, di voglia di riscatto. Partendo da Corleone, nel cuore di una Sicilia “bellissima e disgraziata” come l’aveva definita suo fratello Paolo, ucciso poco meno di due anni prima. Sono trascorsi 18 anni da quella decisione, da quella prima esperienza on the road, e di strada la Carovana ne ha fatta veramente tanta, diventando un’esperienza condivisa anche con Libera e Avviso Pubblico e trasformandosi in un evento internazionale che, per quanto riguarda l’edizione 2011, è durato 94 giorni per un totale di 19 mila chilometri percorsi: tutta l’Italia ma anche Corsica, Francia, Svizzera, Albania, Bulgaria, Serbia e Bosnia. Narcomafie ha seguito le ultime tre tappe siciliane e conclusive della Carovana, a fianco di Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della stessa e responsabile nazionale legalità e democratica per l’Arci. (altro…)


Milano capitale della formazione antimafia

Apr 19th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
«La corruzione – non dal punto di vista del codice penale – può intendersi come un accordo tra una minoranza (una cricca) eterogenea con lo scopo di appropriarsi dei beni e delle risorse che appartengono alla collettività. Ogni Paese demarca il confine tra potere politico e potere economico: con la corruzione, il secondo invade il primo, ma in maniera invisibile». Così Alberto Vannucci, docente della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, esordisce – dopo l’apertura dei lavori a cura di Lorenzo Frigerio, referente di Libera Lombardia e coordinatore di Libera Informazione –  al corso di formazione per docenti che Libera ha organizzato con il Coordinamento delle scuole milanesi: “Le ipoteche sulla democrazia italiana: il ruolo della corruzione e della mafia. Didattica ed esperienze a confronto”, svoltosi venerdì 15 e sabato 16 aprile a Milano. (altro…)


La legge sul riutilizzo sociale compie 15 anni

Mar 7th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
«Quindici anni dopo il bilancio è certo positivo, anche se rimangono delle criticità». Questo il primo commento di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e già padre del Gruppo Abele, a tre lustri di distanza dall’entrata in vigore delle legge 109/96. Era infatti il 7 marzo 1996 quando si dava attuazione alla normativa in materia di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali: un traguardo raggiunto grazie a un milione di firme raccolte in seguito a una petizione popolare lanciata proprio dall’associazione contro le mafie, fondata l’anno prima. Nel corso di questi anni, sono «numerosi e concreti i percorsi di giustizia, i diritti costruti grazie alla legge 109: dagli edifici trasformati in scuole, caserme, centri per anziani, alle cooperative che sui terreni confiscati danno lavoro a tanti giovani. I prodotti a marchio Libera terra – ha proseguito don Luigi Ciotti – sono oggi forse il simbolo più visibile di questa svolta, questo contrasto alle mafie collettivo».  Un emblema che ha davvero il gusto della riscossa, come quello ritratto qui a fianco. Siamo a San Sebastiano da Po, sulla collina di Chivasso: la cascina intitolata a Bruno e Carla Caccia è stata confiscata alla...


Beni confiscati: l’orizzonte è l’Europa

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
La legge 109/96 sull’uso sociale dei beni confiscati non solo ha consentito di colpire più efficacemente la mafia nel portafoglio, ma ha offerto opportunità di lavoro pulito a tanti giovani, dimostrando che un’economia alternativa a quella mafiosa è possibile anche nei territori più difficili. Ma oggi alcune riforme migliorative della normativa sono ineludibili per non rallentare questo percorso virtuoso di aggressione ai patrimoni criminali (altro…)


Lavorare sul campo

Mar 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Grazie alla legge promossa da Libera per il riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi, una parte consistente dei possedimenti criminali è tornata ad essere patrimonio collettivo attraverso il lavoro di associazioni e cooperative sociali. Ma intimidazioni e ostruzionismi non sono mancati, mentre un disegno delega di recente approvazione lascia perplessi sulla effettiva volontà di migliorare la legge (altro…)


La fiducia? Va seminata

Nov 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Oltre i suoi obiettivi espliciti, la legge sulla confisca dei beni è uno strumento che può distruggere il “capitale sociale” della mafia e ricreare un tessuto sociale fondato sulla fiducia e sulla condivisione Consideriamo tre casi, tre storie diverse ma caratterizzate da un comune denominatore. Primo caso. Recenti indagini della Guardia di Finanza hanno scoperto che Vito Roberto Palazzolo, appartenente alla famiglia mafiosa di Partinico, strettamente legata a Riina, risiede in Sudafrica. Palazzolo è riuscito a diventare un grosso imprenditore tessendo una ragnatela di affari mondiale. L’indagine parla di Germania, Francia, Belgio, Stati Uniti, Svizzera, Namibia, Angola, Turchia, Montecarlo, Hong Kong e Singapore. Secondo caso. Una delle ultime indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, tramite intercettazioni telefoniche, ha scoperto che i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, detenuti sottoposti a regime di massimo rigore, dirigevano investimenti attraverso la collaborazione della sorella Nunzia e di una serie di contatti internazionali di alto livello. Gli investimenti, di natura immobiliare, vertevano su Nizza e tutta la Costa Azzurra, ma nelle telefonate si parla anche della gestione di uno stabilimento, di commercio di caffè fra Nizza, Palermo, Cannes e la Germania, di esportazione di carne e prodotti ortofrutticoli in Russia, di acquisti di titoli azionari Fiat,...