Articoli con tags ‘ legalità ’


I “pinocchi” istituzionali sulla sicurezza

Dic 10th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Due settimane fa, il presidente Renzi, in conferenza stampa con il presidente egiziano Al-Sisi, in visita ufficiale a Roma, parlando, tra l’altro, dell’immigrazione, indicava in circa 150mila gli stranieri sbarcati in Italia nel 2014, ricevendo, sul dato, un cenno di conferma dal ministro Alfano presente nella sala. In realtà, a quella data, il numero reale di migranti aveva già superato quota 160mila (alla data  oltre 166mila). Un paio di giorni dopo, da un’indagine di ConfCommercio-Gfk Eurisko su alcuni fenomeni criminali riguardanti la categoria, emergeva l’aumento dei delitti denunciati di estorsione e di usura nel periodo 2007-2013. Il ministro Alfano, intervenendo al convegno di presentazione in occasione della giornata intitolata “Legalità, mi piace”, parlava, invece, di un calo, negli ultimi dodici mesi, sia delle estorsioni (-15%) che dell’usura (-28,5%). Non sappiamo quali dati abbia avuto Alfano e da chi, ma sappiamo per certo che i dati del (suo) ministero dell’Interno indicano un chiaro aumento delle estorsioni denunciate (dalle 6.099 del 2011, alle 6.884 del 2013, alle 5.385 del 2014, al 30 settembre, dato non consolidato e, quindi, in aumento)  e  del delitto di usura (352 nel 2011, 405 nel 2012, 460 nel 2013 e 267 nel 2014, al 30 settembre). Aumenti...


Il riscatto di Palermo

Mag 24th, 2013 | Categoria: articoli
di Sara Manisera e Francesco Di Donna
Palermo, 23 maggio 2013. Via Emanuele Notarbartolo (dedicata alla prima vittima di mafia, il politico ucciso il primo febbraio 1893 a Termini Imerese) viene vivacemente invasa da centinaia e centinaia di ragazzi che in corteo hanno sfilato partendo da via D’Amelio e arrivando lì, dove abitavano Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e dove è stato piantato l’albero dedicato al giudice. Nell’aria, le note cantate di Niccolò Fabi. Alle 17.58, ora in cui cinquecento chili di tritolo devastarono, il 23 maggio 1992, diversi chilometri dell’autostrada Palermo-Trapani all’altezza di Capaci, è stato osservato un minuto di silenzio. In ricordo di quel boato, di quel fragore, di quella strage che ha spezzato le vite di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro. Così si chiamavano i tre poliziotti che avevao il compito di vegliare sul giudice, non semplicemente e frettolosamente “agenti della scorta”. Negli occhi, le immagini viste centinaia di volte alla televisione anche da chi ieri era presente ma quel giorno di ventuno anni fa non era neppure nato. È stata una giornata emozionante e siginificativa quella vissuta ieri da studenti – delle scuole di ogni ordine  e grado (compresa una delegazione universitaria) –  provenienti da tutta Italia...


A Castelvetrano l’olio della Liberazione

Nov 25th, 2010 | Categoria: news
Dalle ceneri di Adamo nacque un ulivo, metafora di rinascita e simbolo di pace. Il 5 novembre scorso a Castelvetrano, in provincia di Trapani, si è provato a rinascere nella legalità: una raccolta di olive sui campi confiscati alla mafia è stata organizzata da Libera. Una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza e tra i molti che hanno risposto all’appello anche il questore Gualtieri: «Tutti purtroppo associano Castelvetrano alla mafia. Io oggi ribalterei il concetto – spiega Gualtieri – poiché qui l’azione di contrasto alla criminalità non viene fatta solo dalle forze di polizia ma da tutte le forze sane della società». Un’affermazione che nulla ha di retorico in una realtà come quella del trapanese, terra del latitante Matteo Messina Denaro, terra dell’assordante silenzio di una comunità atterrita, piagata, e che oggi rinasce su quelle terre che furono ricchezza e possesso dei boss. Certo la terra promessa della legalità è difficile da mantenere se, nei processi in corso a Trapani dove gli imprenditori costituitisi parte civile sono stati lasciati soli, è presente solo Confindustria e mancano del tutto le istituzioni politiche. Oppure se Francesco Nasca, oggi condannato a sette anni, ex-funzionario del Demanio incaricato della gestione dei beni confiscati alla mafia,...


Cose nostre: per la legalità e la cultura, ricordando Angelo vassallo

Nov 4th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Venerdì 5 novembre ricorrono due mesi dall’assassinio di Angelo Vassallo, il primo cittadino di Pollica ucciso a colpi di pistola in un agguato che sembra avere il marchio della fredda brutalità mafiosa. Per non dimenticare l’accaduto questo venerdì, in diretta streaming “a reti unificate”, dalle 20:00 alle 24:00, andrà in onda una maratona di solidarietà dal nome “Cose nostre: per la legalità e la cultura, ricordando Angelo Vassallo”. Al progetto aderiscono il network Altratv.tv, FEMI (Federazione delle micro web tv), Ipazia Preveggenza Tecnologica, Current, Valigia Blu, Repubblica, Wired, L’Unità, Rainews24, De Agostini, U-Station, aduni, YouDem. Per seguire comodamente la diretta sarà sufficiente collegarsi a www.cosenostre.tv set 2010 – Ucciso sindaco di Pollica (Sa) set 2010 – A Pollica le voci si moltiplicano ma anche i silenzi


Una cronista nella zona grigia

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Angelo Agostini
Estratto dal  primo rapporto annuale di OSSIGENO PER L’INFORMAZIONE, l’Osservatorio di Fnsi e Odg a tutela dei giornalisti minacciati, fondato e diretto da Alberto Spampinato (consigliere nazionale della Fnsi e fratello di Giovanni, giornalista de “L’Ora” ucciso a Ragusa nel 1972), con la direzione scientifica di Angelo Agostini   (altro…)


La potenza di “un piccolo no”

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Per senso etico, per coerenza, per non arricchire chi sfrutta il lavoro altrui e arruola ragazzi condannandoli alla galera o alla morte. Ecco alcuni dei motivi che hanno spinto un commerciante a puntare il dito in tribunale contro i suoi estorsori Intervista a Rocco Mangiardi Incontriamo Rocco Mangiardi, 53 anni, imprenditore lametino specializzato nella rivendita di ricambi per auto, in un albergo di Firenze. Si presenta un signore semplice e gentile, capelli sale e pepe. È nel capoluogo su invito delle Regioni Toscana e Calabria a portare la sua testimonianza a un convegno nazionale sul tema della lotta al racket. Rocco Mangiardi ha trovato spazio nelle cronache dei giornali nazionali per quello che lui definisce “un piccolo no”: si è rifiutato di pagare il pizzo a una ‘ndrina e, il 9 gennaio scorso, ha testimoniato contro i suoi estorsori in un’aula di tribunale, indicandoli al presidente della corte. Un gesto che non è poi così piccolo. Nella città di Lamezia, sciolta due volte per infiltrazioni mafiose, per molti anni i commercianti hanno pagato la “tassa della mafia” senza batter ciglio. Molti continuano a pagare, come conferma lo stesso Mangiardi. Soltanto nel marzo del 2008, dopo il terribile incendio che nell’ottobre 2007 devastatò...


Mafia-antimafia, la partita truccata

Mag 10th, 2008 | Categoria: recensioni
Intitolare “Perché la mafia ha vinto” l’ultima fatica del prof. Nicola Tranfaglia, è stata una brillante trovata editoriale. Vedi il volume sullo scaffale di una libreria e pensi: “Devo essermi perso qualcosa”, “oddio, quando è successo?”. Quasi ti senti in colpa: un momento di distrazione, di noia, di indifferenza ci può stare al cospetto di una partita (quella tra Stato e mafie) che si trascina da tempi remoti, spesso langue stancamente a centro campo e il cui esito non si profila all’orizzonte. Ma perdersi il triplice fischio finale di una contesa così decisiva per le sorti del Paese è davvero il colmo… Tranquilli, l’arbitro non ha fischiato. E nelle 160 pagine del libro di Tranfaglia non si descrivono né la presunta vittoria della mafia né la mesta discesa dei suoi oppositori negli spogliatoi. La tesi su cui si incardina il volume è un’altra, meno pessimista, ma altrettanto amara: la vera partita non è mai iniziata. Perché settori rilevanti delle classi dirigenti che si sono susseguite dall’Unità d’Italia a oggi, quelle che avrebbero dovuto guidare il fronte antimafia, hanno preferito scendere a patti con le consorterie mafiose piuttosto che battersi per debellarle. L’autore raccoglie le prove a sostegno di questa asserzione...


Quando c’è la salute, c’è tutto

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Non è solo un detto comune, perché la salute non è solo assenza di malattia, ma “benessere fisico, mentale e sociale”, determinato anche da fattori socioeconomici, culturali e ambientali. Dalla corruzione dei colletti bianchi alla pesante infiltrazione mafiosa, ecco come l’illegalità influisce sul nostro “star bene La salute ha rappresentato per ogni popolo una condizione da tutelare e propiziare ed è stata da sempre considerata dagli uomini tra i beni più preziosi. La precisa definizione di tale condizione essenziale per l’individuo e la comunità si è però sempre rivelata abbastanza problematica. Per molto tempo il concetto di salute è stato strettamente legato a quello di “malattia” e la condizione di salute si sostanziava pertanto nella “negazione” di questa. Una fortunata definizione di “salute”, che viene ancora oggi universalmente riconosciuta come valida, è quella definita con la Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1946: «La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale» e non, appunto, la semplice assenza di malattia o infermità. L’etica e il diritto. Tale visione amplia in maniera rilevante lo spettro dei fattori che influenzano e determinano lo stato di salute. Alcuni, come l’età, il sesso e altri fattori “costituzionali”, sono strettamente correlati all’individuo e di...


Sicurezza e paura: tra mito e realtà

Dic 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Con l’allentarsi dei legami sociali caratterizzanti la nostra società e con l’affievolirsi del valore della solidarietà, oggi anche il termine sicurezza non è più usato in riferimento al mondo del lavoro, delle istituzioni o alle strutture della previdenza, ma è strettamente legato allo “sconosciuto in agguato”.  La paura del crimine diventa così la paura della società che abbiamo creato, a prescindere dal tasso di criminalità effettivamente registrato Riflettendo sulle legislazioni in materia di migranti, mi pare che nella maggioranza dei paesi europei le nuove normative non intendano impedire le migrazioni, ma renderle più difficili. Le leggi mirano a creare ostacoli, sembrano fatte apposta per innalzare il costo materiale e umano per chi sceglie di migrare. Una volta, chi migrava prendeva il treno, ad esempio dal sud al nord Italia: pagava le ferrovie dello Stato; oppure, dai Caraibi a Londra, prendeva la nave o l’aereo, e il viaggio veniva pagato dal datore di lavoro. Oggi, chi migra paga un mediatore, rischia di morire, e i fortunati vanno incontro a maltrattamenti, a vessazioni di ogni tipo. Normalmente le merci vengono fatte circolare a spese dei produttori e dei consumatori, mentre la “merce” migrante è l’unica che paga per la sua stessa circolazione. Tutti questi...


Il motorino

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Sulle strade di Gela circolano miriadi di motorini. Se ne vedono passare ovunque, anche con tre passeggeri a bordo. Ne sono pieni i cortili delle scuole, i bordi dei campi di calcio e gli spiazzi davanti bar e parrocchie. Negli assolati pomeriggi e nelle calde sere d’estate, in un territorio che offre poche possibilità e luoghi di ritrovo, spesso i ragazzi trascorrono il proprio tempo a chiacchierare appollaiati sugli scooter davanti ai pub del lungo mare o di Capo Soprano. A vederli sembra che il motorino introduca nella loro vita solo spensieratezza e autonomia e, invece, l’uso delle due ruote diventa per molti di loro un modo di sperimentare, per la prima volta, un controverso rapporto con la legalità.  La città di Gela sta facendo molti passi in avanti, ma sul suo territorio insiste ancora un forte fenomeno criminale ed è sedimentato un difficile dialogo tra cittadini e istituzioni: in questo contesto il motorino diventa per i minori una chiave d’accesso ad alcuni problemi del mondo degli adulti.  Anzitutto le norme. In città non è molto di moda rispettare l’uso obbligatorio del casco. Un insegnante ci racconta di alcuni studenti che lo tolgono a qualche centinaio di metri dalla scuola per non...