Articoli con tags ‘ Lecce ’


Lecce, imprenditore usava fondi antiusura per pagare gli usurai. Nove arresti e l’ombra della Scu

Set 11th, 2015 | Categoria: news
Per pagare gli interessi usurari dovuti all’organizzazione criminale, un imprenditore edile avrebbe frodato il Fondo di solidarietà antiracket e antiusura per 115mila euro. Emerge anche questo dall’operazione compiuta oggi dalla Guardia di finanza di Lecce che ha arrestato nove persone in un’indagine in cui vi sono 24 indagati, tra cui tre funzionari del Comune di Galatina (Lecce). Il presunto gruppo criminale – secondo l’accusa – operava con metodi mafiosi a Galatina e nella frazione di Noha. In particolare, l’imprenditore avrebbe avuto accesso al Fondo per estorsioni subite anni prima da un altro gruppo criminale, rappresentando falsamente l’esistenza di un debito commerciale. Avrebbe così ottenuto una maggiore erogazione rispetto al dovuto, pari a 115.000 euro circa, somma che avrebbe versato interamente al suo aguzzino per pagare gli interessi usurari. A capo del gruppo malavitoso – secondo l’accusa – c’erano Luigi Sparapane e Mario Notaro, esponenti di spicco del clan Coluccia della Scu, già condannati per associazione mafiosa con sentenze passate in giudicato. Oltre trenta le vittime accertate del giro di usura ed estorsione, soprattutto imprenditori in difficoltà, a cui il gruppo criminale applicava tassi d’interesse usurari tra il 121% e il 183% annui. E’ dalla denuncia di una delle vittime – “una delle...


Lecce, incendiato chiosco del fratello di un pentito della Sacra corona unita

Set 8th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Il chiosco di bevande e frullati gestito da Dymon Greco, di 30 anni, fratello del neo ‘pentito’ della Scu Gioele Greco, 28enne, è stato incendiato la notte scorsa in via Trinchese, nel centro di Lecce. Gioele Greco – a quanto è dato sapere – sta rivelando agli inquirenti aspetti finora oscuri del business illegale dell’associazione mafiosa: estorsioni, traffico di droga, truffe ai danni di aziende, banche e compagnie telefoniche. Le fiamme non hanno provocato ingenti danni. Sono divampate sul retro del chiosco, partite probabilmente da alcuni cassonetti della raccolta differenziata e poi si sono auto-estinte. Sul posto i vigili del fuoco non hanno rinvenuto alcuna traccia evidente della matrice dolosa, ma gli inquirenti della squadra mobile della Questura di Lecce appaiono convinti della matrice dolosa e intimidatoria del gesto. Lo scorso 28 agosto ignoti incendiarono l’auto del padre del ‘pentito’, una Toyota Corolla, parcheggiata davanti alla sua abitazione nel rione Salesiani. Lo stesso chiosco nel maggio scorso fu al centro di una polemica per un cartello omofobo con la scritta “Genitori, tenete lontani i vostri figli dai gay”, esposto dallo stesso gestore durante una manifestazione che si stava celebrando in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia.


Puglia, ecco gli schiavi del fotovoltaico

Apr 20th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Schiavi, incatenati al tavoliere delle Puglie, non per raccogliere fragole o pomodori come da atavica mancipatio ma moderni automi della green economy. Nelle distese di pannelli solari lavoravano a ritmo serrato, per dodici e più ore, a montare e smontare senza sosta moduli di silicio. Spettri di luce senza nome né volto, giunti fin qui dal lontano Pakistan, dal Ghana o dal Sudan, un esercito costretto al silenzio dalla clandestinità. Energie rinnovabili anche loro, chi parlava veniva cacciato e al suo posto nuove braccia erano pronte a sostituirlo. A costringerli in catene non è la mafia ma una peggiore forma di criminalità organizzata: l’industria del profitto senza regole. La Tecnova è un’azienda spagnola specializzata nelle energie a basso impatto ambientale, dopo aver vinto l’appalto della Regione Puglia per la costruzione di impianti fotovoltaici ha aperto cantieri da Galatina a San Pancrazio, passando da Salice, Nardò, Guagnano, Collepasso, Francavilla fino al Capo di Leuca. Il lavoro di montaggio era affidato a circa 500 lavoratori non comunitari, attratti dalle prospettive di lavoro e dai contratti che Tecnova proponeva. Arrivati in Salento grazie al passaparola, veniva loro promesso di essere assunti con contratti da metalmeccanici per sette ore al giorno e 1.300 euro...


Cinquecento indagati in tutta Italia, maxi-blitz su un giro di scommesse on-line

Ott 15th, 2010 | Categoria: news
Un gigantesco giro di scommesse illecite, dalla Puglia alla Lombardia passando per Calabria, Sicilia, Campania, Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria e Toscana. Ecco quanto scoperto dalla Guardia di Finanza a seguito di un’indagine, avviata nel 2008 e denominata “Poker 2”, che l’ha portata questa mattina a compiere 47 perquisizioni in tutta Italia presso i domicili ed i locali nella disponibilità di 26 persone che avrebbero promosso e organizzato, su gran parte del territorio nazionale, un sistema illegale di raccolta di scommesse telematiche su eventi sportivi. Per farlo si sarebbero avvalsi di una fitta rete di agenzie (500 quelle ad oggi censite dai finanzieri, 498 le persone in tutto denunciate) che introitavano centinaia di milioni di euro dagli scommettitori ed i cui gestori sono stati denunciati. L’operazione “Poker 2” nasce nel 2008 quando gli investigatori presero ad indagare su una società di capitali austriaca, con sede legale ad Innsbruck che, priva delle concessioni rilasciate dall’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, aveva messo in piedi un sistema illegale di scommesse su eventi sportivi. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce hanno portato alla luce la fitta tela di interessi che dalla società austriaca si diramava arrivando a provare il diretto interesse...


In Puglia la mafia preferisce i negozi

Ott 12th, 2010 | Categoria: news
Stamane la Squadra Mobile di Taranto ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di ben 46 individui. L’ordinanza è stata emessa dal Gip di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della stessa provincia salentina. Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi ed esplosivi, truffa aggravata, estorsione, intestazione fittizia di beni a fini elusivi delle normative antiriciclaggio. Agli arresti, giunti dopo una prolungata indagine, sono arrivati anche i sequestri di beni mobili e immobili per una stima di circa 700 mila euro. La Mobile di Taranto è partita dalla pista del riciclaggio. Secondo le risultanze investigative  il denaro frutto del commercio di stupefacenti veniva riciclato tramite investimenti patrimoniali “di media portata”. Si comperavano esercizi commerciali e li si intestavano a prestanome che, a volte, per essere convinti venivano anche minacciati.


Arrestato Gennaro Solito, un altro colpo alla nuova Sacra Corona Unita

Set 30th, 2010 | Categoria: news
L’operazione Calipso assesta gli ultimi colpi. L’azione che ieri ha portato a spiccare undici ordini di custodia cautelare contro i nuovi boss di una ricostituita Sacra Corona Unita arriva alle battute finali. I carabinieri del Ros di Gallarate e della stazione di Milano Malpensa hanno arrestato Gennaro Solito, 56 anni, di Ceglie Messapica, indagato per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Solito figurava nell’elenco degli undici ordini di custodia cautelare spiccati ieri dalla Procura Distrettuale Antimafia. Non è stato fermato con gli altri perché non si trovava in Italia, ma in Thailandia. La sua latitanza ha avuto però vita breve. Solito aveva assunto, nell’assetto della nuova Sacra Corona, il ruolo di referente nella zona di Ceglie Messapica dove imponeva il pizzo agli imprenditori, controllando altresì il locale traffico della droga. Gli investigatori hanno accertato il suo coinvolgimento nel business del gioco d’azzardo, col quale l’organizzazione si finanziava, imponendo forniture di slot machines truccate alle sale da gioco della zona.


Undici arresti tra Puglia e Albania. E’ la nuova Sacra Corona Unita, tra droga e gioco d’azzardo.

Set 29th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Matteo Zola
Albania, lungomare di Valona, tutto era pronto per l’inaugurazione – venerdì prossimo, primo ottobre – di un nuovo casinò. Albino Prudentino, boss di una rinata Sacra Corona Unita, gestiva oltre lo stretto di Otranto un ampio business incentrato sul gioco d’azzardo. Prudentino era stato lungimirante: “Perché questo lavoro non lo conosceva nessuno”. Con queste parole, intercettate dagli investigatori, il boss spiegava come gli introiti derivanti dal gioco d’azzardo e dai videopoker aprissero nuove possibilità rispetto al contrabbando di sigarette, vecchio business della Sacra Corona. A rompere le uova nel paniere a Prudentino è stata un’azione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brindisi che lo hanno arrestato su ordine della Procura distrettuale antimafia. L’azione è avvenuta contestualmente a una serie di ordinanze di custodia cautelare spiccate contro altri dieci esponenti della malavita pugliese tra cui Daniele Vicientino che, con l’aiuto di Ercole Penna, aveva ricostituito la struttura verticistica della Sacra Corona Unita, fondata da Giuseppe Rogoli – storico boss oggi soggetto al “carcere duro”- al quale però si continuava a fare riferimento. Secondo l’indagine, partita nel 2007 e denominata “operazione Calipso”, Vicientino e Penna avevano riorganizzato il sodalizio che tenne uniti i clan della Sacra Corona ai tempi di Pino...


Lecce, arrestati sedici poliziotti della Stradale

Mag 10th, 2009 | Categoria: news
Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla concussione ambientale i 16 agenti della polizia stradale di Lecce finiti in manette il 12 maggio scorso. L’inchiesta, coordinata dal pm Guglielmo Cataldi della procura di Lecce, è durata sei mesi e si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero costituito un sistema di concussione che permettava loro di taglieggiare almeno un centinaio di imprese del Salento. I poliziotti in cambio di denaro o altri beni materiali garantivano di non controllare le merci di passaggio. Le indagini sarebbero partite da una lettera anonima spedita alla procura contente l’elenco delle aziende favorite. Il sistema sarebbe stato in funzione da ben 20 anni e avrebbe permesso agli agenti di racimolare guadagni extra fino a circa 40mila euro in tre anni. L’associazione a delinquere avrebbe coinvolto 16 poliziotti su 36 agenti della Polstrada. Il procuratore capo di Lecce Cataldo Motta ha dichiarato: «C’è soddisfazione per aver fatto emergere questa situazione molto grave, soddisfazione tuttavia temperata dal fatto che si tratta di agenti di polizia con i quali siamo abituati a lavorare e a condividere gli interventi per la legalità. L’aspetto che crea maggiore amarezza è proprio questo».


Tra supplenza e comando

Lug 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Intenso, delicato, drammatico, inquietante: ecco lo sguardo di Caterina Gerardi nel suo ultimo lavoro sulla vita delle donne nel carcere di Lecce, che nel documentario si raccontano Prima di arrivare nel 1999 al riconoscimento da parte della Corte di Cassazione della possibilità che le donne potessero far parte pienamente di un’associazione mafiosa, le storie giudiziarie dei clan sono state dense di riferimenti a una sorta di inferiorità – anche nel crimine – delle donne: appiattite sulla figura dell’uomo, strumenti inconsapevoli delle attività dell’organizzazione mafiosa, escluse per definizione dall’appartenenza al sodalizio, vittime della volontà maschile o, caso mai, complici obbligate delle condotte dei propri uomini. E infatti per molto tempo non vi è stato un riconoscimento sotto il profilo giudiziario delle loro eventuali responsabilità. Semmai, l’accusa principale era quella di semplice favoreggiamento. Compagne invisibili o complici affidabili? Fino ai primi anni Ottanta del secolo passato le donne, dunque, erano invisibili, apparentemente assenti dalle cronache giudiziarie dei fatti di mafia. È solo negli anni successivi che si iniziano a far sentire le prime voci di donne di mafia sulla scena pubblica: in veste di sostenitrici della presunta innocenza dei propri uomini, in un periodo in cui l’esplosione del fenomeno dei pentiti aveva inferto un...


L’analisi della Dna

Feb 28th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Nella relazione annuale presentata a gennaio, la Direzione nazionale antimafia, guidata dal procuratore Piero Grasso, ha confermato le tendenze della criminalità organizzata registrate in Puglia negli ultimi anni. Ecco una sintesi DISTRETTO DI BARI (Bari, Foggia). La criminalità organizzata barese, scrive il consigliere Giovanni Melillo, presenta una struttura in continua e rapida evoluzione. I principali gruppi criminali, pur in assenza di un comune vertice aggregante, hanno dimostrato di saper mutare i propri assetti organizzativi e relazionali attraverso spaccature e alleanze capaci di determinare il declino o l’ascesa di vecchi e nuovi clan. L’assenza, nel più recente periodo, di contrasti armati tra cartelli e singole compagini criminali storicamente contrapposte rappresenta un successo dell’attività repressiva, ma va letta anche come risultato del tentativo dei capi dei principali gruppi criminali ritornati in libertà (fra essi, in primis, Savino Parisi) di guidare un nuovo processo di espansione criminale e affaristica, attraverso il rinnovo di complessi accordi spartitori relativi ai vari ambiti territoriali e funzionali. La criminalità organizzata di Foggia, nonostante gli sforzi delle attività di contrasto, che pure hanno contribuito a condizionarne gli assetti e le strategie, è invece quella a cui attualmente corrisponde il livello di rischio più grave. La serietà del fenomeno, secondo...