Articoli con tags ‘ Leonardo Sciascia ’


Ricordando Sciascia

Dic 15th, 2009 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Chiudiamo l’anno con una trasgressione alla regola, segnalando un testo “in catalogo”, datato, ma ancora disponibile in libreria. Una ricorrenza ci consiglia di farlo, anzi due. Il ventennale della morte di Leonardo Sciascia e l’ennesimo ritorno della vecchia polemica sui “professionisti dell’antimafia”. Ricordare Sciascia con un’infrazione all’uniformità di una rubrica non è che un timido gioco di specchi, uno starnuto autorizzato, rispetto allo strapazzo cui è sottoposto il lettore di A futura memoria (se la memoria ha un futuro). L’opera, pubblicata dall’editore Bompiani nel 1989, anno in cui Sciascia muore a Palermo, raccoglie alcuni degli articoli dello scrittore siciliano apparsi dal 1979 al 1988 su «Il Globo», «L’Espresso» e il «Corriere della Sera». I temi più spinosi ci sono tutti: l’opinione sul Generale Dalla Chiesa e le polemiche con il figlio Nando, le valutazioni sul teorema Buscetta e l’andamento del maxiprocesso di Palermo, il caso Tortora, le critiche al Csm per la nomina di Borsellino a capo della procura di Marsala e quindi l’ormai famosissima disputa sui “professionisti dell’antimafia”. «Questo libro raccoglie quel che negli ultimi dieci anni io ho scritto su certi delitti, certa amministrazione della giustizia; e sulla mafia. Spero venga letto con serenità», scrive Sciascia nell’introduzione. Rileggere oggi il...


Mafia insoluta. Diario di un maggiore dei Carabinieri

Gen 15th, 2009 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Quando Renato Candida, generale dei Carabinieri ormai in pensione, morì a Torino nell’autunno del 1988, Leonardo Sciascia rimproverò la stampa nazionale di non aver dato giusto risalto alla sua scomparsa e all’importanza della sua opera.  Candida non era stato un ufficiale qualunque. Non solo durante la sua breve permanenza in Sicilia, negli anni Cinquanta, era stato autore di un interessante libro sul fenomeno mafioso. Ma a quell’uomo, alla sua intelligenza, esperienza e modo d’agire, si era ispirato lo scrittore siciliano per tratteggiare ogni figura d’investigatore presente nei suoi libri. Era lui il modello in carne e ossa del capitano Bellodi del “Giorno della civetta”.  I due erano legati da un solido rapporto di stima e amicizia. Il loro primo incontro era avvenuto nell’estate del ’56, anno in cui Sciascia pubblicò “Le parrocchie di Regalpetra” e Candida si presentò alla sua porta, allora giovane maggiore alla guida del gruppo di Agrigento, per chiedere allo scrittore un parere su un suo manoscritto. Sciascia ne fu favorevolmente colpito e il testo – coraggioso – fu pubblicato nel 1956 da un editore di Caltanissetta con il titolo “Questa mafia”. A quel tempo le parole di Candida suscitarono polemiche a non finire. Preoccuparono i vertici della Benemerita...