Articoli con tags ‘ legambiente ’


In Puglia una bilancia che oscilla tra infrazioni e buone prassi

Lug 24th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia
Nel Rapporto Ecomafia 2015 la Puglia conquista la vetta della poco edificante classifica delle illegalità ambientali in Italia, primato raggiunto scalzando quello storico della Campania. Nella nostra regione, infatti, le forze dell’ordine hanno riscontrato ben 4.499 infrazioni, il 15,4% di quanto accertato su tutto il territorio nazionale, denunciato 4.159 persone ed effettuato 2.469 sequestri. In linea col dato regionale, la provincia di Bari risulta essere la più colpita d’Italia per numero complessivo di infrazioni, 2.519, così come non sfigura nemmeno quella foggiana con 802 infrazioni. A questo si aggiunge un altro primato, quello nel ciclo illegale dei rifiuti con ben 2.081 infrazioni accertate, mentre l’abusivismo edilizio e i reati contro la fauna non accennano a diminuire. Una scalata ai vertici da parte della Puglia che si spiega con il capillare lavoro di monitoraggio e controllo svolto in tutta la regione dalle forze dell’ordine (in particolare Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri), coordinate operativamente da diversi anni grazie a un Accordo Quadro promosso e finanziato dalla Regione e che si avvale delle competenze scientifiche di Cnr e Arpa Puglia. Un lavoro di squadra che sta dando i suoi risultati (dal 2007 ad oggi sono state ben 3.154 le discariche...


L’ecomafia, il mostro a più teste che divora il presente. E il futuro

Lug 24th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Peppe Ruggiero
Immaginiamo un mostro vero e proprio a più teste. Non pensiamo ad un psicopatico serial killer, ma un mostro capace di divorare tutto quello che incontra, capace di nascondersi nell’ombra fino a rendersi invisibile, capace di cambiare aspetto, di assumere le forme più tranquillizzanti, e soprattutto capace di muoversi nel tempo, perché è soprattutto nel futuro che quel mostro va a colpire. Un mostro che da oltre vent’anni morde il paese e ne inquina la bellezza. Si chiama Ecomafia. Un’aggressione quotidiana all’ambiente. E che non uccide con armi da fuoco. L’ecomafia uccide con i rifiuti che mette sotto terra, uccide con il percolato, la sostanza liquida che i rifiuti lasciano con la decomposizione e che si infila dappertutto, fino ad arrivare alla falda acquifera e avvelenare tutto. Il mostro dell’ecomafia si è radicato nel settore dell’edilizia, avvelenandola. Perché non si tratta di costruire, come fanno gli imprenditori edili che rispettano le regole e fanno bene il loro lavoro, si tratta di costruire troppo e costruire male, come fanno gli imprenditori criminali con l’apertura di cave, movimentazione terra, fornitura di materiale da costruzione, lavorazione e trasporto di inerti, produzione di calcestruzzo, e poi speculazioni, lottizzazioni immobiliari abusive, appalti truccati e subappalti compiacenti....


“Un’aggressione a tappeto dei beni ambientali”. L’Italia vista da Legambiente

Lug 24th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Siamo seduti su una bomba ad orologeria. E la bomba, che di anno in anno si alimenta in potenza deflagrante, è pronta ad esplodere. Vero, il messaggio non è dei più rassicuranti ma è quello che, ancora una volta, lancia a gran voce Legambiente con il rapporto Ecomafia 2015, redatto sulla scorta dei dati 2014 e presentato a luglio. Uno spaccato inquietante del paese Italia, sempre più in balia dello strapotere delle eco e agromafie. In attesa che la legge 68 approvata lo scorso 22 maggio sortisca i suoi effetti, il 2014 ha visto terre e cieli d’Italia avvelenati da 29.293 reati ambientali (80 ogni giorno, uno ogni 18 minuti). Rispetto all’anno precedente, un’oscillazione all’apparenza irrisoria, che racconta di 19 episodi in più ma che assume altro senso quando la si traduce in soldoni. Già, perché i forzieri dei sistemi ecocriminali hanno visto entrare un tesoro di 22 miliardi di euro, ben 7 in più rispetto al 2013. Per dirla con le parole contenute nel report, “un’aggressione a tappeto dei beni ambientali”. Un’aggressione sistematica, su cui pesa soprattutto l’incidenza criminale delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Puglia, Sicilia, Campania e Calabria sono, nell’ordine, alle prime quattro posizioni in classifica. Solo...


Le ecomafie, business senza fine. Nel 2014, 22 miliardi di fatturato

Giu 30th, 2015 | Categoria: prima pagina
Il giro di affari delle ecomafie non conosce crisi ma, anzi, nel 2014, ha vissuto un’ennesima stagione di crescita: 22 mld di euro il fatturato, più sette rispetto all’anno precedente. In tutto, un totale di reati accertati (e molti restano sepolti dal silenzio) pari a 29.293 casi, praticamente 80 al giorno, quasi 4 ogni ora, con un aumento delle infrazioni nel settore dei rifiuti (più 26%) e del cemento (più 4,3%). Ad alimentare il malaffare è soprattutto la corruzione. Questa la fotografia sull’illegalità ambientale scattata dal nuovo rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente. In testa alla classifica regionale degli illeciti c’è la Puglia. Il Lazio è la prima regione del centro Italia, la Liguria la prima del nord mentre la Lombardia è al top per le indagini sulla corruzione. Più della metà (14.736) del totale delle infrazioni si è registrato nelle “quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Puglia, Sicilia, Campania e Calabria”: 12.732 denunce, 71 arresti, 5.127 sequestri. Spiccano i numeri dell’agroalimentare: fattura 4,3 miliardi per 7.985 illeciti; il racket degli animali colleziona 7.846 reati. Per Legambiente però questo rapporto Ecomafia ha un sapore particolare perché “dopo 21 anni di battaglie” è arrivata “la legge sugli ecoreati”, che ha introdotto il delitti...


Ambiente, approvata la legge sugli ecocrimini. Ecco che cosa prevede

Mag 22nd, 2015 | Categoria: articoli
di Giuseppe Baldessarro
È una buona notizia. Forse la miglior legge fatta in questa legislatura. Con 170 voti a favore, 20 contrari e 21 astenuti, ieri sera Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il provvedimento che fa diventare gli ecoreati crimini da codice penale. Con punizioni che vanno fino a 15 anni di carcere (vedi la scheda). Da questo momento sono fatti penalmente rilevanti l’inquinamento ambientale, il disastro ambientale, i delitti colposi contro l’ambiente, il traffico e l’abbandono di materiale radioattivo, il reato di omessa bonifica e quello di impedimento al controllo. Ci sono voluti quasi venti anni, durante i quali il territorio e l’ambiente sono stati martoriati da criminali senza scrupolo. Vent’anni di morti, di navi dei veleni, di terre dei fuochi. Vent’anni di lotte, di denunce, di processi che finivano in prescrizione. Ora si cambia pagina. Ed è legittima la soddisfazione del ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, che ieri ha ricordato come «l’approvazione della legge sugli ecoreati rappresenti una tappa importante nella lunga battaglia per la tutela del territorio». Aggiungendo che «per la prima volta nell’ordinamento italiano vengono introdotte specifiche tipologie di reato che ci permetteranno di perseguire con maggiore efficacia i delitti commessi contro l’ambiente». Martina è...


Ecoreati, la soddisfazione di Legambiente e Libera

Mag 20th, 2015 | Categoria: prima pagina
C’è soddisfazione tra le associazioni che da anni si battono per ottenere una legge sugli ecoreati. Legambiente e Libera festeggiano, e sottolineano come «dopo 21 anni eco-giustizia è fatta». «Per noi – hanno sottolineato con striscioni in piazza – oggi è una giornata storica. Dopo 21 anni gli ecoreati entrano finalmente nel Codice penale: eco-giustizia è fatta. Da ora in poi gli ecomafiosi e gli ecocriminali non la faranno più franca. Grazie ad una norma come questa sarà possibile colpire con grande efficacia chi fino ad oggi ha inquinato l’ambiente in cui viviamo contando sull’impunità». Legambiente e Libera erano presenti nella tribuna aperta al pubblico dell’Aula del Senato. Le due associazioni, che hanno promosso l’appello «In nome del popolo inquinato», sottoscritto da altre 23 sigle associative di cittadini, medici, studenti e di categoria, hanno poi brindato davanti a Palazzo Madama subito dopo il voto favorevole del Senato, che ha approvato senza modifiche e quindi definitivamente il disegno di legge sui delitti ambientali nel codice penale. «Questo provvedimento, frutto del lavoro parlamentare congiunto di Pd, M5s e Sel, è migliorato nel tempo grazie ad una serie di integrazioni nate dal confronto con magistrati, forze dell’ordine, giuristi e associazioni, e costituisce una pagina memorabile della...


Ambiente, approvata la legge sugli ecocrimini. I reati ambientali saranno puniti penalmente

Mag 20th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Giuseppe Baldessarro
È una buona notizia. Forse la miglior legge fatta in questa legislatura. Con 170 voti a favore, 20 contrari e 21 astenuti, ieri sera Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il provvedimento che fa diventare gli ecoreati crimini da codice penale. Con punizioni che vanno fino a 15 anni di carcere (vedi la scheda). Da questo momento sono fatti penalmente rilevanti l’inquinamento ambientale, il disastro ambientale, i delitti colposi contro l’ambiente, il traffico e l’abbandono di materiale radioattivo, il reato di omessa bonifica e quello di impedimento al controllo. Ci sono voluti quasi venti anni, durante i quali il territorio e l’ambiente sono stati martoriati da criminali senza scrupolo. Vent’anni di morti, di navi dei veleni, di terre dei fuochi. Vent’anni di lotte, di denunce, di processi che finivano in prescrizione. Ora si cambia pagina. Ed è legittima la soddisfazione del ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, che ieri ha ricordato come «l’approvazione della legge sugli ecoreati rappresenti una tappa importante nella lunga battaglia per la tutela del territorio». Aggiungendo che «per la prima volta nell’ordinamento italiano vengono introdotte specifiche tipologie di reato che ci permetteranno di perseguire con maggiore efficacia i delitti commessi contro l’ambiente». Martina è...


Amianto, nel nostro Paese ancora presenti 32 milioni di tonnellate

Apr 27th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
A 23 anni dalla sua messa al bando, l’amianto causa 4 mila morti ogni anno in Italia. Enormi sono i ritardi per il censimento, la mappatura e gli interventi delle bonifiche con 32 milioni le tonnellate ancora presenti sul territorio”. In occasione della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto (che si celebra il 28 aprile per ricordare le tante persone che hanno perso la vita a causa della ”fibra killer”), Legambiente rilancia la questione con un rapporto ad hoc e chiede con ”urgenza un impegno concreto nazionale e locale per fermare questa drammatica emergenza” , ed in particolare ”gli incentivi per la sostituzione dell’eternit con i tetti fotovoltaici”, oltre che l’inserimento degli ”ecoreati nel codice penale”. Secondo Legambiente mancano ancora i piani regionali anti-amianto in ”Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sardegna”. In base al censimento ”solo in 10 Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta) indica oltre 230 mila strutture: gli edifici pubblici e privati contenenti amianto sarebbero più di 188.000 cui vanno aggiunti i 6.913 siti industriali e altre strutture contenenti”. Mentre ”la mappatura dell’amianto presente sul territorio è stata conclusa solo da metà delle Regioni (Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia,...


Festambiente dedica una giornata al tema delle mafie

Lug 31st, 2014 | Categoria: news
Aprirà i battenti venerdì prossimo, 8 agosto, la ventesima edizione di Festambiente, il festival nazionale di Legambiente che quest’anno si svolgerà, sino al 17 agosto, a Rispescia, comune in provincia di Grosseto incastonato nel parco regionale della Maremma. Il tema dell’edizione 2014 sarà “È bello vivere in Italia”: si ragionerà su come trovare una soluzione alla crisi tramite la bellezza, l’ecologia e il risparmio energetico. Dieci giorni di musica, cinema, mostre mercato, dibattiti, spazi per bambini e ristorazione tradizionale ma anche biologica: questi i capi saldi della manifestazione, descritta dagli organizzatori come “una cittadella ecologica dove a regnare saranno le buone pratiche, il rispetto per l’ambiente, le radici culturali e l’allegria: un appuntamento che ogni anno attrae circa 60 mila visitatori nell’arco dei dieci giorni”. Festambiente sarà aperto dal concerto di Elio e le storie tese, alle 22.30 di venerdì prossimo. Sabato 9 agosto sarà invece la volta di Piero Pelù: il leader dei Litfiba presenterà la sua autobiografia “Identikit di un ribelle“, intervistato da Enrico Fontana, direttore nazionale di Libera. La giornata del 9 agosto sarà interamente dedicata al tema delle mafie, e prevede la partecipazione anche di don Luigi Ciotti. Nel corso della giornata, sarà conferito il premio “Ambiente e...


Casal di Principe, l’ecocidio della camorra

Set 20th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
«Ho guidato io la ruspa che ha scavato per seppellire i rifiuti. Sotto quel terreno c’è il contenuto di venti camion». Il nuovo collaboratore del clan dei Casalesi, di cui non si conosce il nome, sarebbe stato preciso nell’indicare ai pubblici ministeri della Dda di Napoli il luogo esatto dove trovare le prove dell’ennesimo scempio perpetrato in Campania dall’ecomafia. Via Sondrio, Casal di Principe, ore 9 del mattino di martedì scorso: una squadra composta da  tecnici dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezionale ambientale in Campania), Vigili del Fuoco e Carabinieri rinviene in un terreno di proprietà privata dei fusti metallici sbriciolati. Erano a circa 9 metri di profondità e con tutta probabilità contenevano materiale siderurgico e fanghi industriali sotterrati oltre vent’anni fa. A guidare i pm dell’antimafia Giovanni Conzo, Luigi Landolfi e il procuratore aggiunto Francesco Greco fino al terreno di via Sondrio sono state le dichiarazioni di tre persone che avrebbero preso parte direttamente alle operazioni di sversamento dei rifiuti tossici. L’appezzamento in questione si trova per altro molto vicino ad un’altra proprietà indicata in precedenza dal pentito Carmine Schiavone, cugino del famigerato “Sandokan”, come una delle discariche abusive del potente clan di Casal di Principe. Intanto, mentre gli investigatori continuano la...