Articoli con tags ‘ Lega nord ’


Maurizio Grassano: da responsabile a colpevole

Apr 4th, 2011 | Categoria: news
di Davide Pecorelli
“Responsabile” e “colpevole”. Sono i due volti di Maurizio Grassano, a seconda della lente con la quale si legge la storia personale del “già” presidente del Consiglio di Alessandria, leghista duro e puro di lunga data, oggi rappresentante del gruppo “Iniziativa Responsabile” seduto sulle vellutate poltrone della Camera dei Deputati. Responsabile, certo. Almeno secondo l’appartenenza al gruppo parlamentare scelto dal politico alessandrino. Ma anche colpevole, secondo una sentenza pronunciata nel nome del Popolo Italiano. Lo stesso Popolo che rappresenta dai banchi della Camera. Pochi giorni fa, il tribunale di Alessandria lo ha condannato in primo grado a 4 anni di carcere per truffa aggravata nei confronti del comune di Alessandria. Grassano è stato presidente del Consiglio Comunale del comune piemontese dal 2003 al 2008, senza abbandonare – come permette la legge- il posto di lavoro. Secondo la tesi accusatoria, accolta dal giudice di primo grado, l’allora esponente del carroccio ha falsificato, nel periodo tra il 2003 e il 2008, i rimborsi chiesti al Comune per l’assenza sul posto di lavoro, dovuti agli impegni istituzionali. La legge stabilisce che il lavoratore dipendente, una...


La mafia in altalena

Dic 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Chiara Pracchi
L’ultimo in ordine di tempo è stato Roberto Saviano a puntare il dito contro la “distrazione” della Lega mentre le mafie si diffondevano al Nord. Prima di lui ci avevano provato Luigi De Magistris, dell’Idv, e il procuratore Antonio Ingroia, ma le loro invettive non avevano ottenuto la stessa risonanza mediatica. Da quando Saviano ha lanciato la sua accusa, invece, ne è scaturito un florilegio di articoli che andavano a ripescare vecchi numeri della Padania, quando il quartier generale di via Bellerio si scagliava contro “il mafioso di Arcore” o lo incalzava con le famose undici domande sull’origine dell’impero Fininvest. Limitarsi, però, a una contrapposizione passato/presente, rinfacciando alla Lega ciò che è stata e che non è più, rischia di farci travisare la lunga storia di incomprensioni che sembra aver caratterizzato la lettura del fenomeno mafioso (nel senso generale del termine) da parte del Carroccio. Più realisti del re Quando nasce nel 1997, l’organo di stampa della Lega aspira a essere un giornale di denuncia, portatore di una forte carica moralizzatrice. In quest’ottica l’attenzione per le infiltrazioni mafiose nel Nord e nell’economia legale è alta, così come frequenti sono gli attacchi alla Commissione parlamentare antimafia, allora guidata da Ottaviano Del Turco, e...


Saviano, Maroni e l’antimafia d’autore

Nov 18th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Fabio Anibaldi
La parola illuminante l’ha detta, come spesso capita, Barbara Spinelli: «i misteri di un’opera sono nell’opera, non nell’autore» (“la Repubblica”, 17 novembre). Spinelli si riferiva al berlusconismo, difficile da valutare se ci limitiamo a zoomare sul personaggio e non invece sulla «forza, la stoffa, gli ingredienti» del suo potere. Ma le parole di Spinelli aiutano anche a collocare nel giusto sfondo la polemica tra Roberto Saviano e Roberto Maroni: Saviano che denuncia in tv la diffusione della ‘ndrangheta in Lombardia e il suo “interloquire” con la Lega, Maroni che chiede indignato il diritto di replica ad accuse che giudica infamanti per poi proporre allo scrittore, nel giorno dell’arresto del boss Iovine, di “deporre le armi”. Non è qui in questione il valore delle persone. Saviano ha avuto il merito di scrivere un libro eccezionale, che ha venduto in tutto il mondo perché ha saputo fondere i codici dell’inchiesta con quelli della letteratura, costruendo sulle mafie un racconto convincente e nuovo, lontano sia dalle pedanterie accademiche che dalle riduzioni di folclore. Maroni è un ministro degli Interni che sul fronte della repressione mafiosa ha ottenuto risultati innegabili, peraltro riconosciuti dallo stesso Saviano. È in questione l’idea stessa di mafia che sottostà a questa...


Il verde e il nero

Ott 20th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Il primo è rimasto negli annali di storia come il peggior incubo dei mafiosi del suo tempo. Il secondo è stato definito da Roberto Saviano, icona nazionale dell’antimafia, «uno dei migliori ministri dell’Interno di sempre» per la sua politica di contrasto alle cosche. Roberto Maroni come Cesare Mori, il “verde” e il “nero”, distanti storicamente e politicamente, sono accomunati dal piglio efficientista di chi pensa che la mafia non sia stata sconfitta perché nessuno l’ha mai affrontata in modo adeguato. Anche Roberto Maroni vuole diventare il nemico numero uno dei clan. Ma non può usare i metodi feroci del “prefetto di ferro”, che per trascinare davanti alla corte briganti e mafiosi non risparmiò neppure gli innocenti. Il ministro leghista si muove in virtù di una presunta efficienza nordista, utilizzata come grimaldello per risolvere gli atavici problemi del sud. E ad oggi le statistiche di sequestri, arresti e catture sembrano dargli ragione, così come davano ragione a Mori, segnando un calo verticale dei reati dopo il suo arrivo in Sicilia nel 1925. Ma neanche il prefetto di ferro, con i suoi metodi liberticidi, riuscì a sconfiggere la mafia, che rinacque più forte di prima dopo la seconda guerra mondiale. Per molti storici perché fu...