Articoli con tags ‘ lavoro nero ’


Corrotti!

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Narcomafie_11_2010 Braccia, non persone. Questo sono gli immigrati vittime di caporalato, lavoratori senza diritti, preda della criminalità. Da Castel Volturno al Trentino, uomini e donne, in cantiere come in azienda: il mondo del lavoro per chi è straniero è un inferno di abusi e miseria. Intanto, dall’altra parte della linea che divide ricchi e poveri, vittime e carnefici, un cancro si diffonde a ogni livello della società. E’ la corruzione, una pratica tanto diffusa in Italia da valere al nostro paese il 67° posto nella classifica di Transparency International, subito dopo il Ruanda. Un vizio assurdo che impoverisce lo Stato, privandolo di risorse ed energie. (altro…)


Non solo caporalato

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Ornella Obert
Affrontare il tema dello sfruttamento sui luoghi di lavoro non è impresa semplice. Perché per affrontare seriamente e con prospettive di efficacia questo fenomeno, per farlo emergere e contrastare, occorre investigare ed entrare seriamente e a fondo nel grande universo rappresentato in Italia dal lavoro nero. Lo stesso mondo del lavoro “formalizzato” o “regolare” ha subìto negli ultimi dieci anni un vero e proprio terremoto, in termini di cambiamenti e frammentazioni, che ha legittimato situazioni di diseguaglianza tra lavoratori, anche nella medesima azienda, a causa della notevole diversificazione contrattuale. I diritti dei lavoratori si stanno via via assottigliando a fronte di una crisi economica sempre più tangibile e concreta. In questo quadro generale, da cui non si può prescindere, è evidente che i cittadini extracomunitari (ma anche i neocomunitari) sono i soggetti certamente più a rischio di subire ingiustizie sul fronte contrattuale o di entrare nel mondo del lavoro nero o, peggio, del lavoro forzato. La debolezza e vulnerabilità di questi lavoratori è legittimata da una normativa nazionale, la legge Bossi Fini, che ha di fatto trasferito il diritto dal lavoratore al datore di lavoro. A quest’ultimo è affidato in qualche modo il futuro del lavoratore che voglia stabilizzarsi in modo permanente nel nostro...


Terra rossa di sangue

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Chiara Maritato
Tornare a Rosarno è un dovere. A quasi un anno da quel 7 gennaio 2010 in cui il quotidiano sfruttamento si è macchiato con la violenza, a riportarci sui luoghi della rivolta è un documentario che vuole essere memoria. Una memoria dei fatti, ma anche una memoria storica, il ricordo di una terra e di una campagna che ha conosciuto lo sfruttamento e le rivolte ben prima che arrivassero i neri. Una terra in cui i braccianti erano i tanti figli delle famiglie contadine, costretti a giornate intere di lavoro e a misere paghe; oggi i nipoti di quei braccianti sembrano dimenticare che tutto in realtà ha  origini ben precise: sono cambiati gli schiavi, ma i padroni restano gli stessi. Così, il regista Andrea Segre spiega subito che “Il sangue verde”, (vincitore del premio CinemaDoc alla 67 Mostra del Cinema di Venezia, distribuito dalla ZaLab) non vuole essere una ricostruzione dei fatti, quanto piuttosto una testimonianza storica più ampia di che cosa sia stato il lavoro nelle campagne del Mezzogiorno. Per farlo, si è servito di immagini d’epoca, degli anni ’30 e ’40, quando le famiglie, le ’ndrine, erano i guardiani e le rivolte contadine venivano represse nel sangue; il contesto...


Sicilia, il caporalato si tinge di rosa

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
G. Tizian e L. Galesi
L’immigrazione fa da sfondo alla lotta per inquinare la filiera, per sottometterla al controllo della criminalità organizzata. Si tratta di un fenomeno stanziale nel sud est della Sicilia. Il solo comune di Rosolini, 20mila anime nel siracusano agricolo, conta 820 lavoratori stranieri residenti, di cui 459 marocchini contro i 98 rumeni. Avola, Pachino, Portopalo, Ispica, Scicli, su 8.500 lavoratori agricoli i migranti regolari sono tremila. A questi però vanno aggiunti i lavoratori a cui non viene rinnovato il contratto di lavoro e che, a causa della Bossi-Fini, alimentano la manodopera irregolare, stimabile tra il 35-40 per cento. “C’è un fenomeno nuovo – dice Monia Gangarossa del “Forum per l’immigrazione di Vittoria” – per cui i magrebini stanno perdendo il proprio posto di lavoro perché i proprietari delle aziende prediligono i lavoratori di nazionalità rumena che costano meno – in media 15-20 euro – e che non hanno il problema del permesso di soggiorno. Attraverso il Forum vorremmo anticipare lo scoppio di un conflitto sociale”. Il contrasto tra migranti del maghreb e neocomunitari caratterizza tutta la fascia produttiva delle due province siciliane. “Nel 2005 – spiega Giuseppe Scifo segretario Cgil di Vittoria – i lavoratori iscritti negli elenchi dell’Inps erano 24,...


Bergamo e Brescia, il caporalato tra cantieri e vigneti

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Erica Balduzzi
Rumeni ma anche albanesi, egiziani e marocchini: sono loro gli schiavi che, ogni giorno, mandano avanti il lavoro nelle imprese edili bergamasche e bresciane. Completamente dipendenti da chi ha dato loro la possibilità di raggiungere l’Italia e trovare un impiego, ben presto scompaiono nell’anonimato delle braccia sfruttate nei cantieri del Nord. Lavorano per due, tre, quattro mesi a meno di 500 euro al mese, con i quali devono pagare alloggio e caporale. E prendere quei 500 euro non è più un diritto: diventa una fortuna, perché non sempre i soldi arrivano. E’ questa la realtà lavorativa nei cantieri delle provincie di Bergamo e Brescia, fotografata dalla Filca CISL. Un problema per niente nuovo. «Per quanto riguarda la zona di Bergamo e Brescia – spiega Battista Villa, segretario regionale della Filca – c’è sempre stata la cultura delle ’squadre’, una sorta di ’caporalato nostrano’ incentivato dalla frammentazione dell’edilizia. Le grandi aziende – continua – si sono smembrate rispetto all’organizzazione del lavoro a causa dei continui subappalti. Questo ha favorito nel tempo la nascita di sistemi di assunzione poco trasparenti». A questa realtà si è poi legata la mancanza di controlli e certificazioni dell’attività imprenditoriale edile. «Chiunque – afferma Villa – può andare alla...


Trentino, caporalato d’azienda

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Sirio Valent
Quando si parla di caporalato e lavoro nero, si pensa a Rosarno, Castel Volturno, Foggia. Si pensa esclusivamente al Mezzogiorno, alle mafie “classiche”, ai campi di pomodori e agli aranceti. Anche al nord, però, il caporalato prospera, trovando terreno fertile in luoghi come il Trentino Alto Adige, lontani dall’immaginario collettivo quando si connota geograficamente il fenomeno. In questa terra di montagne, uva e mele, accanto a un welfare sociale evoluto e a un modello di autonomia locale avanzatissimo, vivono realtà – nascoste – di sfruttamento e illegalità. I numeri sono modesti, se confrontati con quelli della Puglia o della Calabria, ma non tanto da permettere di ignorare un fenomeno per nulla accidentale. Caporali singoli e bande organizzate si spartiscono l’intermediazione illegale tra coltivatori e lavoratori, nei meleti del Sud Tirolo e tra le vigne della Val d’Adige. Il lavoro nero è radicato nei cantieri edili che spuntano come funghi nelle valli alto atesine, chiudendo subito dopo aver ultimato il lavoro per evitare i controlli. Non viene risparmiato nemmeno il turismo, vero motore economico della regione, dove un cuoco o cameriere su 4 non è iscritto nelle liste degli enti previdenziali e non ha alcun tipo di copertura sanitaria. Il caporalato in...


L’immigrazione necessaria

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Luigi Mosca
Il 18 settembre scorso ricorreva il secondo anniversario della strage di Castelvolturno. La ricorrenza ha destato numerose polemiche, scatenate dagli attacchi dell’attuale sindaco della cittadina domiziana contro le associazioni di volontariato e i movimenti che hanno voluto ricordare le vittime con una cerimonia nel luogo del massacro. Nonostante in questi due anni il Governo e le istituzioni nazionali abbiano spesso utilizzato Castelvolturno e il litorale domizio per ribadire i risultati positivi ottenuti sul piano della lotta alla camorra e all’immigrazione “clandestina” – il famoso “Modello Caserta” – la polemica scatenata dal sindaco Scalzone mostra bene come la questione migratoria tenga ancora inchiodata la politica locale a uno scontro che vede nei migranti il principale obiettivo. Ciò dovrebbe far riflettere chi, ancora oggi, afferma che lo Stato è tornato a governare in questo territorio. In effetti, questo scontro tra l’amministrazione comunale e i migranti e le associazioni di volontariato mostra già come la così detta “lotta all’immigrazione clandestina” sia solo fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Tuttavia, se ciò non dovesse bastare a convincere i sostenitori della “tolleranza zero”, possiamo rivolgerci direttamente al territorio e vedere come si presenta ancora oggi il fenomeno migratorio in questa parte del casertano. Lavorando come antropologo e...


Latina, una guerra tra poveri

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
Gli schiavi che per pochi euro lavorano le campagne nella provincia di Latina sono indiani e accade di incontrarli la mattina, poco dopo l’alba. Silenziosi e leggeri, inforcano una bicicletta e filano via veloci lungo le statali. I più attrezzati hanno un gilet catarifrangente fornito dal sindacato. Misura necessaria visto lo stillicidio di investimenti sempre più frequenti lungo il dedalo di provinciali poco illuminate. Se non c’è un caporale disposto a farsi pagare per un passaggio, prima del tramonto bisogna già essere sui pedali: quando cala la sera l’asfalto non si vede più. Nero come la notte. E i campi sono tutti uguali, verde su verde solcato dalle provinciali e dalle stradine comunali, incroci e viali alberati che sembrano infiniti, come non finissero mai. Borgo Vodice, San Vito, Sabaudia, Bella Farnia, l’asse degli indiani arriva fino a Pomezia: secondo le stime della Flai-Cgil di Latina, nel Lazio sono circa 40mila, di questi oltre il 10% si trova nella provincia di Latina e la maggior parte sono impiegati in agricoltura. Nel casertano, invece, numerosi imprenditori del settore caseario si sono resi conto di come gli indiani siano particolarmente abili nel trattare gli animali e li impiegano nei caseifici dove vivono, lavorano e...


Le braccia e le persone

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
«Ma voi perché siete venuti ’cca? Pe’ i neri? E alluor’scrivete che li extracomunitari se li teniss’ a casa sua chi li ama tanto». Castel Volturno, portineria del municipio. Un tavolo verdognolo, una macchinetta laccata di rosso per distribuire i numeri, di quelle che si usano per gestire le file dei clienti nei supermercati e un vecchio telefono bianco di servizio, occupato da una signora che da dieci minuti sta parlando con qualcuno. «Adesso avvisiamo il sindaco, un momento che il telefono si libera». A pochi chilometri da Casal di Principe, Castel Volturno ancora porta i segni di una delle stragi di camorra più efferate degli ultimi anni. Da quel 18 settembre 2008, quando il commando guidato da Giuseppe Setola trucidò sei migranti riuniti presso una sartoria del paese, sembra siano passati pochi giorni. Il sindaco ancora racconta l’episodio come un regolamento di conti tra mafia nigeriana e camorra, la Caritas e il terzo settore danno invece una spiegazione diversa: i migranti si erano organizzati in un movimento autonomo dai casalesi, per questo sono stati “puniti”. E l’inchiesta nata all’indomani della strage sta confermando questa seconda lettura: non una questione di droga né di pizzo o prostituzione. La Camorra voleva...


La polvere sotto il tappeto

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
La pratica degli sgomberi non funziona se non è accompagnata da un piano di accoglienza che veda impegnate istituzioni e associazioni: così per i braccianti cacciati da Rosarno il destino è stato quello di tornare nel circuito del caporalato e del lavoro nero  (altro…)