Articoli con tags ‘ legge 109/96 ’


La legge sul riutilizzo sociale compie 15 anni

mar 7th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
«Quindici anni dopo il bilancio è certo positivo, anche se rimangono delle criticità». Questo il primo commento di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e già padre del Gruppo Abele, a tre lustri di distanza dall’entrata in vigore delle legge 109/96. Era infatti il 7 marzo 1996 quando si dava attuazione alla normativa in materia di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali: un traguardo raggiunto grazie a un milione di firme raccolte in seguito a una petizione popolare lanciata proprio dall’associazione contro le mafie, fondata l’anno prima. Nel corso di questi anni, sono «numerosi e concreti i percorsi di giustizia, i diritti costruti grazie alla legge 109: dagli edifici trasformati in scuole, caserme, centri per anziani, alle cooperative che sui terreni confiscati danno lavoro a tanti giovani. I prodotti a marchio Libera terra – ha proseguito don Luigi Ciotti – sono oggi forse il simbolo più visibile di questa svolta, questo contrasto alle mafie collettivo».  Un emblema che ha davvero il gusto della riscossa, come quello ritratto qui a fianco. Siamo a San Sebastiano da Po, sulla collina di Chivasso: la cascina intitolata a Bruno e Carla Caccia è stata confiscata alla...


Beni confiscati, la carica degli ottocento

mar 7th, 2011 | Categoria: news
Sono 830 i Comuni italiani che ospitano nel proprio territorio almeno un bene confiscato alla criminalità organizzata, 12 ne hanno più di 100. In testa alla classifica Palermo, che con 1.870 beni è al 18,9% del totale. Seguono Reggio Calabria (220), Roma (193), Milano (184), Bari (113) e Napoli (109). E con gli ultimi 54 beni destinati salgono a 427 i beni destinati da maggio 2010. Le aziende confiscate sono 1.377, di cui in gestione da destinare 232. Quasi la metà delle aziende confiscate (37,55%) sono ubicate in Sicilia, seguita dalla Campania (19,61%) e dalla Lombardia (14,23%). Questi i numeri con cui l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati chiude il 2010, anno che l’ha vista nascere con decreto legge n.4 del 4 febbraio 2010, convertito in legge n. 50, il 31 marzo 2010. L’Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia organizzativa e contabile ed è sotto la vigilanza del ministro dell’Interno. Alla struttura, che ha sede a Reggio Calabria e a Roma, è...


Beni confiscati: siamo ai saldi di fine stagione?

nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
Parliamoci chiaro. L’emendamento alla finanziaria approvato in Senato lo scorso 13 novembre (relatore Maurizio Saia, Pdl), che introduce la possibilità di vendere i beni confiscati ai mafiosi, non rischia solo di essere un regalo alle cosche o una miope soluzione per fare cassa. È un vero e proprio colpo di spugna al lungo e faticoso percorso inaugurato con l’approvazione della legge di iniziativa popolare 109/96 che ha introdotto la possibilità di destinare i beni a scopi sociali. Le ragioni sono semplici. Con questa norma possono essere destinati alla vendita tutti gli immobili confiscati ma non destinati entro 90 giorni (centottanta in caso di operazioni particolarmente complesse). Quindi, in buona sostanza, finirebbe all’asta tutto lo stock di beni che giace in disuso, ad oggi più di 3.000 immobili, cui si aggiungerebbero tutti quelli man mano in scadenza. Non è infatti un segreto che nella stragrande maggioranza dei casi, a causa dei mille impedimenti che intercorrono nella fase di destinazione – ipoteche e proprietà indivise sono le più diffuse – il termine dei 90 giorni sia di gran lunga superato. Facile allora prevedere le conseguenze. Gli ex proprietari cercheranno di rientrare in possesso dei loro immobili ricorrendo ad amici e prestanome. Lo fanno...


Beni confiscati: l’orizzonte è l’Europa

ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
La legge 109/96 sull’uso sociale dei beni confiscati non solo ha consentito di colpire più efficacemente la mafia nel portafoglio, ma ha offerto opportunità di lavoro pulito a tanti giovani, dimostrando che un’economia alternativa a quella mafiosa è possibile anche nei territori più difficili. Ma oggi alcune riforme migliorative della normativa sono ineludibili per non rallentare questo percorso virtuoso di aggressione ai patrimoni criminali (continua…)


Compagni di viaggio

mar 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Che cosa rappresenta Libera nel panorama dell’antimafia civile? Ricordi e aneddoti di alcuni tra i tanti amici dell’Associazione Quando nacque Libera avevo già cominciato a girare l’Italia, invitata da varie associazioni a parlare di mio fratello, Paolo Borsellino. Ero, e sono, una persona molto riservata, non avvezza a parlare in pubblico, ma cominciai a farlo spinta dall’emozione, dalla rabbia, dal desiderio di poter fare qualche cosa che facesse durare la memoria di Paolo e della sua missione. In un paio di occasioni mi capitò di incontrare don Luigi Ciotti, che conoscevo di fama. Avemmo occasione di parlare a Palermo, lui mi incoraggiò, fu molto affettuoso, e mi fece un augurio che per me si rivelò determinante: «Ti auguro una bella pedata da parte di Dio». Un giorno mi telefonò per parlarmi di Libera: mi raccontò di quello che stava portando alla sua nascita e alla fine mi chiese di farne parte. Risposi che non sapevo nemmeno che cosa fosse un’associazione e lui mi spiegò che si sarebbe semplicemente trattato di fare quello che già facevo, ma insieme ad altri e in maniera organizzata. «Tu che parli tanto d’impegno sociale, pensaci prima di dire di no»: quella sua frase determinò la mia vita...


Un patrimonio da non disperdere

gen 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Piazza Mastai, ore 12,30. In una Roma coperta dal cielo grigio, varchiamo il cancello di un sontuoso palazzo, un tempo di proprietà cardinalizia, situato nel quartiere di Trastevere per recarci al terzo piano a incontrare la dottoressa Margherita Vallefuoco, fino a qualche giorno fa “Commissario straordinario del governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali”. Attraversiamo un lungo corridoio con il pavimento in marmo fino a che, all’ultima porta, entrando incontriamo una signora alta, elegante, con i capelli raccolti intenta ad impachettare una miriade di carte, qualche foto, due quadri e quant’altro ha accumulato nel suo ufficio durante i tre anni di svolgimento del suo mandato, iniziato il 19 gennaio 2001. C’è aria di smobilitazione, anche il riscaldamento sembra non abbia voglia di funzionare stamattina. Margherita Vallefuoco, napoletana, funzionaria di polizia e già consulente della Commissione parlamentare antimafia nella tredicesima legislatura, risponde ad alcune nostre domande seduta alla sua scrivania. Il tono è fermo e pacato sin dall’inizio della nostra chiacchierata. Dottoressa Vallefuoco, come ha saputo che il suo incarico di Commissario straordinario del governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali era terminato? L’ho saputo il 24 dicembre perché ho letto un...


Dal sangue al grano

dic 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
«L’impulso a fare il film mi venne da un incontro con Luigi Ciotti. All’epoca stavo girando “Abdellah e i suoi fratelli”, e avevo chiesto a Ciotti una testimonianza sull’immigrazione. Quel giorno Luigi ci portò nella vecchia sede del Gruppo Abele in via Giolitti e cominciò a raccontarci dell’attività di “Libera”. Al momento del congedo regalò a me e alle persone della troupe una bottiglia dell’olio prodotto da una cooperativa di ex tossicodipendenti che lavora negli uliveti confiscati a Bernardo Provenzano. Tutti noi provammo una forte emozione nel reggere quella bottiglia d’olio …». La lotta alla mafia è stata a lungo un “affare” di magistratura e forze dell’ordine. Solo negli anni Novanta, dopo le stragi, si è compreso che l’azione repressiva era essenziale ma non sufficiente. Bisognava dissodare il terreno di coltura della mafia, impedire che, nonostante le inchieste e gli arresti, la mentalità mafiosa continuasse a rigenerarsi. Ecco allora la nascita di “Libera”, espressione poliedrica di una società civile disposta a sporcarsi le mani, a combattere la mafia in prima persona.  Negli anni “Libera” si è ingrandita – ora raggruppa più di mille associazioni – e, tra le sue iniziative più importanti, c’è stata senz’altro quella raccolta di un milione di firme...


Dossier Mafie

mar 30th, 2002 | Categoria: archivio articoli
BENI CONFISCATI La grande lotta ai patrimoni delle mafie nel nostro paese muove i primi passi nel 1982 con la legge Rognoni-La Torre, che introduce nel nostro ordinamento il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso. Si comincia allora, infatti, a ritenere che nelle ricchezze accumulate dai clan esista una pericolosità intrinseca, al dì la dell’accrescimento di potere che garantiscono alle organizzazioni criminali. I beni, infatti, non sono soltanto funzionali all’azione dei singoli mafiosi o dell’intera organizzazione ma rappresentano, con la loro stessa esistenza, una pericolosa distorsione del mercato, con gravi ripercussioni sugli equilibri economici di intere aree del paese, in particolare nel Mezzogiorno. Per questo la lotta ai patrimoni mafiosi è sempre stata indicata come una priorità da tutti coloro che si sono impegnati e si impegnano nel contrasto alle organizzazioni criminali. Nel 1996 è stato compiuto un ulteriore passo in avanti: la legge 109 sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, approvata quell’anno, prevede, infatti, l’assegnazione di questi patrimoni illegali a quei soggetti – privato sociale, volontariato, cooperative, Comuni – in grado di restituirli con la loro opera alla comunità, facendone simboli tangibili del ripristino della legalità. Le difficoltà del riutilizzo La nostra opinione. Sin dalla sua nascita Libera ha considerato...


Per una giustizia che saldi Terra e Cielo

lug 10th, 2001 | Categoria: editoriali
Il 19 luglio 2001, alle ore 18, in contrada Santo Ippolito nel comune di Corleone, si è tenuta una celebrazione eucaristica per ricordare il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta — Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli — rimasti uccisi in quel tragico ed indimenticabile attentato di mafia del 1992. Il gesto, in sé, non è una novità per il linguaggio ecclesiale. Da sempre l’eucarestia è celebrata anche per i defunti: per affidare alla bontà di Dio il loro spirito, per realizzare quella comunione con i santi che rende meno dolorosa la loro assenza e per continuare un impegno sulle impronte del loro esempio e della loro testimonianza. Ciò che si è presentato come elemento nuovo, in questo caso, è il fatto che il rito sia stato celebrato su di un terreno recuperato alla legalità come previsto dalla legge 109/96 sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Dove ieri era presente la mafia con il suo linguaggio di violenza, d’ingiustizia e d’omertà, oggi sono in fase d’apertura sei cooperative — nel settore dell’agricoltura biologica — per riscattare quei campi con la dignità di un lavoro vissuto dai giovani del territorio all’insegna...