Articoli con tags ‘ legge Rognoni-La Torre ’


Pio La Torre, una vita per la libertà

Apr 29th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Giulia Panepinto
Nato (nel 1927) e cresciuto in una famiglia di contadini ad Altarello di Baida, fra le campagne palermitane, Pio La Torre fin da adolescente inciampa nelle prepotenze dei mafiosi. Diciottenne si iscrive al Partito Comunista Italiano. Segue il consiglio della madre, affianca all’impegno politico lo studio per poter condurre una vita libera dalla miseria e dall’ignoranza. Le lotte contadine. In quegli anni l’Italia contadina è interessata da una fase di negoziazione lunga e difficile: l’attuazione dei Decreti Gullo, attraverso i quali le terre incolte o mal coltivate dei proprietari vengono concesse per diritto alle cooperative contadine. Ma questi provvedimenti sono considerati privi di legittimità dagli agrari. Inizia così un duro braccio di ferro fra le parti. L’idea di giustizia sociale fermenta nella mente del giovane La Torre che in poco tempo diventa uno dei portavoce delle rivendicazioni contadine palermitane. Ricopre gli incarichi come funzionario di Federterra, responsabile giovanile della Cgil e responsabile della Commissione Giovanile del Pci. Per frenare quella crescente mobilitazione, ogni volta sempre più organizzata, la mafia uccide molti sindacalisti che di quel movimento capiscono i bisogni e ne favoriscono l’affermazione socio-politica. Placido Rizzotto, segretario della Camera del Lavoro di Corleone è fra questi. Dopo il suo rapimento e omicidio, Pio La...


I beni confiscati alle mafie contro la crisi

Dic 30th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Umberto Di Maggio
Umberto Di Maggio, referente regionale di Libera in Sicilia, ci offre questo contributo sulla vicenda dei beni confiscati. Nel proporvelo, vi ricordiamo l’intervista a don Luigi Ciotti – presidente e fondatore del Gruppo Abele e di Libera – “Confische, l’allarme di Don Ciotti. Una situazione che grida vendetta” inerente a questo argomento e consultabile sul sito http://inchieste.repubblica.it   (altro…)


Una scommessa vinta

Mar 4th, 2011 | Categoria: archivio articoli
di Luigi Ciotti
Mi ricordo bene i mesi, densi di speranze e intensi nell’impegno, che hanno portato all’approvazione della legge 109. Era la primavera del 1995: il progetto di Libera muoveva i suoi primi passi, stringeva i primi legami sul territorio. «Narcomafie» invece esisteva già da un paio d’anni, e proprio quell’avventura, capace di costruire in poco tempo un’attenzione nuova intorno ai temi del crimine organizzato, una nuova consapevolezza e voglia di “esserci”, ci aveva convinti che era importante continuare su quella strada. Era il momento però per un cambio di passo: si trattava di coinvolgere sempre più i “non addetti ai lavori”, di convincere la gente comune che per sconfiggere le mafie non sarebbero mai bastati gli arresti e i processi, ma serviva uno sforzo più collettivo: culturale, sociale, politico. La scelta di scommettere sull’uso sociale dei beni confiscati puntava sul doppio valore, materiale e simbolico, di quei beni. Alla base c’era il desiderio di realizzare, nel modo più incisivo, la grande aspirazione di Pio La Torre (che 13 anni prima aveva ispirato la prima legge in materia). Cioè restituire i beni dei mafiosi alla società, trasformarli da ricchezze illecite ed esclusive in beni condivisi, opportunità e diritti per tante persone, segno del...


La Cassazione allarga i confini della Rognoni – La Torre

Feb 23rd, 2011 | Categoria: news
Per sgominare un “patto di ferro” tra casalesi e Cosa nostra la Cassazione ha ulteriormente allargato il confine di una norma chiave della legge Rognoni-La Torre, quella a tutela della libertà del mercato. La novita consiste nel fatto che, per i giudici, contro l’imprenditore che ha accettato di legarsi alle cosche, scatta il reato di concorrenza illecita anche se non c’è stata violenza o minaccia. Per compromettere le regole cardine dell’attività economica basta anche il solo profilarsi del metodo mafioso. Senza che l’associazione criminale debba mettere in atto azioni esemplari, se non in casi che la stessa magistratura definisce «estremi», per convincere chi si oppone. La legge 646/82 che porta il nome di Virginio Rognoni e Pio La Torre introduceva il reato di associazione mafiosa ed una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi (scopo poi raggiunto dall’associazione Libera, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge, che si concretizzò poi nella legge 109/96). Tale legge, nata sotto l’impulso dell’omicidio del generale Dalla Chiesa, produsse le premesse giurisprudenziali necessarie per la promulgazione dell’articolo del...


Vedi Trapani e poi trasferisciti

Mag 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Cosa accomuna la storia di Ninni Cassarà, il vicequestore di Palermo ucciso il 6 agosto 1985, con quella dell’ex prefetto di Trapani Fulvio Sodano? Perché i servitori dello Stato che tentano di fare il proprio lavoro vengono regolarmente contrastati? Intervista con il dirigente di polizia Giorgio Collura, vittima eccellente dei poteri forti della città «A.A.A funzionario allineato ai poteri forti cercasi». Il cartello fisicamente non c’è, ma è come se ci fosse, idealmente collocato all’ingresso dei palazzi istituzionali di Trapani. Basta chiedere a chi ha prestato servizio in Tribunale, in Procura, in Questura, in Prefettura e ha respirato quanto può essere ostile l’ambiente verso chi non capisce che aria tira. Verso chi non sa come va il mondo, da queste parti. La vicenda del prefetto Fulvio Sodano è solo l’ultimo episodio di una storia che si ripete. Trent’anni fa, per esempio, un altro Don Chisciotte, il commissario Ninni Cassarà, giungeva nella terra dei mulini a vento, per esserne travolto. Fu chiamato a guidare la Squadra mobile, resistette tre anni, poi fu costretto a fare le valigie verso quella Palermo in cui, il 6 agosto 1985, trovò la morte falciato dai kalashnikov della mafia. Testimone diretto delle difficoltà incontrate da Cassarà durante...