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Antologia di voci ribelli per immagini

Nov 25th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Ferrante
Si chiama Le cicatrici tra i miei denti. Ed è il nuovo libro dell’illustratore e attivista Gianluca Costantini. Un libro che titolo più evocativo non poteva avere. Un libro che sottotitolo più esemplificativo non poteva avere: Antologia e ritratti di poesia in lotta. Già, poesia. Già, lotta. Come un’antitesi, secondo la tradizione angelicata rimandata dalla generazione delle postcard social. Come una verità assoluta, stando ad ammirare il tempo che abbiamo alle spalle. Lo spiega bene, benissimo, impeccabilmente, Davide Brullo, nella postfazione a sua firma. Pagina 131: “La poesia è per i rivoltosi”, scrive. Rivoltoso è chi scrive. Rivoltoso è chi legge. E rivoltosi sono i profili scelti da Costantini. Rivoltosa è Nazik al-Mala’ika, poetessa novecentesca irachena morta nel 2007, quando rivendica un amore “arrabbiato e ribelle, rivoluzione cocente, esplosione”. Rivoltoso Bertolt Brecht con le sue mani che “torniscono granate”. Rivoltosi William Burroghs (“la cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”) e Che Guevara (“Quando saprai che sono morto, dì sillabe strane. Pronuncia: fiore, ape, lacrima, pane, tempesta”), Al Khadra e Primo Levi, Pablo Neruda e Pier Paolo Pasolini, fino a Christa Wolf e Bob Dylan. Così, saltando sulla Storia come saltano i bambini al gioco della campana, Costantini ci offre uno spettro di vite ribelli...